Crolla palazzo a Bari, nuove rilevazioni nel cantiere. Il Comune conferma: “Non c’è amianto nell’aria”

Sono disponibili i risultati dei campionamenti effettuati nelle giornate di mercoledì 12 e giovedì 13 marzo attraverso le centraline installate dalla ditta Ecotrend di Putignano, fornitore della ripartizione comunale Igiene e Ambiente per la gestione dei monitoraggi ambientali, sull’area del cantiere per la demolizione controllata della porzione residua della palazzina in via De Amicis- via Pinto 6. Entrambe le rilevazioni attestano l’assenza di fibre di amianto aerodisperse ai sensi del DM 06/09/94. Le rilevazioni proseguiranno per tutta la durata delle attività di cantiere.

In data odierna, inoltre, il SISP – Servizio Igiene e Sanità pubblica della ASL Bari, cui su richiesta del sindaco era stata trasmessa la nota di Arpa Puglia del 14 marzo, ha fornito il proprio riscontro ritenendo adeguate le prescrizioni già adottate dall’amministrazione comunale con l’ordinanza sindacale del 12 marzo, relative a divieto di affaccio, obbligo di mantenere chiuse le finestre e obbligo di utilizzo di idonei dispositivi di protezione (mascherine), sino a comunicazione di cessate attività, nella zona contigua all’area del crollo (via Pinto, via De Amicis nel tratto compreso fra Corso Benedetto Croce e via della Repubblica, via Fornelli nel tratto tra via Pinto e via della Repubblica, corso Benedetto Croce nel tratto tra via Bottalico e via Monfalcone).

Quanto ai lavori di demolizione che stanno interessando la porzione residua della palazzina crollata in via Pinto 6, le operazioni odierne, come da accordi con l’amministrazione di condominio di via Pinto 16 e i tecnici da questa incaricati, hanno riguardato il puntellamento del terzo e quarto piano dell’edificio di via Pinto 16. Si ricorda infatti che il terzo e quarto piano dell’immobile “poggiavano” su l’adiacente palazzina crollata e che il puntellamento eseguito riduce sensibilmente il rischio di crollo nel corso delle demolizioni.

Crollo palazzo a Bari, 10 famiglie non evacuate costrette ogni giorno a lasciare casa per lavori di demolizioni

Non sono stati evacuati come i vicini del civico 16, ma i residenti della palazzina 22 di via Pinto, a Bari, su disposizione dei vigili del fuoco devono lasciare casa all’inizio delle demolizioni controllate dello stabile crollato mercoledì 5 marzo e possono farvi ritorno solo una volta finiti i lavori.

Per molti, quindi, significa lasciare il proprio appartamento prima delle 7 per ritornarvi dopo le 18, con tutti i disagi che ciò comporta. Nello stabile abitano 10 famiglie che, da quanto riferiscono dal Comune di Bari, stanno avendo un “atteggiamento collaborativo” rispetto a questa situazione.

I lavori di demolizione controllata della palazzina crollata in via De Amicis sono iniziati due giorni fa e in questi giorni, oltre al vano ascensore, sono anche stati rimossi i solai pericolanti.

Man mano che si procede con le demolizioni, diminuiscono anche i rischi per le palazzine vicine che sono gravate da una minore pressione, ma quella del numero 16 di via Pinto è a rischio crollo a causa dei “gravi dissesti statici” subiti dal cedimento dello stabile confinante e per questo i suoi residenti sono stati evacuati. Diciotto persone che non avevano una sistemazione alternativa sono attualmente ospitate in appartamenti di proprietà dell’Adisu a carico del Comune di Bari.

Crolla palazzo a Bari, colpo di scena. Lo studio dell’Università contraddice l’Arpa: “C’è amianto nelle polveri”

“Ci sono numerose fibre di amianto, in particolare crisotilo e numerose fibre di vetro nelle polveri provenienti dal crollo del palazzo di via De Amicis”. La tesi è del Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Bari dopo la perizia effettuata su richiesta di alcuni residenti di un immobile situato in zona.

L’esito, tramesso agli uffici comunali, contraddice al momento quello delle analisi dell’Arpa Puglia che avevano escluso la presenza di amianto nell’aria pochi giorni dopo il crollo della palazzina. Il Comune ha già chiesto all’Arpa di effettuare nuovi prelievi.

