Bari, all’Oncologico arrivano i visori di realtà virtuale: “Per ridurre ansia e stress nelle cure con immagini e suoni”

Tre visori di realtà virtuale sono ora a disposizione dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nell’ambito delle attività di ricerca traslazionale. I dispositivi sono stati acquistati con fondi della Ricerca Corrente e saranno impiegati in progetti finalizzati a migliorare l’esperienza del paziente durante procedure diagnostiche e interventistiche.

La tecnologia consente di immergere il paziente in ambienti virtuali potenzialmente rilassanti, con immagini e suoni studiati per favorire distrazione e comfort emotivo. L’obiettivo è ridurre lo stress procedurale, migliorare la collaborazione del paziente e, ove possibile, contenere l’impiego di farmaci ansiolitici o sedativi.

I visori verranno utilizzati durante procedure mininvasive e infusioni di chemioterapia, momenti delicati del percorso oncologico che, pur svolgendosi in condizioni di sicurezza e con adeguata assistenza clinica, possono generare ansia, paura e una significativa percezione del dolore.

«L’innovazione tecnologica deve tradursi in un beneficio concreto per le persone – dichiarano Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese, e Raffaella Massafra, Direttrice Scientifica – e l’introduzione della realtà virtuale rappresenta un esempio di ricerca che entra direttamente nei percorsi assistenziali. Investire fondi della ricerca in strumenti capaci di migliorare il benessere psicofisico durante procedure invasive significa rafforzare il nostro modello di presa in carico globale, in cui cura clinica e qualità dell’esperienza del paziente procedono insieme».

L’utilizzo dei visori sarà affidato alle psicologhe ricercatrici del Servizio di Psiconcologia, nell’ambito di protocolli scientifici finalizzati a valutarne l’impatto su ansia, percezione del dolore, tempi procedurali e grado di soddisfazione dei pazienti. L’intervento psicologico sarà parte integrante del percorso, con una supervisione clinica e metodologica strutturata, così da garantire appropriatezza, sicurezza e qualità dei dati raccolti. I risultati contribuiranno allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi e replicabili anche in altri contesti oncologici.

Con questa iniziativa, l’Istituto consolida il proprio impegno nella ricerca traslazionale, trasformando evidenze scientifiche e tecnologie digitali in strumenti concreti al servizio della persona.

Bari, soldi dai pazienti malati di cancro e visite a nero: Vito Lorusso dovrà restituire mezzo milione all’Oncologico

Vito Lorusso dovrà risarcire l’Oncologico di Bari con mezzo milione di euro. A stabilirlo è la Corte dei Conti che lo ha ritenuto responsabile del danno erariale, tra i 165mila euro di danno patrimoniale (l’azienda sanitaria ha pagato per 5 anni l’esclusiva a un professionista che ha violato le regole dell’intramoenia) e 330mila euro di danno d’immagine.

Lorusso sta scontando una pena di 5 anni per concussione e peculato per aver chiesto soldi ai pazienti malati di cancro con l’obiettivo di velocizzare visite ed esami.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, ha svolto visite mediche oltrepassando gli obblighi di legge, effettuando visite fuori l’orario di lavoro, senza prenotazioni tramite Alpi, e intascando il denaro direttamente.

Le indagini hanno accertato un vero e proprio sistema messo in piedi, i pazienti arrivavano a pagare tra i 200 e i 300 euro, senza ricevere in cambio alcun documento fiscale. Tra il 2019 e il 2023 avrebbe effettuato 200 visite senza alcun controlli, venendo meno anche al patto di esclusività con l’azienda.

L’ex primario, arrestato mentre un malato di cancro gli consegnava 100 euro, è poi a processo anche con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso nell’ambito della campagna elettorale della figlia Maria Carmen, moglie di Giacomo Olivieri, che nel 2019 sarebbe stata eletta al Consiglio comunale di Bari anche grazie ai voti dei clan.

