Bari, dal 3 luglio il lungomare di Santo Spirito sarà riaperto per auto e pedoni: lavori riprenderanno da settembre

Sarà riaperto al traffico di pedoni e veicoli, il prossimo 3 luglio, il lungomare di Santo Spirito, a nord di Bari, chiuso da tempo a causa dei lavori di riqualificazione.

Lo comunica l’assessore comunale alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, evidenziando che a partire da quella data le auto potranno tornare a percorrere l’area compresa tra corso Umberto I e la zona nord del cantiere.

Per quanto riguarda il transito dei pedoni, invece, fino a oggi è già stato reso percorribile il 90% delle aree pedonali di nuova realizzazione tra la strada e i fabbricati. Da giovedì sarà eliminata la recinzione residua e tutte le zone saranno completamente fruibili.

Nello stesso tratto, il cantiere resterà operativo solo sul lato mare per permettere la posa in opera del manto della pista ciclabile, che sarà conclusa entro luglio. Per quanto riguarda il resto del cantiere, il Comune spiega che i lavori saranno sospesi fino a settembre, con l’obiettivo di terminare le opere entro la fine del 2025.

L’intervento, finanziato con cinque milioni di euro di risorse Pon Metro e Pn Metro plus, interessa il lungomare Cristoforo Colombo, nel tratto che va dalla torre di Santo Spirito all’incrocio con via Marconi, comprendendo anche alcune traverse. Sono in via di realizzazione spazi pedonali, aree per la sosta e il relax, aiuole e pista ciclabile. L’arredo urbano include panchine, cestini portarifiuti, rastrelliere portabici, dissuasori, pali della pubblica illuminazione e mappe tattili destinate alle persone con disabilità visiva.

Costa nord di Bari, un chiosco a Santo Spirito. Assegnata la concessione per due anni: il progetto – FOTO

Una zona bar con servizi di circa 20 mq e una zona d’ombra di 50 mq dedicata alla somministrazione dove consumare colazioni, pranzi o aperitivi al fresco. A queste si aggiunge il solarium, nella restante parte della concessione lasciata al libero utilizzo, per chi desideri rilassarsi al sole. Il chiosco che sarà realizzato sull’area in concessione intende rappresentare un modello di innovazione, sostenibilità e funzionalità

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Bari, riqualificazione del lungomare di Santo Spirito. Leccese sul cantiere: “Lavori finiti entro l’estate”

Questa mattina il sindaco ha effettuato un sopralluogo a Santo Spirito per verificare l’andamento dei lavori per la riqualificazione del lungomare e dell’area del porto.

Come noto l’intervento, finanziato con 5 milioni di euro di risorse PON Metro e PN Metro plus, interessa il lungomare Cristoforo Colombo, nel tratto che va dalla Torre di Santo Spirito prospiciente il molo di Levante all’incrocio con via Marconi, comprendendo anche alcune traverse (via Settembrini, via Reggio, via De Maioribus e via Dandolo). In particolare il tratto che dall’intersezione tra corso Umberto I e il lungomare Cristoforo Colombo si protende fino alla Torre di Santo Spirito preserverà la funzione di collegamento tra nucleo edificato e lungomare, riservando ampio spazio alle tradizionali funzioni che vi si svolgevano. I tradizionali banchi con pensilina per la vendita del pesce saranno ruotati di circa 90° per permettere ai fruitori di godere appieno della passeggiata e degli spazi pedonali dedicati, resi accoglienti da opportune aree pensate per la sosta e il relax, e dalla presenza di aiuole. La sede carrabile sarà realizzata in materiale bituminoso dalla torre sino a corso Umberto, mentre da corso Umberto fino a via Marconi sarà eseguita in masselli autobloccanti.

La riqualificazione prevede inoltre la realizzazione e l’attrezzamento di aree per la sosta, opportunamente ombreggiate, superfici pedonali per il passeggio, spazi di pertinenza di attività commerciali, pista ciclabile bi-direzionale in sede riservata, spazi carrabili distinti e separati dai restanti spazi funzionali.

Nel corso dei lavori l’area è stata ripavimentata con materiali consoni alla funzione individuata: le pavimentazioni sono state distinte a seconda della destinazione d’uso degli spazi – carrabili, pedonali o ciclabili – in modo da essere ben riconoscibili ed esteticamente coerenti. Lo spazio pubblico è stato arricchito da elementi di pubblica illuminazione e arredo urbano dal design funzionale, nell’ottica generale di un’immagine coordinata e uniforme di tutto il contesto di intervento. L’arredo urbano include panchine, cestini portarifiuti, rastrelliere portabici, dissuasori, pali della pubblica illuminazione e mappe tattili destinate alle persone con disabilità visiva per consentire loro di raggiungere le zone di interesse.

Inoltre, saranno messi a dimora alberi di tamerici per l’intera lunghezza del nuovo lungomare, mentre gli slarghi saranno abbelliti da grandi aiuole (4 metri di diametro) in cui alle tamerici si aggiungeranno piante tappezzanti, tra cui la gazania: il nuovo verde sarà servito da un impianto di irrigazione a goccia alimentato dalle vasche di accumulo delle acque meteoriche.

