Viene licenziato dopo un post sui social, vigilante reintegrato: Pegaso Security condannata a riconoscere 8 mensilità

Il Tribunale del lavoro di Trani ha disposto il reintegro di un dipendente della Pegaso Security spa, licenziato lo scorso marzo in seguito a due contestazioni disciplinari.

Con la prima si addebitava al lavoratore di essersi recato in un’area diversa da quella assegnata durante il turno di lavoro. La seconda contestazione faceva riferimento alla pubblicazione sui social di articoli denigratori e offensivi contro l’azienda.

Il licenziamento però è stato dichiarato illegittimo, per il giudice la società non ha dimostrato con precisione la gravità dei fatti tali da compromettere il rapporto fiduciario. “Le condotte contestate non sono state provate come comportamenti talmente gravi da porre irrimediabilmente fine al vincolo fiduciario tra le parti”, si legge nella motivazione.

Nel post contestato dall’azienda, ad esempio, non sono emersi espressioni offensive o commenti tali da evidenziare un atteggiamento lesivo. Così il lavoratore è stato quindi reintegrato in servizio e la Pegaso Security è stata condannata a corrispondergli 8 mensilità di risarcimento con i relativi contributi, oltre a 3mila euro per le spese legali sostenute.

Stipendi non pagati da mesi, i dipendenti di Pegaso security protestano ancora davanti alla Prefettura di Bari

Per i giorni 22 e 23 aprile 2025 le OO.SS. FILCAMS CGIL-FISASCAT CISL e UILTuCS hanno proclamato nuovamente lo sciopero nazionale dei lavoratori dell’azienda Pegaso Security Spa per protestare per la difficile situazione economica in cui versa la società che continua a non retribuire numerosi lavoratori ormai da mesi.

A sostegno del predetto sciopero, le OO.SS. FILCAMS CGIL Bari e Bat, FISASCAT CISL Bari e Bat, UILTuCS Puglia Bari e Bat hanno indetto dalle ore 9 alle ore 12 di oggi, martedì 22 aprile, un presidio di protesta dei lavoratori della suddetta azienda delle province di Bari e Bat dinanzi alla sede della Prefettura di Bari.

Secondo il segretario della FILCAMS CGIL Bari, Francesco Potere, “la mobilitazione del personale dell’azienda Pegaso Security Spa è stata indetta per rivendicare il diritto dei lavoratori a ricevere puntualmente la corretta retribuzione in quanto la loro prestazione lavorativa è stata finora esemplare, a vedere contabilizzate correttamente le proprie competenze, a lavorare in sicurezza con mezzi idonei a garantire la sicurezza ed il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla regolamentazione del settore della vigilanza privata, a poter lavorare con serenità senza dover subire la sospensione del lavoro a seguito della sospensione della licenza alla suddetta azienda ad operare come Istituto di Vigilanza.

Per il Segretario Generale della FILCAMS CGIL, Bari Antonio Ventrelli, “lazienda Pegaso Security Spa è una società con gravi difficoltà economiche che non retribuisce numerosi lavoratori da mesi ed ha subito nei mesi scorsi un sequestro preventivo da parte dell’Autorità Giudiziaria e la sospensione della licenza ad operare quale Istituto di Vigilanza in diverse province italiane”.

“Con questa nuova mobilitazione si intende informare e rendere consapevoli le Istituzioni e le Committenze rispetto alla grave situazione in cui versa il personale dell’azienda Pegaso Security Spa e sollecitare la società ad un intervento immediato per risolvere le suddette gravi criticità e definire le numerose vertenze esistenti a livello territoriale”, ha aggiunto.

Pegaso Security, arrivano le prime sanzioni. Savip: “Sequestro annunciato da tempo. A rischio lavoratori e famiglie”

“In un comunicato del 4 maggio 2024, parlando dell’incontrollata espansione verso Sud della Pegaso Security S.p.a., dicevamo senza mezzi termini che spesso i disastri sono annunciati. È arrivato il tempo di dire ve lo avevamo detto, soprattutto perché ora inizia a concretizzarsi il rischio che a pagare il prezzo della spregiudicatezza imprenditoriale e del profondo sonno delle Autorità siano, come sempre, un migliaio di lavoratori e le loro famiglie”. Inizia così il comunicato a firma del segretario Nazionale Savip, Vincenzo Del Vicario.

