Serie B, show biancorosso al Ferraris: contro la Samp il più bel Bari della stagione. Poesia di Bellomo al 90′

Anticipo vittorioso per il Bari di Moreno Longo che nella 27^giornata del campionato di Serie B si impone sul campo della Sampdoria. I pugliesi dominano una gara difficile quanto fondamentale per l’obiettivo salvezza dimostrando di voler reagire al momento buio che stanno vivendo. Intraprendenti, gagliardi ed offensivi, queste caratteristiche che sino ad ora avevano faticato a palesarsi ma non è mai troppo tardi ed i biancorossi l’hanno dimostrato su un campo ostile come quello di Marassi. A segno Moncini 26′ e Bellomo 90′.

Inizio dai ritmi alti per i blucerchiati che aprono le danze con una traversa colpita da capitan Henderson al 3′. La squadra allenata da mister Gregucci muove le fila di un gioco rapido e propositivo che fa di Brunori e Begic i massimi esponenti. In sordina il versante biancorosso che inizialmente scalda i motori con qualche timido tentativo di Rao e poi trova la rete del vantaggio al 26′ con Gabriele Moncini.

L’attaccante del Bari alla sua settima rete nel campionato approfitta di un ottimo traversone a taglio servito da Esteves per segnare alla prima reale occasione creata. Il coraggio degli ospiti prende il sopravvento su una Sampdoria che non demorde ma che si imbatte nel mordente dei pugliesi. Sulle linee guida impartite da Longo ed il suo vice Migliaccio i biancorossi alzano il baricentro.

Il Bari continua a cavalcare l’onda positiva anche nella ripresa. I primi squilli sono difatti dei pugliesi ma al 50′ la Sampdoria si rende pericolosa con un corner da cui deriva un batti e ribatti che crea un parapiglia nell’area piccola di Cerofolini: provvidenziale Maggiore nel salvare la porta dal tiro di Palma. Gli sviluppi del gioco denotano una partita divertente tra due squadre che conoscono il valore della posta in palio.

Scintille costanti da ambedue i fronti con un Bari riflessivo ma intraprendente nonostante il pressing alto dei blucerchiati. I cambi proposti da Longo consentono alla squadra di riprendere energie tanto da trovare in chiusura di partita il raddoppio con il barese Nicola Bellomo. Una rete poetica ma anche liberatoria realizzata su contropiede al limite dell’area al 90′.

Per i biancorossi non ci sarà tempo di godersi la vittoria. Mercoledì sono chiamati ad affrontare l’Empoli nelle mura amiche dello Stadio San Nicola. Un’altra battaglia, un’altra partita dal valore elevato. Quella di questa sera è anche la vittoria di Moreno Longo, un tecnico caparbio che è riuscito a trasmettere la propria forza ad una squadra che per molto tempo è sembrata smarrita. La speranza è che si possa continuare su questo cammino che diventerà sempre più complesso a causa del calendario.

Foto: SSC Bari

Serie B, Bari-Spezia 0-0: biancorossi fermati dai liguri nello scontro salvezza

Termina con un pareggio la 24^giornata del campionato di Serie B. Bari e Spezia non riescono a sbloccare il risultato dallo 0-0. Tante le occasioni create da ambedue le squadre. I biancorossi rimpiangono la poca freddezza dimostrata nella finalizzazione delle azioni. Ancora acerbi alcuni nuovi innesti tra cui però spicca Traorè.

Un primo tempo equilibrato tra due squadre che occupano i bassifondi della classifica. Bari e Spezia si studiano ma sono i liguri ad avere più occasioni pericolose. Nello specifico la squadra allenata da mister Donadoni scoperto il tallone d’Achille biancorosso ripropone il medesimo schema in loop con Skiellerup che sulla fascia coperta da capitan Pucino e Cavuoti arriva più volte davanti al primo palo di Cerofolini trovando la chiusura del difensore del Bari.

