Serie B, Sudtirol-Bari 0-0: al Druso due squadre in difficoltà. Un punto non regala o toglie nulla

Termina con un pareggio la sedicesima giornata di campionato tra Sudtirol e Bari. Il mancato cinismo dei pugliesi ha determinato un epilogo neutro di gara con un punto in saccoccia. Registrata un’altra prestazione grigia per la squadra di Vivarini. Se Castori ed i suoi improntano la partita su una superiorità fisica i biancorossi la incentrano sul palleggio. Si risvegliano nei minuti finali con qualche azione maggiormente intrepida.

Esordio da primo allenatore per mister Andrea Milani, il vice di Vincenzo Vivarini squalificato alla fine della scorsa partita dal direttore di gara. Un inizio in piena linea con il classico canovaccio del Bari. Palleggi e passaggi tra le linee ma di concreto poco se non nulla. Il Sudtirol la sposta sin dal principio sul lato fisico aspetto principale e rilevante della squadra allenata da Castori. I biancorossi faticano sulle seconde palle lasciando alla squadra di casa la possibilità di prendere sempre più terreno e alzando il baricentro complessivo del gruppo.

“Sei nato con la camicia”. L’espressione popolare serve ad indicare un qualcuno che è fortunato nella sua vita. Il parallelismo con le situazioni che vive il Bari nasce dagli eventi a cui è soggetto. Per la seconda volta di fila i pugliesi si trovano a dover gestire una partita dalla metà del primo tempo in superiorità numerica. Sudtirol in dieci a causa dell’espulsione di Tronchin su fallo ai danni di Pucino al 26′. Dapprima un giallo e successivamente rosso su revisione al VAR. La squadra di Vivarini nemmeno in questa circostanza riesce ad imprimersi. Ci prova Braunoder con cross a taglio in più di un occasione, Gytkjaer di testa, Verreth dal limite e Moncini che grazie alla parata di Adamonis ottiene un calcio d’angolo.

La ripresa evidenzia tutti i limiti tecnici del Bari. I pugliesi pur impattando il secondo tempo in maniera propositiva con Dorval sulla fascia che corre, dribbla e crea sono sprovvisti del bomber che segni i gol. Possesso palla e poca concretezza per gli ospiti. Si continuano a vedere passaggi indietro da parte del centrocampo piuttosto che verticalizzazioni in avanti rapide e incisive. Il Sudtirol avanza a suon di duelli e contrasti ma da ambedue le parti si evidenzia pochezza qualitativa. Milani chiama in causa Pagano, Partipilo e Rao al posto di Moncini, Maggiore e Verreth. Da elogiare la prestazione gagliarda di Kassama. Il difensore classe ’04 è partito dal primo minuto in seguito alle assenze nel reparto difensivo biancorosso. Vicari influenzato e Meroni squalificato.

Serie B. Bari-Pescara 1-1: delfini in dieci e Moncini sbaglia il rigore due volte. Maggiore salva la gara

Un San Nicola silente fa da cornice ad una prestazione imbarazzante della squadra di Vincenzo Vivarini. E’ pareggio tra Bari e Pescara. I biancorossi riescono a strappare un punto agli ospiti in una partita che ha il sapore di drammatico. A segno Di Nardo al 9′ e Maggiore all’82’. Espulso al 30′ Olzer per un fallo ai danni di Dorval. Due rigori sbagliati per i biancorossi che lasciano gli ospiti imbastire il loro gioco.

Una prima parte di gara inerme per il Bari. I biancorossi non riescono ad affermarsi nemmeno quando dall’altro lato del campo si trova l’ultima in classifica. Gli abruzzesi si appropriano del terreno di gioco. Palleggiano, creano ed affrontano Cerofolini a viso duro. Per i primi sette minuti c’è solo il Pescara in campo. Di fatto al 9′ arriva la rete del vantaggio. Cross di Corazza sul primo palo e gol di testa di Di Nardo. Gli ospiti imbastiscono una rete salda sulla quale manovrano il gioco. Al 30′ cartellino rosso. I delfini restano in dieci dopo un fallo commesso da Olzer ai danni di Dorval. La squadra di Vivarini si carica di coraggio ma ciò non basta se dinanzi alla rete le gambe tremano ed il pallone termina sempre fuori. Ci provano Castrovilli e Dickmann ad affrontare Desplanches. Il portiere avversario non sembra percepire alcuna pressione.