“Mentre altri sindacati chinavano bovinamente il capo o addirittura applaudivano, contestavamo il tronfio annuncio di definitiva acquisizione del ramo d’azienda (in realtà, affitto) della catanese ETNA Police S.r.l., diffuso dall’Amministratore della Pegaso Security S.p.a., Carlo De Nigris, denunciando l’esistenza di evidenti anomalie, e informavamo le Autorità di pubblica sicurezza competenti e la Guardia di Finanza – si legge -.  È di qualche giorno fa la notizia che la Guardia di Finanza ha agito e che, in data 29 ottobre 2024, è stato notificato alla Pegaso S.p.a. il decreto del 14/10/2024 del GIP di Trani, nell’ambito del p.p. 2444/2024 RGNR mod.21 – 3746/2024 RG GIP, che ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della partecipazione di DE NIGRIS Carlo, pari al 100% del capitale sociale, della Società Pegaso Security e la nomina di un Amministratore giudiziario. Il 7 novembre 2024 Carlo De Nigris ha precipitosamente risolto il contratto di affitto di ramo d’azienda, con retrocessione all’ETNA Police della licenza e degli asset economico-strumentali, introducendo così nuovi elementi di preoccupazione per le sorti dei lavoratori, non ritrasferiti e lasciati con la Pegaso Security. Dal 22 novembre 2024, altrettanto precipitosamente, la sede della Pegaso Security da Pieve Emanuele (MI) è stata trasferita nella ridente località di Rende (CS), ove, per il Registro delle imprese, sembra pure essersi di fatto riparato il Sig. De Nigris. Anche in questo caso, convinti che il sonno della Ragione genera mostri, abbiamo informato tutte le Autorità competenti, sperando che si muovano coordinatamente per evitare ulteriori, gravi danni, atteso che, nell’inazione, il caso è diventato nazionale, coinvolgendo unità produttive (e lavoratori) della Pegaso Security operanti nelle province di Bari, Barletta, Foggia, Cagliari, Campobasso, Catania, Cosenza, Cremona, Ferrara, Genova, Lecce, Milano, Mantova, Napoli, Nuoro, Parma, Piacenza, Pescara, Potenza, Ravenna, Roma, Rimini e Torino”.

LA REPLICA DI PEGASO SECURITY SPA – In riferimento al comunicato diffuso dal Sindacato Autonomo Vigilanza Privata (SAVIP) il 26 novembre 2024, Pegaso Security SpA intende chiarire alcuni punti fondamentali, a tutela della propria immagine e della serenità dei propri dipendenti e clienti. Il trasferimento della sede legale di Pegaso Security SpA a Rende (CS) rappresenta una decisione puramente strategica e gestionale, presa nell’ambito di un piano di riorganizzazione aziendale che mira a ottimizzare i processi interni e garantire la massima efficienza operativa. Non vi è alcun legame con le insinuazioni riportate nel comunicato SAVIP. Il provvedimento cautelativo in ambito fiscale è una misura amministrativa temporanea che nulla ha a che fare con la solidità dell’azienda, e che vedrà la sua risoluzione nei prossimi giorni. Pegaso Security SpA opera nel pieno rispetto della legge e con la massima trasparenza, ponendo come priorità il benessere dei propri dipendenti. Dal principio dell’accordo di affitto di ramo d’azienda con ETNA Police Srl, Pegaso Security SpA si è fatta carico di tutti gli impegni nei confronti dei lavoratori, inclusi i debiti pregressi nei confronti degli stessi. Abbiamo inoltre assunto la maggior parte dei dipendenti con contratti a tempo indeterminato, garantendo così continuità lavorativa e stabilità occupazionale. Come affermato dal nostro amministratore, Carlo De Nigris: “Abbiamo operato nel pieno rispetto della legge, portando avanti un’operazione trasparente e priva di anomalie.” A seguito della risoluzione consensuale del contratto di affitto di ramo d’azienda, Pegaso Security Spa sta provvedendo all’acquisizione dell’azienda, consolidando ulteriormente la propria posizione e la propria solidità economica. Pegaso Security SpA, da oltre dieci anni, continua a operare con la massima trasparenza e professionalità, ponendo sempre al centro della propria attività il rispetto della legge e il benessere dei propri dipendenti. Respingiamo con forza ogni accusa infondata e ci riserviamo di tutelare l’immagine dell’azienda nelle sedi opportune.

Pegaso Security rileva Etna Police e si espande in Sicilia e Catania, l’azienda: “Operazione in linea con la legge”

“Pegaso Security S.p.A., nell’esprimere massimo rispetto per i media e i sindacati, intende fornire necessari chiarimenti in merito alle recenti dichiarazioni diffuse da SAVIP riguardo l’acquisizione di Etna Police S.r.l“. Inizia così la nota a firma di Carlo De Nigris, amministratore delegato Pegaso Security Spa.