Altro dente dolente per la retrovia pugliese la proposta di cross centrali a taglio verso l’area piccola, schema ben messo in atto dagli ospiti. I biancorossi ripartono più volte in contropiede peccando amaramente nelle fasi di finalizzazione. Al 10′ Dorval si trova faccia a faccia con il suo ex compagno di squadra Radunovic. Poca la freddezza del franco-algerino che sbaglia il tiro. Cambio forzato per Verreth al 25′, al suo posto Braunoder. Un Bari errante in alcuni fraseggi e su alcune aperture non riesce ad imprimersi sul manto verde nonostante il gioco sviluppato sia più fluido delle precedenti prestazioni.

Apertura di ripresa scattante con Cavuoti che su cross di Dorval affronta Radunovic con un tiro insidioso, ma poco convinto. Ci prova anche Traorè al 53′ con una conclusione dalla distanza. Il Bari incalza con la fase offensiva guadagnandosi una serie di calci d’angolo consecutivi. Pressing alto per la squadra guidata da Moreno Longo che spreca più di un occasione con Dorval in contropiede. Lo Spezia subisce ma alla prima occasione utile contrattacca. Sfida aperta sino ai minuti finali. Nonostante ciò la partita termina a reti bianche, un risultato che non fa comodo a nessuna delle due squadre.

Foto: SSC Bari

U Bbàre, le storie dei tifosi. A Mantova in 600: “Il mercato non ha riparato nulla ci siamo indeboliti”

Mantova, la nuova tappa della rubrica “U Bbàre, le storie dei tifosi”. QuintoPotere è arrivato allo Stadio Danilo Martelli – Pata Stadium. L’occasione, la partita del Bari contro il Mantova in programma ieri alle ore 15:00. Circa 573 tifosi accorsi al seguito della squadra pugliese per dimostrare, ancora una volta, la vicinanza del tifo alla propria realtà sportiva nonostante il rendimento lacunoso visto sino a questo momento.

Tra gli intervistati si sono alternati sentimenti sia di speranza e fiducia verso quanto realizzato nel calciomercato dal nuovo Direttore Sportivo Valerio Di Cesare sia di rassegnazione verso una situazione che si pensa non possa risolversi sino a quando al vertice della società ci sarà la Filmauro: “Il mercato non ha riparato nulla – ha chiosato uno dei tifosi intervistati – siamo indeboliti”. Pareri duri anche nei confronti della scelta di Gaetano Castrovilli di lasciare la Puglia per dirigersi a Cesena dall’ex tecnico biancorosso Michele Mignani.

Incognite e certezze, Di Cesare sul mercato: “Bari non è per tutti. Qui gente che non ha performato”

E’ terminata lunedì 2 febbraio alle ore 20:00 presso lo Sheraton Milano la sessione invernale del calciomercato. Per il Bari un’ulteriore chance di emergere dai bassifondi della classifica con una rosa rinnovata. Si è trattato, per i biancorossi, di una vera e propria rivoluzione nella rivoluzione. Tra gli innesti di giugno che hanno già salutato la piazza ed i nuovi arrivi che rappresentano delle incognite il futuro sarà tutto da vedere e riscontrare sul manto verde. Nella mattinata la conferenza stampa del DS Valerio Di Cesare: “Ringrazio Magalini per il percorso fatto in questo anno e mezzo. Mi ha dato tanto a livello umano e lavorativamente umano. Ringrazio De Laurentiis per la fiducia concessa in un momento difficile, spero di ripagarla”.

Messi da parte i cerimoniali ed i ringraziamenti l’attenzione si è spostata subito sui rinforzi nel reparto difensivo. Si può considerare ad oggi la difesa biancorossa il reparto più competitivo? L’ardua sentenza al campo: “Insieme al mister abbiamo portato giocatori funzionali, tipo Odenthal che in serie A. Penso che tutti i reparti si siano rafforzati, ma aspettiamo il giudizio del campo”.

