Corteo pro Gaza a Bari, 10mila persone in piazza: tensione davanti al consolato di Israele

È terminato in largo Ciaia, alle spalle della stazione centrale di Bari, il corteo organizzato dai sindacati di base nel capoluogo pugliese in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore in supporto al popolo palestinese.

In piazza, secondo gli organizzatori, circa diecimila persone, fra le quali moltissimi studenti. Il corteo si è svolto pacificamente, nonostante una sosta davanti al consolato di Israele, in occasione della quale sono stati urlati alcuni slogan come ‘assassini’.

Il corteo è poi proseguito attraverso le strade del centro cittadino, giungendo al termine dopo aver attraversato il sottopasso Sant’Antonio.

Corteo pro Gaza a Bari, tensione davanti al consolato di Israele: “Assassini vergogna. Stato terrorista”

“Assassini”, “vergogna”, “Israele fascista, Stato terrorista”. Con questi slogan il corteo organizzato a Bari dai sindacati di base – circa duemila persone secondo gli organizzatori – è giunto davanti al consolato di Israele dove è schierata la polizia in assetto anti sommossa.

La strada è sbarrata da alcuni mezzi delle forse di polizia, i manifestanti sono fermi e urlano “assassini”. Fra loro moltissimi giovani, alcuni indossano la kefiah, sono moltissime anche le bandiere della Palestina issate e i fumogeni. “Siamo tutti antifascisti”, gridano i manifestanti. Il corteo si sta muovendo, per proseguire il suo percorso autorizzato.

Politecnico Bari, l’anno accademico sarà aperto da un minuto di silenzio prima delle lezioni per Gaza

“Considerato il perdurare del conflitto in Palestina e il drammatico acuirsi dell’azione militare nella striscia di Gaza, dove un numero sempre più elevato di vittime innocenti, in particolare tra la popolazione civile, sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane, sofferenze e privazioni, il Politecnico di Bari ritiene di non poter restare indifferente”.

Lo afferma una nota del Senato Accademico d’ateneo. “Nel solco dei principi sanciti dalla Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali – si spiega nella nota — e in coerenza con i valori che ispirano la missione educativa e civile dell’università, il Senato accademico ha proposto a tutti i docenti del Politecnico di Bari di aprire la prima lezione di ciascun corso di studi per l’anno accademico 2025/2026 in programma dal prossimo lunedì, 22 settembre, con un minuto di silenzio”.

“Tale gesto simbolico intende rappresentare – sottolinea il Senato Accademico – una ferma contrarietà all’uso della guerra come strumento politico, una testimonianza di vicinanza e solidarietà alla popolazione civile di Gaza, costretta a vivere in condizioni disumane e un richiamo all’importanza del ruolo delle istituzioni educative come custodi di memoria, coscienza e responsabilità collettiva. Il minuto di silenzio – conclude la nota – potrà essere accompagnato, a discrezione del docente, da una breve riflessione sul valore della pace, e della dignità umana”.

Il Politecnico di Bari e la Regione Puglia insieme per ricostruire Gaza: “Pronti a collaborare sui progetti”

Il Politecnico di Bari ha aderito al framework di ricostruzione Gaza Phoenix, il documento chiave per la ricostruzione della città palestinese sviluppato dall’Unione delle municipalità della Striscia di Gaza con il supporto di un gruppo di esperti.

Per questo ieri ha organizzato una giornata di seminari con il supporto della presidenza della Regione Puglia, dedicato all’esplorazione delle dimensioni tecniche, infrastrutturali e economiche del processo, attingendo a esperienze globali di risanamento post-bellico.

Presenti, fra gli altri, il governatore Michele Emiliano, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano e la vice rettrice del PoliBa, Loredana Ficarelli. L’obiettivo è quello dipreparare contributi in vista della prima assemblea della comunità esperta internazionale, che si terrà il prossimo ottobre nello stesso ateneo.

L’assemblea costruirà indirizzi operativi, soluzioni pratiche e innovative per trasformare la devastazione in un risanamento dignitoso e possibile per Gaza. PoliBa, già nelle scorse settimane, attraverso il Senato accademico aveva approvato e pubblicato una Dichiarazione in favore della pace e della ricostruzione di Gaza.

“Con la Regione Puglia – ha detto Ficarelli – abbiamo deciso di collaborare con il progetto al quale ogni docente del Politecnico ha preso parte in modo autonomo e libero”.

“Siamo pronti a sostenere i progetti di ricostruzione di Gaza, con l’obiettivo di consentire al popolo palestinese di rimanere a casa sua – ha dichiarato Emiliano – È un lavoro che stiamo preparando da tempo, in collaborazione con il Politecnico di Bari e con il sistema delle imprese pugliesi, che mi auguro possa presto dare un suo contributo. Appena possibile, intendo organizzare un gruppo di lavoro con i funzionari e i dirigenti per la stesura delle azioni di pianificazione strategica. Chiederei quindi al Politecnico un paper di indirizzo sul quale fondare una delibera di giunta sulla pianificazione strategica per la ricostruzione di Gaza. Potremmo anche convocare una conferenza dei più importanti esperti di diritto internazionale con specifico riferimento al delitto di genocidio, per fare il punto sulla situazione a Gaza. Si tratta di una vera e propria azione contro il genocidio, perché genocidio non significa soltanto l’uccisione di un popolo, ma anche il tentativo di sradicarlo, di spostarlo altrove, per cancellarne la presenza dal territorio a cui appartiene”.