A completare l’intervento un nuovo sistema di pubblica illuminazione con corpi illuminanti disposti su pali, a doppia altezza, che caratterizzeranno il restyling del lungomare Cristoforo Colombo (sia lato carrabile sia lato ciclabile).

“Oggi ho voluto verificare di persona l’avanzamento del cantiere che entro l’estate consegnerà finalmente ai residenti il lungomare Cristoforo Colombo completamente trasformato – ha detto il sindaco – con spazi pedonali continui e protetti, nuovi impianti tecnologici, nuovi arredi urbani e con un’impronta green garantita dalle nuove piantumazioni. Qui la realizzazione dell’area ciclo-pedonale è stata pensata per promuovere un elevato grado di mobilità ciclistica e pedonale alternativa all’uso dei veicoli a motore, riducendo sia il rischio di incidenti sia l’inquinamento atmosferico e acustico, migliorando al contempo il collegamento con il resto del tracciato ciclabile come pure la fruibilità del centro di Santo Spirito. Tra qualche giorno prenderemo in consegna le aree riqualificate sul lato dei fabbricati, quelle tra il mercato coperto e la rotatoria di via Umberto, cosicché i commercianti e i cittadini possano tornare a vivere pienamente lo spazio riqualificato. A seguire, i lavori interesseranno la zona dei banchi dei pescatori in modo tale che, al termine degli interventi, il nuovo mercato ittico risulti più raccolto e meno dispersivo dell’attuale, nonché più confortevole e funzionale sia per gli operatori sia per i fruitori. Chiedo scusa per i ritardi che abbiamo registrato negli ultimi mesi, ma sono certo che il risultato finale ci ripagherà dei sacrifici e dei disagi che residenti, operatori commerciali e fruitori hanno dovuto sopportare”.

Bari, società chiusa per ferie invia bonifici da 11mila euro: coppia di Santo Spirito finisce a processo in Portogallo

Una coppia di Santo Spirito è finita sotto inchiesta perché avrebbe intascato 11mila euro da una società che produce macchine da cucire. I due sono finiti a processo davanti ad un tribunale portoghese.

I fatti risalgono all’agosto 2018. La presunta vittima è il legale rappresentante della ditta Centro Mac. Nel giorno della chiusura per ferie della società, qualcuno si è introdotto nella posta elettronica aziendale, chiedendo via mail alla filiale del Banco Montepio di effettuare due bonifici da 3mila e 8mila euro sui conti correnti intestati ai due baresi.

Domani sarà celebrata l’udienza in Portogallo, è stato predisposto un collegamento in videochiamata per permettere alla coppia di partecipare.

Omicidio a Santo Spirito, Dogna ucciso con coltello e forcone da cucina: i retroscena atroci del killer Rizzi

La gip di Bari Antonella Cafagna ha convalidato nelle scorse ore il fermo e ha disposto la detenzione in carcere per Antonio Rizzi, il 42enne reo confesso per l’omicidio del 63enne Francesco Dogna, commesso la notte tra 7 e 8 gennaio nella casa della vittima nel quartiere Santo Spirito. Nei confronti di Rizzi, pluripregiudicato, è stata riconosciuta anche l’aggravante della crudeltà.

La gip, nell’ordinanza depositata questa sera, ha riconosciuto l’inaudita e spropositata violenza usata da Rizzi, che avrebbe ucciso Dogna colpendolo 85 volte con un coltello e con un forcone a due punte preso dalla cucina. La giudice ha rilevato anche il pericolo di reiterazione di reato e di fuga di Rizzi, che nei giorni successivi al delitto avrebbe iniziato a cercare un lavoro da operaio fuori Bari.

Dogna, secondo quanto ricostruito anche dall’autopsia (il medico legale Davide Ferorelli, che ha eseguito l’esame autoptico, ha parlato di ‘overkilling’, ricorso eccessivo alla violenza), sarebbe morto per dissanguamento dopo alcuni minuti. Rizzi, nell’interrogatorio, ha detto che lui e Dogna si frequentavano per fumare crack o assumere cocaina. Nella sua versione, per il giudice non del tutto credibile, quella sera Rizzi – dopo aver già consumato sostanza stupefacente con Dogna – avrebbe chiesto altra droga alla vittima, ma questi avrebbe rifiutato minacciandolo con un coltello. A quel punto, per difendersi, l’avrebbe colpito fino a ucciderlo, tappandogli la bocca con la mano per evitare che urlasse. Il fatto che la casa fosse in totale disordine, secondo la giudice, fa pensare che invece Rizzi abbia cercato qualcosa (probabilmente la droga) per tutta la casa prima di uccidere il 63enne.

Come già emerso, Dogna e Rizzi si conoscevano da circa 10 anni, e la vittima avrebbe anche cercato di aiutare il 42enne a superare la tossicodipendenza. Nell’ultimo periodo, però, Dogna avrebbe provato una sempre maggiore insofferenza per l’invadenza di Rizzi. Prima di fuggire, Rizzi avrebbe rubato alla vittima portafoglio, cellulare e documenti.

