Foggia calcio, revocata l’amministrazione giudiziaria: il club rossonero torna alla piena gestione

Il Tribunale di Bari ha revocato l’amministrazione giudiziaria della Società Calcio Foggia 1920, restituendo al club la piena gestione delle proprie attività. La decisione è stata assunta dalla Terza Sezione Penale – Tribunale della Prevenzione, che ha riconosciuto l’esito positivo del percorso di risanamento e bonifica aziendale.

Nel provvedimento, i giudici hanno ritenuto cessati i presupposti che avevano portato all’applicazione della misura, accogliendo le argomentazioni presentate dal legale della società, l’avvocato Roberto de Rossi.

In una nota ufficiale, il Foggia ha ringraziato l’amministratore giudiziario, il professor avvocato Vincenzo Vito Chionna, per il lavoro svolto durante questi mesi, e l’avvocato De Rossi per il contributo che ha portato al raggiungimento di questo importante risultato.

Il bilancio dell’attività svolta e le prospettive del nuovo corso societario saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa in programma giovedì 23 luglio, alle ore 12, nella sala stampa “Fesce” dello stadio Pino Zaccheria di Foggia.

Bari, c’è la proroga: Amtab in amministrazione giudiziaria per altri 6 mesi. Il rebus dei dipendenti sospesi

Arriva la proroga di 6 mesi per l’amministrazione giudiziaria dell’Amtab dopo la richiesta della Dda di Bari. Il Tribunale di prevenzione manterrà dunque il controllo rafforzato, è prevista un’altra eventuale proroga di altri 6 mesi che porterebbe ad un totale di 2 anni.

Alla proroga non si è opposto l’amministrazione giudiziario Luca D’Amore. Resta però un rebus la posizione dei quattro dipendenti sospesi, coinvolti nell’inchiesta Codice Interno. Ovvero Dario Loporchio, Tommaso Lovreglio, Massimo Parisi (fratello del boss Savinuccio) e Michele De Tullio.

Tutti, ritenuti vicini al clan di Japigia, hanno infatti impugnato i provvedimenti davanti al Consiglio di disciplina. La decisione è attesa a fine dicembre, i dipendenti potrebbero essere licenziati o reintegrati, ma tutti restano imputati nel processo Codice Interno che si concluderà entro l’estate.

In più contro Lovreglio, Parisi e De Tullio l’Amtab si è anche costituita parte civile, preannunciando una richiesta di risarcimento danni di 2,3 milioni di euro. Oggi sarà discussa davanti al gup Ronzino. È infatti in programma l’udienza destinata alle discussioni delle parti civili. Oltre l’Amtab ci sono Regione Puglia, Comuni di Bari e Altamura, ministeri dell’Economia e dell’Interno, associazione Libera. A riportarlo è La Repubblica.