Nasce il comitato pro movida all’Umbertino: “Una città europea non dorme dalle 24 la zona perde vita e socialità”

Nasce il comitato pro movida dei residenti dell’Umbertino. È in programma una raccolta firma nei prossimi giorni, l’obiettivo è quello di salvaguardare gli interessi economici e sociali della zona, “ridimensionata” nelle ultime settimane dalla doppia ordinanza contro la mala movida. Claudia Attimonelli è una docente universitaria, sociologa, residente dell’Umbertino.

“La notte non è un problema da criminalizzare. Pensare che alle ore 24 tutti debbano andare a dormire non è da città europea. Con questa ordinanza è calato il buio, le strade sono diventate pericolose. Che cosa stiamo offrendo ai nostri ragazzi che non hanno più spazi per la loro socialità? – le sue parole a La Gazzetta del Mezzogiorno -. Qui stiamo assistendo a un grave problema economico per le attività, nonché di cultura della socialità. È agghiacciante pensare che il dibattito sul futuro dell’Umbertino si riduca solo al tema del chiasso. Un conto è ragionare su problemi che vanno affrontati come lo spaccio o altro, ma qualcuno si è realmente documentato e chiesto se le attività commerciali sono soddisfatte dell’ordinanza? Noi vogliamo solo offrire soluzioni per evitare lo spegnimento della zona. Molti locali stanno licenziando personale, gli incassi sono crollati di circa il 60%. Un locale non è solo convivialità, ma anche produzione di cultura e di eventi. Non dimentichiamo che a Bari alcuni locali hanno scritto la storia di alcune battaglie sociali. In altre città europee il sindaco della notte ha veri poteri, incentiva soluzioni come il rafforzamento notturno del trasporto pubblico locale. Non fa solo passeggiate prima della pubblicazione dell’ordinanza”. 

Ordinanza anti movida nell’Umbertino, residenti soddisfatti ma commercianti preoccupati: -30% degli incassi

Il sindaco Vito Leccese ha riunito nella mattinata di oggi, a Palazzo di Città, i rappresentanti del comitato di residenti del quartiere Umbertino e le associazioni di categoria (Confcommercio e FIPE, Confesercenti, Confartigianato e CNA) con il fine preannunciato di svolgere, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, il monitoraggio dell’esecuzione dell’ordinanza sindacale contro la cosiddetta movida del quartiere Umbertino, la cui scadenza è fissata per il 4 dicembre.

Per il Comune di Bari hanno partecipato anche l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone, la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti, il sindaco della notte Lorenzo Leonetti, il direttore generale Davide Pellegrino, il comandante della Polizia locale Michele Palumbo e il direttore del settore Polizia annonaria e Attività produttive Michele Cassano.

Secondo quanto riferito da residenti e dagli stessi commercianti, l’ordinanza ha prodotto effetti significativi, riducendo assembramenti, schiamazzi notturni e inquinamento acustico e migliorando il decoro urbano nelle aree interessate. Tutti hanno convenuto sul fatto che si è registrata la massima collaborazione delle attività commerciali nell’esecuzione dell’ordinanza e che le violazioni sono state poche ed episodiche.

Il sindaco Vito Leccese, che ha sottolineato come il monitoraggio costante della situazione e il confronto periodico con le parti rappresentino un metodo costruttivo per trovare un punto di incontro, ha quindi ribadito la necessità di trovare una modalità condivisa che stabilisca delle regole chiare per una buona convivenza e per il contemperamento dei diversi interessi, senza dover ricorrere all’intervento delle istituzioni.

Se da una parte i residenti hanno insistito nel richiedere la conferma della limitazione degli orari per l’asporto di cibi e bevande, come accade in altri centri urbani, dall’altra i commercianti hanno manifestato una certa preoccupazione per un calo degli incassi che hanno stimato in una media del 30%. Le associazioni di categoria hanno quindi proposto di semplificare le regole, uniformando gli orari di fine asporto e di chiusura delle attività per tutti i giorni della settimana, portando il divieto di asporto alla mezzanotte e fissando l’obbligo di chiusura dei locali alle ore 2 senza distinzione tra somministrazione all’interno o sui tavoli esterni dotati di regolare concessione di occupazione. I rappresentanti del settore commercio hanno anche presentato un documento siglato da circa trenta attività commerciali dell’Umbertino con la quale si dichiarano disponibili a impiegare dei facilitatori che possano mitigare gli assembramenti e informare la clientela sulla necessità di rispettare la quiete pubblica. Pur essendoci alcuni punti di distanza tra le rispettive posizioni, si è registrato un clima di grande collaborazione e di diffusa consapevolezza delle ragioni degli altri.

