Santeramo, protesta degli operai Natuzzi. Corona funebre davanti alla sede: “Qui giace il Made in Italy”

Una corona di fiori con la scritta “Qui giace il Made in Italy” è stata deposta dagli operai Natuzzi davanti alla sede centrale dell’azienda, a Santeramo in Colle, nel giorno in cui sono scattate le chiusure annunciate dal gruppo.

Il piano prevede la cessazione definitiva dello stabilimento Jesce 2 di Santeramo e la sospensione temporanea degli impianti Graviscella e Ps di Altamura, con il trasferimento di quasi 700 lavoratori in altre sedi, in gran parte destinati alla cassa integrazione.

I sindacati hanno contestato duramente la decisione. Il segretario generale della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino, ha definito il piano industriale un grave colpo al territorio, accusando l’azienda di ridurre la produzione italiana e chiedendo alle istituzioni di intervenire per ottenere il ritiro del progetto e la riapertura del confronto.

Savino ha inoltre ricordato il peso del comparto, che coinvolge circa 9mila lavoratori nell’area murgiana, e ha chiesto l’ingresso di Invitalia nella gestione della crisi, sottolineando i consistenti aiuti pubblici ricevuti da Natuzzi negli ultimi 23 anni.

La protesta arriva dopo il fallimento del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’ultimo incontro tra azienda e sindacati nella sede di Confindustria Bari, conclusosi senza alcun accordo.

Taranto, doppio incidente in poche ore all’ex Ilva: feriti due operai

Due incidenti sul lavoro si sono verificati oggi nello stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto, l’ex Ilva. Lo riferiscono fonti sindacali. Il primo episodio è avvenuto nell’area Afo 4, dove un lavoratore di una ditta d’appalto ha riportato un trauma da schiacciamento alla mano sinistra. L’operaio è stato trasportato in ospedale per essere sottoposto ad accertamenti radiografici e per valutare l’entità delle lesioni.

Un secondo incidente si è verificato nel reparto Agglomerato, in zona Omo.  Secondo le prime informazioni, un mezzo appartenente a una ditta esterna si è ribaltato durante le attività operative. Nell’incidente un operaio avrebbe battuto la testa e viene sottoposto ad accertamenti sanitari per verificare le sue condizioni. Sulla dinamica dei due episodi sono in corso verifiche.

Andria, capannoni e operai irregolari: sequestrata maxi fabbrica abusiva. Denunciato il titolare

Lavorazione di marmi e pietre in capannoni abusivi, operai irregolari e presunte violazioni ambientali: è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza ad Andria durante un controllo in una ditta del settore marmifero. Denunciato il titolare per reati ambientali e abusi edilizi, mentre l’intera area è stata sequestrata.

I sigilli hanno riguardato sei capannoni in ferro e lamiera, estesi su circa 750 metri quadrati e risultati privi di autorizzazioni, dove – secondo gli investigatori – si operava senza adeguate misure di sicurezza. Gli accertamenti, svolti con il supporto dello Spesal della Asl Bat, hanno evidenziato anche condizioni precarie per i lavoratori: spogliatoi ricavati in container e servizi igienici realizzati in lamiera.

Sequestrati inoltre un piazzale di 10mila metri quadrati pavimentato abusivamente, due discariche abusive per gli scarti di lavorazione e un vascone contenente fanghi e liquami che, secondo gli inquirenti, avrebbero contaminato il terreno circostante e potenzialmente la falda acquifera. Sotto sequestro anche 2mila litri di gasolio agricolo detenuti senza autorizzazioni e una villetta di 200 metri quadrati risultata completamente abusiva.

Plastic Puglia cerca autisti e operai, ma le candidature non arrivano: “Fatevi avanti offriamo contratti regolari”

“Un’azienda sana, florida, in piena espansione. Ordini in aumento, commesse internazionali. Eppure, paradossalmente, in difficoltà nel reperire personale. Plastic-Puglia, gruppo industriale leader nei sistemi per l’irrigazione a goccia, ha lanciato nelle scorse settimane una serie di ricerche di personale. L’esito? Silenzio”.

