Intervento record a Brindisi, asportato tumore ovarico di 13,5 chili: 72enne dimessa in pochi giorni

Una donna di 72 anni di Mesagne è stata sottoposta con successo a un delicato intervento chirurgico all’ospedale Perrino di Brindisi, dove i medici hanno asportato una gigantesca massa ovarica di 52 centimetri di diametro e del peso di 13,5 chili.

La paziente si era presentata al pronto soccorso accusando forti dolori addominali e ipertensione. Gli esami diagnostici hanno evidenziato il tumore, rendendo necessario il ricovero immediato nel reparto di Ginecologia e Ostetricia. L’operazione è stata eseguita dall’équipe diretta dal dottor Massimo Stomati, in collaborazione con il reparto di Anestesiologia.

Negli anni la donna aveva attribuito il progressivo aumento del volume addominale e del peso ai normali effetti dell’età, senza sottoporsi a controlli ginecologici, l’ultimo dei quali risaliva a circa quarant’anni prima.

Secondo i medici, molti dei disturbi accusati erano causati dalla compressione esercitata dalla massa sugli organi e sui principali vasi venosi. Il decorso post-operatorio è stato regolare e la paziente è stata dimessa dopo pochi giorni in buone condizioni di salute.

Voglia di sushi a Pasquetta, conto da 137 euro: Rosa e l’altro genio della truffa in fuga dal Gohan

I geni del crimine hanno colpito ancora, questa volta nel giorno di Pasquetta. A quanto pare i moschettieri hanno il debole del sushi. Dopo Sushic, è toccato infatti a Gohan vedere sfumare nell’aria un conto da 137 euro. Protagonista sempre Rosa e un altro uomo.

Ricordiamo i vari colpi messi a segno nelle ultime settimane. La banda è scappata via dal Cortigiano senza pagare un conto da 400 euro, dal Jamboree dopo aver consumato dolci e amari, dal già citato ristorante giapponese Sushic e dalla pizzeria Da Donato. Rigorosamente senza spendere nemmeno un centesimo.

Non solo bar, ristoranti e pizzerie. Da anni la banda mette a segno furti anche nei supermercati. La situazione è delicata, anche perché di mezzo c’è un minore, finito in comunità con la sua mamma. Siamo riusciti a risalire alla loro identità e ci siamo presentati a casa loro, ma nessuno ci ha risposto o aperto la porta.

Pare, secondo le informazioni in nostro possesso, che l’assistente sociale non fosse a conoscenza di tutta questa storia e che l’abbia appresa tramite i nostri video. Intanto Rosa e i tre moschettieri sembrano non volersi fermare.