Bari, il pentito Sabino Pace dei Parisi spiega la sua scelta: “Hanno minacciato di morte me e la mia famiglia”

Dopo aver scelto di collaborare con la giustizia, Sabino Pace, 42enne noto come “Bino” e ritenuto vicino al clan Parisi, ha spiegato i motivi della sua decisione davanti ai magistrati.

Arrestato nell’aprile 2025 nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce sul traffico di droga tra Ginosa e Bologna, Pace ha ammesso il proprio ruolo nel rifornimento di stupefacenti ai vertici dell’organizzazione.

Determinanti per la scelta di “pentirsi” sarebbero state le minacce di morte ricevute, anche attraverso i social, insieme a richieste estorsive fino a 20mila euro. “Se non paghi, ammazziamo te o la tua famiglia”, sarebbe stato l’avvertimento ricevuto.

Nel corso dell’udienza davanti al gup Maria Francesca Mariano, il 42enne ha collegato le intimidazioni a un omicidio avvenuto nel 2024 a Sannicandro di Bari, quello del 19enne Gabriele Decicco. Dopo quel delitto, ha raccontato, anche il figlio sarebbe stato minacciato di morte da un familiare della vittima.

Secondo la Dda di Bari, l’omicidio si inserisce nella faida per il controllo dello spaccio tra il gruppo legato a Pace e quello rivale vicino al clan Strisciuglio. Per il delitto è imputato il 24enne Alessio Gagliardi, ritenuto l’esecutore materiale.

Gli inquirenti ipotizzano che l’omicidio sia stato una ritorsione per un precedente agguato fallito, in un contesto di scontri tra fazioni per il controllo delle piazze di spaccio.

La collaborazione di Pace potrebbe ora rivelare nuovi dettagli sugli equilibri della criminalità organizzata nel Barese e chiarire ulteriormente il contesto in cui maturò il delitto.

Bari, allarme al Policlinico. La denuncia: “Focolaio di scabbia ad Endocrinologia e gravi criticità igienico-sanitarie”

Focolaio di scabbia al Policlinico di Bari presso l’Unità Operativa di Endocrinologia. A sollevare il caso è la UIL FPL (Segreteria Regionale Puglia-Bari-BAT) che, in una nota, ha segnalato con urgenza alla Direzione del Policlinico di Bari le gravi criticità igienico-sanitarie. Secondo le prime ricostruzioni, il focolaio sarebbe partito da un paziente e sarebbero circa 20 le persone contagiate tra infermieri e OSS.

All’interno del documento si fa riferimento ad episodi riconducibili a casi di scabbia, con rischio di contagio per operatori e pazienti, e alla presenza reiterata di blatte nei locali assistenziali e nelle aree di lavoro del personale.

Il sindacato evidenzia che “tali condizioni sono incompatibili con i requisiti minimi di igiene e sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008 e configurano un rischio biologico per i lavoratori e un pericolo per la sicurezza delle cure”.

Viene quindi richiesta l’attivazione immediata di interventi straordinari di sanificazione, disinfestazione e derattizzazione, con verifica documentata dell’efficacia; la valutazione del rischio biologico e l’eventuale aggiornamento del DVR; l’adozione di misure di tutela per il personale esposto, inclusa la sorveglianza sanitaria e una relazione scritta sugli interventi effettuati e sulle tempistiche di risoluzione.

AGGIORNAMENTO ORE 18 –

Il Policlinico replica evidenziando che “sono stati prontamente individuati e circoscritti, dalla Control Room e dalla Direzione sanitaria, quattro casi di scabbia che hanno coinvolto infermieri e operatori socio-sanitari della Unità operativa complessa di Endocrinologia universitaria. Non ci sono casi tra i pazienti ricoverati e tutti sono stati sottoposti in via precauzionale a profilassi. Sono stati inoltre conclusi gli interventi di sanificazione degli ambienti, nel rispetto degli standard di sicurezza per pazienti e operatori”. “Dall’analisi epidemiologica non emergono, allo stato – prosegue il Policlinico – elementi sufficienti per dimostrare che il contagio sia avvenuto in ospedale o durante il turno di lavoro. In via precauzionale sono state comunque adottate tutte le misure di profilassi previste per il personale. La Control Room continuerà a monitorare la situazione”.

Cura il cancro e scaccia satana, finto pastore come Dio. L’ex schiava su Amatulli: “Sfrutta tutti”

Siamo tornati da Giuditta, la donna che per diversi anni è stata succube del pastore, anche perché Amatulli non si è assolutamente fermato e continua a fare “miracoli” con il suo solito e indecifrabile linguaggio. Giuditta ci svela altri retroscena sulla sua “convivenza” con il pastore e Marianna.

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