Inizia così il comunicato inviato da Plastic-Puglia. L’azienda ha lanciato un appello. “Le ultime «chiamate» sono cadute nel vuoto. Il profilo più urgente è quello dell’autista – si legge -. ’azienda cerca conducenti in possesso di patente CQC, disponibili a muoversi su tutto il territorio nazionale per il trasporto di merci. Le mansioni comprendono il controllo delle operazioni di scarico, la pianificazione delle tratte e la verifica delle condizioni del veicolo prima di ogni viaggio, con la massima attenzione ai protocolli di sicurezza. Ma non solo”.

“In Plastic-Puglia servono anche meccanici, elettricisti e carpentieri, figure tecniche fondamentali per la manutenzione e l’implementazione dei reparti produttivi. E ancora, operai generici da impiegare nelle operazioni di carico e movimentazione – conclude l’azienda -. Per tutte le posizioni è previsto l’inserimento immediato, con contratto regolare secondo il CCNL di settore”.

Gli interessati possono inviare la propria candidatura all’indirizzo e-mail [email protected], con foto ed autorizzazione al trattamento dei dati personali. Le risorse selezionate verranno contattate direttamente dall’ufficio del personale per un colloquio conoscitivo in azienda.

Tragedia sfiorata a Monteroni, crolla solaio di una casa durante lavori: tre operai estratti vivi dai Vigili del Fuoco

Tragedia sfiorata questa mattina a Monteroni di Lecce dove il solaio di un’abitazione privata, situata in via Spacciante, è crollato. I tre operai, impegnati nei lavori di ristrutturazione, sono rimasti travolti e sono estratti tutti vivi dalle macerie.

Sono stati trasportati all’ospedale Vito Fazzi di Lecce in codice rosso ma, secondo le informazioni, non sarebbero in pericolo di vita. L’abitazione è stata sequestrata su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, mentre la zona è stata transennata e interdetta al transito.

Ex Ilva senza pace, la paura dei lavoratori: “Basta siamo stanchi e preoccupati. Il Governo ci tuteli”

“Siamo preoccupati e stanchi di essere usati come bancomat”. Piero, di 46 anni, operaio del reparto Grf dell’ex Ilva di Taranto, teme che la situazione dello stabilimento possa “ulteriormente precipitare”.

“In questi ultimi anni – afferma – hanno pensato a fare assunzioni di dirigenti e direttori a go go mentre si continuava a prorogare la cassa integrazione. Oggi diciamo basta. Siamo stanchi e temiamo di essere arrivati al capolinea. Vogliamo una soluzione definitiva e chiediamo al governo di prendere realmente in mano le redini del azienda, pretendiamo il risarcimento con strumenti straordinari, prepensionamenti e legge speciale per Taranto”.

Qui, osserva l’operaio, “si vive con la paura di non tornare a casa per il rischio incidenti sul lavoro e non intravediamo un futuro. Invito tutti i lavoratori a fare gruppo e pretendere tutele, è arrivato il momento, il giocattolo si è rotto”.

Vernile sostiene che “in un paese normale, il ministro Urso dopo le dichiarazioni sui ritardi nelle autorizzazioni alla messa in sicurezza dell’Afo1 e la risposta a mezzo stampa della magistratura, si dovrebbe dimettere. Invece, si continua a giocare sulla e con la pelle dei lavoratori e dei cittadini di Taranto”.

Francesco, anche lui 46enne, operaio della Colata Continua dell’Acciaieria 2, evidenzia “la paura che domina tra i lavoratori per la situazione che si è venuta a creare con lo spegnimento dell’Afo1. Non si sa cosa accadrà all’impianto che già era in gravi condizioni. C’è incertezza anche per le dichiarazioni del ministro Urso per il quale Taranto potrebbe essere una futura Bagnoli. In questo momento bisogna capire lo Stato come interverrà nei nostri confronti”.

Il lavoratore ammette anche “tensioni a livello psicologico. Nello stabilimento ormai danni si vive quasi nel terrore. Come si andrà avanti? Apprendiamo ora che i fondi stanno finendo e non si prospetta alcun futuro se lo Stato non prenderà in mano la situazione per avere continuità”.