AGGIORNAMENTO 15.15 – Alle ore 14.30 di oggi, Arpa Puglia ha prelevato un campione di polvere da uno dei balconi prospicienti l’area del crollo in via De Amicis per avviare le analisi finalizzate a verificare la presenza di fibre di amianto. Contestualmente, Arpa sta procedendo ad installare nuovamente le centraline per proseguire le indagini sulle polveri derivanti dalle attività di demolizione in corso. Questi ulteriori interventi sono stati richiesti dall’amministrazione comunale a seguito della ricezione dei risultati di una relazione prodotta dall’Università degli studi di Bari, dipartimento di Scienze della terra e Geoambientali, relativa alle indagini SEM effettuate su un campione in polvere, prelevato dal pavimento del balcone su mandato di una condomina del civico 2 di via Edmondo De Amicis.

Il campione in questione, osservato in microscopia elettronica, avrebbe evidenziato la presenza di fibre di amianto e di vetro. Si ricorda che, come da ordinanza del sindaco Vito Leccese, firmata ieri, mercoledì 12 marzo 2025, è vietato l’affaccio all’esterno delle finestre, è imposto l’obbligo di mantenere chiuse le finestre e di utilizzare idonei dispositivi di protezione (mascherine) nelle aree esterne delle zone circostanti l’edificio interessato dal crollo (via Pinto, via De Amicis nel tratto compreso fra Corso Benedetto Croce e via della Repubblica, via Fornelli nel tratto tra via Pinto e via della Repubblica, corso Benedetto Croce nel tratto tra via Bottalico e via Monfalcone) sino a comunicazione di cessate attività. A questo si aggiunge l’attività di monitoraggio ambientale continuativo, predisposta dall’amministrazione comunale, attraverso il posizionamento di un laboratorio mobile, installato da ditta specializzata iscritta all’albo nazionale gestori ambientali – categoria 10 (sottocategoria 10A-10B), al fine di verificare la presenza di polveri dannose per la salute pubblica; nonché le attività di nebulizzazione attiva per contenere la dispersione delle polveri durante gli interventi di demolizione controllata in corso.

AGGIORNAMENTO 19 – Nella “matrice cementizia” di alcuni detriti (probabilmente di una tubatura) della palazzina di via De Amicis crollata il 5 marzo scorso a Bari erano presenti “fibre di amianto”.

Lo comunica l’Arpa Puglia, che nei giorni scorsi aveva escluso la presenza di fibre di amianto nell’aria interessata dal crollo, sulla base delle analisi svolte per 24 ore (dal 6 al 7 marzo) attraverso le proprie centraline proprio sulla qualità dell’aria.

Le indagini dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente saranno estese anche alle polveri, e per questo sono stati prelevati dei campioni nel cortile della ex scuola Carlo del Prete, nella vicina via Pinto, e dal balcone di un appartamento di via De Amicis 2. Proprio dall’esame di un campione prelevato dal balcone, l’università di Bari aveva rilevato, in una relazione, la presenza di fibre di amianto da un campione di polvere.

“La relazione in questione – scrive l’Arpa in un comunicato – non proviene da un laboratorio inserito nell’elenco dei laboratori qualificati del ministero della Salute”. “Arpa Puglia – si legge ancora – si riserva valutazioni sui contenuti della relazione dell’ università di Bari, di cui si è avuta notizia in giornata odierna, relativa ad un ‘campione di polvere’ che sarebbe stato prelevato da un balcone nei pressi del palazzo crollato”. Le analisi di questi ultimi campioni prelevati inizieranno domani.

Bari, al via la demolizione dei resti del palazzo crollato in via De Amicis: in azione escavatore di 25 metri

È iniziata pochi minuti fa la demolizione controllata dei resti del palazzo crollato a Bari, in via De Amicis, il 5 marzo scorso.

In questo momento è al lavoro un escavatore con pinza e braccio di 25 metri che ha iniziato a demolire una parte pericolante del palazzo, che sporge sulla vicina via De Robertis.

Il primo elemento strutturale del palazzo crollato rimosso oggi è il vano scala.

Crollo palazzo a Bari, haters contro Catucci. Auto rimosse e custodia gratuita: “Dolore immenso”

Nei momenti concitati di terrore, in seguito al crollo del palazzo in via De Amicis a Bari, c’è anche chi è sceso in campo per rimuovere tutte le auto danneggiate e distrutte dalle macerie.

Un aiuto fondamentale che ha permesso anche di agevolare le operazioni di soccorso dei Vigili del Fuoco. Il soccorso stradale Catucci ha un appalto per lo spostamento e per la rimozione con il Comune di Bari, ma il loro impegno è andato ben oltre durante l’emergenza.

