Choc a Bari, le foto del cadavere di Lello Capriati virali nelle chat degli ambienti criminali: sale la tensione

La foto del corpo di Lello Capriati, ucciso il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, starebbe circolando nelle chat e sui social degli ambienti criminali baresi, alimentando le tensioni nella faida tra gruppi rivali.

L’immagine, contenuta nell’ordinanza cautelare notificata il 5 maggio a 14 indagati per reati collegati alla guerra tra clan, sarebbe diventata un simbolo delle vendette incrociate che continuano a segnare il territorio.

Le indagini proseguono per individuare i complici dell’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto al Divine Club di Bisceglie, e i responsabili degli episodi di violenza successivi, tra cui agguati e sparatorie nel Barese. Intanto a Bari vecchia il clima resta teso: tra vicoli affollati di turisti e residenti, cresce la percezione di allerta per il timore di nuove escalation criminali.

Lecce, trovato con un chilo e mezzo di cocaina: arrestato 65enne influencer noto sui social per scherzi virali

Un uomo di 65 anni, originario di Carmiano e residente a Lecce, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dai militari del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria nell’ambito dei controlli sul territorio.

L’uomo è stato fermato nella serata di giovedì 28 marzo perché ritenuto sospetto. Durante la perquisizione, i finanzieri hanno rinvenuto una busta contenente circa 1,5 chilogrammi di cocaina, destinata al mercato locale e dal valore stimato di circa 200 mila euro.

Il 65enne era noto in città anche per la sua attività sui social network, dove pubblicava video di scherzi diventati virali, conquistando una discreta popolarità. Negli ultimi tempi aveva inoltre avviato un percorso di crescita come influencer, affidandosi a un’agenzia di comunicazione.

Al termine delle operazioni, l’uomo è stato arrestato per violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/90 e trasferito nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’indagine è ancora nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo con una sentenza definitiva. L’operazione rientra nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti e nella tutela della salute pubblica.