Il sindaco ha tenuto a sottolineare come la sperimentazione per periodi limitati e un monitoraggio continuo costituiscano l’unico strumento per giungere a definire gradualmente un punto di equilibrio. In ogni caso, nei prossimi giorni la situazione, su richiesta dello stesso sindaco, sarà oggetto di un nuovo esame in seno al Comitato per la Sicurezza e l’Ordine pubblico, che verosimilmente analizzerà i risultati della prima ordinanza in merito alle criticità relative alla sicurezza urbana che hanno reso indispensabile il ricorso al provvedimento sindacale contingibile ed urgente.

Malamovida a Bari, l’ordinanza spacca in due l’Umbertino. La controproposta: “Mettiamo steward fuori dai locali”

Le associazioni di categoria che rappresentano le attività di food and beverage hanno proposto l’impiego di steward a loro carico, per contrastare il dilagare della malamovida nel quartiere Umbertino di Bari, cercare di mitigare gli assembramenti e il disturbo alla quiete pubblica e anche per allertare in tempo reale le forze dell’ordine al verificarsi di episodi significativi di pericolo per la sicurezza.

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Malamovida a Bari, l’ordinanza spacca in due l’Umbertino: incontro in Comune tra residenti e commercianti

Si è tenuto questa mattina, a Palazzo di Città, un incontro tra l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Vito Leccese, il comitato di residenti del quartiere Umbertino e le associazioni di categoria che rappresentano le attività di food and beverage interessate dal provvedimento a contrasto degli effetti negativi della movida nel quartiere.

La riunione, cui hanno partecipato anche l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone, il direttore generale Davide Pellegrino, il comandante della Polizia locale Michele Palumbo e il direttore del settore Polizia annonaria e Attività produttive Michele Cassano, è stata utile per un confronto sereno tra le parti interessate a poco meno di due settimane dall’emanazione dell’ordinanza sindacale.

Il sindaco di Bari, che ha inteso ribadire la connotazione sperimentale del provvedimento, ha voluto ascoltare le parti in causa per raccogliere le opinioni sull’ordinanza la cui architettura – ha ricordato – è stata in gran parte frutto di una proposta congiunta delle parti.

Mentre i residenti hanno espresso un giudizio positivo sui primi effetti del provvedimento, i rappresentanti degli esercenti hanno manifestato preoccupazione per un calo degli incassi, pur comprendendo la necessità di intervenire per limitare i fenomeni di aggregazione rumorosa dello spazio pubblico.

Sono stati esaminati anche altri provvedimenti analoghi adottati in diverse realtà urbane, nei quali l’oggetto delle restrizioni ha avuto come obiettivo il contenimento dell’asporto e il consumo su spazio pubblico di bevande alcoliche in orario notturno.

Nel corso dell’incontro, le associazioni di categoria dei pubblici esercizi hanno tuttavia richiesto un allentamento delle regole sugli orari, proponendo nel contempo l’impiego di steward a loro carico, per cercare di mitigare gli assembramenti e il disturbo alla quiete pubblica e anche per allertare in tempo reale le forze dell’ordine al verificarsi di episodi significativi di lesione alla sicurezza.

Nella consapevolezza che ogni attività di sicurezza privata non può porsi in contrasto con la libertà dei cittadini, l’amministrazione comunale ha chiesto alle associazioni di categoria di definire con maggiore precisione i contorni di tale proposta e il livello concreto di adesione da parte degli esercenti. Sul punto i rappresentanti di categoria si sono riservati di approfondire la questione.

Il sindaco ha anche annunciato che una prima stesura della bozza di regolamento sulle aree da sottoporre a tutela (per introdurre l’autorizzazione alle aperture di pubblici esercizi) sarà disponibile per gli incontri partenariali entro il mese di novembre.

Fino al termine di validità dell’ordinanza sindacale, l’amministrazione ha anche chiarito che il confronto con esercenti e residenti, aperto al contributo di chiunque abbia interesse, sarà svolto in modo permanente.

Malamovida a Bari, dall’Umbertino a Poggiofranco. Punto X sotto assedio: “Sindaco vogliamo dormire anche noi”

L’ordinanza contro la malamovida, applicata per il momento solo nell’Umbertino, sembra non aver risolto del tutto i problemi a Bari. Da dieci giorni è entrata in vigore e in effetti qualcosa sembra essere cambiata nella zona, ma i flussi di giovani si sono spostati ora in altre aree della città. Tra queste il quartiere Poggiofranco.