È stata fornita assistenza ai malcapitati, c’è chi, impossibilitata a rientrare nell’abitazione situata nell’edificio adiacente al palazzo crollato, ha potuto lasciare gratuitamente la propria vettura nell’officina.

Crolla palazzo a Bari, Rosalia ringrazia i suoi eroi: “Meritate ogni bene siete il nostro orgoglio” – LA LETTERA

“Vogliamo esprimere tutto il nostro più sentito ringraziamento per il vostro eroico impegno profuso nelle operazioni di soccorso messe in atto subito dopo il crollo della palazzina di via Pinto, 6 a Bari”.

Inizia così la lettera di ringraziamento che Rosalia De Giosa, la 73enne sopravvissuta dopo 27 ore sotto le macerie del palazzo crollato in via De Amicis a Bari, e il figlio Gaetano Papagna, hanno inviato al comando provinciale dei vigili del fuoco di Bari.

“Un impegno il vostro di alto spessore professionale e grande caratterizzazione umana che hanno fatto sì che una vita potesse essere salvata dopo oltre un giorno dalla tragedia – si legge -. Una indefessa attività profusa sull’onda della più alta generosità altruistica che è un esempio di grande civiltà e spirito di abnegazione che sono l’orgoglio del nostro Paese del quale voi come corpo dei Vigili del Fuoco, rappresentate una solida colonna portante, sempre, pronta ad agire coraggiosamente buttando oltre gli ostacoli in vostro cuore”. 

“Meritate ogni bene, così come meritate un vero riconoscimento formale dal nostro Paese, noi possiamo solo dirvi grazie per aver creduto ed essere riusciti a salvare una vita in quella che sembrava essere una missione impossibile. Che Dio vi benedica e renda merito e vi protegga insieme ai vostri cari e ai vostri affetti. Non ci sono parole che possano amplificare il nostro sentimento di gratitudine per quanto avete fatte. Grazie”, concludono Rosalia e Gaetano. 

Crolla palazzo a Bari, ordinanza del sindaco Leccese. L’edificio confinante è inagibile: “Gravi dissesti statici”

Alle prime ore del mattino il sindaco Vito Leccese ha firmato un’ordinanza per la messa in sicurezza della palazzina al civico 16 di via Pinto, confinante con l’edificio crollato il 5 marzo scorso. Il provvedimento si è reso urgente e necessario a seguito dei sopralluoghi effettuati nella giornata di ieri dai Vigili del fuoco e dai tecnici del settore Immobili Comunali, per eseguire le verifiche tecniche necessarie sugli edifici confinanti con la palazzina crollata di via Pinto 6 (angolo via De Amicis), prima di partire con i lavori di demolizione controllata della porzione residua di palazzina rimasta, con direzione lavori e coordinamento sicurezza affidati dal Comune all’ingegnere Francesco Leo.

Agli esisti di queste si è potuto constatare che il crollo della palazzina di via De Amicis avvenuto la scorsa settimana ha fortemente compromesso la stabilità dell’ edificio limitrofi. Pertanto, con il provvedimento si ordina ai soggetti proprietari delle unità immobiliari e agli aventi l’obbligo della vigilanza sul fabbricato di via Luigi Pinto 16:

il permanere dell’inibizione all’accesso e all’utilizzo di tutte le unità immobiliari costituenti l’immobile già evacuato e inagibile, consentendo il solo accesso agli operatori, dotati delle necessarie cautele, all’esclusivo fine di installare le opere di presidio statico ritenute necessarie, successivamente alle operazioni di demolizione e messa in sicurezza del relitto di fabbricato oggetto di crollo, come autorizzate dalla Procura di Bari;

di effettuare una scrupolosa verifica, a cura di tecnico competente abilitato all’esercizio della professione, delle condizioni statiche di tutti gli elementi strutturali dell’immobile, finalizzata alla messa in sicurezza definitiva del fabbricato;

di comunicare l’inizio effettivo delle attività di cui ai punti precedenti, entro sette giorni successivi al completamento delle operazioni di demolizione e messa in sicurezza del relitto di fabbricato di via Pinto 6;

di depositare al Comune idonea documentazione attestante l’esecuzione degli interventi entro trenta giorni successivi al completamento delle operazioni di demolizione e messa in sicurezza del relitto di fabbricato di via Pinto 6, con Certificazione di Insussistenza di Pericolo per la Pubblica Incolumità redatta da tecnico professionista;

il Comune di riserva di consentire l’agibilità delle unità immobiliari inibite solo dopo l’avvenuto adempimento degli obblighi previsti dall’ordinanza.

