Corpo trovato in Libia, arriva la conferma del Dna: è di Mimmo Piepoli. Il kitesurfer era disperso in mare da mesi

È di Mimmo Piepoli, il kitesurfer 39enne di Erchie disperso in mare dal 1° maggio scorso durante un’uscita in kite a Porto Cesareo, il corpo ritrovato il 2 luglio al largo delle coste di Bengasi, in Libia. La conferma è arrivata dall’esame del Dna, che ha posto fine a oltre due mesi di ricerche e speranze.

Ad annunciarlo è stato il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, spiegando che sono già state avviate le procedure per il rimpatrio della salma con il coordinamento del Consolato italiano a Tripoli. Il primo cittadino ha espresso vicinanza alla famiglia e ringraziato tutte le autorità che hanno preso parte alle ricerche e alle attività di identificazione.

La svolta era arrivata a inizio luglio, quando sui social era circolata la foto del corpo di un uomo ritrovato in Libia, ancora con la muta da kitesurf. Nonostante alcuni dettagli avessero inizialmente alimentato dubbi, gli accertamenti genetici hanno confermato l’identità di Piepoli, avvalorando l’ipotesi che vento e correnti lo avessero trascinato per centinaia di chilometri fino alle coste libiche.

Nei prossimi giorni saranno resi noti data e orario del rientro della salma a Erchie, dove si svolgeranno i funerali. Piepoli lascia la moglie e due figli piccoli.

Kitesurfer disperso a Porto Cesareo, Mimmo Piepoli disperso da 30 giorni: la moglie scrive a Mattarella e Meloni

Trenta giorni di silenzio e angoscia, senza alcuna traccia di Mimmo Piepoli, il 39enne di Erchie scomparso il 1° maggio nelle acque di Porto Cesareo mentre praticava kitesurf con alcuni amici. Del suo corpo e dell’attrezzatura utilizzata quel giorno non è stato ancora trovato nulla, nonostante le ricerche siano state estese fino alle coste di Grecia e Albania.

Per mantenere alta l’attenzione sul caso e chiedere un ulteriore intervento istituzionale, nelle scorse ore la moglie Carla Solazzo ha lanciato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni, sollecitando l’ampliamento delle operazioni di ricerca.

La donna, che da settimane segue personalmente ogni sviluppo, ha avviato contatti con le autorità marittime del Pireo e di Tirana, convinta che le condizioni del mare nei giorni successivi alla scomparsa possano aver favorito una deriva verso est. Nelle comunicazioni inviate all’estero sono state allegate fotografie del marito e dell’attrezzatura: una muta nera e una vela da kitesurf verde e viola.

Sposato e padre di due bambini, Piepoli era conosciuto a Erchie come un lavoratore stimato e un padre di famiglia esemplare. Dopo un mese senza risposte, i familiari continuano a chiedere che il caso resti aperto e che le ricerche proseguano senza escludere alcuna pista.