Sanità Puglia, problemi ai server: in tilt il sistema informatico. Bloccato anche il portale della Regione

La piattaforma Edotto è in down a causa di un problema attribuito a InnovaPuglia e oggi, 17 ottobre, i sistemi informartici che gestiscono la sanità pugliese sono in tilt.

Problemi per tutti. A partire dai sistemi del Cup fino ai tablet che forniscono il servizio di Telecardiologia, passando per i sistemi informatici in uso alle ambulanze del 118.

Non funziona neppure il portale sanita.puglia.it. Dalla Regione annunciano i tempi di risoluzione non sono ancora determinabili.

AGGIORNAMENTO 11.20 – Problemi risolti al server, il sistema informatico è ripartito.

Sanità Puglia, l’allarme di Gimbe: “Nel 2024 in 400mila hanno rinunciato alle cure” – IL REPORT

Nel 2024 il 10,9% dei pugliesi (424 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2023. Sono questi alcuni dei dati presenti nell’ottavo rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Ssn (Servizio sanitario nazionale).

Per quel che riguarda il capitale umano impegnato in ambito sanitario, secondo il report, in Puglia nel 2023 si registrano 10,8 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); 1,74 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85); 4,41 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7).

Nello stesso anno il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 228 (punteggio max 300).

Secondo l’analisi Gimbe, la Puglia si posiziona al decimo posto tra le regioni e province autonome ed è risultata adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg). Rispetto al 2022, nel 2023 il punteggio totale della regione è migliorato (+2).

In dettaglio, dalla valutazione dei 26 indicatori, suddivisi in tre aree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), la Puglia si colloca: in 11esima posizone per l’area della prevenzione; 14esima per l’area distrettuale e nona per l’area ospedaliera.

Sul fronte della mobilità sanitaria regionale, secondo il report, nel 2022 si registra un saldo negativo rilevante, pari a – 230,2 milioni di euro – in aumento di 98,7 milioni di euro rispetto al 2021.

Quando l’intelligenza artificiale sostituirà definitivamente l’uomo? Una transizione senza allarmismi

Pur senza cadere nel distopico, sembra ormai questione di tempo il fatto che l’intelligenza artificiale possa sostituire o aiutare l’essere umano nell’ambito lavorativo, così come in altri aspetti. D’altronde, questo in parte sta già avvenendo. Ma quali sono i settori in cui questa transizione (guidata) sarà più veloce?

Uffici e professioni amministrative

Secondo il report “Future of Jobs 2025”, fino a 92 milioni di posti di lavoro potrebbero essere sostituiti dall’AI entro il 2030, ma si prevedono anche 78 milioni di nuove occasioni di impiego. I ruoli maggiormente a rischio includono quelli a carattere ripetitivo: addetti alla segreteria, bookkeeping, analisi dati basilari. Una stima di McKinsey indica che circa il 60% dei lavori statunitensi sarà significativamente modificato entro il 2030 .

Aziende come Goldman Sachs o Morgan Stanley stanno usando modelli linguistici per redigere documenti complessi – fino al 95% di un prospetto in pochi minuti. Allo stesso modo, Salesforce dichiara che il 30‑50% del lavoro interno è già svolto da AI agenti. Il risultato? I lavoratori sono sollevati da compiti ripetitivi, concentrandosi su decision making, relazioni e creatività.

Finanza e consulenza legale

Nel settore finanziario l’integrazione dell’AI è massiccia. Goldman Sachs, JPMorgan e altri investiti stanno automatizzando attività come la raccolta dati, il calcolo di modelli e la preparazione di presentazioni . Stime parlano di una riduzione tra il 10% e il 30% del personale entry-level.

Nel campo legale, strumenti di legal research automatizzata sono in grado di analizzare testi, identificare precedenti e persino generare bozze di documenti, riducendo la necessità di figure come i paralegali. Nonostante ciò, permangono ruoli umani fondamentali per l’esercizio del giudizio, dell’etica e dell’empatia.