Circa il cambiamento bis avvenuto: “Abbiamo voluto variare tanto a gennaio. Siamo entrati in un loop mentale negativo, facendo una mini rivoluzione, con gente nuova e fresca che potesse darci una mano”. Secondo il DS Valerio Di Cesare la squadra parrebbe avere maggiore consapevolezza  della situazione amara nella quale si trova: “Pucino è il capitano del Bari, rappresenta il modo di pensare di queste caratteristiche. Sono convinto che i ragazzi sanno quello che ci aspetta, dobbiamo arrivare in tutti i modi a questo nuovo obiettivo e mantenere la categoria”.

Tema presente anche quello degli innumerevoli rifiuti che il Bari ha ricevuto: “Tutti i giocatori è difficile che si muovano, soprattutto chi deve andare in una squadra per salvarsi. Poi ci sono altri che hanno diversi problemi, ma comunque sono contento dei ragazzi che sono venuti perché hanno dato piena disponibilità in ciò che vogliamo fare. Bari non merita di lottare per non retrocedere”.

Con l’avvento di VDC parrebbero essere mutate anche le scelte: da giocatori di esperienza a gente fresca e libera da pressioni. Il calcio, secondo il nuovo Direttore Sportivo, presenta innumerevoli cambiamenti dettati dal tempo e dalle nuove generazioni di calciatori: “Cercavamo gente che avesse fame”. Tutti pronti tranne Artioli. Circa l’addio di Gaetano Castrovilli tanta amarezza: “Per Gaetano mi dispiace molto ma abbiamo deciso di andare a prendere calciatori con caratteristiche differenti. Mi dispiace particolarmente perchè con lui ho giocato”.

Foto: SSC Bari

U Bbàre, le storie dei tifosi. Oltre 700 a Cesena: “La squadra non si lascia sola ma i rinforzi?”

Prosegue il viaggio dentro e fuori gli stadi d’Italia. La rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi arriva allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena in occasione della trasferta dei biancorossi. Oltre settecento tifosi biancorossi presenti. Ogni cronaca narrata è un frammento di vita vissuta tra migliaia di chilometri percorsi in auto o in pullman, le ore in stazione o in aeroporto, i discorsi sui menù condivisi prima della partita – dalle lasagne agli immancabili taralli pugliesi – che si intrecciano con l’impazienza per il fischio d’inizio. In queste storie il tifoso non è un semplice spettatore ma il protagonista diretto che racconta il suo punto di vista o la sua esperienza al seguito della squadra della propria città.

Anche a Cesena i sostenitori del Bari sono stati parte attiva del match tra gli emiliani ed i pugliesi mostrando come l’attaccamento nei confronti della maglia vada oltre i dubbi, lo sconforto e la preoccupazione per un piazzamento di classifica allarmante. Pareri di fiducia nei confronti del ritorno del tecnico Moreno Longo, la cui esperienza pregressa a Bari aveva lasciato un bel ricordo.

Serie B. Cesena-Bari 1-2: Moncini la chiude e bottino pieno alla prima dell’era bis di Longo

Prima vittoria in trasferta nel campionato di Serie B ’25-26′ per il Bari. All’Orogel Stadium Dino Manuzzi i pugliesi fanno bottino pieno alla partita numero uno dell’era bis di Moreno Longo. Tanti sono gli aspetti su cui i biancorossi dovranno lavorare ma il cambio di approccio c’è stato. I miracoli e le bacchette magiche non esistono, ma idee più chiare di gioco ed ordine si. A segno Rao 51′, Ciervo 60′ e Moncini 76′.

Resilienza. Questo è quanto Moreno Longo aveva richiesto nella conferenza stampa pre-match. Premesso che quanto andato in scena al Manuzzi nel primo tempo è sembrato più un cammino a senso unico dei cavallucci che altro, occorre sottolineare come l’impronta dell’era bis di Longo si sia in parte intravista. Il Bari se pur peccando ancora in aspetti come marcature su palla inattiva, ordine nei momenti di mischia o ancora di mancata dinamicità in fase d’attacco ha mostrato maggiore attenzione alla tecnica ed all’ordine.

