Brindisi, possibile focolaio di salmonella al nido: quattro bambini positivi. Accertamenti dell’Asl

Sono otto i bambini sottoposti a tampone per la ricerca della salmonella nell’ambito degli accertamenti su un possibile focolaio al nido comunale di via Sant’Angelo, a Brindisi. Quattro sono risultati positivi, mentre per uno di loro resta da verificare il collegamento con il nido, essendo più grande di età. Gli altri quattro sono ancora in attesa dell’esito.

Tutti e otto i bambini sono ricoverati nel reparto di Pediatria dell’ospedale Perrino. I primi sintomi sarebbero comparsi martedì, dopo il pasto consumato il giorno precedente, a base di pollo.

Il Servizio Igiene della Asl ha effettuato campionamenti nel centro cottura della struttura, prelevando diversi alimenti, comprese le uova. Altri campioni saranno raccolti lunedì. Al momento non sarebbero emerse irregolarità nella tracciabilità degli alimenti o nelle procedure di preparazione.

Gli accertamenti dovranno ora stabilire l’eventuale collegamento tra gli alimenti consumati e i casi di salmonella. Il nido resta comunque regolarmente aperto e, al momento, non è stata disposta alcuna chiusura.

Maxi intossicazione a Turi, un positivo alla salmonella: ipotesi focolaio e contaminazione incrociata. Uno resta grave

Un campione di feci è risultato positivo alla salmonella, ma non è ancora stato individuato un alimento specifico all’origine dei malori accusati da centinaia di partecipanti al meeting aziendale dell’11 settembre a Turi, nel Barese. Un uomo resta ricoverato in gravi condizioni.

L’Asl Bari prosegue l’indagine epidemiologica e, dagli accertamenti effettuati finora, non emerge una pietanza comune a tutti i partecipanti che hanno manifestato sintomi. Tra le ipotesi al vaglio c’è quindi quella di una contaminazione incrociata, che potrebbe aver interessato superfici, utensili o più alimenti durante la preparazione o il servizio.

La positività alla salmonella rappresenta un elemento che orienta gli accertamenti verso una possibile tossinfezione alimentare, ma non consente ancora di stabilire con certezza la fonte del contagio. In precedenza era stata presa in considerazione anche l’ipotesi dell’Escherichia coli.

Gli operatori sanitari stanno ora ricostruendo il percorso degli alimenti serviti durante l’evento e verificando eventuali criticità nella preparazione e conservazione. Resta inoltre da definire il numero complessivo delle persone coinvolte.

Bari, allarme al Policlinico. La denuncia: “Focolaio di scabbia ad Endocrinologia e gravi criticità igienico-sanitarie”

Focolaio di scabbia al Policlinico di Bari presso l’Unità Operativa di Endocrinologia. A sollevare il caso è la UIL FPL (Segreteria Regionale Puglia-Bari-BAT) che, in una nota, ha segnalato con urgenza alla Direzione del Policlinico di Bari le gravi criticità igienico-sanitarie. Secondo le prime ricostruzioni, il focolaio sarebbe partito da un paziente e sarebbero circa 20 le persone contagiate tra infermieri e OSS.

All’interno del documento si fa riferimento ad episodi riconducibili a casi di scabbia, con rischio di contagio per operatori e pazienti, e alla presenza reiterata di blatte nei locali assistenziali e nelle aree di lavoro del personale.

Il sindacato evidenzia che “tali condizioni sono incompatibili con i requisiti minimi di igiene e sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008 e configurano un rischio biologico per i lavoratori e un pericolo per la sicurezza delle cure”.

Viene quindi richiesta l’attivazione immediata di interventi straordinari di sanificazione, disinfestazione e derattizzazione, con verifica documentata dell’efficacia; la valutazione del rischio biologico e l’eventuale aggiornamento del DVR; l’adozione di misure di tutela per il personale esposto, inclusa la sorveglianza sanitaria e una relazione scritta sugli interventi effettuati e sulle tempistiche di risoluzione.

AGGIORNAMENTO ORE 18 –

Il Policlinico replica evidenziando che “sono stati prontamente individuati e circoscritti, dalla Control Room e dalla Direzione sanitaria, quattro casi di scabbia che hanno coinvolto infermieri e operatori socio-sanitari della Unità operativa complessa di Endocrinologia universitaria. Non ci sono casi tra i pazienti ricoverati e tutti sono stati sottoposti in via precauzionale a profilassi. Sono stati inoltre conclusi gli interventi di sanificazione degli ambienti, nel rispetto degli standard di sicurezza per pazienti e operatori”. “Dall’analisi epidemiologica non emergono, allo stato – prosegue il Policlinico – elementi sufficienti per dimostrare che il contagio sia avvenuto in ospedale o durante il turno di lavoro. In via precauzionale sono state comunque adottate tutte le misure di profilassi previste per il personale. La Control Room continuerà a monitorare la situazione”.