Bari, all’Oncologico al via sperimentazione Ascent-05 per tumore al seno: “Enorme passo avanti nel trattamento”

L’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari è il primo centro in Italia ad aver arruolato due pazienti per la sperimentazione clinica internazionale Ascent-05, che prevede la somministrazione di un immunoterapico associato a un anticorpo farmaco-coniugato per le pazienti affette da tumore del seno triplo negativo localmente avanzato”.

Lo annuncia in una nota l’istituto oncologico barese, evidenziando che “si tratta di un enorme passo avanti nel trattamento per questo tipo di tumore, uno dei più difficili da trattare”.

La sperimentazione, approvata dal comitato etico dell’istituto e avviata con il supporto della direzione scientifica diretta da Raffaella Massafra, è partita nella Breast unit.

L’oncologo Antonio Cusmai ha individuato le prime due pazienti che potevano essere candidate allo studio clinico. “L’obiettivo primario di questa nuova combinazione di farmaci – evidenzia l’istituto – è ridurre il rischio di una ripresa della malattia, aumentando così la sopravvivenza globale e offrendo elevate possibilità di guarigione”.

“Nei nostri ambulatori assistiamo ogni giorno a piccole ma significative conquiste – commenta il commissario straordinario Alessandro Delle Donne – conosciamo più a fondo la malattia, come si sviluppa e come prolifera e, sulla base di questa conoscenza, mettiamo a disposizione farmaci sempre più precisi e personalizzati”.

Bari, ricostruzione del seno con tessuto dell’addome: primo intervento all’Oncologico su paziente di 55 anni

Il tessuto addominale di una paziente di 55 anni è stato utilizzato per ricostruirle il seno, asportato dopo un tumore. L’intervento è stato eseguito con una tecnica di microchirurgia, nota come DIEP, deep inferior epigastric perforator flap, una delle tecniche più avanzate attualmente disponibili, applicate in pochissime strutture ospedaliere in Puglia e realizzata per la prima volta all’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.

“Si tratta – commenta a riguardo il commissario straordinario Alessandro Delle Donne – di un traguardo per la nostra équipe chirurgica ma soprattutto di un’importante chance per le nostre pazienti. Questa tecnica, infatti, assicura un risultato permanente e naturale, che evita le protesi e i rischi ad esse connessi. Gli interventi ad altra complessità chirurgica e medica sono la mission di un Istituto di Ricovero e Cura come il nostro ma anche il frutto di una precisa scelta strategica che abbiamo perseguito dotando questo Istituto di risorse umane e strumentali in grado di realizzare interventi come questo. A qualche giorno dall’operazione, la paziente sta bene, è tornata a casa e ci ha inviato una lettera piena di ringraziamenti: tutto questo affetto ci riempie di orgoglio e ci spinge a migliorarci sempre più”.

L’intervento è stato eseguito dall’équipe dell’unità operativa complessa di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto, diretta da Maurizio Ressa. In sala operatoria i chirurghi Sara Leuzzi, Andrea Armenio, Francesco Castellaneta e Valerio De Santis e gli anestesisti Giuseppe Caravetta e Daniele De Sario. Durante l’intervento è stata ricostruita la mammella precedentemente asportata per il tumore, è stata rimodellata la mammella controlaterale ed è stata eseguita l’addominoplastica.

Nel dettaglio, un lembo composto da cute e tessuto adiposo, con preservazione dei muscoli, dopo essere stato prelevato dall’addome della paziente, è stato trasposto nella zona toracica. Qui il lembo è stato anastomizzato, cioè ricollegato ai vasi sanguigni con tecniche microchirurgiche e mezzi d’ingrandimento, da un’équipe formata composta, tra gli altri, da Sara Leuzzi, chirurgo plastico e ricostruttivo, che ha lavorato a Parigi migliorando le proprie competenze in microchirurgia mammaria e testa-collo. Prima dell’intervento, la paziente è stata sottoposta ad angio-tac, nell’unità operativa di radiodiagnostica dell’Istituto diretta da Donato Oreste, per verificare la buona vascolarizzazione del lembo.