In caso d’inottemperanza o ingiustificato ritardo nel dare esecuzione a quanto disposto dall’ordinanza, si procederà in via sostitutiva e in danno dei soggetti obbligati. Il provvedimento non costituisce titolo autorizzativo per l’esecuzione di opere di ripristino e consolidamento, per le quali dovranno essere osservate le relative procedure autorizzative vigenti.

L’ordinanza si è resa urgente e necessaria a seguito delle attività svoltesi nel corso dell’intera giornata di ieri, da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari che ha comunicato l’urgenza di adottare ulteriori provvedimenti per la messa in sicurezza dello stabile al civico 16 di via Pinto, confinante con la palazzina crollata. I Vigili del Fuoco hanno constatato che l’edificio ha subìto gravi dissesti statici. Più precisamente, il solaio del terzo e del quarto piano della palazzina di via Pinto 16 si appoggia sulla muratura in adiacenza a quella della palazzina crollata in via Pinto 6, muratura che versa in condizioni di equilibrio instabile. Ne consegue, dunque, che anche l’edificio di via Pinto 16 non risulta essere in condizioni di sicurezza. Effettuata la valutazione tecnica speditiva nell’ambito dell’attività di soccorso tecnico urgente, si è provveduto da parte dei Vigili del fuoco ad attuare alcuni provvedimenti temporanei e contingenti di messa in sicurezza, con l’inibizione all’uso e all’accesso dell’intero edificio, fino al ripristino delle ordinarie condizioni di sicurezza. I Vigili del fuoco hanno evidenziato, inoltre, con comunicazione inviata al Comune di Bari che particolare attenzione dovrà essere posta durante le fasi di messa in sicurezza dell’area oggetto del crollo, non potendo escludere l’evoluzione del dissesto statico anche nell’edificio sito in via Pinto 16, a causa della possibile connessione strutturale con il relitto dell’edificio crollato.

Al riguardo, i Vigili del Fuoco hanno raccomandato di confermare l’inibizione all’accesso e all’uso dell’edificio di via Pinto 16, e durante le operazioni di demolizione e messa in sicurezza del relitto dell’edificio di via Pinto 6, di far sgomberare la palazzina al civico 22.

I tecnici della Po.E.Q. Progettazione e Manutenzione Strutture del Settore Immobili Comunali hanno, inoltre, rilevato una serie di fattori di rischio, constatando che il crollo del fabbricato di via Pinto 6, in particolare l’assetto fuori piombo della muratura di confine, ha innescato un evidente dissesto statico sull’adiacente fabbricato di via Pinto 16. E’ stata verificata la presenza di un quadro lesionativo diffuso sulle murature delle unità immobiliari ispezionate ai vari livelli sul lato sinistro del fabbricato di via Pinto 16, una generalizzata precarietà delle condizioni di equilibrio della parte sommitale del fabbricato, dove parte degli elementi strutturali risultano privi dell’originaria funzione statica, costituendo esclusivamente un carico permanente, con conseguente sovraccarico degli elementi resistenti adiacenti. Considerando che il dissesto statico rilevato sul fabbricato di via Pinto 16 è stato causato esclusivamente dal crollo del fabbricato di via Pinto 6 e all’attualità non possono escludersi ulteriori effetti progressivi dei dissesti riscontrati, in considerazione altresì di un eventuale collasso progressivo e a catena sulle strutture contermini, si è ritenuto necessario evitare ogni ulteriore evoluzione del dissesto adottando il provvedimento urgente.

Crolla palazzo a Bari, indaga la Procura: l’amministratore di condominio ascoltato in Questura

È stato nuovamente ascoltato come testimone dalla polizia Michelangelo Di Chiaro, l’amministratore condominiale del palazzo crollato il 5 marzo scorso in via De Amicis, a Bari. Di Chiaro non è indagato ed è stato sentito (nei giorni scorsi, ma la notizia si è appresa oggi) in Questura su delega della Procura, che procede per crollo colposo a carico di ignoti.

Il fascicolo è nelle mani del procuratore aggiunto Ciro Angelillis e della pm Silvia Curione, le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Bari. Di Chiaro – a quanto è dato sapere – è stato sentito a lungo e a lui sono state chieste informazioni sulle condizioni dello stabile, sul progetto di ristrutturazione e adeguamento affidato ai tecnici, sui vari passaggi che hanno portato all’affidamento dei lavori alla srl Dell’Aera Costruzioni (dopo la dichiarazione di inagibilità fatta dal Comune di Bari il 24 febbraio 2024) e se lo stabile avesse un’assicurazione.

