Progetto Costa Sud, Sforza: “Persa l’occasione per una vera mobilità sostenibile Bari lontana dall’Europa”

“L’Amministrazione comunale di Bari perde ancora una volta l’occasione per ripensare il modello di mobilità urbana, oggi sbilanciato verso il trasporto individuale autoveicolare e per attuare, mediante interventi materiali e immateriali, un consistente shift modale verso altre modalità di trasporto meno impattanti dal punto di vista ambientale, sociale ed economico e più inclusive, affinché sia garantito il diritto all’accessibilità e alla mobilità a tutti (residenti e fruitori dei nuovi insediamenti che a vario titolo verranno realizzati), indipendentemente dall’età, dal genere e dalle condizioni fisiche degli stessi. Di contro con il PUE viene confermato il modello abituale caratterizzato da viabilità e parcheggi, con tutti i suoi impatti negativi in termini di consumo di suolo, inquinamento ambientale, incidentalità stradale, congestione stradale”.

Inizia così il comunicato stampa a firma di Raffaele Sforza, Presidente e legale rappresentante del Comitato Mobilita2030 che aderisce alla Consulta per la mobilità sostenibile del Comune di Bari.

“Più nello specifico si osserva quanto segue: l’area interessata dal PUE è di 935 ettari con una popolazione di 27.400 abitanti, paragonabile, per numero di abitanti, a Comuni come Modugno, Bitonto, Putignano, Noicattaro, Mola di Bari, Conversano; i dati sulla mobilità sistematica riportati sulla Tavola A.6 e segg, sono relativi al Censimento ISTAT 2011. Sono dati attendibili ai fini degli interventi previsti dal Piano in materia di accessibilità e mobilità? Tali dati hanno tenuto conto anche degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti della Regione Puglia i cui uffici sono stati trasferiti in Via Gentile nella seconda metà del 2011? Di sicuro non hanno tenuto conto degli spostamenti casa-lavoro effettuati in treno dal personale regionale, considerato che la nuova fermata ferroviaria Torre Quetta, dove fermano 44 treni al giorno, è entrata in servizio a ottobre 2016, e che di tale fermata, comunque a beneficio degli abitanti del quartiere Iapigia, usufruiscono anche i dipendenti del Consiglio regionale i cui uffici sono stati trasferiti nella nuova sede di Via Gentile nel 2018; considerato che il completamento e la messa in esercizio della fermata ferroviaria Torre Quetta è stata una iniziativa dell’allora mobility manager aziendale della Regione Puglia per favorire gli spostamenti casa-lavoro in treno e non in auto da parte del personale regionale proveniente anche da Foggia e da Lecce alla sede di Via Gentile e che il PUE prevede l’eliminazione di quella linea ferroviaria, l’abbattimento della fermata Torre Quetta e la trasformazione dell’intero sedime ferroviario in una nuova strada carrabile, quali soluzioni lo stesso PUE Costa Sud ha previsto per non penalizzare dipendenti e visitatori della sede di Via Gentile oltre che gli abitanti di Iapigia che oggi viaggiano in treno e domani non lo potranno più fare? Saranno costretti a riprendere l’auto per andare in ufficio?”.

“L’intera area interessata dalla creazione del parco costiero e dalla costruzione di nuove urbanizzazioni è destinata a diventare non solo un nuovo polo attrattore ma anche un polo generatore di nuovi flussi di traffico. Tanto avrebbe dovuto richiedere una rivoluzione complessiva culturale prima ancora che infrastrutturale, per mettere al centro l’accessibilità e la mobilità di persone e merci, sia a livello di pianificazione che di gestione sostenibile, al fine di ridurre in maniera strutturale e permanente l’impatto ambientale di infrastrutture viarie e traffico veicolare e di aumentare l’offerta di altre forme di trasporto anche con interventi di organizzazione e gestione della domanda degli spostamenti delle persone e non delle auto. Ma così non risulta dagli elaborati progettuali;
il BRT, che non arriva a Torre a Mare, e che avrebbe consentito di trasportare una fetta consistente di fruitori dei nuovi servizi di Costa Sud specie di sera e d’estate non serve l’area, ma si ferma nei pressi del Comando di Polizia Municipale. Come accederanno da ogni dove i fruitori delle molteplici attività ludico-ricreative e del tempo libero che sorgeranno a Costa Sud? Tutti in auto, con aumento della congestione, del rischio di incidenti stradali e della domanda di ulteriori parcheggi auto? Dalla documentazione tecnica e amministrativa esaminata non si rileva nessun riferimento concreto al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) della Città Metropolitana di Bari, valido anche per il Comune di Bari, che addirittura adesso deve essere obbligatoriamente adeguato, ai fini della conformità, al recente Reg. UE 2024/1679 che ha introdotto l’obbligo, a partire dal 2027, di attuare le nuove misure previste per ridurre lo squilibrio modale oggi presente verso il trasporto individuale autoveicolare e aumentare l’offerta di infrastrutture e servizi di mobilità multimodale, collettiva, condivisa (non solo bike sharing e monopattini ma anche car-sharing), intermodale e sostenibile. Secondo il citato regolamento europeo dal 2027, i dati risultanti dal monitoraggio quali-quantitativo dovranno essere trasmessi a Bruxelles, pena l’inaccessibilità ai futuri finanziamenti europei. Il mancato riferimenento al PUMS della Città Metropolitana di Bari vigente è una dimenticanza, oppure lo stesso strumento di pianificazione strategica non ha previsto nulla in termini di riequilibrio modale e di integrazione tra mobilità multimodale e sviluppo urbanistico per trasformazioni urbane come il Piano Costa Sud, all’interno del bacino metropolitano?”.