Questa tecnica può essere applicata in specifiche situazioni. In questo caso, la paziente era stata sottoposta in passato a mastectomia e a ricostruzione con protesi ma, nel tempo, la protesi aveva provocato complicanze. Di qui, la necessità di intervenire con una ricostruzione con tessuto autologo, cioè prelevato dalla stessa paziente, che aveva sufficiente adipe addominale per eseguire l’intervento.

Oncologico Bari, nel 2025 aumentano ricoveri e interventi: “Così si riducono i viaggi della speranza”

Nel 2025 l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, registra un incremento dell’attività chirurgica pari a +17 per cento e dei ricoveri pari a +12 per cento, consolidando il proprio ruolo all’interno della Rete Oncologica Pugliese e contribuendo in modo concreto al contenimento della mobilità passiva oncologica.

“La crescita registrata nel 2025 riguarda l’intero sistema dell’Istituto – afferma il Commissario Straordinario Alessandro Delle Donne –. Aumentano le prestazioni ambulatoriali, degenziali e chirurgiche e si rafforza la capacità di presa in carico. A questi risultati si affiancano quelli della ricerca, con l’incremento dei finanziamenti, i progetti in corso, i brevetti depositati e i riconoscimenti ottenuti. Negli ultimi tre anni un piano di investimenti, sostenuto da fondi regionali, nazionali e del PNRR per oltre 17 milioni di euro, ha accompagnato il rilancio dell’Istituto, rendendo possibile una crescita sul piano tecnologico e organizzativo. In questa visione si inseriscono anche il CORO – Centro di Orientamento Oncologico, che assicura una presa in carico globale del paziente lungo l’intero percorso di cura, evitando frammentazioni e spostamenti ripetuti, e il TeleCoro, che rafforza l’integrazione con il territorio. Tutto questo contribuisce a ridurre la mobilità passiva oncologica e a restituire fiducia ai cittadini pugliesi.”

I dati complessivi relativi al 2025 mostrano innanzitutto una crescita significativa dell’attività chirurgica, con un incremento pari a +17 per cento rispetto al 2024. Nello stesso periodo, i ricoveri sono aumentati da 3.659 a 4.100, con una crescita complessiva pari a +12,1 per cento. Alla crescita dei volumi si accompagna un incremento della complessità assistenziale, con un indice di complessità media passato da 1,69 a 1,72, a conferma di una presa in carico sempre più strutturata e qualificata dei pazienti oncologici.

In crescita anche l’attività di specialistica ambulatoriale, che comprende visite, esami di laboratorio, radiodiagnostica e terapie. Il valore economico complessivo delle prestazioni erogate passa dai 22 milioni di euro del 2024 a oltre 25 milioni del 2025, con un incremento pari a +13,6 per cento, segno di un rafforzamento dell’offerta assistenziale e della capacità di risposta ai bisogni di salute del territorio.

Alla crescita dell’attività clinica si accompagna un significativo investimento in tecnologie e spazi di cura. Negli ultimi tre anni l’Istituto Tumori ha potenziato la propria dotazione con nuove strumentazioni di ultima generazione, tra cui il robot chirurgico Da Vinci, un nuovo acceleratore lineare per la radioterapia, una nuova apparecchiatura di risonanza magnetica e una nuova TAC a 128 strati. Nello stesso percorso di rafforzamento tecnologico, la Regione Puglia ha finanziato l’acquisto di una PET, destinata ad ampliare ulteriormente le capacità diagnostiche dell’Istituto, e la realizzazione di una nuova piattaforma ambulatoriale, che ospita anche il corso di laurea in Scienze infermieristiche di recente istituzione e i nuovi laboratori di ricerca.

