Crollo a Bari, via alla demolizione della palazzina residua. Leccese: “Mi assumo le responsabilità”. Tempi incerti

“Dobbiamo concordare con la Procura ogni attività da svolgere nell’area sottoposta a sequestro. Da sindaco mi sono assunto la responsabilità di iniziare i lavori di demolizione per evitare altri crolli e per rimuovere le macerie, in modo da consentire alle palazzine che non hanno lesioni di poter continuare a ospitare i residenti”.

Lo ha detto il sindaco di Bari Vito Leccese, presente sul luogo del crollo della palazzina in via De Amicis, avvenuto una settimana fa. Il Comune ha firmato un’ordinanza per le demolizioni controllate della parte della palazzina che è rimasta in piedi. Ora sono in corso le ispezioni dei luoghi e le operazioni propedeutiche.

Inoltre le persone che abitavano nella palazzina adiacente, che è stata sgomberata per motivi di sicurezza, stanno accedendo per recuperare alcuni effetti personali. L’accesso avviene sotto il controllo dei Vigili del fuoco.

“Siamo in attesa di montare le centraline per il rilievo delle polveri – ha riferito il direttore generale del Comune di Bari, Davide Pellegrino – sono in arrivo i nostri droni per documentare tutte le attività. Cominceremo con un’ispezione e poi successivamente con le demolizioni. I tempi dipendono molto da come si mette il cantiere”.

Crolla palazzo a Bari, il retroscena: chiesta archiviazione su precedente inchiesta. La denuncia dei residenti nel 2024

Le condizioni critiche dei pilastri del palazzo crollato mercoledì scorso a Bari erano già finite al centro di un’inchiesta della Procura aperta dopo la denuncia presentata da quattro famiglie lo scorso aprile.

Ma per quell’inchiesta, a carico di ignoti, è stata recentemente chiesta l’archiviazione. La denuncia dei condomini, arrivata a due mesi dalla dichiarazione di inagibilità dello stabile del 24 febbraio 2024, faceva riferimento a criticità già messe in luce da una perizia tecnica di qualche anno prima, necessaria per la vendita all’asta del locale del seminterrato in cui terminavano i pilastri. Proprio da quella perizia sarebbe emerso l’ammaloramento dei pilastri e la necessità di ristrutturarli.

Non è escluso che gli elementi raccolti nel fascicolo per il quale è stata chiesta l’archiviazione confluiscano anche in quello sul crollo colposo dell’edificio, indagine al momento in corso ancora a carico di ignoti.

Gli accertamenti che portarono alla dichiarazione di inagibilità del palazzo furono disposti dopo che, a causa di un allagamento del seminterrato, emerse la condizione molto critica dei pilastri. Il crollo del palazzo è avvenuto pochi giorni dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione, affidati dal condominio alla ditta Dell’Aera di Casamassima (Bari) per 570mila euro.

Crollo a Bari, richiesta urgente di Leccese: il Comune autorizzato a demolire la porzione di palazzina residua

Nella giornata di oggi il sindaco di Bari Vito Leccese ha inviato alla Procura della Repubblica una richiesta di autorizzazione a procedere con estrema urgenza alle attività di demolizione controllata della porzione residua della palazzina crollata in via De Amicis il 5 marzo scorso.

La necessità di procedere alla messa in sicurezza dell’area, considerato il rischio di cedimento della porzione di parete residua, peraltro, è stata rappresentata alla Procura nella giornata di oggi anche da una nota del comandante del Dipartimento del Vigili del Fuoco del Comando di Bari.

A fronte della situazione di rischio per la pubblica incolumità, il procuratore della Repubblica aggiunto Ciro Angelillis ha autorizzato il Comune di Bari a procedere con le attività di demolizione necessarie nell’area sottoposta a sequestro, secondo i tempi e le modalità stabilite d’accordo con il prof. Salvatori, consulente nominato dalla Procura.

Crolla palazzo a Bari, pericolo scongiurato. I risultati dell’Arpa Puglia: “Non ci sono fibre di amianto nell’aria”

Non ci sono fibre di amianto nell’aria intorno al palazzo crollato la sera del 5 marzo scorso in via De Amicis a Bari. E’ quanto risulta dalle analisi eseguite da ARPA Puglia. I tecnici dell’ Agenzia avevano allestito, a partire dalle 18:10 del giorno successivo al crollo, due linee di prelievo.

All’ interno di ciascuna erano stati inseriti 7 filtri speciali in grado di rilevare la presenza del pericoloso materiale. La prima linea era stata sistemata sulla scala di emergenza della ex scuola Carlo Del Prete, attualmente adibita a sede del Municipio 2 del Comune di Bari; la seconda sul balcone di una abitazione privata, al quarto piano di uno stabile in via De Amicis 4.