“Manca inoltre qualsiasi riferimento all’attuazione di misure di Mobility Management, già previste in Italia dal DM 27 marzo 1998 su “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” e segg. e successivamente dalla legge 77/2020 e segg.. Come già chiarito e integrato con il DM 20 Dicembre 2000 recante “Finanziamenti ai comuni per il governo della domanda di mobilità”, art. 1, tutti gli insediamenti destinati a generare flussi di traffico non solo in maniera permanente ma anche temporanea o occasionale, devono dotarsi di piani degli spostamenti, da attuare d’intesa con il mobility manager di area, chiamato a fornire ogni supporto e assistenza al riguardo, anche mediante strategie di persuasione, concessione e restrizione; Perché le attività di Mobility Management non sono state previste all’interno del Piano di intervento, nonostante siano componenti fondamentali e strategiche del PUMS, come già indicato da EPOMM (Piattaforma Europea sul Mobility Management) e dal Ministero Infrastrutture e Trasporti nelle sue Linee guida e negli indirizzi operativi delle attività del Mobility Manager di area?;
la Ciclovia Adriatica, è bene ricordarlo, è una Ciclovia turistica nazionale che collega il Veneto a Capo di Leuca. Quale dorsale del sistema ciclabile nazionale, regionale e locale è stata già acquisita e fatta propria dal progetto regionale Interreg CYRONMED del 2008, dal Biciplan del Comune di Bari del 2013, dal Piano Generale della Mobilità Ciclistica approvato con Decreto 23 agosto 2022 del MIMS, dal Piano regionale della mobilità ciclistica del 2023. E’ inoltre parte essenziale del Sistema Nazionale della Ciclovie Turistiche, la cui pianificazione e progettazione deve essere conforme agli standard nazionali; nel PUE Costa Sud non si capisce bene quale sia il tratto di Ciclovia Adriatica individuato perché nella Tavole 3.88 della Relazione generale a pag. 192 è segnata in rosso e sembra corrispondere al sedime della attuale litoranea da dismettere, che verrà trasformata in ciclopedonale con accesso carrabile ai residenti (sarà forse una strada urbana ciclabile con priorità per le bici? Non si sa), ma a pag. 196, nel paragrafo riguardante la nuova litoranea da costruire sul sedime ferroviario che verrà dismesso è scritto ‘La sezione stradale è pensata per ospitare anche il tracciato in sede protetta della ciclovia Venezia Otranto nel suo tratto barese'”.

“Va chiarita pertanto in maniera esauriente questa questione, tenendo conto che il tratto di Ciclovia Adriatica di interesse per Costa Sud non può essere un tratto a se stante ma deve garantire, secondo gli standard nazionali e di buon senso, la continuità ciclabile sicura e confortevole a nord e a sud, oltre che essere segnalata, riconoscibile, attrattiva. In conclusione, trattandosi il PUE Costa Sud, del più grande ed importante intervento di pianificazione urbanistica dell’Amministrazione comunale di Bari, il fatto che la mobilità delle persone (quella delle merci è stata completamente ignorata) sia stata assicurata da strade e parcheggi anche interrati previsti nelle nuove costruzioni, da tronchi di piste ciclabili e da un TPL insufficiente e da riorganizzare, e non sia stata l’occasione di svolta per attuare in maniera significativa gli indirizzi e le norme europee su riequilibrio modale, multimobilità, mobility management, accessibilità e inclusione per tutti a prescindere da limitazioni di ogni genere, richiede ancora uno sforzo notevole e significativo per colmare il gap culturale che ancora ci separa dal resto d’Europa”.

