Brindisi, ex assessore pubblica post “politico” su Facebook: la sua auto viene vandalizzata poche ore dopo

Atto vandalico ai danni dell’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Brindisi, Gianluca Quarta. Nelle scorse ore ignoti hanno tagliato tre dei quattro pneumatici della sua utilitaria, parcheggiata all’interno del box del professionista.

«Se qualcuno pensa di avermi fatto paura si sbaglia di grosso», ha dichiarato Quarta, annunciando che nella giornata di lunedì 16 marzo presenterà denuncia alle forze dell’ordine. L’episodio è ritenuto una possibile intimidazione.

Il danneggiamento è avvenuto poche ore dopo un post pubblicato dall’ex assessore su Facebook, nel quale aveva ripercorso alcune vicende politiche degli ultimi due anni che lo hanno visto protagonista.

Alle elezioni amministrative del 2023, Quarta era candidato nella lista di Forza Italia, risultando il consigliere comunale più votato con 1.296 preferenze. In seguito al risultato elettorale era stato nominato assessore ai Lavori pubblici. Nel luglio 2024, però, a seguito di un rimpasto di giunta, era stato sostituito.

L’ex assessore non esclude alcuna ipotesi sull’accaduto: «Quello che è successo mi fa pensare, ma non voglio dare una connotazione politica all’episodio. Potrebbe anche trattarsi di una questione privata di cui non conosco le motivazioni». Sull’episodio indagheranno ora le forze dell’ordine. «Ho grande fiducia nel loro lavoro», ha concluso Quarta.

Viene licenziato dopo un post sui social, vigilante reintegrato: Pegaso Security condannata a riconoscere 8 mensilità

Il Tribunale del lavoro di Trani ha disposto il reintegro di un dipendente della Pegaso Security spa, licenziato lo scorso marzo in seguito a due contestazioni disciplinari.

Con la prima si addebitava al lavoratore di essersi recato in un’area diversa da quella assegnata durante il turno di lavoro. La seconda contestazione faceva riferimento alla pubblicazione sui social di articoli denigratori e offensivi contro l’azienda.

Il licenziamento però è stato dichiarato illegittimo, per il giudice la società non ha dimostrato con precisione la gravità dei fatti tali da compromettere il rapporto fiduciario. “Le condotte contestate non sono state provate come comportamenti talmente gravi da porre irrimediabilmente fine al vincolo fiduciario tra le parti”, si legge nella motivazione.

Nel post contestato dall’azienda, ad esempio, non sono emersi espressioni offensive o commenti tali da evidenziare un atteggiamento lesivo. Così il lavoratore è stato quindi reintegrato in servizio e la Pegaso Security è stata condannata a corrispondergli 8 mensilità di risarcimento con i relativi contributi, oltre a 3mila euro per le spese legali sostenute.

In carcere ma spunta un post su Facebook, Tommy Parisi ai fan: “Siete la mia forza nei momenti bui”

“A volte mancano gli abbracci. A volte manca il palco, manca il cantare a squarciagola. Ma nei momenti più bui c’è sempre una forza che mi rialza: siete voi”. Inizia così il post pubblicato sul profilo Facebook di Tommy Parisi, figlio 42enne del boss di Japigia Savino finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno.

Resta da individuare l’autore del post, qualcuno ha pensato erroneamente anche che il cantante neomelodico fosse tornato in libertà. “Il vostro affetto, i vostri messaggi, la vostra presenza anche a distanza mi ricordano ogni giorno perché faccio quello che faccio – si legge ancora -. Siete il mio motore, la mia voce quando la mia si spegne, la luce che mi accompagna quando tutto sembra più scuro.Un abbraccio grande a tutti”.

Tommy Parisi ha sempre dichiarato la propria estraneità al contesto criminale familiare, l’accusa per lui ha chiesto però 16 anni di reclusione. La sentenza è attesa in autunno.