Parallelamente, l’Istituto ha rafforzato l’organizzazione dei servizi in un’ottica di umanizzazione delle cure, potenziando il servizio di Medicina fisica e riabilitazione, che dispone, unico caso in Puglia, di una palestra dedicata alla riabilitazione dei pazienti oncologici ricoverati. Grazie al proficuo rapporto con l’Università di Bari, l’Istituto Tumori ha inoltre inaugurato a dicembre il reparto di Urologia a direzione universitaria, potenziando un percorso di convergenza tra didattica, assistenza e ricerca già avviato con il reparto di Ginecologia clinicizzata con UNIBA. Altri reparti ospedalieri hanno inoltre ricevuto un importante potenziamento, come l’Otorinolaringoiatria, la Chirurgia generale e la Chirurgia epatobiliopancreatica.

Un ruolo centrale nel percorso di accesso e orientamento dei pazienti è svolto dal CORO – Centro di Orientamento Oncologico. Nel corso del 2025 il CORO ha registrato circa 1.800 prestazioni, confermandosi come uno strumento chiave per accompagnare il paziente lungo l’intero percorso di cura e migliorare l’appropriatezza e la continuità assistenziale.

L’incremento dell’attività dell’Istituto si inserisce in un quadro regionale che evidenzia un progressivo rafforzamento dell’offerta oncologica pugliese e una riduzione dei cosiddetti “viaggi della speranza”. Oltre l’85 per cento dei pazienti oncologici pugliesi viene oggi curato all’interno della regione, un dato che colloca la Puglia al decimo posto a livello nazionale per capacità di trattenere i pazienti oncologici sul territorio, davanti a regioni come Marche e Trentino-Alto Adige (fonte: AGENAS, Quinta Indagine nazionale sulle Reti Oncologiche, dati 2022 pubblicati nel 2023).

Oncologico Bari, inaugurato il nuovo reparto di Urologia: primo intervento con il robot Da Vinci

Spazi completamente ristrutturati, al terzo piano dell’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari, nei quali opera anche il nuovissimo sistema robotico Da Vinci, recentemente acquisito nell’ambito del programma regionale Fesr 2021-2027.

Il nuovo reparto di Urologia dell’istituto è stato inaugurato oggi alla presenza, fra gli altri, del commissario straordinario Alessandro Delle Donne, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del governatore uscente, Michele Emiliano.

Proprio ieri, è stato ricordato, è stato eseguito il primo intervento urologico con il nuovo sistema robotico, che consente interventi mini-invasivi ad altissima precisione grazie a una visione tridimensionale ad alta definizione e a strumenti che permettono movimenti estremamente accurati, con benefici rilevanti in termini di riduzione del trauma chirurgico, del dolore post-operatorio e dei tempi di recupero.

“L’apertura del nuovo reparto de l’avvio della chirurgia robotica rappresentano un investimento concreto sulla qualità delle cure e sull’innovazione tecnologica – ha detto Delle Donne -. Dopo la clinicizzazione della Ginecologia nel 2022, questo passaggio si inserisce in un percorso di crescita strutturale e organizzativa dell’istituto, orientato al rafforzamento delle discipline oncologiche ad alta complessità e alla costruzione di modelli assistenziali sempre più integrati”.

Oncologico Bari, oltre 500 interventi nel 2025: il dottor Napoli firma un nuovo record della Chirurgia toracica

Dal 1° gennaio 2025 a oggi il dottor Gaetano Napoli, Direttore della Unità operativa complessa di Chirurgia toracica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, ha superato quota 500 interventi, confermando una casistica elevata e una costante attività chirurgica nell’ambito delle patologie toraciche oncologiche.

“Questo traguardo non rappresenta soltanto un alto numero di interventi, ma soprattutto la complessità delle procedure affrontate, che richiedono tecnologie avanzate, competenze specialistiche e un’integrazione multidisciplinare di livello – afferma Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese–. La Chirurgia Toracica del nostro Istituto gestisce ogni giorno casi impegnativi, garantendo cure innovative, sicure e in linea con gli standard internazionali. È un risultato che conferma la solidità dell’organizzazione e la capacità delle équipe di operare in scenari che richiedono esperienza e tempestività, mantenendo al centro la qualità e i bisogni dei pazienti. In un contesto di elevata complessità, questi numeri testimoniano un percorso in continua crescita, distinguendosi per affidabilità e impegno verso la cittadinanza”.