Sanità e assistenza

L’AI sta già rivoluzionando la medicina: dalla diagnostica per immagini all’analisi di nuovi farmaci. Alcuni sistemi riducono di dieci volte tempi e costi nella scoperta di terapie per il Parkinson. Tuttavia, il ruolo umano resta insostituibile per il giudizio clinico, la relazione medico‑paziente e la gestione delle emozioni, aspetti fondamentali che l’etica – fin dagli anni Settanta con Weizenbaum – considera irrinunciabili . In ogni caso, l’automazione può supportare infermieri e caregiver, alleggerendo il carico di routine e verifiche standard nel mondo della sanità.

Giornalismo e comunicazione

I software generano già articoli su basi di dati o notizie immediate: l’Associated Press produce bollettini finanziari, Thomson Reuters scrive resoconti sportivi . La generazione automatica non intende eliminare il giornalista: serve anzi a liberare risorse per approfondimenti, inchieste e analisi critiche. Nonostante la proliferazione di “robot‑journalism”, il valore aggiunto dell’investigazione, dell’intervista e della contestualizzazione resta prerogativa umana.

Settore manifatturiero e robotica

Secondo MIT e Boston University, l’AI potrebbe sostituire fino a 2 milioni di lavoratori nel manifatturiero già nel 2025. TomTom ha tagliato 300 posti in favore di automatizzazione nei processi. D’altra parte, nel campo della robotica avanzata – come gli agenti autonomi in magazzini o impianti – nascono anche nuove professioni, in particolare dedicate a programmazione, manutenzione e supervisione che integrano competenze meccaniche ed informatiche.

Amazon, ad esempio, ha creato oltre 500 posizioni legate alla robotica: l’AI non elimina l’uomo, ma trasforma i ruoli da esecutivi a professionali, sopra la linea dell’automazione.

Gaming e intrattenimento digitale

Il mercato globale degli strumenti AI per il gaming crescerà dai 2,44 miliardi di dollari del 2024 a quota 2,89 miliardi nel 2025, con un CAGR del 18,8%. L’AI viene usata oggi per:

  • generare ambienti 3D in tempo reale tramite GAN, potenzialmente riducendo l’impiego di designer per asset ripetitivi;
  • gestire NPC sempre più complessi, che si adattano al comportamento del giocatore grazie a strategie di reinforcement learning;
  • potenziare grafica (es. DLSS 4, presente su oltre 125 giochi e console come Nintendo Switch 2 consegnata a giugno 2025).

In questo contesto, i giochi slot machine digitali integrano AI per personalizzare l’esperienza utente e, anche se sono in arrivo giochi AI-native da studi indie, i grandi giochi AAA nel 2025 restano ancora prevalentemente tradizionali, adottando gradualmente strumenti AI.

Trasporti e logistica

AI e robotica stanno avanzando in settori come i trasporti: taxi autonomi e droni per consegne in aree urbane non sono più pura fantascienza. In logistica, il picking automatizzato, i veicoli senza conducente e i droni stanno già ridisegnando le catene di distribuzione. Anche qui, restano fondamentali operatori di supervisione, sicurezza e manutenzione.

Ibridi umani‑macchina: l’AI cooperativa

Molti esperti ritengono che l’approccio vincente non sia la sostituzione totale, ma la cooperazione. Andy Jassy di Amazon sostiene che l’AI rende i dipendenti più produttivi eliminando compiti banali. Il professor Bill Narula immagina videogiochi (e contesti più ampi) in cui miliardi di utenti collaborano con AI, creando nuovi lavori e opportunità.

Verso un equilibrio tra automazione e umanità

Il progresso dell’intelligenza artificiale non fa tabula rasa dell’uomo. Quello che rende davvero cruciale il periodo attuale è la capacità di reinventarsi. Mentre compiti ripetuti vengono delegati alle macchine, emergeranno nuove figure professionali: sviluppatori di AI, eticisti, supervisori, creatori, analisti di sistemi generativi e formatori di algoritmi.

