Furti, rapine e spaccio: 35 avvisi orali a Bari. Tra loro anche la donna che ha aggredito Giuditta a Parco Rossani

Prosegue in modo intenso l’azione della Polizia di Stato nel contrasto al crimine nell’area metropolitana di Bari attraverso l’emissione di un elevato numero di misure di prevenzione personali.

In particolare, nei mesi di luglio e nella prima metà di agosto il Questore di Bari, Annino Gargano, ha emesso 35 Avvisi Orali nei confronti di persone che hanno di recente commesso reati contro la persona, reati predatori (furti, rapine) e reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, sia nel capoluogo che in alcuni comuni della provincia.

Tra questi viene in particolare rilievo il provvedimento monitorio decretato nei confronti della donna di 31 anni, addetta alle pulizie di Parco Rossani, che lo scorso 23 luglio si è resa autrice di un’aggressione violenta ai danni di Giuditta, studentessa 26enne.

L’emissione di tali misure di prevenzione rappresenta un efficace strumento per garantire la sicurezza pubblica e nel contenere i fenomeni criminali che colpiscono la cittadinanza.

Bari, Giuditta aggredita a Parco Rossani: ai domiciliari la 31enne Angela Memoli. È l’addetta ai bagni

La Polizia locale di Bari ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di una 31enne accusata della aggressione ai danni di Giuditta D’Elia, la studentessa di 26 anni picchiata lo scorso 23 luglio nel parco Rossani di Bari.

Si tratta di Angela Memoli, che stando alle indagini degli agenti municipali, con altre tre donne al momento non identificate e con il marito, formalmente indagato, avrebbe picchiato la studentessa, causandole gravi traumi al volto. La donna risponde di lesioni aggravate, non risponde più di rapina.

In una nota, gli investigatori parlano di “aggressione per futili motivi”. Gli elementi a carico dell’arrestata sono stati raccolti tramite l’acquisizione di testimonianze, l’analisi della documentazione disponibile e la ricostruzione della dinamica.

La vittima aveva raccontato l’aggressione con un video sui social, formalizzando poi la denuncia. Stando al racconto della 26enne, ad aggredirla, nei pressi del bagno pubblico del parco, sarebbe stato un gruppo formato da alcuni adulti e anche diversi minorenni, nei confronti dei quali procede la Procura minorile.

Ieri la studentessa, con un nuovo video pubblicato sui social, ha denunciato di essere stata nuovamente bersaglio di insulti e minacce nello stesso parco cittadino.

Aggredita a Parco Rossani, Giuditta denuncia: “Accerchiata e insultata mi hanno urlato che me lo sono meritata”

Giuditta D’Elia, la studentessa di 26 anni aggredita nei giorni scorsi al Parco Rossani di Bari, torna a denunciare sui social un nuovo episodio di intimidazione. La giovane racconta di essere stata avvicinata e accerchiata da due persone in monopattino mentre si trovava nuovamente nell’area del parco, dove sarebbe stata filmata e insultata.

Secondo il suo racconto, le sarebbero state rivolte frasi come «Abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano». La 26enne respinge le accuse, sostenendo che saranno smentite nel corso del procedimento giudiziario, e ribadisce di non aver mai aggredito la bambina coinvolta nell’episodio iniziale.

Nelle sue stories Instagram ha inoltre ripubblicato una foto del volto tumefatto dopo l’aggressione, lanciando un appello alle istituzioni e taggando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Cosa vogliamo fare? Il futuro dei nostri giovani è nelle vostre mani».

Addetti alle pulizie tutti colpevoli dopo il massacro di Giuditta: “Andate a lavare i cessi mafiosi”

Il pestaggio di Giuditta al Parco Rossani di Bari, ha mostrato il campionario peggiore dei social. Tutti gli addetti alle pulizie, colleghi di chi ha aggredito la ragazza, per una folle teoria sarebbero mafiosi, corrotti e per certi versi complici di quel gesto ingiustificabile. Alcuni di loro sono stati personalmente aggrediti. Abbiamo sentito Michele, 23enne che da 5 anni pulisce i bagni pubblici.

Giuditta pestata, arriva la stretta a Parco Rossani: fuori amici e parenti dai bagni pubblici. Le scuse dei dipendenti

Dopo il pestaggio della studentessa 26enne Giuditta D’Elia nei bagni del parco Rossani, la società Haccadueo, che gestisce i servizi igienici pubblici di Bari, ha vietato l’accesso ai locali di lavoro a familiari, amici e conoscenti degli addetti.

La decisione arriva dopo l’aggressione del 23 luglio, che secondo le indagini sarebbe stata compiuta da un’addetta ai bagni e dal marito, entrambi indagati per lesioni aggravate e rapina, al termine di un litigio nato tra la giovane e la figlia decenne della dipendente.

La lavoratrice è stata sospesa su disposizione della società, dopo la verifica richiesta dal sindaco Vito Leccese, e rischia ora il licenziamento. La nuova circolare ribadisce che l’accesso alle aree di servizio è consentito esclusivamente al personale autorizzato.

Intanto proseguono le indagini anche della Procura per i minorenni, che sta valutando il coinvolgimento di alcuni ragazzi indicati dalla vittima come partecipanti all’aggressione.

I dipendenti della Haccadueo hanno preso le distanze dall’episodio con una lettera indirizzata a Giuditta D’Elia, esprimendo solidarietà e scuse. I lavoratori hanno sottolineato che il comportamento della collega non rappresenta l’operato dell’intero personale, ribadendo il proprio impegno a garantire professionalità, rispetto e sicurezza agli utenti. Parallelamente sono stati avviati accertamenti su tutto il personale, mentre il futuro lavorativo della dipendente resta legato anche agli sviluppi dell’inchiesta penale.

Bari, aggressione choc al Parco Rossani. Il grazie della 26enne Giuditta: “L’affetto ricevuto mi sta aiutando a guarire”

A pochi giorni dalla violenta aggressione subita nel Parco Rossani di Bari, Giuditta, la studentessa di Filosofia di Toritto di 26 anni, ha affidato ai social un messaggio di ringraziamento rivolto a quanti le hanno espresso vicinanza e sostegno.

La giovane, che inizialmente aveva denunciato l’indifferenza delle persone presenti al momento del pestaggio, ha raccontato di aver ricevuto nelle ultime 24 ore un’ondata di affetto che le ha restituito fiducia nel senso di comunità. Un pensiero speciale è stato dedicato anche al personale sanitario che l’ha assistita, elogiato per la professionalità e l’umanità dimostrate durante il ricovero.

Nel video, Giuditta ha aggiornato anche sulle sue condizioni di salute, spiegando di aver riportato un trauma cranico, due fratture al naso e la frattura degli zigomi. Oltre alle ferite fisiche, ha parlato della profonda sofferenza emotiva causata dall’aggressione, sottolineando come il sostegno ricevuto rappresenti un aiuto prezioso nel percorso di guarigione.

“Sentirsi parte di una comunità è qualcosa di bellissimo”, ha concluso la 26enne, ringraziando tutti coloro che le sono stati vicini in questo difficile momento.

Cura il cancro e scaccia satana, finto pastore come Dio. L’ex schiava su Amatulli: “Sfrutta tutti”

Siamo tornati da Giuditta, la donna che per diversi anni è stata succube del pastore, anche perché Amatulli non si è assolutamente fermato e continua a fare “miracoli” con il suo solito e indecifrabile linguaggio. Giuditta ci svela altri retroscena sulla sua “convivenza” con il pastore e Marianna.

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