Omicidio a Santo Spirito, convalidato il fermo di Antonio Rizzi: il killer di Dogna ha risposto alle domande

È stato convalidato il fermo di Antonio Rizzi, il 42enne originario di Bitritto reo confesso dell’omicidio del 63enne Antonio Dogna, ucciso nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi, con 85 coltellate, nella sua casa di Santo Spirito. L’udienza si è tenuta nel pomeriggio di oggi nel carcere del capoluogo pugliese, alla presenza del gip Antonella Cafagna e del pm Carla Spagnuolo. L’indagato ha risposto alle domande del giudice e poi è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. All’origine del delitto, avvenuto al culmine di una lite tra i due, ci sarebbe un’intricata storia di droga e denaro.

Omicidio Dogna, il 42enne Antonio Rizzi confessa: 85 coltellate perché voleva soldi. I due si conoscevano da anni

Antonio Rizzi, l’operaio 42enne pregiudicato di Bari fermato ieri sera per l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà di Francesco Dogna, ha confessato agli inquirenti di aver ucciso il 63enne, che viveva da solo nella sua casa del quartiere Santo Spirito di Bari. L’omicidio sarebbe stato commesso la notte tra il 7 e l’8 gennaio al culmine di una lite, per gli inquirenti “verosimilmente a seguito di incomprensioni relative all’uso di stupefacenti”. Nel decreto di fermo si legge anche che il movente potrebbe risiedere nella volontà di Rizzi di ottenere dei soldi da Dogna a causa delle difficoltà economiche in cui versava.

Dogna, come emerso dall’autopsia, è stato ucciso con 85 fendenti, sferrati con due coltelli recuperati nella cucina dell’appartamento. Nelle prossime ore ci sarà l’udienza di convalida del fermo: Rizzi – che ha precedenti per maltrattamenti in famiglia e reati contro il patrimonio – si trova in carcere a Bari. Da quanto emerso, Dogna e Rizzi si conoscevano da oltre 10 anni, ma il rapporto tra i due era per lo più sconosciuto ad amici e parenti della vittima. Ad alcuni amici, però, nel corso degli anni Dogna avrebbe detto – come riferito dagli stessi agli inquirenti – di una sua frequentazione con un uomo di malaffare, presumibilmente legato alla criminalità organizzata del quartiere Japigia di Bari, e con un tossicodipendente che avrebbe voluto aiutare per superare la sua dipendenza. Questa persona in passato, come si legge sempre nel decreto di fermo, avrebbe invitato Dogna a partecipare ad alcune ricorrenze (battesimo o comunione) del figlio.

L’analisi delle telecamere di sorveglianza della zona, insieme al tracciato Gps della macchina di Rizzi, hanno permesso agli inquirenti (la pm Carla Spagnuolo ha coordinato le indagini dei carabinieri) di individuare e fermare Rizzi a pochi giorni dal delitto, impedendo una sua probabile fuga al nord Italia e all’estero che, sempre per gli inquirenti, l’uomo stava progettando. Rizzi, come emerge dal decreto di fermo, dopo il delitto avrebbe rubato il portafogli e il cellulare a Dogna, che infatti in piena notte risultava a diversi chilometri di distanza dalla sua abitazione. Il 42enne è stato fermato nella casa in cui viveva con moglie e figli.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, arrestato il 42enne Antonio Rizzi: 80 coltellate dopo lite per droga

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo, a Bitritto (BA), hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Bari nei confronti di Antonio Rizzi, nato a Bari il 25.03.1983, con precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia, ritenuto il presunto autore dell’omicidio di DOGNA Francesco, avvenuto a Bari “Santo Spirito” lo scorso 7 gennaio.

Grazie all’analisi dei primi filmati acquisiti è stato possibile accertare l’orario di entrata e di uscita del presunto assassino all’interno dell’abitazione della vittima e la successiva fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante, dove venivano rinvenute e repertate numerose tracce ematiche. Con l’analisi di ulteriori sistemi di videosorveglianza posti lungo le vie di fuga e il monitoraggio del tracciato del GPS dell’autovettura è stata poi individuata la targa del veicolo in uso al Rizzi, con cui la vittima, qualche giorno addietro, aveva scambiato alcuni messaggi, come è emerso successivamente dall’analisi dei computer del Dogna. In questo modo è stato possibile far luce su una conoscenza di oltre dieci anni, non nota a familiari ed amici, che intercorreva tra i due uomini che saltuariamente si incontravano anche nell’abitazione di Santo Spirito. Così come è avvenuto la sera del 7 gennaio, quando, a causa di una lite sorta verosimilmente a seguito di incomprensioni relative all’uso di sostanze stupefacenti, l’assassino ha colpito per oltre ottanta volte il corpo della vittima.

All’esito di ininterrotte indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari, Dott.ssa Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino ricostruendo l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Numerosi sono stati i gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli investigatori che hanno permesso di fermare l’uomo che stava già pianificando una fuga dal capoluogo pugliese, per raggiungere il nord Italia e poi l’estero.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contradditorio con la difesa dell’indagato.