Inoltre, professioni fondate su empatia, creatività, giudizio contestuale e cura – come educatori, terapisti, infermieri, creativi – non solo resisteranno, ma assumeranno maggiore valore, proprio perché meno replicabili da una macchina.

L’intelligenza aumentata non è un pericolo, ma una sfida: integrare macchine intelligenti in ruoli complementari agli umani, valorizzando ciò che solo noi sappiamo fare: capire, creare, sentire, distinguere. Così, il futuro non sarà né distopico né alienante, ma un nuovo capitolo della collaborazione tra mente umana e artificio intelligente.

Prenota risonanza ma l’appuntamento è a marzo 2027: “Schifato è una vergogna. Chissà se sarò vivo”

“Come si fa a non lamentarsi della sanità pugliese? Oggi vado al Cup per prenotare una risonanza e mi danno la prima disponibilità per il 27 Marzo 2027. Ma vi sembra una cosa normale? E come dire alle persone: andate altrove e a pagamento. E’ una vergogna”.

Lo dice all’ANSA Piero Vernile, operaio dello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Taranto, che si è recato al centro prenotazioni per fissare una risonanza magnetica senza contrasto alla rachide cervicale, ottenendo il primo accesso al 27 marzo 2027 per un esame all’ospedale di Castellaneta. Periodicamente avverte dolori, e vista l’attività che fa il medico gli ha prescritto di fare approfondimenti.

“Sono schifato. La politica – aggiunge – non fa nulla, solo chiacchiere da salotto e campagne elettorali. Noi lavoratori dell’ex Ilva siamo esposti a cancerogeni, chissà sé tra due anni sarò ancora vivo. Questa è la Puglia e questo è lo Stato italiano”.

Sanità, il report di Gimbe: in Puglia il 37% dei medici di base supera il massimale di 1500 assistiti

Il 35% dei medici di medicina generale (Mmg) in Puglia supera il massimale dei 1.500 assistiti contro una media nazionale del 51,7%. Lo indica il rapporto della Fondazione Gimbe sui medici di base elaborato con i dati Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati).

Dal report emerge che in Puglia il numero medio di assistiti è di 1.325 (medica nazionale 1.374). Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 Mmg ogni 1.200 assistiti, al primo gennaio 2024 in regione mancano 267 medici. Nel periodo tra il 2019 ed il 2023, in medici di medicina generale in Puglia si sono ridotti del 25,8%, a fronte di una media nazionale del 12,7%.

C’è un altro elemento che viene evidenziato per la Puglia nell’analisi della Fondazione Gimbe: nel 2024 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati inferiori ai posti disponibili. In particolare -33 candidati (-17%) rispetto alle borse finanziate (media Italia -15%).

Assistenza sanitaria, il report del Ministro: la Puglia è tra le 13 regioni sufficienti per le cure essenziali

Nel 2023 tredici Regioni e Province Autonome, tra cui la Puglia, sono state in grado di raggiungere la sufficienza in tutte le aree dell’assistenza sanitaria (prevenzione, assistenza distrettuale, assistenza ospedaliera). Quattro sono state bocciate in due aree e altrettante in una sola area.

È quanto emerge dal Monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza realizzato dal ministero della Salute che mostra come nel complesso, il servizio sanitario nazionale migliora sul fronte dell’assistenza ospedaliera, ma arranca sulla prevenzione e le cure territoriali.

Secondo il Monitoraggio, che l’ANSA ha potuto visionare, le Regioni completamente adempienti sono Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna.

