Benvenuti nel metaverso di piazza Umberto. Durante la registrazione di un nostro servizio, qualcuno ha approfittato della nostra presenza e della nostra telecamera per lanciare un appello di lavoro perché alla ricerca disperata di OSS e badanti h24. E noi abbiamo colto la palla al balzo, chiedendo a chi staziona perennemente in quella zona se fosse interessato a prendere in considerazione l’offerta. Il risultato è stato magico.
Minorenni e lavoratori in nero, chiusi 3 ristoranti a Bari: blitz dell’Ispettorato del Lavoro
A tre ristoranti di Bari sono state sospese le licenze dopo i controlli effettuati dal personale dello Iam, l’Ispettorato del lavoro, che hanno verificato la posizione di 11 lavoratori complessivamente, sei dei quali sono risultati essere in nero.
Nel primo locale, dei cinque dipendenti, quattro sono risultati impiegati senza alcun contratto e due di loro hanno meno di 18 anni. Il personale Iam ha anche rilevato l’assenza del documento di valutazione dei rischi. È stata così disposta la sospensione dell’attività, sia per lavoro nero sia per le gravi violazioni in materia di salute e sicurezza.
In un secondo ristorante invece dei tre lavoratori presenti, uno è risultato in nero e, anche in questo caso, è stata sospesa l’attività. Proprio come avvenuto per l’ultimo dei locali controllati, in cui un lavoratore su tre dipendenti era impiegato in nero.
Ai ristoratori «sono stati contestati i relativi illeciti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza sanitaria e la formazione e informazione dei lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione», spiega una nota dello Iam.
Detto fatto, Samir ripara le sedie di Nicola: 100 euro per il secondo “lavoro nero”
Dal divano di Piero alle due sedie di Nicola. Samir ha portato con successo al termine il secondo lavoro. Il tutto è stato documentato da Debora che ha voluto immortalare l’operato
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Con le accuse di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e favoreggiamento della clandestinità, i carabinieri hanno arrestato e posto ai domiciliari un 41enne bengalese residente a Taranto che avrebbe sfruttato tre suoi connazionali, due dei quali privi di permesso di soggiorno, sottopagati e sottoposti a condizioni di lavoro irregolari.
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Scattate le contestazioni previste dalla normativa in materia di lavoro che prevedono anche 1.800 euro di sanzione per ogni soggetto senza regolare assunzione.
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Due delle cinque donne che lavoravano “a nero” nella lavanderia percepiscono il reddito di cittadinanza.
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