Turni di 10 ore, paghe basse, alloggi sporchi e freddi. Braccianti sfruttati: arrestato titolare di una cooperativa

Sfruttamento di braccianti agricoli nelle campagne tra Brindisi e Taranto: un uomo, legale rappresentante di una cooperativa, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brindisi al termine di un’indagine coordinata con l’Ispettorato del Lavoro e i militari della Compagnia di Francavilla Fontana.

Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni lavoratori sarebbero stati costretti a turni di circa dieci ore al giorno con paghe inferiori rispetto a quelle previste dal contratto nazionale di categoria. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato condizioni abitative degradanti all’interno di un casolare rurale nella disponibilità dell’indagato, poi sequestrato insieme al mezzo utilizzato per il trasporto dei braccianti.

I lavoratori, secondo l’accusa, sarebbero stati impiegati senza regolare contratto, senza visite mediche e senza formazione in materia di sicurezza, pur utilizzando attrezzature ritenute pericolose. Uno dei braccianti identificati sarebbe risultato inoltre privo di permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

L’inchiesta, definita “lampo” dagli investigatori, è partita alla fine di marzo dopo la denuncia presentata da un lavoratore agricolo. Su disposizione della Procura di Brindisi, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per circa 20mila euro.

Bene confiscato alla mafia, danneggiata cooperativa sociale di Cerignola: uomo rompe vetrata e danneggia infissi

La sede della cooperativa sociale Pietra di Scarto, che nelle campagne di Cerignola (Foggia) opera su un bene confiscato alla mafia e si occupa di integrazione e inclusione lavorativa dal 2010, è stata danneggiata.

Secondo quanto ricostruito grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza, un uomo con il volto coperto ha rotto la vetrata, danneggiando gli infissi, ed è entrato nel laboratorio allontanandosi poco dopo senza portare via nulla.

Nel rompere la finestra, l’uomo si sarebbe ferito visto che i carabinieri, intervenuti ieri mattina, hanno rintracciato diverse tracce ematiche. Ad accorgersi dell’accaduto e a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine è stato Pietro Fragasso, presidente della cooperativa che ha condiviso l’episodio con un video sui social, mostrando i danni.

“Abbiamo raccontato alla città attraverso i social quello che è accaduto – spiega -. Al di là del furto (non è il primo né sarà l’ultimo) è una violazione di un bene collettivo, di uno spazio pubblico che ha un’importanza sociale notevole come tutti i beni confiscati alle mafie e lo abbiamo fatto con leggerezza e ironia senza trasmettere astio e odio”.

“Siamo qui – continua Fragasso – per rendere un servizio alla città, probabilmente anche all’autore dei fatti qualora si ravveda e si trovasse a scontare una pena, perché potremmo essere per lui una risorsa. Continueremo ad andare avanti con il sorriso e la gioia necessaria per svolgere il nostro lavoro, ricordandoci che l’antimafia è gioia di vivere”.

Fragasso sottolinea che “il vetro è già stato sostituito, mentre gli infissi hanno riportato danni più importanti che provvederemo a sistemare. Continueremo a fare i nostri progetti. Né questo, né altri eventuali episodi serviranno a fermare la nostra azione sul territorio”.