Quattro le Regioni che non hanno raggiunto la sufficienza in due aree dell’assistenza: Valle D’Aosta (distrettuale e ospedaliera), Abruzzo, Calabria, Sicilia (prevenzione e distrettuale). Altrettante quelle sotto la soglia limite in una sola area: P.A. Bolzano, Liguria e Molise (prevenzione), Basilicata (distrettuale). Tra le Regioni completamente adempienti, i punteggi medi più alti sono stati registrati da Veneto, Toscana, P.A. di Trento, Emilia Romagna e Piemonte. In coda alla classifica, la Calabria, preceduta da Valle d’Aosta, Sicilia Abruzzo e Basilicata.

In generale il documento mostra che in tutto il Paese migliora l’area ospedaliera, con una sola Regione (la Valle d’Aosta) che non raggiunge il punteggio minimo. La prevenzione, dopo il crollo subito nel 2020 a causa della pandemia, fatica a risollevare la testa. Mentre osservata speciale è l’area delle cure territoriali: ci si aspettavano i primi effetti benefici della riforma dell’assistenza territoriale, che tuttavia per il momento non sono ancora emersi dalla rilevazione.

Ospedali San Cataldo, Moscati e SS. Annunziata: l’appello di Emiliano a Schillaci per potenziare la Sanità tarantina

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha inviato al Ministro della Salute, prof. Oronzo Schillaci, una lettera per una richiesta di finanziamento straordinario per le strutture sanitarie nella città di Taranto.

Nell’area di Taranto – si legge nella lettera di Emiliano a Schillaci – indagini ambientali ed epidemiologiche hanno documentato una compromissione dell’ambiente e dello stato di salute dei residenti con eccessi di mortalità comunale per malattie dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e per diverse sedi tumorali; per queste cause la mortalità e le ospedalizzazioni confermano eccessi nei quartieri più vicini alla zona industriale.

I dati epidemiologici mostrano, in entrambi i generi, eccessi per cause per le quali il ruolo eziologico delle esposizioni ambientali del sito siderurgico è accertato o sospettato sulla base della valutazione a priori delle evidenze epidemiologiche. In particolare, tale circostanza vale per tutte le cause, tutti i tumori (inclusi tumore del polmone e della pleura), le demenze, le malattie del sistema circolatorio (incluse la malattia ipertensiva e la malattia ischemica del cuore), le malattie dell’apparato respiratorio (incluse le malattie respiratorie acute) e le malattie dell’apparato digerente (inclusa la cirrosi epatica). L’analisi dei trend temporali mostra tassi di mortalità superiori alla media regionale, in entrambi i generi; per lunghi periodi i tassi sono superiori anche alla media nazionale.

Il Direttore Generale della ASL di Taranto – prosegue la lettera di Emiliano a Schillaci – ha trasmesso quindi un Programma di attività e investimenti con riferimento a:

a) attivazione nuovo Ospedale San Cataldo: investimenti e assunzione di personale;

b) rifunzionalizzazione Ospedale SS Annunziata di Taranto;

c) istituzione dell’Ospedale di Base presso la città di Statte con relativo Pronto soccorso (Moscati).

A) Nuovo Ospedale San Cataldo. Il nuovo Ospedale si configura come una importante risposta per il territorio tarantino, in termini assistenziali, tale da determinare una offerta più qualificata ed organizzata, avvalendosi anche di tecnologie innovative.

“Appare evidente – si legge – che l’attivazione del nuovo Ospedale richiede specifiche procedure assunzionali, la cui copertura non può essere garantita dai tetti vigenti, nei limiti dello stanziamento massimo previsto dalla normativa vigente in materia. Una stima dei costi del personale necessario si aggira intorno ai 70 milioni di euro.