Bari, via libera alla rinascita dell’ex Reef a San Giorgio. Lido, ristorante e due bar: ecco come sarà – FOTO

La ripartizione Governo e sviluppo strategico del territorio rende noto che è stata pubblicata la determina che approva il rilascio della concessione demaniale marittima, con finalità turistico- ricreativa, avente ad oggetto la struttura a destinazione commerciale per l’esercizio dell’attività di bar e/o ristorazione, già denominata “Reef”, in località San Giorgio, in viale Imperatore Traiano 60, alla Biancofiore S.r.l., come da procedura pubblica espletata.

A giugno scorso, infatti, si era conclusa la conferenza di servizi utile all’acquisizione di tutti i pareri previsti dall’iter autorizzativo da parte degli enti a vario titolo coinvolti nel processo di riqualificazione. Nel frattempo il concessionario ha predisposto tutti gli adempimenti utili per poter sottoscrivere l’atto di concessione e avviare le opere.

“Il processo di rigenerazione urbana di Costa sud si arricchisce di un nuovo tassello, questa volta in partnership tra pubblico e privato con la riqualificazione di un immobile presente sul lungomare che da anni è oggetto di abbandono e degrado – spiega l’assessore alla Blu economy Pietro Petruzzelli -. Ora che tutti i pareri sono favorevoli e il progetto è stato adeguato alle richieste, ci auguriamo che il concessionario possa partire con i lavori per arrivare pronti già la prossima estata con il nuovo volto del Reef, uno degli immobili storici sulla costa di San Giorgio. A ruota, contiamo di aggiudicare la concessione demaniale per l’altro immobile presente, “Il trullo”, il cui progetto sta seguendo la stessa trafila. È evidente come l’avvio dei cantieri di Costa sud e lo sviluppo di una visione di riqualificazione e animazione di una delle zone che fino a qualche anno fa era simbolo di degrado, abbia generato energie e investimenti anche da parte di soggetti privati che con il loro lavoro intendono sostenere la crescita della città. Nel frattempo continuiamo a lavorare nella zona a nord di Bari, dove siamo pronti ad avviare le stesse procedure per l’ex Ancora, la Mitil Adriatica e il Galeone, siti che possono rappresentare per il lungomare nord una nuova offerta per attrarre turisti e cittadini”.

IL PROGETTO

L’obiettivo dell’amministrazione comunale, alla base della procedura pubblica, è la riqualificazione e valorizzazione dell’immobile ex Reef e della relativa area esterna, finalizzata a ospitare un’attività di bar e ristorazione con servizi di eccellenza, mediante un approccio etico ed ecologico del paesaggio di riferimento. L’immobile sarà interessato da lavori di ristrutturazione edilizia con interventi su strutture, impianti, involucro edilizio e modifica degli spazi interni. Gli interventi sono finalizzati al miglioramento della qualità architettonica e paesaggistica dell’edificio e dell’area di pertinenza, all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale. Essendo inoltre l’edificio inserito nell’ambito del piano urbanistico Costa sud, oggetto di lavori, i progettisti hanno scelto di ridurre l’area destinata al parcheggio per diminuire l’impatto che lo stesso avrebbe sul paesaggio costiero, a vantaggio di una sensibilizzazione all’uso della mobilità lenta, dei parcheggi di scambio e dei veicoli elettrici, per cui è prevista la dotazione di colonnine di ricarica. Un servizio di car-valet, con navetta elettrica, supporterà gli ospiti della struttura che sceglieranno di utilizzare i parcheggi di scambio del parco costiero. L’area di pertinenza sarà quindi per buona parte de-impermeabilizzata a vantaggio di un giardino di macchia mediterranea.

Le nuove strutture previste sulle aree esterne di pertinenza del ristorante sono tutte poggiate al suolo e amovibili. In particolare le pedane che compongono le tre terrazze esterne (ristorante, bar, solarium) sono realizzate con doghe in legno riciclato composito fissate su una sottostruttura in alluminio. Il sistema di ombreggianti (vele), invece, prevede l’installazione di una struttura realizzata con pali in acciaio a sezione circolare verticali che saranno opportunamente fissati su zavorre in materiale lapideo poggiate su suolo e nascosti dalle pedane delle terrazze (zona dehor, ristorante e bar). Nella proposta progettuale sono inclusi pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, sia per i bagni sia per le docce che si vogliono inserire, per usufruire della parte “lido” nella stagione estiva. L’immobile ospiterà un ristorante “upscale” interno (circa 90 coperti), un bistrot/pizzeria in terrazza (circa 90 coperti), un cocktail bar interno e uno esterno a servizio degli ospiti che utilizzano il solarium. La superficie interna lorda a disposizione è di circa 650 mq, di cui 300 mq destinati alla sala e i restanti ai servizi per la preparazione, servizi igienici, depositi e locali tecnici. L’area esterna invece, dedicata agli ospiti, si divide in tre zone: la terrazza del bistrot/pizzeria, la terrazza del bar e l’area solarium. La terrazza esterna del bistrot sarà allestita come l’estensione verso il mare della sala del ristorante. Nel passaggio dall’interno all’esterno cambierà anche la percezione dell’architettura: la pavimentazione in legno, il sistema di vele ombreggianti e l’orizzonte aperto sul mare rimandano all’idea di una barca a vela e della vita sul mare. La terrazza ha una superficie di circa 175 mq sulla quale sarà possibile distribuire tavoli fino a novanta coperti, buona parte dei quali, protetti dall’ombra delle vele, potranno essere utilizzati anche nelle giornate più calde.

