“Bari ti amo! Parola di Zar”, presentato in Comune il libro su Igor Protti: “Una bandiera e un uomo straordinario”

È stato presentato questa mattina, a Palazzo della Città, “Bari ti amo! Parola di Zar”, il libro scritto dal calciatore biancorosso Igor Protti, con la collaborazione dell’inconfondibile voce del Bari, Michele Salomone.

Il nuovo lavoro a cura del giornalista sportivo, che pochi giorni fa ha celebrato il 50° anniversario della sua prima radiocronaca di una partita del Bari, racconta dell’indimenticabile esperienza, tra aneddoti, episodi e storie inedite, vissuta a Bari dall’attaccante che qui disputò quattro campionati da protagonista, compresa la stagione 1995-96 che lo consacrò capocannoniere di serie A con 24 reti. Il libro, pubblicato da GiEmme editore, è nato da un’idea di CasaBari.

All’incontro con la stampa, assieme a Michele Salomone e a Igor Protti che si è collegato telefonicamente con i presenti, sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che ha curato la prefazione, la consigliera comunale Angela Perna, il presidente di CasaBari Gianni Morisco e il giornalista sportivo Fabrizio Nitti, che ha moderato gli interventi. Nel corso dell’evento è stato proiettato anche un videomessaggio di Igor Protti rivolto alla città e a Michele Salomone.

“Quello tra Igor Protti e Bari – ha esordito Vito Leccese – è un legame fortissimo, che ha radici lontane nel tempo ed è rimasto intatto in questi 30 anni. Protti rappresenta un mondo del calcio che non esiste più, perché lui viveva un rapporto vero, autentico con la tifoseria e la città intera. Il suo calcio, come il suo modo di relazionarsi agli altri, è molto presente nei ricordi di chi l’ha visto sul campo o l’ha conosciuto personalmente. Quindi, al di là della bandiera che è stata per la nostra città, Protti incarna perfettamente la passione sportiva barese in un rapporto quasi simbiotico con il territorio. È un uomo straordinario che, in tutti questi anni, ha sempre dimostrato sentimenti di grande affetto e vicinanza verso la città, di cui è cittadino onorario. Peraltro, il fatto che Michele Salomone abbia curato il racconto di quegli anni bellissimi trascorsi a Bari, rende questo legame ancora più prezioso”.

“Prima di rivestire il ruolo di consigliera comunale, sono tifosa e cittadina di Bari – ha proseguito Angela Perna -. E quando mi è stato chiesto se sarebbe stato possibile presentare questo libro a Palazzo della Città, abbiamo subito accolto la richiesta perché questa sala è di fatto lo spazio più rappresentativo dei cittadini e Igor Protti è parte integrante della nostra storia, costituisce una sorta di icona per tutti noi. Questo libro mi fa tornare in mente una serie di ricordi, uno su tutti il titolo di capocannoniere con 24 reti. Ma soprattutto mi ricorda il rapporto vero, sentimentale che Protti è riuscito a creare e a mantenere con la città. Desidero ringraziare la voce del Bari, Michele Salomone, e CasaBari per aver dato vita a questa iniziativa, che richiama a pieno titolo la nostra identità e veicola i valori sani del calcio e dello sport”.

“L’idea è nata davvero in cinque minuti, mentre ero a cena con Gigi e Piero Franco, Michele Salomone e Igor Protti – ha evidenziato Gianni Morisco -. Fummo da subito entusiasti di portare avanti il progetto. E così, grazie alla disponibilità di Michele Salomone, che raggiunse Igor a Cecina, è nato questo libro. Noi ci abbiamo messo del nostro, nel senso che abbiamo contattato tantissime persone, dai giornalisti ai nostri amici, per cercare e raccogliere delle fotografie significative che potessero accompagnare i vari capitoli del racconto. Per noi è stata un’esperienza meravigliosa”.

“Nacque tutto lo scorso 1 aprile: Igor stava benissimo e ci confidò che avrebbe voluto scrivere un libro sulla sua vita, ma in realtà è stato già prodotto un documentario sulla sua carriera calcistica – ha dichiarato Michele Salomone -. Così pensò di raccontare quei quattro anni indimenticabili vissuti a Bari e mi chiese se fossi disponibile ad aiutarlo. Per me era come andare a nozze. Mi sarebbero servite due mezze giornate, quindi decidemmo di incontrarci l’ultima settimana di maggio. Poi mi telefona per dirmi che, dagli accertamenti eseguiti, le cose non stavano andando benissimo e abbiamo dovuto rimandare tutto a fine novembre. Il 28 ci vedemmo a casa sua, dove mi raccontò tutto per sette ore di fila. Lì compresi appieno i valori di Igor, che non sono affatto comuni, anzi, sono piuttosto rari. Sono davvero onorato di aver raccontato la sua esperienza a Bari. Che sia stato un grande calciatore, lo dicono gli almanacchi. Che sia un grande uomo, lo dimostrano le tante volte in cui è venuto qui per portare la sua testimonianza nel corso di eventi solidali. Ciò che posso garantire personalmente è che, in quelle sette ore, ho conosciuto un uomo straordinario, cosa che mi auguro di essere riuscito a trasmettere in queste pagine”.