Gli ultimi dati epidemiologici disponibili rilevano, con riferimento all’incidenza dei tumori (2018-2021), eccessi di rischio rispetto al confronto con il resto della regione in entrambi i sessi per il complesso delle neoplasie, per il tumore del polmone, della vescica, dei melanomi della pelle, dell’encefalo. Importanti eccessi di rischio di ospedalizzazione (dati aggiornati al 2023) si osservano per le patologie cardiovascolari, acute e croniche, le patologie respiratorie, acute e croniche, le patologie dell’apparato digerente. Anche i tassi di prevalenza delle principali patologie croniche (dati aggiornati al 2022) risultano più elevati dei valori regionali. La realizzazione del nuovo Ospedale si inquadra in una strategia nazionale e regionale che punta al potenziamento dell’offerta sanitaria in un territorio caratterizzato, tuttora, da rilevanti criticità nel profilo di salute che richiedono presidi di diagnosi e assistenza di eccellenza al fine di poter corrispondere adeguatamente alla specifica vulnerabilità sanitaria che affligge la popolazione tarantina, e che determina, al momento, anche una mobilità passiva extraregionale importante, con un costo che, nel 2023, è risultato pari a circa 35 milioni di euro. Infatti, il Nuovo Ospedale consentirà di attivare più di 700 posti letto.

B) Ospedale SS Annunziata di Taranto. La Direzione strategica della Asl di Taranto ha previsto la riconversione dell’edificio monoblocco SS. Annunziata di Taranto a seguito del trasferimento delle attività ospedaliera al nuovo ospedale San Cataldo:

1. Attività rete territoriale (DM 77/2022);

2. Attività da concordare con il Comune (avviato un tavolo tecnico). In particolare, la riconversione dell’edificio monoblocco SS. Annunziata di Taranto a seguito del trasferimento delle attività ospedaliera al nuovo ospedale San Cataldo, prevede: • Casa di Comunità HUB; • Ospedale di Comunità (40 posti letto); • Hospice (40 posti letto); • Residenza Sanitaria Anziani (20 posti letto); • RSA R1 (40 posti letto).

C) Ospedale di Base presso la città di Statte con relativo Pronto soccorso. Tenuto conto del bisogno di salute della popolazione della città di Taranto e considerato l’elevato numero di accessi in Pronto soccorso presso l’Ospedale “SS. Annunziata”, si rende necessaria la istituzione di un Ospedale di Base, ai sensi del D.M. n. 70/2015 nella città di Statte, ove attualmente insiste l’Ospedale “Moscati”, con prevalente vocazione oncologica. In particolare, la istituzione dell’Ospedale di Base presso la struttura ospedaliera “Moscati”, consentirebbe di attivare un Pronto Soccorso, rivolto soprattutto alle patologie onco- ematologiche, pneumologiche nonché alle altre patologie riferite prevalentemente alle discipline mediche e non chirurgiche, che determinano un eccessivo sovraffollamento del P.S. dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto.

Infine, per quanto attiene gli accessi in pronto soccorso, si rappresenta che la concentrazione maggiore è riferita all’Ospedale Ss. Annunziata di Taranto (pari al 45% degli accessi quotidiani della Asl di Taranto), pertanto si ritiene che l’attivazione del Pronto soccorso presso l’Ospedale “Moscati” di Taranto, potrebbe alleggerire la pressione quotidiana sul P.S. di Taranto. Tenuto conto, altresì, del bacino di utenza previsto dal D.M. n. 70/2015, si ritiene che sia quanto mai necessario ed indispensabile istituire un Ospedale di base presso la città di Statte, con la relativa attivazione del Pronto soccorso”.

Le spese aggiuntive previste dal 2026 riguardano il nuovo ospedale San Cataldo, comprese le attività di Sanitaservice per 72.284.420 euro.

Per il “Moscati” (secondo pronto soccorso) saranno necessari altri 10.503.858 euro, per un totale di 82.788.279 euro .

Per la rifunzionalizzazione del “SS.Annunziata”, con adeguamento antisismico saranno necessari infine una tantum 19.759.439 euro

“Pertanto – scrive Emiliano al ministro – si chiede una deroga rispetto ai vigenti limiti di spesa per poter procedere con quanto necessario. Per sostenere le attività illustrate, si ritiene che, considerati i vigenti vincoli di spesa, nonché le prescrizioni del Piano di rientro, sia necessario chiedere uno specifico finanziamento al Ministero della Salute, in deroga ai vincoli di spesa, soprattutto per quanto attiene il piano assunzionale, attraverso una specifica norma di legge”. In allegato, le schede a cura della Asl Ta.

