Eduscopio 2025, le migliori scuole baresi: Socrate e Salvemini al top tra i licei. Ma la provincia batte la città – REPORT

È disponibile il report di Eduscopio 2025, la piattaforma digitale della Fondazione Agnelli che ogni anno classifica le scuole superiori italiane attraverso dati aggiornati e sulla base dei risultati universitari e lavorativi degli studenti diplomati.

Dando un’occhiata generale al report, la provincia batte la città. Il miglior liceo classico barese è infatti il Majorana-Laterza di Putignano che conferma il primato già raggiunto nel 2024. Seguono Amerigo Vespucci (Giovinazzo) e Sylos-Fiore (Terlizzi) che completano il podio, le scuole baresi si trovano al sesto (Socrate) e al nono posto (Flacco). Escludendo le province e guardando solo alla città di Bari, il podio è confermato: Socrate primo, Flacco secondo e Cirillo terzo.

Il miglior liceo scientifico della provincia è il Da Vinci-Majorana di Mola di Bari, seguito dal Majorana-Laterza di Putignano e dal Pietro Sette di Santeramo. I licei baresi Salvemini, Fermi e Scacchi (primo, secondo e terzo nella città di Bari) si collocano rispettivamente al settimo, ottavo e decimo posto considerando la classifica provinciale.

Per il Liceo Scientifico Scienze Applicate, il Marconi – Hack è il primo istituto barese davanti al Giordano Bianchi Dottula. Restando a Bari il Bianchi Dottula è al primo posto nella graduatoria dei licei Scienze Umane. Il Marco Polo è primo tra gli istituti tecnici economici davanti a Cesare-Romanazzi, Gorjux-Tridente-Vivante e Lenoci. Il Cirillo è al primo posto tra i licei linguistici davanti a Marco Polo, Bianchi Dottula e Cesare-Romanazzi.

Eduscopio analizza anche gli istituti che preparano al mondo del lavoro per gli studenti che non scelgono di immatricolarsi all’università. Secondo questi dati, per la città di Bari, al primo posto c’è il Marco Polo (per gli istituti tecnici economici), il Marconi-Hack (istituti tecnici tecnologici), il Majorana (istituti professionali servizi).

A scuola senza smartphone, al Salvemini contenitori per raccoglierli. Gli studenti: “Non è giusto ma ci abitueremo”

Contenitori in ogni aula nei quali lasciare il cellulare spento all’inizio della giornata, per poi recuperarlo al termine delle lezioni. Così il liceo scientifico Salvemini di Bari ha recepito la novità introdotta quest’anno dal ministero dell’Istruzione e del merito, che vieta l’uso degli smartphone durante le ore di lezione. Nel giorno di avvio del nuovo anno scolastico nel capoluogo pugliese ragazzi e insegnanti, all’esterno dell’istituto nel quartiere Japigia, si preparano al nuovo corso.

«Saranno i rappresentanti di classe a controllare che ogni mattina i cellulari vengano riposti spenti nei contenitori – spiega Livia Favia, docente di matematica -. Noi docenti siamo abituati a usare la Google class sui dispositivi mobili, per controllare il lavoro svolto a casa. Ci sarà la possibilità di utilizzare i tablet, anche perché abbiamo delle classi digitali nelle quali continueranno a essere consentiti. Il divieto riguarderà esclusivamente i cellulari».

Da parte loro, i ragazzi sono pronti alla novità, ma anche preoccupati da alcune possibili conseguenze. «Sono un po’ in pensiero – conferma Gabriele, al terzo anno del liceo scientifico -. Ma non più di tanto. Penso che ci abitueremo in fretta». La sua compagna di classe Sofia evidenzia che il cellulare, fino all’anno scorso, «era usato in classe per scopi didattici, perché scaricavamo libri e materiale, adesso useremo il tablet».

Elena, sempre al terzo anno, spiega di non aver mai usato il telefono in classe per scopi personali. «Lo prendevo solo quando serviva per la didattica – dice – ma sono anche abitata al tablet, specie per usare Google Classroom». Per Michele, della terza D, «non è un cambiamento tanto grande, perché usavamo il cellulare pochissimo, solo per visualizzare contenuti condivisi dagli insegnanti o per alcune verifiche di educazione civica», ma «vietare qualcosa non è mai giusto, sarebbe stato meglio porre dei limiti – conclude -. I veri problemi da risolvere sono altri, magari il perché certa gente usa il telefonino in classe»

Bari, il liceo Scientifico piange la professoressa Giuditta Occhiogrosso: “Meravigliosa e generosa ci mancherai”

“Oggi il Salvemini piange la sua meravigliosa e generosa prof.ssa Giuditta Occhiogrosso. Ci mancherà la sua onestà intellettuale, la sua determinazione e la sua umanità concentrata nel bagliore degli occhi e nello splendore del suo sorriso. Ci ha lasciato un grande vuoto incolmabile”. Recita così il post straziante pubblicato sui social dal Liceo Scientifico Salvemini di Bari che piange la professoressa di matematica Giuditta Occhiogrosso, spenta all’età di 53 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità scientifica. Domani pomeriggio sono in programma i funerali nella cattedrale di Bitetto.

