Juve Stabia commissariata per mafia, i tifosi: “Non siamo camorristi la società è seria”

Juve Stabia-Bari. Questa la cornice del servizio realizzato all’esterno dello Stadio Romeo Menti. Il fine è quello di focalizzare l’attenzione sugli avvicendamenti che hanno coinvolto la piazza dal 21 ottobre 2025. Il club è sotto amministrazione giudiziaria controllata.

Il provvedimento è scattato in seguito ai sospetti di presunte infiltrazioni della criminalità organizzata in diverse attività collegate alla società. Due le linee di pensiero presenti in paese. Difatti c’è chi sostiene che il problema non sussista e chi ritiene responsabili “dell’accanimento” i piani alti della politica e dello sport campano.

Il decreto in questione riguarda settori esterni alla gestione sportiva: vendita e gestione dei biglietti, servizi di vigilanza e pulizia dello stadio, trasporti, ristorazione e servizio ambulanze. Secondo gli atti in questi ambiti si sarebbero registrati condizionamenti riconducibili al clan D’Alessandro.

Inoltre l’episodio citato negli atti è proprio la gara Juve Stabia–Bari del 9 febbraio 2025. In quella circostanza ai tornelli sarebbe stata individuata una persona pluripregiudicata, legata alla criminalità organizzata e destinataria di un DASPO triennale.

Il rappresentante della società, Langella, ha diffuso un comunicato che tende a circoscrivere il perimetro delle responsabilità. È stato specificato che i rilievi della Procura riguardano “esclusivamente fornitori di servizi esterni, estranei all’azienda”. Soci e management non risultano sospettati di contiguità con ambienti mafiosi o criminali. La società condivide la finalità del provvedimento volto al “ripristino della legalità e della trasparenza”.

 

Serie B, bufera in casa Juve Stabia: disposta amministrazione controllata. Rinviata la partita con il Bari?

Presunte infiltrazioni mafiose. Questa la motivazione che avrebbe spinto il tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, del Procuratore Nazionale Antimafia e del Questore di Napoli a disporre l’amministrazione controllata per la società sportiva Juve Stabia.

La realtà calcistica castellammarese verrà gestita da un gruppo di professionisti appositamente nominato. Michele di Bari, Prefetto di Napoli, ha ritenuto questa decisione la più idonea per segnare un cambiamento nella gestione della società. Obiettivo? “Bonificare la società”.

I campani, attualmente militanti nel campionato di Serie B, dovrebbero affrontare nel turno infrasettimanale di mercoledì 29 ottobre il Bari di Caserta attualmente in ritiro a Castel di Sangro dopo il quarto ko stagionale rimediato contro la Reggiana.

Seguendo quelle che sono state le richieste avanzate dal Prefetto, non è da escludere la possibilità di un rinvio di alcune gare. Una fra queste quella proprio contro i biancorossi. Maggior tempo a disposizione consentirebbe di riorganizzare i servizi che parrebbero essere contaminati dallo stampo mafioso.

 

Bari-Juve Stabia, petardi lanciati nella pista di atletica: tifosi ospiti colpiti da Daspo

Il 17 agosto 2024, presso il settore ospiti dello Stadio San Nicola di Bari, durante l’incontro di calcio “SSC Bari – Juve Stabia” valevole per la prima giornata del campionato nazionale di Serie B della stagione 2024/2025, due tifosi della squadra ospite si sono resi responsabili dell’accensione di due petardi, lanciati in direzione della sottostante pista di atletica, creando concreto pericolo per l’incolumità pubblica.

Un 21enne di Castellammare di Stabia ed un 26enne di Poggiomarino (Na) sono stati identificati a seguito delle indagini condotte dai poliziotti della Digos della Questura di Bari.

Ad entrambi è stato notificato il provvedimento, emesso dal Questore di Bari, del divieto di accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive: 2 anni la durata del provvedimento per il 21enne, 5 anni per il 26enne, recidivo, già destinatario in passato di analoga misura di prevenzione.

Dall’inizio del 2025, sono 37 i Divieti di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive emesse dal Questore di Bari in tutta la provincia, nei confronti di persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.