La ripresa è un grido disperato. Tonin divora l’ennesima rete del vantaggio per gli ospiti. Al 50′ il Bari perde l’occasione di riportare in parità la partita. Un minuto dopo viene annullata per fuorigioco la rete di Gytkjaer. A dieci minuti di distanza accade l’impensabile. I biancorossi sbagliano per due volte la battuta del calcio di rigore. Il direttore di gara Marcenaro fischia un fallo di Letizia su Braunoder e Moncini si posizione sul dischetto. L’attaccante biancorosso sbaglia, ma l’arbitro sostiene debba ribattersi il rigore. Non contento il numero undici del Bari commette un secondo errore con Desplanches che para in entrambe le situazioni. La svolta arriva all’82’ con la rete di Giulio Maggiore che salva dall’ennesima prestazione indecorosa una squadra che sembra sempre più all’arrembaggio. Accontentarsi di un risveglio negli ultimi rintocchi della ripresa non può e deve bastare. Urge una rapida svolta per evitare un buio pesto.

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Calcio. Voce a Vivarini nel pre Bari-Pescara: “ I delfini hanno anima, non mollano mai. Dovremo fare attenzione”

Ad un mese dal suo esonero sulla panchina del Pescara Vincenzo Vivarini ritrova i delfini. Sarà uno scontro salvezza tra due squadre che occupano le retrovie della classifica. Per il tecnico sarà debutto al San Nicola. Stadio con ultras baresi in diserzione e tifosi ospiti assenti per il divieto posto ai residenti nella regione Abruzzo: “È una gara importantissima per la classifica, per il percorso che stiamo facendo e per i problemi che abbiamo. Dobbiamo dare autostima alla squadra oltre che logica al lavoro che stiamo facendo”.

Un miglioramento esponenziale nella fase di possesso palla. Questo è quello che richiede Vivarini ai suoi. La squadra dovrà iniziare a fornire risposte. Il Pescara, con la peggior difesa del campionato, sarà un avversario insidioso: “Io sto provando a fare una progressione di lavoro aggiungendo tasselli su tasselli. La fase di possesso palla è un fattore determinante. Più sappiamo ciò che dobbiamo fare più portiamo palla nell’area avversaria”.
Guardando lo storico della squadra il focus rimane sulla difesa. I biancorossi però commettono anche altri errori tecnici. La motivazione per Vivarini risiede nel fatto che in questo momento forzando troppo il gioco l’errore si presenta dietro l’angolo.

Sulla situazione dei delfini: “Il Pescara in questo momento ha recuperato giocatori forti per la categoria come Olzer. Hanno altri atleti di livello. La squadra è diversa da quella di Catanzaro. Dovremo fare attenzione. I delfini hanno anima, non mollano mai. Sono ragazzi applicati ed umili. Le problematiche le hanno e su quelle dovremo andare ad incidere”. 

Equilibrio. Un altro aspetto su cui occorrerà lavorare: “Io spero di arrivare ad avere una squadra con sicurezza individuale e globale. Non posso andare a snaturare la natura e le caratteristiche dei singoli giocatori”. Gaetano Castrovilli, fuoriclasse indiscusso e giocatore generoso.

Una carriera che non richiede presentazioni ed una voglia di rivalsa da tanti imprevisti che la vita gli ha posto dinanzi. Un tuttofare per il Bari nonostante la sua figura venga utilizzata maggiormente nelle proiezioni di fase offensiva. Sulla tematica psicologia dello spogliatoio: “Ci sono equilibri particolari. C’è mancanza di esuberanza e di entusiasmo. Sto cercando di lavorare con applicazione e man mano sto riscontrando miglioramenti. Sul campo è chiaro che quando si cambia un allenatore si fa i conti con le idee diverse che vengono proposte”.
Tra gli indisponibili Darboe e rientrerà Maggiore. Tema diserzione ultras: “Non posso entrare nel discorso perché ne conosco veramente poco però io mi aspetto un grande aiuto dai tifosi. Le negatività sono tante e troppe e dovremo fare un lavoro di trasformazione. Il San Nicola per noi è determinante nonostante rispetti le volontà della tifoseria”.

