Bari, senzatetto muore per strada. Celebrati i funerali di Marius: “La sua storia ci interroga nessuno sia lasciato solo”

In occasione dei funerali di Marius, il clochard di 41 anni morto lo scorso 3 luglio per strada a Bari, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, ha rivolto un messaggio alla comunità invitando a riflettere sulla solitudine e sulla condizione delle persone più fragili.

“Non basta commuoverci davanti a una vita spezzata”, scrive Satriano, sottolineando come una comunità si misuri dalla capacità di prendersi cura di chi vive ai margini.

L’arcivescovo ha inoltre evidenziato il valore della scelta del Comune di Bari di celebrare i funerali dell’uomo, il cui corpo non è stato reclamato da alcun familiare, definendola un gesto di fraternità che restituisce dignità a chi è stato dimenticato.

Marius, morto probabilmente a causa di un malore aggravato dal caldo, è stato salutato oggi nella cappella del cimitero cittadino alla presenza dei volontari dell’associazione In.Con.Tra e dei cittadini. “Riposa in pace, fratello Marius. La terra ti è stata spesso stretta; il cielo, oggi, ti sia finalmente casa”, conclude il messaggio dell’arcivescovo.

Clochard trovato morto a Japigia, nessuno si fa avanti: il Comune di Bari darà una degna sepoltura a Marius

Nessun familiare è stato rintracciato e nessuno ha reclamato la salma di Marius, il clochard morto nei giorni scorsi per un malore davanti ad un supermercato di Japigia, al quale potrebbe aver contribuito il caldo intenso. Per questo il Comune di Bari si farà carico della sua sepoltura nel cimitero cittadino.

Ad annunciarlo è stato l’assessore al Welfare, Michelangelo Cavone, con un messaggio pubblicato sui social. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 11.30 nella cappella del cimitero di Bari, alla presenza dei volontari dell’associazione In.Con.Tra. e di quanti vorranno partecipare per rendere omaggio all’uomo.

«Nessuno dovrebbe affrontare da solo anche il giorno della propria sepoltura», ha scritto Cavone, invitando la cittadinanza a prendere parte alla cerimonia. «Siamo noi, oggi, la famiglia che non ha avuto o che ha perduto lungo il cammino», ha aggiunto, sottolineando come il momento rappresenti anche un’occasione di riflessione sul dovere della comunità di prendersi cura delle persone più fragili.