Case popolari, confermati sequestri e sgomberi. Lorenzo: “Puzzo di fame aiutate mia figlia disabile”

Sono stati convalidati i sequestri preventivi in base ai quali martedì scorso sono stati sgomberati tre alloggi popolari nel quartiere San Pio di Bari. Le case erano state occupate abusivamente.

Le operazioni sono nate in seguito a un’indagine dei carabinieri di Bari, grazie alla quale è emerso come 26 case popolari, di proprietà del Comune di Bari o dell’Arca Puglia centrale (l’agenzia regionale per la casa e l’abitare) siano occupate abusivamente da persone con precedenti, alcuni dei quali anche per associazione mafiosa.

Così, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto la settimana scorsa in Prefettura a Bari, è stato disposto lo sgombero delle prime abitazioni. Tra queste anche quella dove viveva Lorenzo con la sua famiglia e con la sua bimba disabile. Lo abbiamo raggiunto nuovamente per gli sviluppi della storia.

 

Fuori dalla casa popolare con la figlia disabile, Lorenzo: “Il vero crimine sono gli alloggi vuoti”

La prima intervista a Lorenzo e Laura, sbattuti fuori da una casa popolare occupata abusivamente con i due figli minori, tra cui una bimba disabile al 100%, ha ovviamente scatenato diverse reazioni.

Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia e viveva in uno delle abitazioni sgomberate a San Pio. Proprio lì oggi si sono registrati momenti di tensione, numerose famiglie sono scese in strada per una protesta. Vi proponiamo la seconda intervista realizzata a Lorenzo all’esterno della casa sgomberata e chiusa.

Abusivi fuori dalle case popolari, Lorenzo è a pezzi: “Ho rubato e occupato per salvare mia figlia”

Negli ultimi giorni alcune case popolari occupate abusivamente sono state fatte sgomberare a Carbonara, Ceglie e San Pio. In totale sono 500 le abitazioni, da anni ci occupiamo di questo.

Tra loro ci sono Lorenzo e Laura, sbattuti fuori con i due figli minori, tra cui la loro figlia disabile al 100%. Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia, ci ha chiamato per raccontare la sua storia e per lanciare un appello disperato.