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Malamovida a Bari, firmata l’ordinanza per l’Umbertino: restrizioni su alcol e schiamazzi – TUTTE LE REGOLE

È stata firmata oggi dal sindaco l’ordinanza finalizzata ad arginare gli effetti negativi della movida da attuarsi in via sperimentale nel quartiere Umbertino. Il provvedimento, frutto di un lungo percorso di ascolto e confronto con i residenti e i gestori degli esercizi commerciali della zona, rappresenta una risposta all’aumento del senso di insicurezza e al peggioramento della qualità della vita della popolazione, più volte segnalati dai residenti (in forma individuale e associata), che lamentano forti schiamazzi, fenomeni di ubriachezza molesta e mancato rispetto delle norme igieniche e di decoro negli spazi di pertinenza di bar e locali come pure negli spazi pubblici della zona.

A tali fenomeni si sono accompagnati, nel tempo, frequenti episodi di violenza verosimilmente provocati dall’abuso di alcol e droghe, com’è stato documentato da numerosi articoli di stampa e filmati diffusi sui social oltre che dagli atti della Polizia Locale redatti a seguito di diverse richieste d’intervento alla centrale operativa e numerosi esposti presentati dai residenti. La questione è stata inoltre esaminata in alcune riunioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza presso la Prefettura di Bari durante le quali, preso atto del fenomeno e delle sue ricadute sulla vivibilità urbana, è stato richiesto al Comune di adottare misure atte a contrastarne gli effetti peggiori.

Contestualmente l’amministrazione comunale, grazie a una convenzione con ARPA Puglia, ha disposto un’attività di rilievo fono-acustica nell’area attenzionata compresa tra il teatro Kursaal Santalucia e largo Adua. I risultati di questo monitoraggio hanno registrato i livelli di inquinamento acustico evidenziando come la media dei valori complessivi, in una intera settimana, confermi il dato critico del clima acustico nelle ore serali/notturne. È evidente, quindi, come tutte le circostanze rilevate attestino una frequentazione massiva dei luoghi indicati, con un aggravio nei pressi dei numerosi esercizi di somministrazione presenti e un contestuale disagio in termini di vivibilità, sicurezza e quiete pubblica nella zona, specie in orario notturno.

“Abbiamo scelto di adottare un provvedimento sperimentale che vogliamo testare insieme alla città – spiega il sindaco Vito Leccese -. Crediamo infatti che non esista sviluppo senza governo e che quello che negli anni ha reso attrattiva e viva Bari, se non regolamentato, rischia di diventare un elemento negativo in grado di vanificare tutti gli sforzi fatti per costruire un’immagine nuova della città, basata sulle sue bellezza ma anche su un’offerta di qualità per il tempo libero. Oggi, purtroppo, la nostra città rischia di diventare ostaggio di quella malamovida che vogliamo contrastare attraverso alcuni accorgimenti che possono disincentivare fenomeni ed episodi, che pure si sono già verificati, causati dall’eccesso di alcool e di sostanze stupefacenti. Il nostro non vuol essere un provvedimento finalizzato a individuare un capro espiatorio nella cosiddetta “movida” ma una misura che contempera le diverse istanze in campo per migliorare la vivibilità dei luoghi in favore di tutti gli attori coinvolti: i residenti, con il loro diritto alla quiete e al riposo, le attività commerciali, che rappresentano un settore importante nell’economia cittadina, e i nostri giovani, che dovrebbero poter vivere la città senza incorrere in situazioni di pericolo, nel rispetto dell’ambiente circostante. Siamo consapevoli che un’ordinanza di questo tipo non rappresenti la soluzione di ogni criticità, ma crediamo che per provare a raggiungere un equilibrio occorra intervenire con alcuni dispositivi di regolamentazione che contemperano diritti e tutele per tutti. Sarebbe un bel segnale se gli operatori economici di tutte le altre zone della città condividessero un’autoregolamentazione degli orari delle loro attività, proprio perché questa ordinanza ha come obiettivo quello di migliorare la vivibilità dei luoghi e se questo accade a beneficiarne sono le stesse attività”.

