Ladro muore in moto a folle velocità: “Non era un bravo ragazzo”. I “malandrini” minacciano Antonio

Torniamo ad occuparci della tragica morte di Davide Lippolis, il 22enne deceduto sabato sera sulla sp144 che collega Carbonara e Triggiano in un incidente stradale.

Il giovane era in sella ad una moto che si è schiantata contro una Renault. A bordo marito e moglie, fortunatamente rimasti illesi. Al momento la tesi sostenuta è che il mezzo a due ruote percorresse quel tratto stradale ad alta velocità. Non ci sarebbero nemmeno segni di frenata.

Nelle ultime ore Quinto Potere e in particolare Antonio Loconte sono stati vittima di attacchi social davvero pesanti. Offese di ogni tipo e minacce da parte degli amici “malandrini” per aver utilizzato la parola “pluripregiudicato” all’interno dell’articolo.

Lippolis era stato arrestato nei mesi scorsi perché accusato di far parte di una banda di giovani dedita ai furti di moto e mezzi furgonati. I suoi profili social sono ancora pieni di acrobazie pericolose, impennate e guide spericolate in diversi punti della città. La perdita di una giovane vita è sempre dolorosa, ma in questo caso si deve dire che Davide non era un bravo ragazzo.

Bisogna accettarlo e bisogna accendere i riflettori anche e soprattutto su quello che mostrava sui social e di come metteva a serio rischio la sua vita e quella degli altri. Ha vissuto al limite e c’è qualcosa che non va nella società di oggi.

Perde la vita a 20 anni in moto, acrobazie esibite sui social. Lippolis tre mesi fa: “Morirò a 30 anni a 300 km/h”

“Quando lei vorrebbe un futuro con me, ma non sa che morirò entro i 30 anni a 300 km/h”.

La frase è stata pubblicata solo qualche mese fa sui social da Davide Lippolis, il giovane deceduto ieri sera sulla provinciale Triggiano-Carbonara in un incidente stradale.

Il 20enne era alla guida della sua moto di grossa cilindrata che si è schiantata contro una Renault. A bordo marito e moglie, fortunatamente rimasti illesi.

Al momento la tesi sostenuta è che la moto percorresse quel tratto stradale ad alta velocità. Non ci sarebbero nemmeno segni di frenata. Il sospetto è che Lippolis facesse parte di una banda specializzata nel furto di moto, al centro delle attenzioni delle Forze dell’Ordine.

I profili social della vittima sono pieni di acrobazie pericolose, impennate e guide spericolate in diversi punti della città. La perdita di una giovane vita è sempre dolorosa. Sempre. In questo caso l’auspicio è che possa essere d’insegnamento anche per chi non ha capito ancora che la vita è un dono prezioso. La propria e quella degli altri. Perché un pensiero va anche ai coniugi a bordo della Renault.