Serie B, Bari-Frosinone 2-3: bottino d’oro per i gialloblù, pugliesi troppo vulnerabili

Pugliesi sconfitti nella tredicesima giornata di campionato. 2-3 per il Frosinone di Alvini in una partita ricca di colpi di scena. A segno Raimondo 12′, Verreth 21′, Bracaglia 27′, Ghedjemis 42′, Castrovilli 45′ + 3′. Scintille sin dai primi rintocchi per le due squadre. Monterisi apre le danze al 2′ con un colpo di testa sugli sviluppi di una punizione laterale. Gytkjaer risponde con una zampata su cross di Pagano. I biancorossi attaccano e trovano la rete, annullata per fuorigioco, all’8′ con Pagano su rinvio di Cerofolini. La squadra di Alvini fa della fase offensiva la sua miglior arma.

Al 12′ sblocca la partita con il gol di testa di Raimondo servito da un abile Monterisi che sugli sviluppi dell’azione riesce a tenere il pallone in gioco con l’esterno servendo così il compagno di squadra. Il Bari accusa il colpo. Le retrovie biancorosse diventano le protagoniste, strano a dirsi, di un clamoroso errore su costruzione dal basso. Questo un clichè considerando che i pugliesi peccano principalmente nel reparto difensivo ancora troppo fragile e lacunoso per poter reggere pressioni costanti. Al 21′ la rete del pareggio. Ci pensa Matthias Verreth che segna su calcio di punizione come un pittore che dipinge la tela. Sguardo rivolto verso il cielo e cuore colmo di emozione per il belga.

I gialloblù non si arrendono, anzi. Al 27′ Calò batte un velenoso calcio di punizione e Bracaglia firma la rete del sorpasso. Gli uomini di Alvini non considerano la partita chiusa ed attaccano i padroni senza sosta. Nell’ultimo quarto d’ora il Bari incassa concedendo agli ospiti la terza rete con Ghedjemis di sinistro. In pieno recupero Castrovilli delizia il San Nicola con una delle sue prodezze. Il pugliese attacca dapprima la profondità e dopo la porta difesa da Palmisani che nulla può sul gol prepotente del 2-3. Un solo tiro in porta nella ripresa per la squadra di Caserta che lascia giocare a tutto campo i gialloblù.  Prossimo impegno in trasferta per il Bari. Sabato 29/11 i biancorossi affronteranno l’Empoli di Dionisi reduce da una vittoria netta per 3-0 ai danni dell’Avellino.

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Il “rumore” di Conte e la “pacatezza” di Magalini: l’enorme differenza comunicativa tra Napoli e Bari

Sono le 22:55 quando il direttore di gara regala il triplice fischio al ‘Philips Stadion’. Gli olandesi passeggiano in casa contro i campioni d’Italia. 6-2 il parziale e tanta rabbia per una prestazione che fa un rumore assordante. “Napoli e i napoletani non devono essere presi per il cul*”. Inizia così lo sfogo di Antonio Conte nel post Psv Eindhoven-Napoli.

Nell’abituale conferenza postpartita il tecnico azzurro analizza senza filtri quelle che sono le difficoltà del momento. Due le sconfitte rimediate in Serie A, la più recente quella dello scorso fine settimana contro il Toro.

Appena sei punti persi in sette gare disputate nel campionato di massima serie; eppure, a Napoli si parla già di rispetto verso la piazza e la tifoseria. Situazione diametralmente opposta per il Bari dove la squadra di Luigi De Laurentiis in otto gare disputate ha guadagnato soli sei punti ma sul fronte pugliese tutto tace…

Lascia interdetti come ancora una volta nessuno abbia espresso a gran voce, come fatto da Conte, il senso di rispetto che si dovrebbe dimostrare verso la tifoseria che compie continui sacrifici per sostenere in lungo e largo la squadra. Ancora una volta nessuno ha analizzato con toni duri e fermi un periodo critico che la società biancorossa sta obiettivamente vivendo.
Alibi e poca concretezza. Per il resto, nulla più.

Le dichiarazioni del DS Magalini nel post Reggiana-Bari non convincono. Si presentano come mera contraddizione passando dal mancato esonero del tecnico Caserta alla puntualizzazione che circa il proprio destino non si potesse dire nulla a causa del mancato confronto, in quel preciso momento, con la società.