La seconda terrazza, quella del bar all’aperto, di circa 70 mq, consente di posizionare l’attrezzatura bar (banco e retro-banco) oltre a tavolini ed è coperta dalle vele ombreggianti. Il banco del bar e il retro-banco saranno identici a quelli del bar interno e saranno punto di riferimento per gli aperitivi informali o serviti ai tavolini e anche di servizio per gli ospiti del solarium. Di qui si accederà all’area dedicata al solarium: ampi ombrelloni e lettini distribuiti su prato naturale (circa 170 mq) e su pedana in decking (circa 95 mq). Le tre terrazze saranno realizzate in decking di legno riciclato composito, in appoggio sul suolo. Dall’area bar e dal solarium si accederà, attraverso una passerella in legno, a una piattaforma galleggiante sull’acqua, anch’essa in legno, che consente l’accessibilità al mare e si configura come possibile approdo per piccoli natanti.

Nella restante gran parte dell’area esterna ci sarà spazio per il verde che prenderà il posto di asfalto e cemento. Un giardino di macchia mediterranea di circa 500 mq rappresenterà il filtro verde tra l’area parcheggio a est, l’area del bar all’aperto e il solarium. Il giardino accessibile degrada fino a diventare prato nell’area solarium e in altre zone interstiziali. Cespugli di macchia mediterranea saranno piantumati intorno ai confini, in modo da garantire la privacy e occultare le auto del parcheggio sia dalla strada sia dalle aree interne.

Il progetto prevede l’eliminazione della totalità delle terrazze in cemento e della parte in conglomerato bituminoso e piastrelle ceramiche e la loro sostruzione con materiali e tecniche costruttive che garantiscano la permeabilità. L’area carrabile e di parcheggio sarà realizzata con pavimentazione permeabile in autobloccanti fotocatalitici con vegetazione interstiziale. Complessivamente la riduzione delle aree impermeabili sarà circa del 95%.

Per quanto riguarda il progetto paesaggistico, si è scelto sviluppare una vegetazione adatta a sopravvivere alla salinità e ai venti marini, inserendo in modo diffuso una selezione di piante integrandole con sistemi di passerelle e fornendo allo spazio sulla costa servizi ecologici quali ombreggiatura e qualità estetica. Saranno messe a dimora piante della macchia mediterranea, garantendo così la continuità ecologica del territorio, permettendo in questo modo anche il rifugio della fauna selvatica. La vegetazione intorno ai parcheggi e lungo i muretti di confine dovrà mitigare l’impatto paesaggistico delle auto e ridurre l’introspezione. A ridosso delle aree parcheggio è prevista la piantumazione di Tamerix gallica, un arbusto semisempreverde con tronco corto, spesso incurvato, chioma verde e irregolare e piccoli fiori di colore biancastro o rosato. Lungo i muretti di confine del lotto saranno messi a dimora esemplari di fico d’India, specie molto diffusa in area mediterranea che assolve la funzione di protezione dalle intrusioni.

Bari Costa Sud, via libera al progetto di Parco Valenzano. Leccese: “Onda verde collegherà la citta al mare”

Questa mattina il sindaco e il direttore della ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio Pompeo Colacicco hanno consegnato ufficialmente le aree di cantiere del lotto 4 “Bari Costasud, parco costiero della cultura, del turismo, dell’ambiente” – parco Valenzano.

Alla sigla del verbale di consegna presenti gli assessori della giunta comunale coinvolti nella realizzazione dell’opera, la presidente del I Municipio e i responsabili dell’ATI esecutrice dei lavori, composta da Euroambiente S.p.a.(Mandataria) e Imprendo Italia S.r.l. (Mandante). La progettazione, invece, è stata curata da R.T.P. LAND ITALIA S.R.L. – FINEPRO S.R.L. – M+M Architetti Associati – TECHIN S.R.L. – GIRARDI.