Sin dai primi rintocchi il ritmo dei cavallucci è apparso più sviluppato e dinamico di quello dei pugliesi. Difatto, è stata la squadra di Mignani ad aver avuto reali occasioni per il vantaggio: Ciervo dalla distanza al 16′, la traversa di Blesa al 35′ e quella di Frabotta al 39′. Il pressing alto del Cesena ha trovato un freno nei minuti finali del primo tempo ove il Bari ha acquisito maggiore consapevolezza. I biancorossi rischiano di sbloccare la partita con un cross di Dorval per Mane al 30′. Grande chance fallita. Da segnalare un calcio di rigore non concesso ai danni della squadra di Moreno Longo per un fallo di Frabotta su Gytkjaer in area di rigore.

Se il primo tempo si è concluso a reti bianche, la ripresa è apparsa colorata. Il Bari ha trovato al 51′ la rete con Rao: gestione della palla fra tre avversari, controllo e tiro piazzato sul secondo palo. Infondo Vivarini lo aveva detto che il cambiamento proviene dai giovani. Il Cesena non ci sta. I cavallucci riprendono le redini della gara e trovano la rete del pareggio a nove minuti di distanza con Ciervo che su cross di Shpendi la posiziona sul secondo palo privo di marcatura. La squadra di Moreno Longo resiste ma insiste. Infatti i biancorossi continuano sulla medesima scia dell’apertura del secondo tempo. Maggior velocità sulle fasce e propositività in attacco dettata anche dal cambio di Moncini  su Gytkjaer (62′). Al 76′ la svolta. Nikolaou diventa l’artefice di un assist impeccabile indirizzato a Moncini. Colpo di testa perfetto del numero undici che porta il Bari in vantaggio.

Foto: SSC Bari

Longo a muso duro. Il primo squillo dell’era bis: “Chi è qui e non vuole battagliare dev’essere uomo e dirlo”

Un confronto realistico. Si potrebbe descrivere così la conferenza stampa di questo pomeriggio in casa Bari. Una semplice presentazione bis in apparenza, ma un personaggio inatteso in realtà. Al fianco di Moreno Longo c’era il Presidente Luigi De Laurentiis apparso con un’espressione di evidente preoccupazione e poca serenità. Ma non sarà mica che la Filmauro ha il timore della retrocessione? Questa apparente domanda rappresenta in realtà un interrogativo retorico. Si, la retrocessione sarebbe un incubo per tutti. Sia dal punto di vista di chi bada al rischio d’impresa sia da quello dei tifosi, inguaribili romantici: “Mi trasferirò a Bari – ha asserito LDL – Lavorerò da qui per supportare la squadra in vista delle diciotto partite che ci separano dalla fine del campionato così da dimostrare che la società ci tiene”.

De Laurentiis come durante l’esposizione della più intrepida delle trame cinematografiche racconta di trovarsi per la prima volta in una situazione così complessa con il suo Bari. Non ci vorrebbero gli ipermemori per riavvolgere le fila di due stagioni fa ove i biancorossi si trovarono ad un passo dalla Serie C. Il miracolo, in quella circostanza, fu compiuto dall’attuale DS Valerio Di Cesare, vero trascinatore di quell’annata o semplicemente uno dei pochi ad onorare la maglia sino in fondo: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e per questo ho dato una sterzata completa”. Narra, ancora, di un dialogo costante con il tecnico Longo, medesima personalità non confermata dall’area tecnica a luglio, con il quale si stanno vagliando innumerevoli profili di calciatori che non siano nè infortunati nè da recuperare a causa di uno scarso minutaggio collezionato sino ad ora: “Se volessimo, io ed il mister chiuderemmo subito cinque giocatori. Noi siamo però in una situazione in cui non possiamo aspettare che atleti recuperino condizione fisica. Ogni giorno che passa é fondamentale. Stiamo lavorando su 4-5 arrivi nuovi ma potranno essere di più. Cerchiamo il quid in più”.

