Sgomento a Taranto, i cani Billy e Nina uccisi a fucilate: “Crudeltà senza parole. Applicare pena massima”

Sono stati uccisi due cani di quartiere intestati al Comune di Taranto e seguiti da una volontaria: un maschio simil pastore tedesco, di nome Billy, e una femmina simil maremmana, di nome Nina, entrambi innocui e socievoli, che amavano stare insieme.

Billy è stato gravemente ferito il 6 gennaio, sulla strada provinciale 90, con ripetuti colpi di fucile soprattutto sul muso, che appariva ormai informe, ed è morto il giorno dopo nella clinica veterinaria di Castellaneta dove hanno tentato invano di salvargli la vita; Nina è stata ritrovata morta ieri, per colpi d’arma da fuoco, non lontano dal punto dove Billy era stato colpito.

“E’ un atto di crudeltà che lascia increduli, attoniti, senza parole, un atto per il quale la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente presenta denuncia e anticipa che, qualora sia individuato il responsabile o siano individuati i responsabili, si costituirà parte civile, chiedendo che sia punito o siano puniti sulla base del secondo comma dell’art.544 bis del Codice penale, come modificato dalla legge Brambilla, per aver ucciso con l’intenzione di prolungare la sofferenza”, afferma Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e autrice della legge che ha inasprito le pene per i reati contro gli animali, commentando l’uccisione dei due cani.

“Mi auguro – conclude Brambilla – che le indagini già in corso facciano piena luce su quanto accaduto, ma i fatti riferiti da fonti di stampa fanno supporre due vere proprie esecuzioni, compiute con l’intento di prolungare la sofferenza. Esattamente la fattispecie più grave di uccisione di animale, per la quale la legge Brambilla prevede da uno a quattro anni di reclusione e la multa da 10 mila a 60 mila euro”.

Ferito a fucilate a Ostuni, gatto diventa cieco. A processo 50enne: “Atto crudele e insensato”

Si terrà oggi dinanzi al Tribunale di Brindisi la prima udienza del processo nei confronti di un uomo accusato di aver sparato colpi di fucile contro un gatto. I fatti furono commessi a Ostuni il 27 dicembre 2024. Il felino, chiamato poi «Ombra» dai volontari che si sono presi cura di lui, faceva parte di una colonia ed a causa di quell’episodio è diventato cieco.

Imputato è un 50enne, che ha sempre respinto ogni accusa, rinviato a giudizio per tentata uccisione e maltrattamenti di animali, spari in luogo pubblico in concorso con un’altra persona non ancora identificata. Il gatto fu colpito al muso da distanza ravvicinata con un fucile da un uomo che passava in auto, venendo ferito agli occhi e al cranio.

Nell’imputazione si contesta all’imputato di aver agito «per crudeltà». «Un atto crudele e insensato di chi ha sparato un colpo di fucile in luogo pubblico» dice l’avvocato del Partito Animalista Cristiano Ceriello, che si costituirà parte civile nel processo anche per conto dell’associazione «Difesa Consumatori e Contribuenti» ed altre associazioni. Si è già costituito parte civile il Comune di Ostuni.