I dispositivi sono rimasti in azione per 24 ore, quindi sono stati prelevati e consegnati ai laboratori del Dipartimento Provinciale ARPA di Brindisi, centro di riferimento regionale per l’amianto.

Sono attualmente in corso ulteriori attività finalizzate a verificare la presenza nell’area di materiali che potrebbero contenere amianto.

Crollo palazzo a Bari, lo sfogo dei proprietari: “La nostra vita sotto le macerie. Ci serve aiuto”

Dopo il miracoloso salvataggio della 74enne Rosalia De Giosa, la sopravvissuta rimasta per oltre 26 ore sotto le macerie del palazzo crollato di via De Amicis, è tempo di fare i conti con la disperazione dei condomini. Le loro abitazioni sono state sgretolate in pochi secondi, così come i loro sacrifici. Siamo tornati sul posto e abbiamo raccolto le loro testimonianze e il loro disperato appello.

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Crolla palazzo a Bari, accordo Adisu-Comune: gli alloggi vuoti degli universitari a chi è rimasto senza casa

Gli appartamenti vuoti destinati agli studenti per chi è rimasto senza una casa dopo il crollo del palazzo in via De Amicis a Bari. In giornata potrebbe essere già sottoscritto il protocollo tra l’Adisu e il Comune per mettere subito a disposizione una decina di alloggi.

L’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia scende in campo a sostegno di chi ha visto sgretolarsi la propria casa e di chi è stato allontanato dall’abitazione per motivi di sicurezza nelle vie adiacenti.

Crolla palazzo a Bari, sopravvive 27 ore sotto le macerie: Rosalia De Giosa lascia l’ospedale

È stata dimessa Rosalia De Giosa, la 74enne salvata giovedì sera dai vigili del fuoco dopo essere rimasta per oltre 26 ore sotto le macerie del palazzo crollato in via De Amicis, nel quartiere Carrassi di Bari.

L’immobile nel febbraio 2024 era stato dichiarato pericolante e sgomberato. La signora è rimasta al Policlinico di Bari per pochi giorni e oggi è stata dimessa dal reparto di chirurgia d’urgenza: secondo le indicazioni dei medici dovrà stare a riposo ancora per qualche giorno e indossare un tutore.

La donna, al momento del crollo, si trovava nel suo appartamento al quarto piano e, da quanto hanno ricostruito i vigili del fuoco, è stata protetta da una porta blindata che le ha fatto da scudo, creando una bolla d’aria che le ha permesso di respirare a lungo sotto le macerie. Nel crollo ha riportato due fratture costali e una serie di ecchimosi al torace, al bacino e agli arti inferiori.

“Sono stata miracolata, mi ha guardato mio marito. Gridavo aiuto, pensavo di dover morire. Volevo essere aiutata, quando mi hanno trovata non ce la facevo più. Adesso devo pregare”, le parole di Rosalia. Ad attenderla fuori dal reparto i due figli con un mazzo di fiori.

Crolla palazzo a Bari, il direttore dei lavori: “Ho citofonato a tutti dicendo di uscire. C’erano persone in casa”

“Ci siamo salvati per miracolo, è vero, e abbiamo salvato altre persone. Quando ho capito che la situazione stava precipitando, mi sono attaccato ai citofoni, ho suonato a tutti, c’era anche una signora con un bambino che dormiva. Non aver avuto vittime per me è un elemento di felicità”.

Queste sono le parole di Stefano Simone, uno degli ingegneri e dei quattro progettisti del cantiere del palazzo crollato di via De Amicis a Bari, nel quartiere Carrassi, nonché direttore dei lavori delle opere architettoniche. Con Simone, pochi istanti prima del crollo, c’erano altri due tecnici e due operai.

Secondo il suo racconto, riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, si era recato sul posto dopo la segnalazione di nuove crepe sospette da parte di un condomino. “C’era una famiglia dentro – ha raccontato -. Mi sono arrabbiato -perché non doveva esserci nessuno. Ho visto la signora, c’era anche un bambino che dormiva. Ho intimato loro di uscire immediatamente. Non ci sono solo io, nell’edificio ci sono almeno altre quattro persone. A quel punto mi sono precipitato davanti ai citofoni e ho iniziato a suonare a tutti ma nessun altro mi ha risposto”.

Palazzo crollato a Bari, dubbi sull’efficacia del puntellamento: foto e video dividono i tecnici

Torniamo ad occuparci del crollo del palazzo avvenuto in via De Amicis a Bari. Siamo entrati in possesso di alcune foto e di alcuni video grazie ad un professionista del settore che si è reso conto in prima persona dei lavori di messa in sicurezza.

Ci sono state fatte notare alcune incongruenze, a partire dai puntellamenti. A settembre 2024 alcuni residenti sono scesi giù per rendersi conto di cosa stava accadendo e per conoscere una delle ditte cercate per i lavori di ristrutturazione. Nel video allegato tutti i dettagli e i dubbi sulla vicenda.