L’importo complessivo previsto per l’opera, come da quadro economico, è di 12.605.919,89 euro. La fine dei lavori è prevista entro il 31 dicembre 2026.

“Il progetto del lotto 4 è l’esempio naturale di alcune delle direttrici che hanno ispirato il programma di Costa sud e che rappresentano i punti fermi che andremo a inserire nel nuovo PUG, la rinaturalizzazione del sistema delle lame che diventano corridoi in grado di unire la città esistente al mare – spiega il sindaco -. Il cosiddetto parco Valenzano nella sua composizione ci permetterà di creare un parco lineare lungo i due argini della lama e un parco reticolare nell’area a monte, che di fatto confluiranno in una grande onda verde che sfocerà nel nostro mare. Sono particolarmente contento di poter dire che anche in questo lotto l’impronta verde sarà dominante: è prevista, infatti, la piantumazione di circa 1.800 alberi a medio e alto fusto che avranno un impatto importante nell’ecosistema della zona, con un forte effetto di ombreggiamento che, soprattutto nelle nostre aree dove il clima si va surriscaldando, è fondamentale. Oggi, infatti, siamo chiamati a ripensare i nostri stili di progettazione urbana che dal classico “giardino all’Italiana” deve virare più su veri e propri rifugi climatici che servono non solo per il riparo dalla calura ma anche per la creazione di ossigeno, e quindi a contrastare l’inquinamento atmosferico. Questo intervento, che sta per partire a breve, insiste su un’area fortemente degradata, per decenni percepita negativamente dai cittadini sia per lo stato di abbandono in cui versa sia per la sua naturale propensione alla separazione di due porzioni della città. Una percezione cha da sempre ha oscurato quella che è la funzione di sicurezza idraulica della lama, fondamentale per la città. Un ulteriore elemento di valore di questo lotto per noi è rappresentato dall’essere riusciti a integrare in toto anche l’esperienza di Orto gentile che, in maniera innovativa per Bari, ha incarnato lo spirito di quel patto città-campagna verso cui lo sviluppo della città in alcune zone è oggi orientato”.

IL PROGETTO

Il sito del lotto 4 si sviluppa su una superficie di circa 21 ettari e prende il nome dal canale Valenzano, prosecuzione canalizzata di una lama che sfocia nel mare Adriatico. L’area attualmente ospita svariati manufatti e architetture, tra cui il Sacrario militare dei Caduti d’oltremare e si identifica come un’area di rilevanza per la fauna migratoria, essendo un sito di nidificazione del fratino.

Il canale Valenzano, parte del sistema delle lame del barese, appare ora come un elemento urbano divisorio, in quanto crea una discontinuità urbana tra la sponda sinistra e il quartiere Japigia, la sponda destra con il parco agricolo e le zone periurbane e nella sua continuità verso il mare privo di opportunità di riconnessione verso gli elementi e le eccellenze ambientali poste trasversalmente all’andamento della costa. La rilettura della localizzazione dell’intervento, pertanto, si focalizza su tre temi principali:

– Natura: la riconnessione del tessuto ambientale dall’entroterra e dal Parco delle Murge al mare Adriatico attraverso i sistemi delle lame e, in particolare, la lama e il canale Valenzano;

– Città: attraverso la riconnessione del tessuto urbano e la massimizzazione degli attraversamenti del canale Valenzano;

– Cultura: attraverso l’incremento della biodiversità e lo sviluppo della connessione tra i servizi esistenti.

Il progetto, quindi, si identifica in un’”Onda Verde”, un nuovo collegamento trasversale alla linea di costa e parallelo al canale Valenzano che sfrutta le due sponde del canale per creare un nuovo corridoio di biodiversità e di riforestazione urbana che massimizzi la potenzialità di un collegamento ecologico verso il mare.

L’intervento rafforza e sviluppa localmente la qualità e la quantità di verde fruibile, andando così a costituire un sistema verde diffuso per concentrazione di interventi, ma contemporaneamente unitario per percezione, di grande importanza per la valorizzazione ambientale, ecologica e sociale della zona.

Leitmotiv è il verde, che diventa il vero elemento di coesione tra città e fiume, rafforzando la relazione uomo-natura ed evidenziando i benefici che il verde può garantire all’uomo.

