Avrebbe installato una sorta di trojan sul cellulare della compagna per leggere le sue conversazioni su WhatsApp e conoscere in anticipo i suoi spostamenti. Per questo un 53enne di Taranto è finito a processo con l’accusa di accesso abusivo a un sistema telematico.
A insospettire la donna furono alcune informazioni sulla sua vita che l’uomo sembrava conoscere senza che lei gliele avesse mai raccontate. Messo alle strette, il 53enne avrebbe confessato, senza sapere che la compagna stava registrando la conversazione.
La registrazione è poi finita agli atti dell’indagine della Procura distrettuale di Lecce. I fatti contestati risalgono al periodo tra marzo e giugno 2022, mentre la denuncia è stata presentata nell’ottobre dello stesso anno.
L’iter giudiziario è stato però lungo: per due volte il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo insufficienti gli elementi per sostenere l’accusa.


