Carabiniere ucciso a Francavilla, dubbi sull’azione di Giannattasio nelle sparatorie: attesa per gli esami del Ris

Sono in programma venerdì 4 luglio, presso i laboratori del Ris di Roma, gli accertamenti sugli stub effettuati dalla Polizia su Camillo Giannattasio, il 57enne di San Giorgio Jonico arrestato e indagato per concorso in omicidio nell’inchiesta sulla morte di Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso a Francavilla Fontana.

Si dovrà stabilire se Giannattasio, che si trova in carcere, abbia o meno aperto il fuoco nei confronti di Legrottaglie durante la prima fuga e durante il secondo conflitto a fuoco con la Polizia a Grottaglie. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro.

Giannattasio ha affermato di non aver sparato, ma nella sua auto e nel suo negozio di ferramenta sono state ritrovate altre armi. I poliziotti sono allo stesso tempo indagati per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa (nei confronti di Mastropietro) e parti offese per l’ipotesi di tentato omicidio e lesioni.

Carabiniere ucciso a Francavilla, arrestato dopo duplice conflitto a fuoco: Giannattasio chiede il test dello stub

Ha chiesto di essere sottoposto al test dello stub, che consente di verificare l’eventuale presenza di residui di polvere da sparo sulle mani di un sospettato, Camillo Giannattasio, 67 anni, di San Giorgio Jonico, arrestato ieri dalla polizia dopo un conflitto a fuoco con la polizia nelle campagne di Grottaglie.

L’uomo, fino a ieri incensurato, è stato bloccato durante la fuga insieme a Michele Mastropietro, 59enne di Carosino con precedenti penali, rimasto ucciso durante l’intervento delle forze dell’ordine.

I due erano in fuga dopo l’uccisione del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, avvenuto nella mattinata di ieri a Francavilla Fontana durante un controllo. A quanto si è appreso il test dello stub non è stato disposto in quanto gli inquirenti al momento non lo ritengono necessario. L’avv. Luigi Danucci, difensore di Gianattasio, ha fatto mettere a verbale la richiesta del suo assistito.

Il 67enne attualmente è in stato di fermo per detenzione illegale di armi e munizioni. Ieri sera la polizia ha trovato nella ferramenta gestita dall’uomo una serie di armi, tra cui una pistola Beretta calibro 9×21 con matricola cancellata, due fucili a canne mozzate, pistole a salve, una lanciarazzi, coltelli, un quantitativo di munizioni e diversi telefoni cellulari, ora al vaglio degli inquirenti.

L’udienza di convalida non è ancora stata fissata. La Procura di Brindisi mantiene la titolarità dell’indagine sull’omicidio del militare. Sono in corso approfondimenti sull’origine delle armi e sul possibile coinvolgimento dell’arrestato in attività criminali più ampie.