Liste d’attesa, scoppia il caso a Taranto: accessi notturni e prenotazioni cambiate. Sospetti su 50 operatori del Cup

La Procura di Taranto indaga sulle anomalie registrate nel Cup di Taranto, gestito da Sanitaservice, per la gestione delle liste d’attesa. Al centro delle indagini prenotazioni sanitarie cancellate e sostituite nel giro di pochi istanti. In alcuni casi questo sarebbe avvenuto a tarda sera, in piena notte e all’alba.

Il Centro unico di prenotazione è gestito dalla Sanitaservice di Taranto. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, i riflettori sono accesi sui accessi notturni e conseguenti operazioni di cancellazione e immediata ri-prenotazione.

Il sospetto è su circa 50 dipendenti del Cup. I dubbi sono proprio attorno agli accessi effettuati da remoto fuori dagli orari ordinari.

La Procura dovrà accertare quanto accaduto, con l’obiettivo di capire se si è trattato di casi isolati o di un sistema capace di incidere sulla gestione delle liste e sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie.  

LA NOTA DELL’ASL – “A parte la nomina di una commissione interna, che sta svolgendo accertamenti, si sono resi necessari ulteriori approfondimenti demandati ad altri settori tecnici e specialistici, con rappresentazione dei dati ai Nas per gli approfondimenti di competenza. Al momento, comunque, non vi è alcuna denuncia nei confronti degli operatori Cup né segnalazione alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato. La commissione ha condotto una prima analisi sul periodo gennaio-giugno 2025, esaminando un numero consistente di record ed è emerso in un campione significativo di operatori Cup, una pratica ricorrente di cancellazione e immediata ri-prenotazione durante l’orario di servizio. La condotta, pur particolare per frequenza, non è e non implica di per sé un illecito. Dal punto di vista tecnico in tutti i Cup, regionali e nazionali, questa operazione è possibile e rientra tra le funzionalità attuabili nel momento in cui il cittadino intende rinunciare alla prenotazione. Contestualmente sono state riscontrate attività di prenotazione e cancellazione effettuate da remoto in orari non ordinari, riconducibili ad alcuni operatori, questa circostanza ha sollevato ragionevoli dubbi e reso necessari ulteriori approfondimenti”.

Castellaneta, 73enne muore cadendo da barella mentre lo dimettono. L’Asl: “Le spondine erano sollevate”

“Esprimiamo vicinanza e cordoglio alla famiglia e invitiamo alla cautela e alla prudenza nel giudizio fino a quando non emergerà la verità oggettiva su questa triste vicenda”. Inizia così la nota dell’Asl di Taranto in seguito alla morte del paziente di 73 anni, deceduto nei giorni scorsi dopo una caduta dalla barella nell’ospedale San Pio di Castellaneta. 

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesto, nel registro degli indagati sono iscritti tre medici e un infermiere. L’episodio è avvenuto lo scorso 15 gennaio. “Alle ore 17.04 il paziente giungeva con ambulanza 118 in codice arancione. Al triage il paziente, cardiopatico rivascolarizzato, diabetico, affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva in ossigenoterapia domiciliare, riferiva edema periorbitario (gonfiore dei tessuti intorno agli occhi, ndr) ed edema diffuso del viso, negando allergia ai farmaci”, ricostruisce l’Asl.

“Alle 20.46 il paziente è stato sottoposto a un’attenta visita medica con un esame obiettivo negativo sia per la patologia cardiaca-respiratoria sia neurologica, parametri vitali nella norma – aggiunge -. In attesa di completare la terapia e avere il risultato degli esami, il paziente, disteso su una barella con spondine sollevate, è stato collocato temporaneamente nel corridoio che conduce all’osservazione breve. Durante l’attesa l’anziano ha telefonato due volte al figlio chiedendogli di andarlo a prendere perché in attesa di dimissioni”.

“All’improvviso il vigilante in servizio presso il pronto soccorso, accortosi della caduta del paziente, ha allertato i medici e gli infermieri che lo hanno prontamente soccorso, constatando che il paziente era sceso dalla parte finale della barella, riservata ai piedi, e appariva in posizione prona, con le braccia distese lungo il corpo (senza quindi alcun tentativo di ripararsi dalla caduta) – conclude l’Asl -. Il 73enne ha avuto un primo arresto cardiocircolatorio ed è stato rianimato. Poi è stato intubato dall’anestesista, giunto con il cardiologo, e “condotto con urgenza in Radiologia – puntualizza l’Asl – per eseguire una Tac al cranio. Al rientro il paziente è andato in arresto cardiaco irreversibile”.

Ex Ilva, mozione per tutela indotto: via libera della Regione Puglia. Fratelli d’Italia critica Emiliano

Dopo un lungo dibattito, il Consiglio regionale pugliese ha approvato con 26 voti (maggioranza di centrosinistra e due della Lega) una mozione che “impegna il presidente della Giunta” Michele Emiliano, “alla luce dell’incontro convocato” il 17 novembre “a Roma dal ministro Urso, a chiedere al governo l’adozione di tempestivi provvedimenti per il rientro delle 145 imprese nel sistema dell’indotto ex-Ilva”. Inoltre la mozione chiede di “incentivare e rafforzare, con ulteriori iniziative e con certezze finanziarie, i processi di riconversione tecnologica mirati alla chiusura delle fonti inquinanti dell’ex-Ilva, per garantire la tutela dell’ambiente, della salute e l’avvio della produzione dell’acciaio pulito”. La mozione era stata sottoscritta da tutti i capigruppo, maggioranza e opposizione, ma poi il centrodestra ha deciso di non votare. Presenti soltanto due esponenti della Lega. Fratelli d’Italia ha protestato per l’assenza del governatore Michele Emiliano