“Firme false” alle elezioni comunali di Massafra: tra gli indagati i consiglieri regionali Conserva (Lega) e Perrini (FdI)

I consiglieri regionali Giacomo Conserva (Lega) e Renato Perrini (FdI) sono coinvolti in un’inchiesta legata alle ultime amministrative di giugno a Massafra (Taranto). Con loro il consigliere provinciale Angelo Laterza (FI), tre avvocati e 14 cittadini “pluri-firmatari”.

Al centro dell’inchiesta firme duplicate, raccolte all’insaputa dei cittadini o persino attribuite a un non vedente impossibilitato a sottoscrivere, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ai due consiglieri la Procura contesta l’autenticazione falsa delle firme perché avrebbero dichiarato di averle acquisite mentre erano presenti. “Secondo quanto contestato si parla di appena sei firme disconosciute su oltre duecentocinquanta autenticate in una sola giornata: un numero minimo che, se mai vi fosse stato un errore, potrebbe al più configurare una leggerezza dovuta al contesto di caos e confusione di quella giornata, non certo un dolo cosciente e volontario”, si legge nella nota a firma del gruppo consiliare della Lega in Puglia.

“Quello che colpisce di più è il tempismo: i fatti risalgono ad aprile, in appena cinque mesi sono state ascoltate oltre cinquanta persone ed è già stato notificato un avviso di conclusione delle indagini. Eppure la notizia diventa pubblica proprio ora, alla vigilia della campagna elettorale. Una coincidenza che lascia più di un sospetto – si legge -. Il gruppo della Lega in Consiglio regionale ribadisce la massima fiducia nella magistratura, ma al tempo stesso non può non denunciare come certe notizie, diffuse in questo modo e in questo momento, rischino di trasformarsi in strumenti di delegittimazione politica”.

Puglia, via libera della Giunta al disegno di legge. Taglio delle poltrone: i consiglieri passano da 50 a 40

Come annunciato durante la riunione della maggioranza, la giunta regionale pugliese ha approvato i due disegni di legge attraverso cui modificare Statuto e legge elettorale.

Le due modifiche si sono rese necessarie per adeguare il numero dei consiglieri regionali eletti ai parametri previsti dalla normativa statale, ovvero per effetto del decremento della popolazione sotto i 4 milioni di abitanti ridurre i seggi da 50 a 40.

Per evitare di intervenire nuovamente e successivamente in caso di nuove oscillazioni del numero di abitanti, è stata preferita una “formula aperta” che non indichi espressamente il numero di consiglieri eletti ma che rimandi alla normativa nazionale: “Il Consiglio regionale è composto da un numero dei consiglieri pari al numero massimo di componenti previsto, in rapporto all’entità della popolazione regionale, dall’art. 14 del Decreto-Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, oltre al Presidente eletto”.

La legge elettorale, oltre a riportare il rimando alla legge nazionale sul numero complessivo di eletti, adegua l’attribuzione dei seggi in base al risultato ottenuto: maggioranza pari al 59% del numero totale dei seggi, nel caso in cui la percentuale dei voti validi raggiunta sia pari o superiore al 40 per cento (24 seggi per la maggioranza, 16 per l’opposizione); maggioranza pari al 56,5% del numero totale dei seggi nel caso in cui la percentuale dei voti validi raggiunta sia inferiore al 40 per cento ma non anche al 35 per cento (pari a 23/17 seggi); maggioranza pari al 54% del numero totale dei seggi nel caso in cui la percentuale dei voti validi raggiunta sia inferiore al 35 per cento (equivalenti ad un rapporto 22/18 seggi). I disegni di legge saranno sottoposti al voto del Consiglio regionale nella seduta già fissata per il 20 maggio prossimo.