“Questa giornata vuole essere un messaggio chiaro alla comunità internazionale: esiste la possibilità di far convivere popoli diversi in quella terra martoriata, esiste la speranza che uomini e donne possano recuperare il bene più prezioso: la pace e la convivenza pacifica. Non sarà semplice – ha concluso il presidente – ma se non iniziamo a lavorare da subito, e se non costruiamo presupposti concreti per costruire questa prospettiva, il rischio è che diventi ancora più difficile da realizzare in futuro”.

La Regione Puglia sosterrà la candidatura dei bambini di Gaza al premio Nobel per la Pace: l’annuncio di Emiliano

La Regione Puglia sosterrà la candidatura dei bambini di Gaza al premio Nobel per la Pace. Lo annuncia il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, spiegando che “raccogliendo le sollecitazioni di cittadini, intellettuali, sindacalisti, studenti e della Fondazione ‘Isola che non c’è’, la Regione Puglia ha deciso di farsi promotrice della candidatura al premio Nobel per la Pace dei bambini di Gaza, che in questi anni hanno sopportato il martirio di migliaia e migliaia di loro, per aver difeso l’indipendenza e la libertà del loro Paese”.

Bari, il Comune aderisce al flash mob per ricordare le vittime palestinesi della Striscia di Gaza

Il Comune di Bari aderisce a “50.000 sudari per Gaza”, il flash mob silenzioso promosso nella giornata di domani, sabato 24 maggio, per ricordare le vittime palestinesi della Striscia di Gaza.

L’iniziativa, lanciata con l’hashtag #ultimogiornodigaza, invita istituzioni, cittadini, gruppi e associazioni a esporre lenzuoli bianchi da finestre, balconi, piazze ed edifici pubblici e privati, trasformando oggetti quotidiani in simboli di lutto e memoria.

L’idea è quella di ricoprire idealmente le città italiane con 50.000 teli bianchi, tanti quanti sono i morti stimati nei quasi 600 giorni di conflitto e assedio a Gaza. Un gesto visibile e corale, che richiama il sudario come estrema forma di pietas: un modo per restituire dignità ai corpi spesso ignorati, ai nomi mai pronunciati, alle vite spezzate.

“L’orrore che si sta consumando a Gaza è sotto gli occhi di tutti, è un genocidio – dichiara il sindaco Vito Leccese -, ed è inaccettabile. È arrivato il momento di prendere posizione affinché il sistematico massacro dei civili abbia fine e vengano rispettate le norme del diritto internazionale. Gaza oggi è l’emblema della morte di ogni principio di umanità. Dalla città di Bari, ancora una volta, vogliamo lanciare un appello alla pace e al rispetto dei diritti umani sistematicamente violati in troppi luoghi del mondo”.

Bambina malata di 5 anni in cura al Policlinico di Bari: Emiliano accoglie famiglia palestinese da Gaza

È atterrato ieri alle 16.30 all’aeroporto di Bari-Palese il volo operato da un ATR 72 della Guardia di Finanza predisposto per le operazioni di evacuazione medica (MEDEVAC) dei civili vittime del conflitto nella striscia di Gaza. È sbarcata una famiglia palestinese che accompagna una bambina di 5 anni che ha necessità di essere sottoposta a cure oncoematologiche al Policlinico di Bari.

Con la piccola riceveranno supporto anche la madre con altri due figli minori, che in una prima fase saranno ricoverate con lei al Giovanni XXIII di Bari. Le operazioni sono state coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Ministero degli Affari Esteri, che si avvale della Centrale Operativa Remota Operazioni Soccorso Sanitario (Cross) in concerto con il Referente sanitario regionale, Anna Maria Natola e a livello locale dirette dalla Prefettura di Bari, che ha predisposto anche il servizio di mediazione culturale. Aeroporti di Puglia (presente, tra gli altri, il presidente Antonio Maria Vasile) ha garantito assistenza e supporto affinché tutte le operazioni si svolgessero in sicurezza e con tempestività.

“La famiglia palestinese sbarcata a Bari – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – ha una piccola bisognosa del nostro supporto sanitario. È stata un’operazione portata a termine di concerto tra il ministero degli Esteri, la Protezione Civile, la Regione Puglia e l’Ospedale Pediatrico di Bari. Ci auguriamo di riuscire a curare e a guarire questa piccola e poterla restituire alla sua gioia e alla sua vita in maniera totale. È lo scopo di questo viaggio, ed è la speranza di tutta la Puglia”.

“Il nostro sistema sanitario regionale farà di tutto per assicurare le cure necessarie a questa bambina garantendo l’assistenza medica specializzata che nel suo paese gli è stata negata dalla guerra. Siamo qui perché ci sembrava doveroso accogliere lei e il suo nucleo familiare con calore, considerato che questi bambini e questa giovane donna hanno visto morte e distruzione ormai da troppo tempo”, ha spiegato l’assessore regionale alla sanità, Raffaele Piemontese.

“La famiglia sarà portata all’ospedale Giovanni XXIII di Bari per una prima fase di accoglienza e per effettuare gli accertamenti necessari prima di programmare il ricovero specifico in oncoematologia pediatrica. Noi ci auguriamo che si sentano il più possibile a casa, visto il viaggio e le sofferenze che hanno subito durante il conflitto. Il Policlinico di Bari e il Giovanni XXIII restano a disposizione delle istituzioni per accogliere altri bambini e famiglie che necessitano di cure in quei territori ancora in guerra”, ha concluso il direttore generale, Antonio Sanguedolce.