Eduscopio 2024, ecco le migliori scuole baresi: Socrate e Salvemini al top tra i licei. Ma la provincia batte la città

Socrate miglior liceo classico e Salvemini miglior liceo scientifico di Bari. Questo è quanto emerge dal report 2024 della piattaforma Eduscopio della Fondazione Agnelli. Le scuole superiori vengono valutate in base alla media dei voti conseguiti all’università e sulla rapidità degli studenti nel superare gli esami.

Il miglior liceo classico della provincia però non è il Socrate, bensì il polo liceale Majorana-Laterza di Putignano. Dopo il Socrate a Bari troviamo il Flacco e il Cirillo. Bene tra i licei scientifici il Salvemini di Bari che occupa il secondo posto generale in provincia dopo il liceo Da Vinci-Majorana di Mola di Bari. Gradino più basso del podio per lo Scacchi che supera il Fermi rispetto al report del 2023 (rispettivamente secondo e terzo nella classifica della città di Bari). 

Bene anche il liceo Bianchi Dottula, secondo in provincia nelle scienze umane per l’opzione economico sociale. Come liceo linguistico risulta primo a Bari e terzo nella classifica provinciale. Si classifica bene anche l’indirizzo tecnico economico del Giulio Cesare.

Una seconda classifica è poi dedicata ai professionali e ai tecnici in base all’indice di occupazione. Qui troviamo l’istituto tecnico economico Marco Polo con un indice di occupazione pari al 53%, primo posto a Bari e terzo in provincia, e l’istituto tecnico tecnologico Marconi, primo a Bari con il 51% di diplomati che trovano lavoro. Cresce l’istituto professionale Ettore Majorana, stabile l’istituto professionale alberghiero Perotti.

“Qui iscritti solo delinquenti”, il discorso della preside del Salvemini diventa un caso: nel mirino anche la Bari Bene

“Ho studiato in un Liceo barese che ha sempre avuto un corpo docenti fantastico, anche se alcuni, in senso spregiativo, lo definivano un liceo di Sinistra, come a dire che fossimo tutti promossi per il credo politico, per appartenenza e non per merito e che gli/le insegnanti fossero tutti/e Agit-prop. Sono trascorsi tanti anni e ora, mentre sono al lavoro, mi arriva un messaggio di un fraterno amico, anch’egli formatosi nel medesimo liceo. Si tratta del discorso rivolto dalla Preside ai genitori dei futuri alunni in occasione dell’Open day. Lo pubblico non solo perché lo condivido, ma anche perché mi fa essere orgoglioso di essere figlio di questa storia. Un liceo di periferia, a pochi passi dalla B2 in cui spadroneggiava Savino Parisi”.

Inizia così il post di denuncia pubblicato su Facebook dall’ex deputato del Pd Dario Ginefra. Nel mirino la preside Tina Gesmundo e il suo appello alle famiglie e al buon senso di genitori e ragazzi. Ecco il discorso della preside secondo quanto pubblicato dal politico nella parte finale de post.

“Questa scuola va molto di moda, l’anno scorso 400 iscrizioni, 400 vastasi, delinquenti, che fotografano le targhe dei professori, che sfottono un compagno per un brutto voto, perché in sovrappeso, perché troppa magra. In questa città c’è un’emergenza educativa, 3 ragazzini hanno sparato a un migrante per provare una pistola. Non c’entrano i social, c’entrate voi genitori che sovrapponete i vostri desiderata alle vite dei vostri figli, educate a coltivare solo il mito del successo e del denaro, e quando sarete vecchi vi abbandoneranno in una casa di cura e a 18 anni si faranno di Ketamina. Poi ci sono quelli della Bari-bene che mi fanno chiamare dagli assessori regionali per raccomandare i figli, i padri innamorati dell’indirizzo sportivo pensando di avere in casa dei calciatori, quelli del Cambridge che camminano con la puzza sotto al naso e s’aspettano i viaggi ma da qui non si parte se per tutti gli altri devo rinunciare alla carta igienica. Ecco, se dovete venire qui a fare tutte queste cose, andate altrove. E in ogni caso ascoltate i vostri figli, insegnate la cura, non a coltivare sogni di gloria e di ricchezza, questa è una scuola dedicata a un oppositore del fascismo, portatene rispetto”.