Di seguito il dispositivo integrale, che ordina:

dalle ore 00.01 del 17/10/2024 alle ore 24.00 del 04/12/2024, salvo proroga, i seguenti divieti di per tutte le attività commerciali, artigiani alimentari per asporto, pubblici esercizi, distributori automatici, commercio in forma ambulante e truck-food, nell’area urbana del cd. quartiere Umbertino in particolare delimitata dalle seguenti strade: secondo corso Cavour, lungomare di Crollalanza (compreso il Molo San Nicola), via Goffredo di Crollalanza, corso Sonnino e via Cardassi, compresi gli esercizi commerciali che insistono sulle stesse vie perimetrali;

1. divieto di vendita e somministrazione per asporto di alimenti e bevande, di qualunque tipo, alcoliche e analcoliche:

a. dalle ore 23.00 alle ore 07.00 dalla domenica al mercoledì;

b. dalle ore 24.00 alle ore 7.00 dal giovedì al sabato;

2. divieto di somministrazione e vendita di alimenti e bevande di qualunque tipo, alcoliche e analcoliche, nei dehors e su tavoli e sedie, che insistono su suolo pubblico, qualunque sia il titolo per l’occupazione:

a. dalle ore 24.00 fino alle ore 07.00 delle giornate successive dalla domenica al mercoledì. Dopo le 24.00 e fino alla chiusura (v. successivo punto 3) la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire esclusivamente all’interno dei locali che dalle 24.00 dovranno avere porte e finestre chiuse per evitare di contribuire all’immissione di rumore nella pubblica via;

b. dalle ore 01.00 alle ore 7.00 nei giorni di venerdì, sabato e domenica. Dopo le 01.00 e fino alla chiusura (v. successivo punto 3) la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire esclusivamente all’interno dei locali che dalle 01.00 dovranno avere porte e finestre chiuse per evitare di contribuire all’immissione di rumore nella pubblica via;

3. si dispone la chiusura di tutte le attività commerciali, artigianali alimentari per asporto, pubblici esercizi alle ore 2.00 e fino alle ore 6.00 salvo che il locale sia dotato di certificato di insonorizzazione e valutazione previsionale di impatto acustico, cosi come disposto dall’articolo 8, comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447;

4. divieto di nuove concessioni di suolo pubblico con dehors, tavoli, sedie e ombrelloni, anche mediante procedura semplificata, nel periodo di vigenza del presente atto in tutta l’area sopra delimitata.

Nel periodo di vigenza dell’ordinanza, spetterà ai competenti organi di vigilanza di effettuare i controlli per il puntuale rispetto delle prescrizioni. Salvo che il fatto non costituisca reato:

a. Chiunque vende e/o somministra alcolici in violazione dei divieti della presente ordinanza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 12.000, ai sensi del comma 2 dell’art 14 bis della legge 125/01;

b. l’inosservanza degli altri obblighi e dei divieti di cui alla presente ordinanza, ai sensi dell’art. 7 bis del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 500.

Inoltre, ai sensi dell’art. 10 del TULPS:

• in caso di violazione di una delle previsioni dell’ ordinanza è disposta la sospensione fino a 3 giorni dell’attività;

• in caso di seconda violazione è disposta la sospensione fino a 20 giorni dell’attività;

• alla terza contestazione per una violazione delle previsioni dell’ordinanza si procederà alla revoca del titolo autorizzatorio.

Musica a palla e risse, all’Umbertino la movida è sempre selvaggia: “Il Sindaco della Notte dorme? Beato lui”

L’esperimento del “Sindaco della notte” per ora è un fallimento. La situazione all’Umbertino non è migliorata, anzi. L’ennesima denuncia arriva dal gruppo Facebook Comitato Salvaguardia Zona Umbertino e risale alla notte tra venerdì e sabato. Musica ad alto volume, macchine e scooter che sfrecciano, gente che chiacchiera per strada, residenti e ristoratori esasperati.

“Dov’era il sindaco della notte. A dormire? Perché sicuramente, non vivendo in questo quadrilatero, il suo sonno è garantito. Una vergogna lunga 10 anni”, lamenta un cittadino sui social. “Altro che inquinamento acustico. Ci sono tutti i presupposti per azione per danni nei confronti dell’ Amministrazione comunale che non assume provvedimenti a tutela del diritto alla salute dei residenti. Il rumore ben oltre soglia è palese”, aggiunge un altro.

E non mancano le risse. L’ultima pare essersi verificata in via Cognetti nella notte tra giovedì e venerdì. Protagonisti 7-8 persone, sono volati calci e pugni tra giovanissimi. Almeno tre sono rimasti feriti, tutti si sono dileguati all’arrivo delle Forze dell’Ordine.