Secondo i dati del sistema regionale SDO/DRG, che certifica l’attività ospedaliera e classifica i ricoveri anche in base alla complessità delle procedure, l’aggiornamento al 31 ottobre 2025 registra per la Chirurgia Toracica dell’Istituto un peso medio di complessità pari a 2,036, indicatore che documenta la natura altamente specialistica dei casi trattati. Gli SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) raccolgono tutte le informazioni cliniche e amministrative dei ricoveri, mentre i DRG (Diagnosis Related Groups) suddividono gli interventi in gruppi omogenei in base al livello di complessità: un valore più alto indica procedure più difficili, che richiedono maggiore esperienza, tecnologie avanzate e un’organizzazione altamente specializzata.

“Questo risultato è il frutto del lavoro di un’équipe straordinaria, che ringrazio per dedizione, professionalità e capacità di affrontare ogni giorno interventi ad alta complessità, con il fondamentale supporto dell’équipe medica e di tutto il personale non medico che collabora nella gestione delle problematiche dei nostri pazienti – sottolinea Napoli – la proiezione dell’attività ci porterà a raggiungere circa 530 interventi entro il 31 dicembre, un obiettivo che testimonia l’impegno condiviso nel garantire cure moderne, efficaci e orientate alla qualità di vita dei pazienti”.

L’attività della UOC di Chirurgia Toracica comprende interventi complessi per tumori del polmone e della pleura, tumori della parete toracica e del mediastino, con approccio sia “open” tradizionale sia mini-invasivo video-assistito (VATS), oltre a procedure diagnostico-terapeutiche avanzate in ambito oncologico toracico.

Oncologico Bari, liste d’attesa e prima visita in tempi rapidi: il 95,3% delle urgenze garantite entro 72 ore

Oltre 16mila prestazioni di primo accesso monitorate nel primo semestre del 2025 e risultati di eccellenza nei percorsi oncologici: le visite urgenti garantite entro 72 ore, con un tasso di rispetto dei tempi pari al 95,3% per le urgenze, 97,4% per le prestazioni a priorità breve e 100% per quelle programmate.

È la fotografia che emerge dal monitoraggio condotto da InnovaPuglia nell’ambito del Piano Nazionale per il Governo delle Liste di Attesa (PNGLA), che misura la capacità delle strutture sanitarie di assicurare l’erogazione delle prestazioni entro i limiti stabiliti per legge. I numeri confermano la solidità organizzativa dei percorsi oncologici dell’Oncologico di Bari, dove la prima visita oncologica mostra il pieno rispetto dei tempi stabiliti e un’attesa media minima.

“Garantire tempi di accesso rapidi per i pazienti oncologici è un obiettivo strategico per la sanità pubblica e per la nostra missione di cura – sottolinea Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’Istituto Tumori di Bari –. Un ruolo centrale in questo risultato è svolto dal Centro di Orientamento Oncologico (Coro), a cui abbiamo attribuito il giusto peso strategico per articolare sul territorio la presa in carico del paziente. Il Coro rappresenta infatti una piattaforma moderna e dinamica che, con l’evoluzione del TeleCoro, interpreta pienamente la visione del PNRR verso la deospedalizzazione delle cure e una sanità territoriale più vicina e continua, capace di accompagnare il paziente anche a distanza lungo tutto il percorso di cura. Il monitoraggio e il follow-up vengono poi garantiti grazie al lavoro sinergico con gli specialisti delle altre unità operative del nostro Istituto. È un modello di collaborazione multidisciplinare che consente di assicurare continuità assistenziale, rapidità negli approfondimenti diagnostici e una presa in carico realmente integrata, in cui ogni reparto contribuisce a seguire il paziente in tutte le fasi del percorso di cura, dall’accoglienza alla terapia fino al monitoraggio nel tempo”.

