Militanti di CasaPound condannati a Bari, il portavoce attacca: “Non neghiamo rissa ma siamo stati provocati”

“Sulla sentenza di Bari abbiamo letto molte letture sbagliate. Siamo ancora al primo grado di giudizio e attendiamo di leggere le motivazioni ma non possiamo negare che nei nostri confronti è stata fatta una provocazione”.

Questo il commento di Luca Marsella, portavoce di CasaPound, dopo la sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti per manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

“Non neghiamo quanto avvenuto, è avvenuta una rissa ma dovrebbero spiegarci perché è stato consentito ad un corteo di arrivare proprio davanti alla nostra sede di Bari – ha aggiunto -. Non ci siamo mai nascosti su ciò che siamo e che stiamo parlando di un fatto di diversi anni fa”.

Condannati 12 militanti a Bari, il caso arriva in Camera. Centrosinistra all’attacco: “CasaPound da sciogliere subito”

“Chiediamo un’informativa urgente del ministro Piantedosi”, “Casapound è un’organizzazione neo fascista che occupa uno stabile a Roma. Perché non viene immediatamente sgomberato” e “perché non viene sciolta?”

Lo ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli nell’Aula della Camera in relazione alla sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

“La sentenza fa chiarezza sull’identità di questa organizzazione”, gli ha fatto eco il deputato dem Roberto Morassut. Che ha aggiunto: “Da questo momento anche formalmente Casapound è un’organizzazione illegale, fuori dalla Costituzione”, “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

“Si sciolga Casapound e la si allontani dallo stabile di Roma”, ha concluso il dem. Identica richiesta dal pentastellato Alfonso Colucci: “Non ci sono più dubbi, Casapound è un’organizzazione neofascista”, “ne chiediamo l’immediato scioglimento e l’immediato sgombero del palazzo abusivamente occupato a Roma.
Cosa aspetta il ministro Piantedosi e cosa aspetta Meloni?”.

Riorganizzazione del partito fascista, a Bari condannati 12 militanti di CasaPound. Pene fino a 2 anni e 6 mesi

Il Tribunale di Bari ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

Sette di loro sono stati condannati anche per lesioni. Ai primi cinque è stata inflitta la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, agli altri sette 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Il processo riguarda l’aggressione del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari ai danni di alcuni manifestanti antifascisti di ritorno da un corteo organizzato otto giorni dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il Tribunale ha escluso per tutti l’aggravante della premeditazione e ha assolto altri cinque imputati che rispondevano della riorganizzazione del partito fascista “per non aver commesso il fatto”. Gli imputati sono stati condannati anche a risarcire le parti civili costituite, le vittime dell’aggressione (l’allora europarlamentare di Rifondazione comunista Eleonora Forenza e il suo assistente Antonio Perillo; Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana), Anpi, Rifondazione comunista, Comune di Bari e Regione Puglia.

Si tratta della prima sentenza in Italia che riconosce la violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba, cioè la riorganizzazione del disciolto partito fascista e la manifestazione fascista, a militanti di CasaPound. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

“Il dispositivo è quello che conta, la decisione dei giudici, vedremo la motivazione” ha commentato brevemente il procuratore di Bari Roberto Rossi dopo la lettura del dispositivo di sentenza.

Nel dettaglio, sono stati condannati per l’imputazione relativa alla riorganizzazione del partito fascista Antonio Caradonna, Paolo Antonio De Laurentis, Martino Cascella, Marcello Altini, Fabrizio De Pasquale, Ciro e Rocco Francesco Finamore, Roberto Stivali, Giacomo Pellegrini, Domenico Totaro, Ilario Mazzotta. Gli ultimi sette sono stati condannati anche per le lesioni. Assolti Matteo Verdoscia, Saverio Desiderato, Domenico Macina, Lucia Picicci e Patrizia De Anna.

Aggressione al corteo antifascista, i militanti di Casapound urlarono: “Andatevene merde qui comandiamo noi”

La testimonianza della donna di origine etiope, resa ai poliziotti della Digos cinque giorni dopo gli scontri, è stata acquisita oggi nel corso dell’udienza del processo che vede imputati 18 militanti di Casapound per i reati – a vario titolo – di riorganizzazione del partito fascista e lesioni personali aggravate.

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