Bari, la piccola Zaraj morta a 12 anni in sala operatoria. Assolto l’ex primario del Pediatrico: disposta nuova perizia

La Corte d’Appello di Bari ha disposto una nuova perizia sulla morte di Zaraj Tatiana Coratella Gadaleta, la 12enne di origini colombiane deceduta il 19 settembre 2017 all’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari dopo un intervento per la riduzione di una frattura al femore. La bambina morì a causa di una ipertermia maligna.

La decisione è stata presa nella prima udienza del processo d’appello che vede imputato per omicidio colposo il primario di Anestesia e Rianimazione, Leonardo Milella, assolto in primo grado con la formula “per non aver commesso il fatto”.

Nonostante il reato sia ormai prescritto, i giudici hanno accolto la richiesta dei familiari della 12enne, assistiti dall’avvocato Michele Laforgia, disponendo una nuova consulenza tecnica per chiarire se il farmaco salvavita sia stato somministrato in tempo utile.

L’incarico sarà affidato il prossimo 6 luglio ai medici Pietrantonio Ricci e Federico Longhini, rispettivamente medico legale e anestesista dell’Università di Catanzaro. La nuova perizia servirà ad accertare eventuali responsabilità ai soli fini civili.

Secondo l’accusa, sostenuta dalla pm Bruna Manganelli, il primario avrebbe erroneamente diagnosticato una tromboembolia polmonare, ritardando di circa tre ore la somministrazione del farmaco che avrebbe potuto salvare la vita della bambina. Nella vicenda era coinvolto anche l’anestesista Vito De Renzo, che seguì la 12enne prima dell’arrivo di Milella e che ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi.

Bari, la piccola Zaraj morta a 12 anni in sala operatoria: assolto l’ex primario del Pediatrico

La gup di Bari Valeria Isabella Valenzi ha assolto «perché il fatto non sussiste» l’ex primario di Anestesia e rianimazione dell’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ di Bari, Leonardo Milella, accusato di falso in relazione a una cartella clinica redatta per il caso della 12enne Zaraj Tatiana Coratella Gadaleta. La piccola, di origine colombiana, morì in ospedale il 21 settembre 2017 per una ipertermia maligna subito dopo un intervento di riduzione di una frattura del femore.

Per l’accusa, Milella, che era finito a processo (in abbreviato), nel compilare la cartella clinica della paziente, avrebbe falsamente attestato che il farmaco salvavita Dantrium era stato somministrato alla bimba alle 11.30 del 21 settembre, mentre in realtà (per la Procura) sarebbe stato somministrato alle 13 dello stesso giorno.

Oggi, in Tribunale, lo stesso pm Baldo Pisani ha chiesto l’assoluzione di Milella «per non aver commesso il fatto», mentre l’avvocato del medico, Angelo Loizzi, ne ha chiesto l’assoluzione con formula piena, come poi deciso dalla gup.

Lo scorso 28 marzo, Milella era stato assolto «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di omicidio colposo in relazione alla morte della 12enne. Al primario, intervenuto ad operazione chirurgica conclusa, la pubblica accusa contestava di aver erroneamente diagnosticato una «tromboembolia polmonare» e “ritardato» di altre tre ore «la somministrazione del farmaco salvavita».

Nella vicenda era inizialmente coimputato anche l’anestesista Vito De Renzo, che ebbe in cura la 12enne prima dell’arrivo di Milella e che ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi. Inizialmente si era costituito parte civile anche il padre della bimba che oggi ha revocato la sua richiesta.