Uno degli argomenti trattati con il Presidente ha riguardato anche Valerio Di Cesare e la sua promozione flash a Direttore Sportivo: Chi meglio di lui conosce dall’interno i problemi da risolvere?”. Senza mai dimenticarsi o mettere in discussione il rispetto che VDC ha dimostrato nei confronti della causa Bari si sarebbe apprezzata la verità qualora qualcuno avesse avuto il coraggio di dichiarare che il mercato è attenzionato anche dall’area tecnica del Napoli. Gli errori vanno ammessi e non bisogna nasconderli come polvere sotto il tappeto. Nessun accenno all’ex DS Magalini. Non sarà terminato nel modo migliore il rapporto di lavoro? Poca chiarezza circa la questione dei soci esteri, i quali parrebbero avere attualmente volontà differenti da dover intrecciare con le esigenze del Club pugliese: “Oggi per una situazione non chiara le trattative possono allentarsi. Ci sono volontà diverse che si devono intrecciare in un gioco preciso”.

L’ufficiale benvenuto al nuovo tecnico é affidato al Presidente LDL. Voce successivamente ad un competitivo e determinato Longo: ”Speravo di rivedervi in un’altra situazione e questo mi dispiace molto. So quanto è importante per questa città affrontare nel migliore dei modi un periodo come questo ed ognuno di noi deve avvertire il peso della situazione”. Amante della bella favella anche Longo si è raccontato in un lungo sfogo circa i suoi saluti a Bari la scorsa stagione. Dalla disfatta di Cosenza sino alla rottura dello spogliatoio: “La sconfitta di Cosenza non l’abbiamo digerita. Io, l’area tecnica e dirigenziale ed i tifosi. Eravamo tutti arrabbiati per la modalità. Abbiamo perso male in una partita importantissima”. Il tecnico biancorosso racconta anche di una discussione dai toni duri avvenuta tra lui e la squadra al termine della partita. Di lì in poi, evidentemente, lo spogliatoio si è rotto e non è stato più possibile fare inversione di rotta.

Il ritorno di Longo non è dettato dall’obbligo di presenza per i vincoli contrattuali, anzi, a suo dire sarebbe stata una scelta consapevole e ponderata sulla base delle garanzie fornite dal Presidente in uno dei confronti avvenuti tra le parti. Verba volant scripta manent, direbbero gli antichi. La speranza è che questi progetti trovino quanto prima un fondamento così da fornire alla squadra maggiore stabilità ed equilibrio tattico: “Noi dobbiamo diventare una squadra ma non vincolo nessuno a rimanere. Chi è uomo mi deve dire che non se la sente di abbracciare la causa. Così come non voglio gente che venga qui a caso. Caserta e Vivarini non sono due scemi”.

Le lusinghe circa le storie sportive dei predecessori hanno ceduto il passo al clima trovato a Bari al suo arrivo: “Qui ho trovato disponibilità – dichiara Longo – e quando si arriva in un posto si cerca di prendere informazioni. Al momento queste informazioni mi dicono che spesso questi ragazzi si sono allenati bene senza ottenere il risultato. Io credo che oggi sia il momento in cui le parole stanno a zero. Penso che tutti siate stufi di sentirle. Occorre concretezza che possa tramutare la situazione in punti. Se oggi dovessi barattare la bruttezza di fare punto con la bella prestazione sceglierei la prima opzione. Oggi questa squadra deve capire cosa vuol dire lavorare per ottenere punti”.

