Maxi truffa allo Stato sui bonus edilizi, coinvolta anche la Puglia: sequestri per oltre 10 milioni

C’è anche la Puglia tra le regioni coinvolte in una vasta operazione contro una maxi truffa ai danni dello Stato legata ai bonus edilizi. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli e coordinata dalla Procura di Nola, ha portato al sequestro urgente di beni per oltre 10,5 milioni di euro nei confronti di 7 persone e 3 società.

L’inchiesta, che interessa anche Campania, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana, è partita dalle denunce di circa cento condòmini di due complessi residenziali di Casalnuovo di Napoli. I cittadini avevano segnalato la presenza, nei propri “cassetti fiscali”, di crediti legati a lavori edilizi eseguiti in modo approssimativo e accompagnati da documentazione falsa che ne attestava il completamento.

Le indagini hanno portato al blocco di circa 3 milioni di euro di crediti fiscali e al sequestro di oltre 30 immobili tra le province di Napoli e Taranto, 9 autovetture, quote societarie per circa mezzo milione di euro, rapporti finanziari e 80 mila euro in contanti, rinvenuti anche grazie all’ausilio delle unità cinofile.

L’operazione rappresenta un ulteriore intervento nel contrasto alle frodi legate ai bonus edilizi, fenomeno che negli ultimi anni ha causato ingenti danni alle casse dello Stato.

Truffa su bonus edilizi, 8 arresti e sequestri da 10 milioni: a capo la famiglia De Scala di Altamura – TUTTI I NOMI

Emergono i primi dettagli sulla maxi truffa sui bonus edilizi che ha portato nella giornata di oggi al sequestro di 10 milioni di euro, ad arresti e perquisizioni, scoperta in una inchiesta coordinata dalla procura di Bari. Al centro un’intera famiglia di imprenditori di Altamura, quella dei De Scala, che avrebbe escogitato un sistema con l’obiettivo di emettere fatture false grazie alla quale sarebbero riusciti a creare crediti di imposta per oltre 17 milioni.

In totale sono 62 gli indagati, tra cui anche 8 società, e i reati ipotizzati a vario titolo sono quelli di associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali, truffa aggravata allo Stato e riciclaggio. Al centro di tutto ci sarebbe l’imprenditore edile Giuseppe De Scala, 47enne di Bari già arrestato in passato, per il quale però il gip Antonella Cafagna non ha concesso l’arresto chiesto dalla Procura.

Ai domiciliari sono finiti invece la madre e il padre, Maria Frappampina, 64 anni, di Bari e Aniello De Scala, 71 anni, il fratello Michele, 48 anni, di Bari, oltre ai loro collaboratori Andrea Ragone, 41 anni di Altamura, Vito Vischi, 53 anni, di Bari, il commercialista Alessandro Vigilante, 46 anni, di Bari, Francesco D’Ambrosio, 55 anni, di Bari e Giovanni Regina, 52 anni, di Altamura. Tra gli indagati anche un’altra sorella, Annarita De Scala, 37 anni, di Bari: anche per lei era stato chiesto l’arresto ai domiciliari, non concesso dal gip. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il gip ha poi disposto l’obbligo di presentazione per Vito Aufieri, Francesco Labarile, Giuseppe Panza, Eugenio Traversa, Nicola Abrescia e Donato Petrara. Eseguiti sequestri di conti correnti e beni per circa 10 milioni nei confronti delle società Fd Service, Megaservice, Vts Total Work, Dam Servizi, Centro Copie & Servizi.