“Ho imparato da ragazzino che il tifo a Bari non è solo passione, ma un pezzo di storia, di identità, quasi un moto collettivo – ha concluso Antonio Decaro -. Sono passati centinaia di calciatori, alcuni bravi, altri meno, e sono passate anche le bandiere. Igor Protti è una bandiera, perché è rimasto nel cuore dei tifosi. Per i tifosi è stato un grande campione, capace di vincere il titolo di capocannoniere in serie A mentre la squadra retrocedeva. Ma Igor è soprattutto un grande uomo. Questo libro ci accompagna anche nella sua vita personale, raccontando la storia di quello che lui chiama il “babbo”, cui era molto legato. In questo momento particolare lo sento spesso, quasi settimanalmente, e come mi ha emozionato sul campo nel corso degli anni, mi emoziona oggi anche la sua storia umana, raccontata con grande sapienza da Michele Salomone, come se ogni pagina di quel libro fosse un pezzettino della stoffa di quella bandiera che ha rappresentato per noi del Bari. È una storia bella, forte, che andrebbe fatta leggere a più persone”.

Il Bari sprofonda, Salomone: “Momento drammatico”. Caputo: “Inconcepibile rifiutare questa piazza”

Alla presentazione del libro di Giorgio Perinetti e Michele Pennetti Quello che non ho visto arrivare tenutasi presso il Circolo Canottieri Barion nella giornata di ieri sono accorse molteplici personalità del panorama calcistico. Tra le quali, oltre ad alcuni rappresentati della SSC Bari, c’erano anche l’ex biancorosso Ciccio Caputo ed i giornalisti Michele Salomone (moderatore dell’incontro) e Franco Cirici.

A loro è stato chiesto di analizzare il periodo turbolento che si sta vivendo in casa Bari. Tra promesse ed ambizioni mai realizzatisi ed un mercato che sta lasciando più dubbi che certezze si fatica a vedere uno spiraglio di luce in fondo al buio tunnel. Nelle ultime ore al centro della polemica c’è la riconferma dell’area tecnica.

Nessuna sorpresa per il mancato ribaltone. Dal punto di vista del giornalista Franco Cirici c’è molta delusione per non aver compreso in quali acque stia navigando la squadra: “Il cambiamento l’avrebbero dovuto proporre a novembre. Ora è troppo tardi”. Per l’ex giocatore del Bari Ciccio Caputo la situazione andrebbe risolta con l’unione di intenti. I biancorossi, secondo Caputo, dovrebbero provare ad isolarsi dal contesto per riemergere quanto prima dai bassifondi della classifica.

Circa il tema pressione al San Nicola Caputo tuona: “Se accetti di venire a giocare in una piazza come Bari non puoi dire di avvertire pressione. Sono dispiaciuto nel sentire che alcuni giocatori rifiutino la realtà. Da un lato però li capisco. La classifica parla”.

Dal punto di vista del giornalista Michele Salomone la situazione è alquanto chiara: “Il Bari è un paziente con l’elettroencefalogramma piatto, è malato. Non si può e deve scherzare. Molte società si sono rinforzate realmente”.

Il dato certo è che urgono rinforzi. Calciatori in grado di poter essere di reale aiuto per la causa Bari. Nella settimana dovrebbero essere chiuse massimo tre trattative così da agevolare l’operato di mister Vivarini per la partita casalinga dei biancorossi contro lo Juve Stabia in programma sabato alle 19:30 allo Stadio San Nicola.

 

Orologio rubato all’aeroporto di Pisa, disavventura per Michele Salomone: “Perso dopo aver superato il varco”

Durante i controlli allo scanner all’aeroporto di Pisa si è accorto che l’orologio in acciaio e oro che aveva riposto in una vaschetta insieme a un portacarte in metallo, alla giacca e alla sciarpa, era sparito. Ha segnalato l’accaduto al personale addetto alla sicurezza, ma nemmeno le immagini della videosorveglianza hanno aiutato a fare chiarezza.

La disavventura è capitata a Michele Salomone, giornalista sportivo barese, che aveva seguito in Toscana la gara in trasferta della squadra biancorossa con il Pisa. Al suo rientro a casa il cronista ha presentato denuncia alla stazione dei carabinieri di Bari Principale. “Metto in vaschetta giacca, orologio, sciarpa e un fermaglio. Supero il varco – ricostruisce Salomone in un post su Facebook – senza che suoni e nella vaschetta non trovo questo Breitling regalatomi nel 1993 dai miei suoceri in occasione del matrimonio. Mi dicono di stare tranquillo, tanto ci sono le immagini di sorveglianza. Ma poi mi dicono che non sono esaustive, che non si vede il mio deposito dell’orologio e mi assicurano che nessuno ha messo le mani nella vaschetta. Chiedo di vedere le immagini. Non si può. Ma le immagini pare non abbiano immortalato neanche i passeggeri, una coppia, che erano dietro di me. Ma come? E se fossero terroristi?”. Salomone avverte: “La storia non finisce qui. Non è possibile subire un furto in quello che dovrebbe essere uno dei posti più sicuri al mondo”.