Nelle differenti fasi progettuali sono state accolte una serie di prescrizioni fornite dagli enti coinvolti in sede di conferenza di servizi e, come richiesto dal Comune, nella progettazione esecutiva sono state introdotte delle richieste di integrazione effettuate dall’associazione Orto gentile, per cui parte del parco è stato rispristinato allo stato attuale per permettere la sopravvivenza di questa esperienza agricola sull’area. In particolare, sono stati stralciati dei percorsi pedonali e ciclabili e una pozione di opere a verde nell’area sud del Parco.

Il nuovo parco Valenzano, che ha come obiettivo la massimizzazione dei collegamenti ecosistemici e urbani, è quindi diviso nei seguenti ambiti di intervento: il Canale Valenzano con le sue sponde, il nuovo parco di riforestazione urbana come struttura principale del progetto. Questo vede la piantumazione di circa 1.800 nuovi alberi di medie e grandi dimensioni e include percorsi pedonali, ciclopedonali e ciclabili tra cui anche due fasce lungo il canale che hanno la duplice funzione di percorso sul “lungo canale” e percorsi di accesso per i mezzi di manutenzione. Sarà integrato anche un sistema di piazze come punti di arrivo e partenza dei percorsi. Questo sistema di piazze consentirà anche di superare i limiti delle preesistenze infrastrutturali (come la ferrovia), creando dei punti di arrivo che separano il parco dalla percorrenza continua del sistema degli assi urbani e infrastrutturali.

Il parco lungo il canale ha l’obiettivo di creare continuità tra le due sponde generando un sistema di spazi, ambienti di sosta e nuovi attraversamenti che abbiano rispondenza tra i due lati del Valenzano, mettendo in stretta correlazione il quartiere di Japigia con la sponda destra. Verranno inclusi anche un nuovo attraversamento ciclopedonale a mezzo di un ponte in legno lamellare che estenderà l’asse di via Peucetia verso via Martiri di Marzabotto e via Giuseppe Papalia e una rivisitazione della viabilità del ponte di via Gentile per inserire dei percorsi ciclabili e pedonali in sede propria che consentano l’attraversamento in sicurezza.

Come anticipato, all’interno del parco verrà mantenuta e integrata la realtà di agroecologia sostenibile, Ortogentile. Quest’area manterrà, quindi, la sua vocazione orticola nonché la gestione da parte di associazioni. È previsto il mantenimento della cascina, degli alberi esistenti e di un’area dedicata all’apicoltura. Verrà realizzata, in accordo con la committenza, un’area pavimentata in terra battuta nei pressi della cascina e realizzato un filare alberato di completamento lungo il lato del canale. Il parco reticolare si sviluppa come una rete di percorsi e piccole piazze di aggregazione che massimizzano la porosità urbana e consentono di attivare gli spazi agricoli ora in disuso o sottoutilizzati. Si configura anche come luogo di aggregazione della comunità locale, identificando e creando nuovi spazi di sosta che definiscono queste aree come un parco “agro-sociale”. Il parco reticolare si interfaccia con il parco Valenzano attraverso una serie di landing che consentono di legare i due ambiti definendo degli spazi di sosta e sarà affiancato e supportato, nella sua definizione agronomica e paesaggistica, da filari alberati da frutto che attiveranno anche gli spazi di margine delle aree agricole. I “giardini urbani” promuoveranno e svilupperanno il contesto esistente, attraverso l’integrazione di nuovi alberi che re-inverdiranno gli ambiti esistenti, promuovendo una nuova natura. I giardini urbani integreranno funzioni disparate, tra cui zone di aggregazione e sosta e zone attrezzate per usi sportivi, piste ciclabili e un’area camper a diretto contatto con il parco Valenzano. Verranno inoltre valorizzati i parcheggi esistenti, che contano circa un centinaio di posti auto, che saranno integrati con una vegetazione coerente al nuovo parco.

La paletta di vegetazione è stata scelta per svariate ragioni, sia climatiche che di contesto. In primo luogo, è stato considerato in termini temporali il medio e il lungo termine e la necessità di selezionare vegetazione che possa resistere ai cambiamenti climatici e a lunghi periodi di siccità. In secondo luogo, l’attenta selezione della vegetazione consente di garantire continuità attraverso i diversi ambiti progettuali. La scelta delle specie vegetali è una delle azioni principali per rispettare i caratteri naturalistici del luogo, dona una specifica identità a ogni singolo ambito attraversato, pur nel rispetto dell’armonia complessiva, vertendo principalmente la scelta su specie autoctone e caratteristiche del contesto di riferimento localmente reperibili ed escludendo specie allergeniche o soggette ad attacco di parassiti.

