Andria, capannoni e operai irregolari: sequestrata maxi fabbrica abusiva. Denunciato il titolare

Lavorazione di marmi e pietre in capannoni abusivi, operai irregolari e presunte violazioni ambientali: è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza ad Andria durante un controllo in una ditta del settore marmifero. Denunciato il titolare per reati ambientali e abusi edilizi, mentre l’intera area è stata sequestrata.

I sigilli hanno riguardato sei capannoni in ferro e lamiera, estesi su circa 750 metri quadrati e risultati privi di autorizzazioni, dove – secondo gli investigatori – si operava senza adeguate misure di sicurezza. Gli accertamenti, svolti con il supporto dello Spesal della Asl Bat, hanno evidenziato anche condizioni precarie per i lavoratori: spogliatoi ricavati in container e servizi igienici realizzati in lamiera.

Sequestrati inoltre un piazzale di 10mila metri quadrati pavimentato abusivamente, due discariche abusive per gli scarti di lavorazione e un vascone contenente fanghi e liquami che, secondo gli inquirenti, avrebbero contaminato il terreno circostante e potenzialmente la falda acquifera. Sotto sequestro anche 2mila litri di gasolio agricolo detenuti senza autorizzazioni e una villetta di 200 metri quadrati risultata completamente abusiva.

Vede l’annuncio online di un’auto di lusso e versa 8mila euro come acconto, truffato pugliese: denunciata coppia

Due persone (un uomo di origini campane e una donna rumena) sono state denunciate dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lecce per una presunta truffa telematica ai danni di un cittadino del basso Salento.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini la coppia ha pubblicato un annuncio su un noto marketplace online per la vendita di una grossa autovettura di marchio tedesco.

La vittima, dopo aver visto l’annuncio, avrebbe versato oltre 8mila euro come acconto su un conto corrente italiano. Dopo il pagamento i venditori sono spariti senza consegnare l’auto e senza restituire la somma.

Dopo la denuncia, la Finanza è riuscita a risalire all’identità dei due presunti truffatori. Entrambi sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria per il reato di truffa aggravata, in quanto commessa a distanza mediante strumenti informatici o telematici che ne ostacolano l’identificazione.