Tangenti nella sanità, tecnico ortopedico si autodenuncia e viene assolto: “Mi è costato il lavoro”

Torniamo a parlare di Giuseppe Schirru, tecnico ortopedico di Palermo con cui ci eravamo occupati della truffa degli ausili ortopedici. Tramite un videomessaggio aveva invocato il nostro aiuto per portare alla luce la questione legata al decreto ministeriale 332/99, riguardante la nomenclatura del tariffario delle protesi ortopediche. Giuseppe aveva infatti deciso di denunciare un giro di malaffare che è insito nella sanità siciliana e non solo.

Il Tribunale di Palermo ha riconosciuto a Giuseppe Schirru i benefici della legge “Spazzacorrotti”, escludendone la punibilità per corruzione dopo che ha denunciato spontaneamente il sistema di tangenti nella sanità siciliana, fornendo prove utili per individuare gli altri responsabili.

Schirru sostiene di aver documentato con nomi, registrazioni e altri elementi numerose richieste di denaro da parte di medici e infermieri in cambio di lavoro, spesso mascherate da prestiti mai restituiti. L’ultimo episodio riguarda una segnalazione inviata all’ospedale Villa Sofia di Palermo per la richiesta di un prestito da parte di un infermiere: l’azienda gli ha indicato le procedure ufficiali per formalizzare la denuncia.

Nonostante le segnalazioni, Schirru denuncia di essere stato progressivamente emarginato dal mercato del lavoro. Oggi riceve sempre meno incarichi, mentre chi continua ad alimentare il sistema corruttivo riesce a lavorare senza ostacoli. Secondo il tecnico, il contrasto formale alla corruzione non si è tradotto in un reale cambiamento delle dinamiche presenti nella sanità siciliana.

Cugini morti nel Brindisino, un uomo si presenta in caserma e si autodenuncia: “Si sono scontrati con me”

Svolta nelle indagini del tragico incidente avvenuto sabato scorso sulla sp26 a Francavilla Fontana in cui sono morti i cugini Antonio e Gabriele Sternativo, di 26 e 20 anni.

Un uomo si è presentato ieri pomeriggio nella caserma dei Carabinieri per autodenunciarsi, raccontando di aver impattato la Fiat Punto con a bordo i due giovani.

La sua versione dei fatti è al vaglio dei militari e della procura di Brindisi. Dai primi accertamenti era emerso il probabile coinvolgimento di un’altra vettura. Al momento non sono stati assunti provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria in attesa degli accertamenti.

Nell’ambito dell’inchiesta aperta per omicidio stradale nelle prossime ore potrebbe essere conferito l’incarico per eseguire l’autopsia sui corpi delle due vittime.