Finta banca, investimenti trappola e schema Ponzi: 500 vittime in tutta Italia. Truffati anche a Bari

La Guardia di Finanza di Ancona ha scoperto un presunto sistema bancario abusivo basato su uno schema Ponzi, capace di movimentare oltre 4 milioni di euro e coinvolgere più di 500 persone in tutta Italia.

L’organizzazione era attiva anche in Puglia, in particolare nella provincia di Bari, dove venivano proposti falsi investimenti ad alto rendimento mascherati da “Cashback”, attraverso il passaparola e i social network.

Le indagini hanno portato a misure cautelari, sequestri di conti correnti e all’oscuramento della piattaforma online utilizzata per la presunta frode.

Titoli di studio falsi, stessa sede e partita iva. Universo Docente: “Noi truffati. Andiamo avanti”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.

Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.

Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio, aver parlato con Cianci del tribunale mediatico e di quello social con la dottoressa Catalano,  ci siamo recati nella sede di Universo Docente. Dopo il dissequestro alla società con sede a Trani, la stessa dei tempi dello scandalo tanto da mantenere anche la partita iva, è stata riattivata la fornitura di energia elettrica.

Siamo stati negli uffici e abbiamo rincontrato la dottoressa Catalano che, insieme al suo staff, sta ricontattando tutti i corsisti rimasti improvvisamente senza assistenza a causa dell’arresto e dei problemi giudiziari. “L’obiettivo – ha detto la Catalano – è quello di contattare uno a uno chi ha regolarmente stipulato un accordo con noi e analizzare insieme a ciascuno dei corsisti la situazione specifica. Siamo certi di poter recuperare molte delle questioni irrisolte, dando loro la possibilità di riprendere il proprio percorso di studi”.

Abbiamo girato l’intervista all’indomani dell’udienza del processo Modaffari, quella in cui sul banco degli imputati è finita la principale accusata di questa truffa. Per Maria Saveria Modaffari non c’è stato il tempo sufficiente per rispondere a tutte le domande fattele dall’avvocato dei coniugi Cianci e Catalano, dunque è stata fissata una nuova udienza, a ottobre prossimo, per consentire al legale di terminare l’escussione della Modaffari.