Bari, San Nicola inedito con un giubbotto antiproiettile fa discutere. L’artista Cisky: “C’è bisogno di protezione”

Tonaca, barba lunga, bastone… e giubbotto antiproiettile. È l’immagine inedita di San Nicola che sta facendo discutere il capoluogo pugliese alla vigilia della sua festa. Nel centro cittadino sono comparse una decina di grafiche che raffigurano il santo in versione “blindata”, firmate dall’artista Cisky, nome d’arte di Francesco Gabriele e fondatore del progetto “Some Bari to love”.

L’opera nasce, spiega l’autore, da “un bisogno di protezione”. Un messaggio simbolico ma diretto: in un momento segnato da tensioni e recenti episodi di violenza, l’artista ribalta il ruolo tradizionale del santo, suggerendo che oggi siano i cittadini a dover proteggere il proprio simbolo più rappresentativo.

Negli ultimi giorni, infatti, il clima in città si è fatto teso tra sparatorie e omicidi. Episodi che hanno alimentato il timore di possibili ripercussioni proprio durante le celebrazioni dedicate al patrono, con la speranza che il blitz antimafia di questa mattina all’alba possa essere la risposta ferma a tutto. 

Mentre Bari si prepara a celebrare il suo santo, l’immagine di un San Nicola “a prova di proiettile” resta come simbolo potente di un momento delicato: un invito a riflettere, ma anche a non rinunciare all’identità e alle tradizioni della città.

Bari, il pentito Domenico Milella arrestato a Genova per droga: la Commissione gli revoca la protezione

Il nome di Domenico Milella, ex braccio destro di Eugenio Palermiti a Japigia diventato nel tempo collaboratore di giustizia, a novembre è comparso nella lista delle persone arrestate nell’ambito di un’operazione condotta dalla polizia di Genova che ha smantellato un’organizzazione criminale e un vasto traffico di sostanze stupefacenti ramificato in 5 regioni italiane, tra cui la Puglia, e in Spagna.

Milella è stato fondamentale con le sue dichiarazioni nelle ultime inchieste più importanti dell’antimafia a Bari e dal 2020 viveva in una località protetta insieme alla sua famiglia. È rimasto coinvolto nell’episodio relativo a una presunta compravendita di stupefacenti nei pressi di un supermercato, degenerata poi in un tentativo di rapina da parte degli acquirenti. Secondo le indagini Milella avrebbe fatto parte di un gruppo criminale, in cui sono anche altri pugliesi, e operativo in Liguria nell’ambito della vendita e cessione di stupefacenti.

E ora la Commissione centrale di protezione, ovvero l’organo che si occupa proprio della definizione e applicazione delle speciali misure di protezione per i testimoni e i collaboratori di giustizia, ha disposto la revoca del programma speciale al quale era sottoposto con la sua famiglia.

Il provvedimento è stato notificato in carcere dove si trova il 44enne. Ora avrà a disposizione 60 giorni di tempo per impugnare davanti agli organi della giustizia amministrativa il provvedimento. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.