Truffa, bancarotta e corruzione. Nei guai gli imprenditori baresi Antro: maxi sequestro da 35 milioni di euro

Beni per 35 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari a due fratelli imprenditori edili baresi, Erasmo e Alivero Antro, attivi nel settore edilizio.

Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Bari, sezione misure di prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica. I destinatari della misura di prevenzione sono stati interessati, negli anni, da diversi procedimenti penali per truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta, conclusisi, in molti casi con sentenza di non doversi procedere per prescrizione dei reati.

Tra questi procedimenti vi è quello relativo alla truffa da circa 20 milioni di euro ai danni della Provincia di Bari, anch’esso conclusosi con la prescrizione. Gli inquirenti, dopo aver rilevato la spiccata propensione dei due imprenditori a commettere reati in modo abituale, li hanno ritenuti ‘socialmente pericolosi’ ed hanno compiuto a loro carico accertamenti patrimoniali.

Dalle indagini è emerso – secondo l’accusa – che i proventi delle attività delittuose erano stati impiegati per accumulare ricchezze. E’ stato quindi ritenuto che la loro capacità reddituale lecita e quella dei loro familiari non fosse tale da giustificare l’acquisizione di numerosi beni immobili. Sono quindi finiti sotto sequestro appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari, due ville a Porto Rotondo e Ostuni-Rosa Marina. Il provvedimento di sequestro interesserà, inoltre, numerosi compendi aziendali in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e Roma, bar e ristoranti, nonché i rapporti finanziari intestati, come molti altri beni, a dei prestanome.

 

Crac dei fratelli Antro, la Procura di Bari chiude le indagini: si va verso il processo per bancarotta – NOMI

La Procura di Bari ha notificato, a distanza di anni, un avviso di conclusione di indagini ad Alviero ed Erasmo Antro, rispettivamente di 57 e 61 anni, i noti imprenditori baresi del settore edile, per la presunta bancarotta delle società Consorzio Sigi, Infrastrutture e servizi, Infotec, Segnaletica e servizi, dichiarate fallite nel luglio 2012. Alla moglie di Erasmo Antro, Francesca Boffoli, invece è contestata l’accusa di riciclaggio, mentre l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche agli avvocati Ugo Patroni Griffi e Giampiero Balena, curatori fallimentari delle 4 società.

Ora i legali degli indagati potranno provare a contestare le ipotesi della Procura, prima che venga chiesto un rinvio a giudizio. I fratelli Antro furono arrestati e finirono ai domiciliari con l’accusa di truffa nei confronti della Provincia di Bari e di alcune banche, 10 mesi fa sono stati assolti grazie alla prescrizione. Ora però rischiano il processo per bancarotta. “Scritture contabili con il fine di celare la produzione di falsa liquidità attraverso l’emissione di fatture false, anticipazione ai soci con distrazione di diversi milioni dalle casse delle società e irregolare utilizzo delle carte di credito aziendali”, secondo la Procura il problema sorge dall’aver tenuto le scritture contabili in modo da non consentire la ricostruzione delle articolate vicende delle quattro società, il movimento degli affari e la situazione patrimoniale.