Le diverse tipologie di verde da irrigare saranno servite da settori separati così da adeguare l’adacquamento e la tipologia di erogazione all’effettivo fabbisogno idrico. Il funzionamento dell’impianto sarà completamente automatico, in quanto comandato da centralina di programmazione elettronica. Attraverso la programmazione delle elettrovalvole sarà possibile regolare il volume d’acqua erogato nelle varie zone, a seconda delle esigenze della vegetazione. La scelta dell’impianto di irrigazione per le differenti aree trattate a verde è stata progettata prendendo in considerazione i loro fabbisogni.

ARREDI URBANI

All’interno del parco lineare si collocheranno due tipologie di aree attrezzate. Sul lato sinistro, dove la fascia di parco è più stretta, verranno realizzati dei playground per l’attività sportiva e l’allenamento all’aria aperta. La conformazione di questi campi sarà piuttosto geometrica: andranno a ritagliare le aree di gioco come se fossero delle radure all’interno della trama vegetazionale e verranno collocati in serie, in modo da essere raggiunti facilmente dal percorso ciclo-pedonale che costeggia il canale. Si prevedono:

1. un campo di calcetto;

2. un campo di street basket;

3. un campo di pallavolo;

4. un’area per il fitness outdoor.

Sul lato destro, invece, le aree ludiche assumeranno conformazioni più libere, definite dalla rete dei percorsi presenti nel parco.

Le aree ludiche, partendo dalla linea di costa, saranno così caratterizzate:

1. area con giochi di sabbia per i più piccoli, che richiami dal punto di vista materico e tematico la vicinanza con la spiaggia;

2. area per la scoperta, per bambini più piccoli e ragazzini, che propone sfide fisiche e interattive;

3. area con altalene, in cui il tema del dondolio è caratterizzato con attrezzature di vario tipo;

4. area intergenerazionale, in cui vi sono attrezzature per la ginnastica dolce e giochi in cui persone di varia età possano giocare insieme o contemporaneamente in armonia.

PADIGLIONE MULTIFUNZIONE

Nella piazza campestre presente all’interno del parco reticolare si prevede la realizzazione di un padiglione multifunzione, con superficie di circa 200 mq. Il padiglione è costituito da un parallelepipedo che, con la sua geometria regolare, richiama le linee pure delle architetture locali. Il padiglione ospiterà un bar, una sala polifunzionale, servizi igienici, depositi e spazi tecnici a servizio del parco. Il padiglione avrà una terrazza coperta in prossimità del chiosco. Sarà realizzato in x-lam e le pareti esterne saranno caratterizzate dall’alternanza del tinteggio bianco e di un rivestimento dogato in listelli di alluminio effetto legno.

STRUTTURE

Gli aspetti di natura strutturale delle opere previste riguardano principalmente un padiglione, tre torrette belvedere (e birdwatching) e una passerella in forma di ponte ciclo-pedonale, localizzata in attraversamento del canale Valenzano, quale collegamento tra via Peucetia e l’argine alla destra idraulica corrispondente nell’area d’intervento ove sarà realizzato il bosco detto “Onda verde”.

Il padiglione è localizzato in un’area già urbanizzata e sistemata a parcheggio pavimentato in conglomerato; ha dimensioni in pianta pari a circa 257 mq di ingombro strutturale, con un corpo parallelepipedo di 20 x 10 ml di lato e un’altezza utile interna di circa 3 ml e quindi in volume di circa 600 mc – accostato a un volume tecnico e gradonata con funzione di accesso alla terrazza panoramica praticabile, con dimensioni d’ingombro pari a 5 x 10 ml.

Le torrette belvedere si presentano come strutture semplici di pianta quadrata di lato 3×3 m poggiate su un graticcio di travi di fondazione in cemento armato. La sovrastruttura in elevazione è costituita da quattro pilastri d’angolo in legno che sosterranno le azioni di carico verticali di due impalcati lignei con tavolato di rivestimento. Il primo piano è accessibile attraverso una scala a rampa lignea. La struttura è inoltre progettata per portare anche azioni orizzontali (es. vento) attraverso un sistema di controventature in acciaio nelle zone prive di aperture.

La passerella è caratterizzata da due travi curvilinee in legno lamellare che trasmettono i carichi verticali e orizzontali a due basamenti di fondazione da realizzarsi in calcestruzzo armato. La passerella trasmetterà i carichi verticali su pilastrini lignei gravanti lungo lo sviluppo delle travi e poggerà su una doppia orditura di arcarecci lignei. La struttura nel complesso è anche in grado di portare carichi orizzontali attraverso un sistema di controventi realizzato attraverso tiranti in acciaio.