Volumi significativi riguardano anche l’area ginecologica, con più di 1.600 prime visite e oltre 1.400 ecografie ginecologiche monitorate. Per entrambe le prestazioni si confermano buoni livelli di aderenza nelle classi programmate, con percentuali superiori all’85%. L’oncologico barese ha anche avviato un percorso di rimodulazione organizzativa per ridurre ulteriormente i tempi di attesa in queste aree, mantenendo al contempo l’elevato livello di efficienza garantito nelle prestazioni oncologiche prioritarie. Il monitoraggio semestrale, previsto dal PNGLA e condotto secondo criteri nazionali di trasparenza e verifica, rappresenta un presidio essenziale di qualità per la sanità pubblica e uno strumento di miglioramento continuo al servizio dei pazienti.

Bari, farmaci rubati dall’Oncologico e rivenduti ai pazienti: l’ex primario Vito Lorusso chiede i domiciliari

Vito Lorusso, l’ex primario dell’Oncologico di Bari che sta scontando in carcere una pena a 5 anni di reclusione per peculato e concussione, ha presentato la richiesta degli arresti domiciliari dopo 16 mesi di detenzione.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 71enne si sarebbe appropriato di farmaci antitumorali appartenenti all’Istituto, rivendendoli ai pazienti in più occasioni.

Sulla richiesta presentata dai suoi avvocati, il tribunale di sorveglianza si è riservato la decisione in merito alla concessione dei domiciliari. Lorusso, lo ricordiamo, è coinvolto anche nell’inchiesta Codice Interno assieme alla figlia Maria moglie di Giacomo Olivieri per voto di scambio.

Oncologico Bari, asportata rara lesione al pancreas: intervento mini invasivo su paziente 66enne

Una donna di 66 anni, in buone condizioni generali, è stata sottoposta con successo a un intervento mini-invasivo di enucleoresezione pancreatica con risparmio d’organo per una rara lesione della testa del pancreas nell’ambito dell’attività chirurgica epatobiliare e pancreatica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.

L’intervento è stato eseguito dal dottor Matteo Scaramuzzi, con la collaborazione del dottor Raffaele De Luca e del dottor Carmine Cartanese, dell’Unità operativa di Chirurgia generale a indirizzo oncologico diretta dal dottor Aurelio Costa.

La paziente era giunta all’osservazione circa due anni fa, a seguito della scoperta accidentale di una lesione circolare localizzata al processo uncinato del pancreas, in contatto di circa 180° con la vena mesenterica inferiore. Dopo un accurato percorso diagnostico e due discussioni collegiali multidisciplinari nell’ambito del team dedicato ai tumori rari, la paziente è stata sottoposta a ecoendoscopia bilio-pancreatica con prelievo bioptico, che ha consentito la definizione istologica della lesione: uno schwannoma, una neoplasia estremamente rara, con appena una sessantina di casi descritti nella letteratura scientifica internazionale.

“Questo intervento testimonia l’efficacia del modello multidisciplinare che caratterizza il nostro Istituto e la qualità del lavoro svolto dai nostri professionisti – spiega il Commissario Straordinario dell’oncologico barese Alessandro Delle Donne –. L’utilizzo di tecniche mini-invasive e di approcci chirurgici di risparmio d’organo rappresenta una frontiera della chirurgia oncologica moderna, capace di garantire risultati clinici eccellenti e una più rapida ripresa per i pazienti. È la dimostrazione di come la ricerca e l’innovazione, integrate nella pratica clinica quotidiana, si traducano in una cura più umana ed efficace”.

“L’intervento, eseguito con approccio mini-invasivo e tecnica di risparmio d’organo – dice Scaramuzzi – ha permesso la completa asportazione della lesione preservando la funzionalità pancreatica. Il decorso post-operatorio è stato regolare: la paziente è stata dimessa in quinta giornata e ha potuto riprendere rapidamente le normali attività quotidiane e lavorative”.

Questo risultato conferma come l’elevato livello di integrazione tra professionalità specialistiche, la discussione collegiale dei casi complessi e la presa in carico globale del paziente rappresentino i punti di forza dell’Istituto, dove team multidisciplinari dedicati per patologia garantiscono percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati e di eccellenza.