 

Salvare un Bari malato, la missione di Moreno Longo: segui la conferenza live e la presentazione bis – VIDEO

Sarà presentato oggi alle ore 15:00 il nuovo, o quasi, tecnico del Bari. Moreno Longo richiamato dopo la disfatta dell’ex Vivarini ha ripreso la guida dei biancorossi in un momento molto delicato della stagione. Se pur vero che la tempra dell’allenatore piemontese sembri calzare a pennello in una squadra che sino ad ora non ha mostrato alcun tipo di identità, quello che è stato richiesto a Longo è da considerarsi un miracolo o cosa? Il dato certo è che dal primo allenamento sino ad oggi c’è stata la supervisione del Presidente Luigi De Laurentiis. Il vertice della Filmauro parrebbe essere preoccupato per la situazione nella quale la sua squadra naviga.

Questa conferenza si presenta anche come pre-match di Cesena-Bari. Difatti, sabato alle ore 15:00 i biancorossi affronteranno i cavallucci dell’ex allenatore dei pugliesi Michele Mignani. Un’ardua sfida considerando che gli emiliani vorranno farsi rivalere rispetto al girone d’andata. In quella circostanza il Bari era riuscito a battere gli avversari con l’unica azione creata.

Bari, 118 anni di passione biancorossa: una storia di calcio, popolo, cadute e rinascite infinite

Il calcio a Bari non è solo calcio. È vita. La Bari compie 118 anni di storia e lo fa avendo alle spalle peso e orgoglio di un vissuto che va ben oltre il manto verde. Dal 1908 a oggi, il calcio nel capoluogo pugliese è stato identità, appartenenza, sofferenza (molta) e riscatto. Una fede popolare che ha resistito a fallimenti, rinascite, promozioni esaltanti e cadute dolorose, senza mai spegnersi. Nonostante tutto i tifosi son stati sempre al fianco della Vecchia Stella del Sud. Tra contestazioni e condivisioni di attimi di gioie gli anni son trascorsi con la speranza che presto la squadra sarebbe potuta ritornare nel campionato di massima serie. Lì, dove tutti l’attendono. Lì, dove è giusto che stia una piazza storica e passionale.

La storia inizia nel lontano 15 gennaio 1908 con la fondazione del Foot-Ball Club Bari caratterizzata, oltre che dall’apporto di sportivi locali, dalla partecipazione di alcuni forestieri: Floriano Ludwig, Gustavo Kuhn, Giovanni Tiberini. Tutto avvenne in un retrobottega sito in Via Roberto da Bari 4. Da subito il pallone diventa linguaggio comune, elemento di aggregazione. Negli anni Venti e Trenta il club prende forma, si struttura e trova una sua dimensione nazionale, fino a diventare una presenza stabile nel panorama calcistico italiano.

Il vero salto di qualità arriva nel dopoguerra. Il Bari diventa una realtà riconosciuta, capace di alternare Serie A e Serie B. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono quelli della crescita e della dignità sportiva, mentre gli anni Ottanta segnano una nuova centralità del club, con il ritorno nella massima serie e un entusiasmo cittadino sempre più travolgente. Indimenticabili gli anni Novanta. Questo, il periodo più iconico per un’intera generazione di tifosi. Il San Nicola, inaugurato nel 1990 per i Mondiali, diventa la nuova casa di un Bari capace di entusiasmare l’Italia calcistica. È il Bari che gioca, lotta e spesso sorprende. Emozioni oramai sconosciute.

Arrivano le difficoltà. Crisi societarie, retrocessioni, fino al fallimento del 2018: uno dei momenti più bui della piazza dopo il calcioscommesse. Ma i baresi sanno rialzarsi. La rinascita parte dai campi della Serie D passa per la ricostruzione societaria e culmina con il ritorno nel calcio che conta. Un percorso che ha dimostrato, ancora una volta, come il legame tra squadra e città sia più forte di qualsiasi categoria.