Un giro di parole senza fondamenta che trova la sua ciliegina sulla torta con un ritiro di difficile interpretazione. Se Antonio Conte mette in discussione tutti, Giuseppe Magalini punta il dito solo sulla squadra esimendo se, il suo vice e l’allenatore dalle responsabilità: “Alcuni giocatori entrano in campo e non rincorrono nemmeno l’avversario dopo aver perso palla. Così non va” ha dichiarato il DS.
Per il tecnico campano la situazione analizzata ha un epilogo differente: “Siamo andati tutti oltre i limiti, io per primo. Non è facile inserire nove giocatori nuovi ma lo dovevamo fare. Dobbiamo fare un bagno di umiltà”.

Il capitano affonda con la nave suggerirebbero i protocolli, le norme sociali e le consuetudini storiche dell’ambito marinaro. Un discorso semplice, poco complesso eppure che fa fatica a trovare un riscontro in terra pugliese.

La comunicazione in casa Bari si dimostra lacunosa e continua ad essere il principale motivo di spartiacque con una piazza che inizia ad essere realmente satura della situazione. Dulcis in fundo allenamenti blindati e con un alto livello di scorta al seguito della squadra nonostante non si registrino avvenimenti di accese contestazioni da parte del tifo organizzato.
L’Abruzzo si starà preparando ad accogliere anche i campani o Antonio Conte attuerà un altro modus operandi?

Serie B, Reggiana-Bari 3-1: Tavsan, Bozzolan e Lambourde rispediscono a casa i biancorossi

Archiviata anche l’ottava giornata di campionato. Delusione al Mapei Stadium per i biancorossi che subiscono una pesante sconfitta contro la Reggiana di mister Dionigi. 3-1 e poca possibilità di intepretazione. Il Bari impatta bene il match ma la grinta di voler guadagnare i tre punti si affievolisce di minuto in minuto. I biancorossi in corso d’opera perdono terreno ed energie come delle pile scariche che necessitano di essere cambiate. A segno Moncini al 41′, Tavsan al 45’+ 2′, Bozzolan al 70′ e Lambourde all’81’.

Nel primo tempo i pugliesi si comportano da spreconi. Il barese doc Partipilo mal interpreta svariate palle gol rendendo vani i tentativi di un vantaggio iniziale. Il Bari chiude la Reggiana riuscendo a prendere le misure a livello difensivo. Per Dionigi ed i suoi sporadiche occasioni che mai innescano una reale preoccupazione in Cerofolini. La svolta biancorossa arriva al 41′ con l’asse Dickmann-Moncini.

Il duo crea un’azione offensiva tale da raggiungere la rete del vantaggio. Tiro a giro di destro del numero undici biancorosso. Il vantaggio rimediato in procinto della chiusura della prima parte del match viene sprecato. I padroni di casa rimontano nel recupero. Tavsan dribbla Meroni, si ferma e calcia in direzione del portiere biancorosso. Sfortunato Cerofolini nel deviare il pallone. L’azione ampiamente letta trova l’opposizione del braccio destro del biancorosso in fase di allungamento.

La ripresa è calante. Un grave intervento di Nikolaou ai danni di Girma cambia le sorti della partita. Per il direttore di gara Maria Sole Ferrieri Caputi non c’è niente da fare. Il difensore del Bari abbandona il campo. Da questo momento in poi Caserta ed i suoi subiscono un capitombolo clamoroso. La Reggiana ritrova il coraggio ed inizia a guadagnare metro su metro costruendo azioni offensive su contropiede.

Al 70′ Tavsan crossa servendo il compagno di squadra Bozzolan. Per il numero tre della Reggiana stop di sinistro e tiro a giro. I padroni di casa trovano il vantaggio annichilendo sempre più un Bari troppo fragile per reagire al sorpasso. Qualche minuto dopo Cerofolini sradica dalla rete un potente colpo di testa di Novakovich. Questo non basta. All’80’ Lambourde si impadronisce della fascia e percorre in solitaria la metà campo biancorossa. Burgio non oppone resistenza e la Reggiana sigla la terza rete della partita.

Diciassettesimo posto in classifica per il Bari e soli sei punti rimediati in otto partite disputate. La squadra costruita da Caserta appare fragile e priva di una solida ossatura. Lo sprint iniziale dei biancorossi non basta. Gli ospiti si lasciano sopraffare dai padroni di casa con la facilità, e rapidità, di un battito di ciglia. I pugliesi dimostrano di non saper sostenere il peso di un vantaggio. Quale sarà il nuovo alibi di Caserta? L’essere fuori forma di alcuni giocatori o gli eventi imprevedibili che si sviluppano nel mondo calcistico?