“Il mio discorso è stato travisato. Ho 350 alunni nelle prime, sicuramente ho detto che alcuni sono un po’ vivaci e vanno sicuramente scolarizzati, così come ho sottolineato che c’è un cambio generazionale e un’emergenza educativa in atto. Ma non penso questo di tutti i nuovi alunni, quelli che hanno bisogno di essere più seguiti sono una minoranza. Tra i nuovi iscritti ho delle vere e proprie perle”, la replica della preside riportata da La Gazzetta del Mezzogiorno.

Scommesse e gioco d’azzardo, la lezione di Tonali al Salvemini di Bari: “Ho sbagliato non fate il mio errore”

Sandro Tonali è stato ospite ieri mattina del liceo scientifico Salvemini di Bari in un incontro organizzato con la Federcalcio. L’ex centrocampista del Milan, oggi di proprietà del Newcastle, è stato squalificato ad ottobre, fino al 28 agosto 2024, per violazione in materia di calcioscommesse. Da qui un percorso rieducativo nelle scuole per raccontare la propria esperienza di vita e sensibilizzare i più giovani. 

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Professori fermi e studenti mobili tra le aule: il sistema americano del liceo Salvemini fa discutere

Fanno discutere le nuove regole introdotte dal Liceo scientifico Salvemini di Bari che, dopo una sperimentazione fatta la primavera scorsa, vara quest’anno un sistema all’americana istituendo “aule dipartimentali” con gli studenti che a fine ora si spostano da un’aula all’altra, invece dei professori che resteranno fermi. Con una circolare la preside, Tina Gesmundo, ha dato indicazioni molto precise per evitare ingorghi e caos nei corridoi, del tipo: “I corridoi devono essere percorsi camminando a destra e favorendo il flusso nei due sensi di marcia”, “gli studenti devono muoversi in silenzio e correttamente per gruppi classe, possibilmente in fila indiana” e se due flussi si incrociano “la classe rispetta la precedenza a destra senza mai dividere i gruppi classe in transito”.

Un decalogo che sta suscitando dibattito dopo la pubblicazione sul Fatto quotidiano on line di un articolo che parla di “codice militaresco”, tanto che la Cgil di Bari insieme alla Flc Cgil e all’Uds provinciali, ha chiesto “un incontro urgente alla dirigente scolastica, al consiglio d’istituto tutto e ai rappresentanti degli studenti”. La circolare invita gli studenti che “devono raggiungere l’aula dipartimentale prevista dall’orario delle lezioni” a farlo “entro quattro minuti, senza attardarsi e seguendo il gruppo classe”. E chiarisce che i ragazzi “non possono recarsi al bagno o al bar durante gli spostamenti, ma possono farlo solo dopo essersi recati nell’aula dipartimentale prevista da orario e previo permesso concesso dal docente”. Esiste anche una regola nel caso in cui la classe trovi l’aula dipartimentale ancora occupata dal gruppo precedente, in questo caso “gli alunni dovranno attendere che l’aula sia liberata stando in fila indiana in corridoio, accostati al muro e in silenzio”.

“Sono serena e tranquilla, stiamo lavorando per fare la didattica disciplinare come fanno altre 200 scuole in Italia, fra le quali circa 150 licei”, spiega all’ANSA Tina Gesmundo, preside del liceo scientifico Salvemini di Bari, in merito al regolamento varato per disciplinare gli spostamenti degli studenti fra le classi, al centro di alcune polemiche. “Questo regolamento – prosegue – regola L’afflusso di 1.070 ragazzi che si spostano da una classe all’altra. Per redigerlo mi sono ispirata ai licei Kennedy e Newton di Roma ed è identico a quello di tutte le altre scuole che applicano questo tipo di didattica”. La preside parla di “attacco pretestuoso” riferendosi all’articolo pubblicato sull’edizione online del Fatto quotidiano e spiega che il decalogo “è stato sperimentato per una settimana lo scorso anno, è passato al vaglio del consiglio di istituto e del consiglio dei docenti e c’è stato un monitoraggio fra gli studenti”. “Non c’è nulla di poco trasparente”, precisa. In merito all’invito della Cgil, che le chiede un incontro, risponde senza esitazioni: “A scuola può venire chiunque, sono disponibile a incontrare Cgil e chiunque altro. Questa polemica non mi tocca e andremo avanti”.