Vigilante pugliese morto nel cantiere delle Olimpiadi invernali: autopsia esclude l’ipotesi ipotermia

Pietro Zantonini, il brindisino di 55 anni deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni, è morto per un evento cardiaco acuto non direttamente riconducibile al gelo.

Questo è l’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno. Al momento non sono esclusi ulteriori accertamenti. L’inchiesta per omicidio colposo, aperta dopo l’esposto presentato dalla famiglia della vittima, vede indagato il legale rappresentante della società per cui l’uomo lavorava.

Sotto esame turni, condizioni climatiche e misure di sicurezza. Nella giornata di domani è in programma a Brindisi un sit-in di protesta promosso dal sindacato Cobas.

Donna in ipotermia sotto la pioggia, il sindaco di San Paolo di Civitate la salva: “Lei e il figlio erano senza cellulare”

Si stava dirigendo in auto nel vicino Comune di San Paolo di Civitate per assistere a una partita di calcio quando ha notato una donna in ipotermia, riversa sull’asfalto, mentre suo figlio era in evidente stato di agitazione.

Si è fermato a prestare i primi soccorsi, allertando il 118. Protagonista del salvataggio, avvenuto nel pomeriggio di ieri, domenica 4 gennaio, è Michele Leombruno, sindaco di Serracapriola, comune di 3680 residenti in provincia di Foggia.

“Ero diretto in auto al campo sportivo di San Paolo dove si doveva disputare l’incontro di calcio con la squadra del mio paese e stavo percorrendo la provinciale 144 in solitaria quando mi imbatto nella donna di circa 60 anni e in suo figlio di una trentina di anni – racconta all’ANSA il primo cittadino -. Pioveva a dirotto, c’era tanta nebbia e le temperature erano davvero proibitive. Oltre al fatto che a quell’ora le 14.45 la strada è completamente deserta. Mi fermo, scendo dall’auto e mi rendo subito conto che la donna è in un grave stato di ipotermia. Aveva le labbra violacee, le mani congelate e non riusciva a parlare”.

“Chiamo subito il 118, mi dicono che l’ambulanza di Serracapriola è impegnata in un soccorso a San Severo – ricorda il sindaco -. Prendo un asciugamano che trovo in auto e cerco di riscaldarla, e mentre sto per caricarla in auto al telefono con il 118, vedo l’ambulanza sopraggiungere e il personale sanitario prende in consegna la donna e il figlio. Mi sono accertato delle sue condizioni di salute, è fuori pericolo”.

Mamma e figlio, a quanto si apprende, erano senza telefoni cellulari, quindi non avrebbero potuto chiedere aiuto. “Da anni hanno fatto questa scelta di vita – sottolinea il primo cittadino -. Entrambi si alzano la mattina e percorrono decine di chilometri a piedi tra le strade di campagna a raccogliere verdura. Cosa che hanno fatto anche ieri. Nonostante le condizioni fossero del tutto proibitive”.