Oggi la Bari è una società che fatica a guardare avanti. Troppe sono stati gli scivoloni della società biancorossa negli ultimi tre anni. Non ultimo l’attuale timore di una retrocessione che pesa come un macigno. I 118 anni non devono essere solo un numero, ma la misura di una fedeltà rara, di una passione che si tramanda di padre in figlio, di una curva che non ha mai smesso di cantare. In un calcio sempre più veloce e globalizzato, il Bari resta una certezza emotiva.

Bari, chiamami ancora amore: cosa rimane tra disfatte e speranze?

Oh, mio caro Bari dove sei finito? Di ritorno dalla trasferta di Carrara tante sono le considerazioni che si potrebbero trarre sulla base degli aneddoti avvenuti. Ancor più sono le supposizioni nate dai rumors che impazzano sul web. Tra fantomatici esoneri, riunioni top secret, guerriglie interne e vecchie conoscenze per caso ritrovate allo Stadio Dei Marmi il tifoso biancorosso vive nell’oblio.

Tutto sembrerebbe essere iniziato l’11 giugno 2023 con la disfatta del Bari nella finale playoff contro il Cagliari, ma la realtà è diversa. Quella circostanza non era un punto di inizio bensì di arrivo. È stata la presa di coscienza di una condanna posta sul capo: oltre quella serie non si può approdare. O meglio, non si può arrivare sino a quando ci sarà il grande vincolo della multiproprietà.

Da quel momento in poi, una società da sempre ambita ha iniziato a subire una brusca inversione di rotta. Dapprima la diciottesima posizione rimediata nella stagione sportiva 2023-2024 con una salvezza ottenuta in extremis e quattro cambi nell’area tecnica (Mignani, Marino, Iachini e Giampaolo) successivamente il mancato approdo ai playoff con mister Moreno Longo.

Dobbiamo salvarci” era quello che ripeteva il tecnico nello shock di una piazza non avvezza a questa tipologia di dichiarazioni e che evidentemente non aveva ben fatto i conti con quelle che erano, e sono, le reali problematiche: trattare una realtà importante come una succursale privandola di valore. Con il senno di poi si potrebbe supporre che Moreno Longo sia stato solo lungimirante.

Da protagonista a comparsa il passo è breve. Dacché se ne dica il Bari è diventato il contorno di una minestra, non la portata principale ove son richiesti alimenti di prima qualità per far si che la pietanza accolga il diletto del palato altrui. Così tra alibi legati ad un budget ridotto, cartellini dal costo troppo elevato, un campionato molto dispendioso, il rischio imprenditoriale si sta sviluppando.

Con la sconfitta rimediata a Carrara i biancorossi sono scivolati nelle retrovie della Serie B nell’imbarazzo generale di chi ad inizio stagione non avrebbe mai potuto credere ad un risultato simile anzi ha gridato al successo della campagna acquisti.

Le colpe dell’accaduto son passate da attore ad attore. Da Fabio Caserta a Vincenzo Vivarini senza mai focalizzarsi né sul rendimento di calciatori definiti a giugno “convinti del progetto Bari” né sulle scelte dei direttori sportivi. Così dopo una domenica ove parrebbe esserci stata una riunione tra i vertici della Filmauro l’ardua sentenza è arrivata: tutto resta invariato, nessun ribaltone tecnico.

Inizia per Vivarini la settimana dell’oblio, quella in cui nessuno blinda la sua posizione apertamente ed in cui ci si aspetta il miracolo chiamato vittoria contro una Juve Stabia reduce dal pareggio casalingo contro il Pescara. Sugli esperti, le colonne portati dello spogliatoio, tutto tace. Nessuno si esprime e si lascia che le colpe, ancora una volta, terminino sulle spalle del tecnico.

Intanto tra la tifoseria il timore della retrocessione si fa sempre più vivo di pari passo al malcontento generale. Oh, mio caro Bari ma chi decide di indossare i tuoi colori conosce anche solo un decimo la tua storia?