“Contrariamente a quanto riportato, l’operazione di acquisizione è stata condotta seguendo secondo la legge, e utilizzando le stesse metodologie usate standardmente nel nostro settore e come già applicate in precedenti acquisizioni. Abbiamo proceduto al fitto di ramo di azienda con Etna Police srl ad Aprile, a cui seguirà dopo un accurato processo di due diligence una probabile acquisizione. Questa modalità permetterà di consolidare il debito di Etna Police srl, e procedere nelle prossime settimane al pagamento dei fornitori e, infine, ci auspichiamo, procedere con l’acquisizione definitiva della società”, si legge nella nota.

“In passato quando abbiamo acquisito altre società di vigilanza, abbiamo sempre rispettato i nostri impegni nei confronti delle società creditrici e dei lavoratori e lo faremo anche questa volta”, afferma De Nigris. “Desideriamo smentire categoricamente le affermazioni secondo cui questa operazione avrebbe delle anomalie o sarebbe stata gestita senza le dovute garanzie per i lavoratori. Le informazioni e le consultazioni previste dalla legge sono state puntualmente rispettate. La cauzione depositata presso le autorità competenti, come da obblighi normativi, è adeguata e conforme a quanto previsto per entità di nostra dimensione e responsabilità – aggiunge -. Le accuse di mancata trasparenza e di inadeguatezza nei confronti della nostra operatività sono infondate e danneggiano ingiustamente la reputazione di Pegaso Security S.p.A. Pertanto, e nuocciono senza alcun fondato motivo alla nostra immagine e alle nostre operazioni. Siamo aperti a ulteriori dialoghi e chiarimenti con tutte le parti interessate per garantire trasparenza e fiducia”.

Pegaso Security rileva Etna Police e si espande in Sicilia e Catania, SAVIP: “Autorità facciano chiarezza”

“Spesso i disastri sono annunciati e l’incontrollata espansione della pugliese Pegaso Security S.p.a., azienda del ramo della sicurezza privata, in Sicilia e Calabria ha tutte le caratteristiche per riuscire tale. In questi casi, a pagare il prezzo più duro, se le Autorità non intervengono in via preventiva, sono sempre i lavoratori. È per questo che il 5 maggio scorso il SAVIP, a seguito del trionfale annuncio di ‘definitiva acquisizione del ramo d’azienda’ della catanese ETNA Police S.r.l. da parte della Pegaso (diffuso il precedente 24 aprile dall’Amministratore della Pegaso, Carlo De Nigris), ha inviato una circostanziata lettera ai Ministeri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali, ai Presidenti delle Regioni Sicilia e Calabria, a quindici Prefetture e ad altrettante Questure, all’INPS, agli Ispettorati del lavoro e alla Guardia di Finanza”. Inizia così il comunicato stampa a firma del segretario nazionale del SAVIP, Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, Vincenzo del Vicario

“Gli indici di anomalia dell’operazione sono molti e si rilevano direttamente dallo stesso, trionfale comunicato della Pegaso alle medesime Autorità: dalla decorrenza degli effetti dell’atto (19 aprile 2024 e non il 1 maggio 2024) alla sua natura di affitto quinquennale e non di cessione (come invece dichiarato); dal forte indebitamento e perdita di esercizio della società cedente (Etna Police S.r.l.) alla più volte contestata incapacità della cessionaria. Pegaso Security, di adempiere puntualmente le sue obbligazioni con i lavoratori; dall’espressa esclusione della cessione dei debiti aziendali (che, compresi quelli vantati dai lavoratori, restano in capo all’Etna Police) a una cauzione oggi del tutto inadeguata versata dalla Pegaso per le sue obbligazioni (200 mila euro, secondo la licenza rilasciata dal Prefetto di Bari, che, per il numero di Guardie dipendenti – 800 dichiarate sul sito aziendale più le nuove 156 dell’Etna Police – dovrebbe per legge almeno essere di 364 mila euro) – si legge nella nota -. Non è un caso, allora, che con antisindacale elusione degli obblighi di legge, l’affitto del ramo d’azienda non sia stato preceduto dalle previste informazioni e consultazioni con i Sindacati, una sede nella quale questi e altri indici di anomalia sarebbero emersi. E nella quale avremmo preteso le necessarie garanzie per i lavoratori. Ci attendiamo, allora, che i Prefetti di Bari e Catania e tutte le altre Autorità mettano subito sotto una lente d’ingrandimento questa operazione, per non dovere, in un prossimo futuro, incontrarli esordendo con un ‘lo avevamo detto'”.