 

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Serie B, Bari-Padova 2-1: Cerri nel finale regala la prima vittoria a Caserta. Rimonta al San Nicola

Al San Nicola si torna a festeggiare nella settima giornata di campionato. Tre punti guadagnati grazie al calcio di rigore rimediato da Gabriele Moncini al 71′ ed alla rete di Cerri all’ ’84. Una vittoria necessaria per consentire di smuovere la classifica ma ancora una volta un risultato bugiardo per quel che sono le reali prestazioni di una squadra che vince, ma non convince.

Caserta prova a cambiare le carte in tavola con il 4-3-3 ma l’impatto alla partita non si discosta da quanto mostrato nelle precedenti gare. Nel primo tempo i biancorossi passeggiano. I tentativi di attaccare la porta di Fortin sono contenuti. Ci provano Antonucci, Meroni e Verreth. E’ lampante la difficoltà che il Bari ha nella creazione delle varie fasi di gioco.

I padroni di casa stentano a cercare la profondità rimanendo bloccati nella metà campo. Unici guizzi le reazioni di Verreth inalberato in campo per alcuni passaggi sbagliati dai compagni di squadra e Castrovilli che tenta di destreggiarsi tra gli avversari. La restante parte della squadra non palesa la propria personalità.  I biancorossi non sembrano un gruppo, bensì un agglomerato di singoli. Ogni azione trova il muro del Padova, squadra neopromossa come nel caso della Virtus Entella. Andreoletti ed i suoi imbastiscono il gioco, senza forzare ma con costanza. Il Bari è lento e prevedibile.

La ripresa viene svoltata sin da subito dagli ospiti. Al 50′ Bortolussi attacca Cerofolini in solitaria. Il blitz del giocatore del Padova determina il gol del vantaggio. Assente la difesa del Bari che aveva lasciato le retrovie scoperte. Caserta ed i suoi incassano ma trovano uno spiraglio di luce nel fallo commesso da Capelli nell’area di rigore di Fortin. Cartellino rosso e rigore concesso ai pugliesi. Al 71′ Moncini riporta il match in parità facendo boccheggiare la squadra. Fiamma riaccesa e svolta nel risultato. Il Bari inizia a crederci ed in chiusura la firma di Cerri ben piazzato su cross di Dorval consegna la rete di testa all’ ’84. Vantaggio raggiunto e fine dei giochi.

Il Bari festeggia così la sua prima vittoria proprio nelle mura del San Nicola. Entusiasmo contenuto da parte della tifoseria a cui l’operato di Caserta non convince. L’approccio della squadra men che meno. Il Bari sceso in campo sino ad ora appare ricco di punti deboli e con degli equilibri sottoli. Occorrerà ripartire dalla pausa per cercare di trovare tranquillità ed agonismo in vista del proseguo del campionato. Unico dato certo è che così non va.

 

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Serie B, Virtus Entella-Bari 2-2: Gytkaer salva i biancorossi dall’ennesima figuraccia

Turno infrasettimanale per la sesta giornata del campionato di Serie B. Il Bari di Caserta è stato ospitato a Chiavari dalla Virtus Entella. I liguri reduci dalla sconfitta rimediata contro l’Avellino per 2-0 affrontano i pugliesi con il coltello tra i denti. Il pareggio rimediato, 2-2, è un risultato che va stretto alla squadra di Chiappella che ha dominato interamente il match. I pugliesi si dimostrano dormienti per la totalità della partita ricevendo uno scossone finale frutto forse del timore di lasciare il prato verde con un ennesimo risultato pesante sulle spalle.

Biancorossi mal disposti o realmente confusi? Questo il dubbio amletico. Il Bari nel primo tempo sblocca la partita quasi immeritatamente. Nella prima fase di gioco l’inerzia degli ospiti ha determinato il sopravvento dei liguri. La rete di Matthias Verreth appare come un fulmine a ciel sereno. Il play biancorosso, l’unico con la grinta negli occhi e nei piedi, spiazza Colombi dalla distanza dopo l’uno-due con Pagano. Questa, l’unica azione degna di nota nella prima metà del match. In apertura solo un timido tentativo di Partipilo terminato alto sulla traversa e Moncini in diagonale al 15′. 