In Puglia l’8.4% dei cittadini rinuncia alle cure, Gimbe: “Spesa sanitaria di 499 euro contro media di 730 euro”

In Puglia nel 2023 l’8,4% dei cittadini ha rinunciato alle cure contro una media nazionale del 7,6%. Nella regionale la spesa sanitaria pro-capite è pari a 499 euro, contro una media Italia di 730 euro.

È quanto emerge dal Report dell’Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, commissionato dall’Osservatorio Nazionale Welfare & Salute (Onws) e presentato al Cnel.

In generale – viene evidenziato – le Regioni con migliori performance nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) registrano una spesa pro-capite superiore alla media nazionale, mentre quelle del Mezzogiorno e/o in Piano di rientro si collocano al di sotto.

Questo dato conferma sia che il livello di reddito è una determinante fondamentale della spesa out-of pocket, sia che il valore della spesa delle famiglie – al netto del sommerso – non è un parametro affidabile per stimare le mancate tutele pubbliche, perché condizionato dalla capacità di spesa individuale.

Sempre più pazienti pugliesi vanno a curarsi al Nord, il report del Gimbe: saldo negativo in aumento di 99 milioni

In Puglia nel 2022 si rileva un saldo negativo della mobilità sanitaria regionale, di 230 milioni di euro, in aumento di 98,7 milioni rispetto al 2021. È quanto emerge dai dati elaborati dalla Fondazione Gimbe che confermano anche “il peggioramento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un flusso enorme di pazienti e di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto”.

Il report fa riferimento alla differenza tra le risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove. La Puglia si colloca al quarto posto per il volume di debiti (389 milioni circa), mentre all’ottavo posto per crediti (159 milioni).

Insieme a Calabria, Campania, Lazio e Abruzzo la Regione Puglia rappresenta il 78,8 % del saldo passivo. Secondo il report della Fondazione Gimbe, oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche fuori regione finisce nelle casse della sanità privata accreditata.

Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza, viene evidenziato, e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Puglia si colloca al terzo posto con le strutture private che erogano il 70,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,4%).

Sanità Puglia, l’annuncio di Piemontese: “Concorsi unici regionali per assumere 2000 infermieri e 1000 Oss”

Definite le procedure per l’assunzione di infermieri e operatori socio sanitari in tutte le aziende sanitarie pugliesi. “Per garantire una copertura adeguata del fabbisogno prevediamo sia necessario assumere circa 2.000 infermieri e 1.000 Oss. Per il reclutamento di questi operatori della sanità saranno indetti concorsi unici regionali, gestiti da aziende capofila”, spiega il vice presidente e assessore alla sanità della Regione Puglia, Raffaele Piemontese.

Per il reclutamento degli infermieri è stata individuata come capofila la Asl Bari, per gli Oss la procedura concorsuale sarà avviata dal Policlinico Riuniti di Foggia.

“Per i medici – ricorda l’assessore – con l’approvazione da parte della Giunta regionale dei nuovi tetti di spesa per il personale, abbiamo sbloccato le assunzioni e quindi le aziende possono procedere direttamente al reclutamento di oltre 450 medici specializzati”.

“Infine, in accordo con le organizzazioni sindacali, abbiamo previsto di dare priorità alle procedure di mobilità interaziendale prima di avviare i bandi per i nuovi concorsi. L’obiettivo è quello di consentire ai professionisti di lavorare in modo stabile nella sanità pubblica pugliese, garantendo al contempo alle nostre aziende sanitarie la disponibilità di personale qualificato e pronto a entrare in servizio”, conclude Piemontese.