Il palazzo è stato dichiarato inagibile quando, dopo un allagamento, fu scoperto lo stato di ammaloramento di un pilone centrale presente in un piano seminterrato. La Procura di Bari ha nominato come consulente il professor Antonello Salvatori dell’università dell’Aquila, che dovrà svolgere uno studio per accertare le cause del crollo.

Nella giornata di oggi, nell’area attualmente sottoposta a sequestro, sono iniziati i lavori che porteranno alla demolizione controllata della parte di palazzina ancora in piedi e pericolante.

Crollo palazzo a Bari, 18 sfollati in una struttura Adisu fino al 31 luglio. Le tempistiche di rientro per i residenti

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che continua a seguire la vicenda del crollo della palazzina a Bari – Carrassi la scorsa settimana, comunica che “il dipartimento della Protezione civile regionale, diretto da Nicola Lopane. in collaborazione con la sezione Istruzione e Università diretta da Marella Lamacchia, ha acquisito la disponibilità degli alloggi di Adisu – Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, per la sistemazione degli sfollati”.

“Oggi il Comune di Bari ha fatto alloggiare 18 persone, che occupano 12 stanze, di cui 6 uso singola, in una struttura Adisu. La disponibilità è fino al prossimo 31 luglio – si legge nella nota -. La Protezione civile inoltre ha reso noto che i residenti di via De Robertis potrebbero rientrare al più presto una volta sgomberata e messa in sicurezza l’area, mentre per i residenti di via Pinto 16 la situazione sarebbe più critica”.

Crollo a Bari, rischio polveri aerodisperse durante lavori di demolizione: finestre chiuse e mascherine obbligatorie

Il sindaco Vito Leccese ha firmato questa mattina una nuova ordinanza per garantire misure di prevenzione per l’eventuale esposizione della popolazione alle polveri aerodisperse nella fase della demolizione della parte residua della palazzina di via De Amicis crollata la settimana scorsa.

Il provvedimento impone il divieto di affaccio, l’obbligo di mantenere chiuse le finestre e di utilizzare idonei dispositivi di protezione (mascherine) nelle aree esterne delle zone circostanti l’edificio interessato dal crollo (via Pinto, via De Amicis nel tratto compreso fra Corso Benedetto Croce e via della Repubblica, via Fornelli nel tratto tra via Pinto e via della Repubblica, corso Benedetto Croce nel tratto tra via Bottalico e via Monfalcone) sino a comunicazione di cessate attività.

Questa ulteriore misura di prevenzione si è resa necessaria considerando che la demolizione del relitto di fabbricato e le attività di movimentazione delle macerie genereranno polveri che si aerodisperderanno. A seguire il Comune, attraverso ditta specializzata, e previa autorizzazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, procederà alla demolizione controllata, eseguita sotto la direzione lavori e coordinamento sicurezza dell’ing. Francesco Leo. La successiva fase di rimozione delle macerie presenti in loco e la definizione della loro destinazione sarà sottoposta alle indicazioni della Procura inquirente.

Ad oggi l’attività di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente da parte di ARPA Puglia, ha rilevato “assenza di fibre di amianto aerodisperse”, come comunicato con nota prot. n. 0014852 dell’11/03/2025, ciò nonostante durante l’intera fase di lavorazioni sarà effettuato un monitoraggio ambientale continuativo attraverso il posizionamento di un laboratorio mobile, installato da ditta specializzata iscritta all’albo nazionale gestori ambientali – categoria 10 (sottocategoria 10A-10B), al fine di verificare la presenza di polveri dannose per la salute pubblica.

Nel caso di rilevata presenza di elementi in fibrocemento amianto, si procederà con la bonifica per il tramite di impresa specializzata nella gestione di manufatti contenenti amianto, secondo le migliori tecniche operative da applicarsi per la mitigazione della dispersione di polveri potenzialmente nocive, tra cui materiali contenenti amianto (MCA): operazioni di confinamento con teli oppure bagnatura preventiva e continuativa delle macerie mediante nebulizzatori o spruzzatori a bassa pressione, al fine di limitare il consumo di acqua ed evitare fenomeni di ruscellamento; utilizzo di schiume umidificanti o soluzioni stabilizzanti, in particolare nei casi in cui sia accertata la presenza di MCA o di altre sostanze pericolose e adozione di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) da parte degli operatori, con particolare riferimento a maschere filtranti FFP3 o equivalenti.