Storia differente quella scritta dall’Entella. La squadra di mister Chiappella prende le misure degli avversari ed inizia ad attaccare sin da subito senza timore costringendo in più occasioni i biancorossi a consegnare il pallone tra i piedi di Cerofolini. Al 26′ il fuorigioco di Debenedetti. Il ligure era di poco oltre l’ultimo ed unico difensore del Bari. Il baricentro dei biancorossi in più di un’occasione è risultato troppo arretrato. Conseguenza di ciò è stata la difficoltà degli esterni nel servire il play e l’attaccante centrale.

Tutta un’altra storia nella ripresa. L’Entella non ci sta e preme per riportare la partita in una condizione di parità. Ci riesce sin da subito il “puma” Tommaso Fumagalli che al 48′ in totale solitaria segna con un bordata che buca la rete di Cerofolini. I liguri continuano ad attaccare ininterrottamente come se in palio ci fosse una competizione mondiale. La perseveranza premia i padroni di casa. Seconda rete a distanza di qualche minuto. Andrea Tiritiello compie un autentico capolavoro calcistico. Su palla inattiva dell’ex Bari Benali si coordina e segna di rovesciata.

Il Bari ci prova a cambiare nuovamente le sorti della partita ma le ripartenze trovano sporadicamente una conclusione. Seconda rete annullata all’Entella per fuorigioco di Marco Dalla Vecchia al 73′. Il canovaccio della seconda parte della partita non varia. I liguri giocano ed i biancorossi si difendono. La squadra di Caserta appare confusa e priva di identità. La personalità manifestata durante le prime partite fatica ad emergere ed il prezzo da pagare sono delle sonore figuracce.

I pugliesi riportano la partita in parità con una rete nella mischia effettuata dal danese Gytkaer. Contesa ristabilita e partita salvata in extremis. Quello che è certo è che così non si può andare avanti. Il Bari consegna le chiavi del gioco agli avversari senza troppa fatica trascorrendo gran parte del tempo a difendersi senza aver possibilità di rendersi mai effettivamente così offensiva.

Adesso sarà il turno dell’ultima partita casalinga prima della sosta. Al San Nicola è atteso sabato 4 ottobre alle ore 15:00 il Padova reduce dal pareggio odierno contro l’Avellino.

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Serie B, Caserta alla vigilia di Bari-Monza: “Soddisfatto di Venezia. Castrovilli va gestito è fuori categoria”

Il San Nicola è pronto ad aprire le porte ai biancorossi. Esordio nelle mura casalinghe per la squadra di Caserta che affronterà la seconda retrocessa dal campionato di massima serie: il Monza. La squadra allenata da mister Bianco ha totalizzato i primi tre punti contro il Mantova in una partita dominata nella maggioranza del minutaggio. Esito 1-0 con gol di Izzo. “Cerchiamo di iniziare il campionato in casa con un’ottima prestazione – ha esordito Caserta alla vigilia della partita – A Venezia abbiamo commesso qualche errore di troppo complice anche la bravura dell’avversario”.

Una partita dai due volti quella disputatasi nel capoluogo veneto. Nei primi venti minuti di gioco un Bari sottomesso dalla formazione di casa. Nella ripresa maggior coraggio ed intraprendenza: “La prestazione avuta è stata per me una risposta importante. Parliamo pur sempre di una squadra, il Venezia, con qualità non solo a livello collettivo ma anche analizzata a livello di singoli”. Focus sul prossimo avversario, con un occhio di riguardo verso il tecnico degli ospiti: Paolo Bianco. Con lui Caserta ha condiviso momenti calcistici nell’Atalanta. Tra i due un rapporto di stima ma non solo: “Domani prima di trovare un tecnico, ritroverò un grande amico. Conosco molto bene il suo modo di giocare – ha continuato Caserta – e le caratteristiche che trasmette alle sue squadre”.

Inizia a prendere forma anche il bollettino degli indisponibili: tornerà dal prossimo turno Christian Gytkjær ed in fase di valutazione Cerri. Rao e Castrovilli dovrebbero partire in corso d’opera e non dal primo minuto: “Gaetano va valutato dal punto di vista fisico. Non ho dubbi che le sue qualità in questa categoria c’entrino poco. E’ molto disponibile e volenteroso ed io spero che possa avere una stagione più fortunata delle precedenti”. 

