Software di spionaggio usato contro Palestina, azienda israeliana a Bari per convegno: Comune revoca il patrocinio

Il Comune di Bari ha revocato il patrocinio al convegno dell’Onif, l’Osservatorio nazionale per l’informatica forense, in programma in città il prossimo 17 ottobre, perché l’iniziativa ha tra i suoi sponsor un’azienda israeliana, la Cellebrite, che produce il software Ufed, soluzione tech che consente l’estrazione rapida di dati da telefonia mobile, usato da istituzioni, procure e agenzie di intelligence di tutto il mondo, ma anche oggetto di denuncia di cyber spionaggio nel report di Amnesty International.

La notizia è riportata dal Corriere del Mezzogiorno e confermata all’ANSA dal Comune di Bari. Secondo il report di Amnesty, evidenzia il quotidiano citando lo studio, ci sarebbe “un documentato uso esteso e illegittimo della tecnologia di estrazione di dati personali dai telefoni di organizzatori di proteste e giornalisti”, e secondo la stampa mediorientale sarebbe stato utilizzato anche nei confronti dei palestinesi catturati dalle forze di sicurezza israeliane.

La presenza di un’azienda israeliana al convegno – si ricorda nell’articolo – non sarebbe quindi in linea con l’ordine del giorno con il quale a maggio scorso il Consiglio comunale ha deciso di “interrompere ogni rapporto commerciale con lo Stato di Israele (iniziando dal primo appuntamento, la Fiera del Levante, ndr) sino a quando non porrà fine all’intervento militare nella striscia di Gaza”.

Tra i rilievi mossi dal Comune di Bari c’è anche l’organizzazione del convegno: Onif nel suo panel avrebbe solo relatori di sesso maschile. “E le politiche poste in essere dal Comune – si legge nella delibera di revoca del patrocinio approvata dalla giunta comunale guidata da Vito Leccese – riguardano la promozione negli eventi della partecipazione equilibrata e plurale di donne e uomini, garantendo l’allestimento di panel in cui entrambi i sessi siano rappresentati in misura quanto più possibile paritaria”.

Bari Pride, Lega e Fratelli d’Italia chiedono di togliere il patrocinio del Comune: no della maggioranza. È polemica

Sabato 21 giugno è in programma il Bari Pride per celebrare la libertà di espressione e i diritti lgbtq+. Durante la seduta del consiglio comunale di ieri, Giuseppe Carrieri (Lega) ha chiesto il ritiro del patrocinio già concesso del Comune.

Nella mozione urgente, presentata da Carrieri e firmata da tre consiglieri di Fratelli d’Italia, viene sottolineato come “da regolamento non è una manifestazione da alto rilievo e che associare il logo della città a manifestazioni di strada spiccatamente in favore di un orientamento sessuale non è certamente condiviso da tutta la città”.

Mozione respinta senza esitazione dal sindaco Leccese e dalla maggioranza. Il caso però ha già scatenato le polemiche nel mondo della politica. “Ieri il Consiglio comunale ha resistito con orgoglio al maldestro tentativo di un’azione politica che ritengo inammissibile. Bari non può tornare indietro, bisogna stare lontani dai diritti civili. Qualunque tentativo di aggressione a questi diritti deve essere respinta con fermezza e orgoglio”.

Queste le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese, durante la presentazione del Bari Pride 2025. “Bari – ha proseguito Leccese – nel 2003 ha ospitato il Pride nazionale, prima tappa di un percorso che la città ha voluto accompagnare con forme di tutela piena dei diritti civili. Dal 2003 resistiamo con orgoglio. Sui temi dei diritti civili non si torna indietro, da dieci anni abbiamo avviato un tavolo di confronto e promozione che ha prodotto iniziative interessanti”.

Leccese ha anticipato che “l’amministrazione ci sarà non solo con il sindaco, ma con una presenza istituzionale che esprime la condivisione piena di un percorso avviato da 22 anni. Non indosserò la fascia tricolore, ma quella arcobaleno”.

Leccese ha infine ricordato che “Bari è stata la prima città italiana a dotarsi di uno statuto nel 1991, dopo la riforma” e che “nei principi fondamentali è scritto che è una comunità aperta, che riconosce i diritti di tutti e promuove la tutela dei diritti umani. Questo è fondamentale ricordarlo sempre”.

“Siamo davanti a un atto di propaganda becera, che prova a sabotare un momento di unità e di lotta civile. Ma Bari ha già dimostrato di voler stare dalla parte dei diritti e dell’uguaglianza”, le parole dei Giovani Democratici.

“Si tratta di un atto politico grave e regressivo e l’iniziativa sostenuta anche dal consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Ciaula è espressione di una visione conservatrice e profondamente scollegata dalla realtà di una città inclusiva e aperta come la nostra”, aggiungono.

“La mozione è stata giustamente respinta con fermezza dalla maggioranza, ma resta l’amarezza per il fatto che si debba ancora difendere il Pride da chi lo considera un problema e non una risorsa culturale, sociale e politica per la città”, concludono.