Costi gonfiati e penali non pagate: contestati danni erariali per 195mila euro a Lerario e Mercurio

La Procura Regionale della Corte dei Conti ha aperto un’indagine su due ex dipendenti (un dirigente e un funzionario pro tempore) della Sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia. Si tratta di Mario Lerario e Antonio Mercurio.

I due sono ritenuti responsabili di aver causato un danno erariale di oltre 82mila euro per l’incremento delle spese dei lavori effettuati presso alcuni padiglioni della Fiera del Levante (l’area esterna dello stabilimento di DPI della protezione civile), gli uffici in uso alla Regione nel palazzo di corso Sonnino in Bari e, infine, il convitto “Palmieri” e museo “Castromediano” a Lecce.

I soggetti, secondo quanto ricostruito dalle indagini della Finanza, avrebbero adottato un meccanismo fraudolento consistito, in una prima fase, nell’applicare sull’importo oggetto di aggiudicazione contrattuale un’aliquota IVA (22%) maggiore rispetto a quella dovuta per legge (10%).

Per poter poi legittimare la liquidazione e il conseguente pagamento di somme maggiori di quelle dovute, le società appaltatrici hanno emesso fatture che pur riportando l’aliquota IVA corretta (10%), recavano, tuttavia, un imponibile superiore a quello previsto dal provvedimento di aggiudicazione dei lavori. Questo meccanisimo ha causato alla Regione Puglia un danno patrimoniale di oltre 82 mila euro.

Ma non finisce qui perché l’ex funzionario pro tempore della Sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia, in qualità di RUP e direttore dei lavori per la realizzazione di un eliporto presso la sede della Protezione Civile regionale per la gestione del Covid, deve rispondere anche della mancata applicazione delle penali, previste nel contratto, a carico dell’appaltatore in caso di ritardo nella consegna dei lavori. In ragione del numero di giorni di ritardo, pari a 28, è stato causato alla Regione Puglia un danno patrimoniale per un ammontare complessivo di 113.146,32 euro.

Bari, soldi dai pazienti per curare il cancro: la Corte dei conti chiede mezzo milione all’ex primario Vito Lorusso

L’ex primario dell’istituto oncologico di Bari, Vito Lorusso, che dal 2019 al 2023 si sarebbe fatto pagare dai pazienti malati di tumore infusioni di farmaci e prestazioni che erano in realtà gratis perché a carico del servizio sanitario, è stato chiamato dalla Corte dei conti a risarcire circa 500mila euro tra indennità di esclusività illegittimamente percepite in un quinquennio e danno di immagine causato all’Oncologico.

Il medico 71enne fu arrestato in flagranza il 12 luglio del 2023, dopo aver incassato 300 euro da una paziente che si era però già rivolta alla polizia. E a febbraio del 2024 è stato nuovamente arrestato nell’ambito del blitz Codice Interno, insieme alla figlia Mari Lorusso e al genero Giacomo Olivieri, con l’accusa di aver contribuito a un patto con i clan baresi per portare voti alla figlia.

Incremento spesa lavori: contestato danno erariale di 81mila euro a dipendente e funzionario della Regione Puglia

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Bari ha notificato un invito a dedurre a un dirigente e a un funzionario della sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia, ritenuti responsabili di aver provocato un danno erariale di circa 81mila euro in relazione all’incremento della spesa sostenuta per i lavori di messa in sicurezza delle aree esterne della sede degli uffici della Regione.

Continue reading

Raccolta rifiuti nel Foggiano, danno erariale di 5 milioni. Servizi affidati senza gara: segnalati 60 dirigenti

Ammonta ad oltre 5 milioni di euro il danno erariale scoperto dalla guardia di finanza di Foggia derivante dalla mancata adozione di procedure concorrenziali nell’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti e dalla mancata percezione di contributi da parte di 54 Comuni. Le indagini si sono concentrate in modo particolare sui contributi riconosciuti ed erogati dal consorzio nazionale di filiera Corepla nell’ambito dell’accordo-quadro per il riciclo degli imballaggi in plastica.

Dall’analisi delle procedure di affidamento adottate sono emersi, stando a quanto evidenziato dai finanzieri, il costante affidamento diretto dei servizi mediante proroghe contingibili ed urgenti al posto delle procedure competitive di scelta del contraente oppure il ricorso ad affidamenti sotto soglia senza garantire il rispetto dei principi di libera concorrenza, di non frazionamento degli appalti e dell’obbligo di rotazione dei contraenti. Ed ancora, l’affidamento secondo modalità in house in assenza della dimostrazione di un vantaggio economico per l’ente. A conclusione degli accertamenti i 60 dirigenti tecnici dei 54 Comuni sottoposti a verifica sono stati segnalati alla Procura regionale della Corte dei conti.