Nella partita di domani il Bari dovrà fare i conti anche con un terzetto difensivo blindato, Izzo-Ravanelli-Lucchesi, che ha concesso al Mantova sporadiche occasioni da gol. I biancorossi dovranno cercare di ovviare al problema trovando un rimedio per abbattere la corazzata: “Non dobbiamo dare molti punti di riferimento. Il Monza è una squadra contro cui dovremo approfittare soprattutto del gioco senza palla. Sono molto fisici quindi ogni occasione dovrà essere quella giusta”. Maggiore cinismo sotto porta e focus sulle palle gol. L’avversario del Bari ha un obiettivo chiaro, ritornare rapidamente nella massima serie.

Il rischio nel quale si potrebbe incorrere è quello che per tentare di svoltare il risultato ci si possa scoprire eccessivamente: “Puoi difenderti anche attaccando. Se concedi troppo all’avversario ti abbassi. Noi dobbiamo essere bravi a leggere le partite. Quando sei in difficoltà la squadra si deve unire.” Dopo l’abituale conferenza, alla presenza di Sindaco e Presidente, si è svolta la cerimonia di intitolazione della tribuna stampa dello Stadio San Nicola a Gianni Antonucci, il ‘professore’. Nell’occasione è stata ripristinata in sala hospitality la targa a Biagio Catalano a cui la sala è intitolata.

 

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Serie B. Esordio negativo per il Bari: i lagunari vincono 2-1. Biancorossi dai due volti

I lagunari battono il Bari. Nella prima partita del campionato di Serie B la squadra di Fabio Caserta si arrende ad un Venezia organizzato e qualitativo. Timorosi in apertura e gagliardi dal sessantesimo in poi, i biancorossi non riescono ad imprimersi allo stadio Pier Luigi Penzo con più di una rete. Vani i tentativi di Sibilli e Braunoder. Beffarda la traversa di Pagano e la rovesciata di Rao allo scadere del recupero durante la ripresa.

Nel corso della partita continui ribaltamenti di fronte ma l’incisività del Bari ha faticato ad emergere. Alla base potrebbero esserci molteplici motivazioni. Fra queste la condizione fisica non ottimale dei nuovi arrivati nel roster biancorosso. Occorre rodare ed acquisire partita dopo partita maggiore sicurezza e più minutaggio.

Quello di questa sera non è un Bari che dispiace, ma appare ancora acerbo. Le idee di Caserta stanno prendendo sempre più forma nonostante contro la squadra di Stroppa i biancorossi abbiano faticato inizialmente a prendere le misure degli attaccanti del Venezia. Il lavoro di Cerofolini tra i pali è stato un mix tra miracoli e gol subiti in una partita ricca di colpi di scena.

Molteplici le reti annullate ai lagunari, ma anche una poesia calcistica scritta da Duncan. Rispettivamente ai minuti 6′, 12′ e 24′ le decisioni arbitrali che hanno previsto la revoca delle reti di Schingtienne per fallo di Adorante su Dimitri Nikolaou, Yeboah per fuorigioco e Bjarkason per fallo precedente ai danni dei biancorossi. A segno per il Venezia Bjarkason al 9′ e Duncan al 42′ che con una cannonata da quasi venticinque metri ha forato la porta di Cerofolini sotto la traversa in alto a destra. Per il Bari la rete è firmata dal biancorosso più chiacchierato del momento: Mehdi Dorval.

Il franco-algerino, la cui situazione sorta al Futbol’nyj Klub Rubin Kazan non ha trovato ancora una spiegazione, ha segnato nell’angolino a destra su assist di Braunoder. Il Bari visto in questa apertura di campionato ha ancora molto su cui lavorare. Rosa da rafforzare entro la fine del calciomercato la cui chiusura è prevista il primo settembre. Convocato ma in panchina Antonucci protagonista nella scorsa stagione nel Cesena dell’ex tecnico biancorosso Michele Mignani.

Il prossimo appuntamento vedrà i biancorossi impegnati allo stadio San Nicola domenica 31 agosto alle ore 21:00 nell’esordio casalingo contro il Monza. La squadra di mister Bianco è reduce dalla vittoria per 1-0 ai danni del Mantova.

Foto: SSC Bari