Bari Costa Sud, approvato il progetto del parco a Torre Carnosa: “Avvio dei lavori entro l’estate”

La Giunta comunale ha approvato  il progetto definitivo del Lotto 3 “Parco costiero Torre Carnosa” nell’ambito del programma di riqualificazione urbana “Bari Costasud, Parco Costiero della cultura, del turismo, dell’ambiente” presentato da  DODI MOSS S.r.l. aggiudicatario dell’accordo quadro per il lotto su indicato che di fatto prevede la riqualificazione naturalistica della fascia litoranea, con interventi di piantumazione, nuova rete di percorsi misti ciclopedonali e riprofilazione e parziale ridisegno del tracciato della strada litoranea.

Ad oggi gli uffici della Ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio stanno procedendo con l’avvio della procedura relativa alla progettazione esecutiva, a carico della stessa Dodi Moss S.r.l. e con l’attività necessaria di acquisizione delle aree tramite procedimento di espropriazione per Pubblica Utilità, dato che le opere dell’intervento in oggetto, in agro di Bari, sono localizzate parzialmente su suoli di proprietà privata. A tal riguardo, la stessa Ripartizione proprio sul lotto 3 ha avviato con esito favorevole una serie di accordi con i proprietari delle aree ( circa il 30% del totale della superficie da espropriare) che prevedono l’applicazione del meccanismo perequativo con il riconoscimento ai proprietari dei diritti volumetrici ridotti, da far valere in altre aree della città, già previste dallo stesso Piano urbanistico esecutivo Bari Costa sud. Infine in fase di progettazione, è stato rimodulato il quadro economico dell’opera che quindi si articolerà in due stralci, funzionalmente autonomi, il primo in via di realizzazione nell’ambito dello stanziamento disponibile (per €11.478.088,53) e il secondo, comunque ancillare al primo, da realizzare in una seconda fase, eventualmente attingendo alle economie di appalto, previa intesa con l’Ente finanziatore.

“Stiamo seguendo passo passo tutte le fasi di avanzamento del progetto di Costa sud – spiega il sindaco di Bari -. La fase autorizzatoria è quella più lunga che di fatto rallenta l’iter dell’opera ma entro l’estate contiamo di far partire sia il cantiere del lotto 3 che interesserà le aree di Torre carnosa sia il cantiere del Lotto 4 per cui nelle prossime settimane procederemo con la consegna delle aree e l’avvio dei lavori nella zona del canale Valenzano. Parallelamente gli uffici stanno provvedendo, con non poca fatica, all’esproprio di tutte le aree interessate dai lavori con il contestuale azzeramento delle capacità edificatorie previste nella zona dal previgente strumento urbanistico (per circa 500.000 mc). Proprio su questo lotto abbiamo sperimentato il meccanismo della perequazione, raggiungendo un accordo con diversi proprietari dei suoli interessati che si sono visti riconosciuti i loro diritti, seppur ridimensionati di oltre il 50% e arretrati in altre zone. Questo sarà lo schema che vorremmo orientasse tutta la nuova programmazione urbanistica della città”.

IL PROGETTO

Il lotto 3 si sviluppa sulla piana costiera tra la ferrovia e la costa bassa rocciosa, attualmente affiancata dalla strada carrabile litoranea. Lo spazio compreso tra ferrovia e strada carrabile è uno spazio prevalentemente rurale, caratterizzato dalla presenza di orti costieri in abbandono, incolti o in stato di incuria e immobili in condizioni di degrado. Il progetto di riqualificazione parte da alcuni obiettivi fissati dal piano di fattibilità tecnico economica elaborato in partenza dal raggruppamento dei progettisti aggiudicatario del concorso di idee promosso dall’amministrazione comunale.

Tra gli obiettivi della riqualificazione dell’area indicata come Torre Carnosa, che dà il nome al progetto del lotto “Parco costiero Torre Carnosa” ci sono: la riprofilazione della sezione stradale, il parziale ridisegno del tracciato della litoranea, la creazione di una nuova rete di percorsi misti ciclo-pedonali, nuove aree attrezzate, la riqualificazione naturalistica della fascia litoranea, interventi di piantumazione e nuove attrezzature per l’accesso all’acqua così da valorizzare la lunga scogliera sul mare.  L’intervento si configura come il progetto di un grande giardino sul mare che si interfaccia con la città esistente, apportando i suoi benefici in termini microclimatici e di qualità paesaggistico/ambientale e dell’abitare.

Nella stesura del progetto definitivo si è tenuto conto dei seguenti criteri generali:

·                      Rispetto dei vincoli specifici d’area (vincolo paesaggistico e ferroviario) e delle prescrizioni già emerse nei confronti degli altri lotti;

·                      Rispetto delle indicazioni di tutela del paesaggio per l’ambito costiero con mantenimento del percorso litoraneo;

·                      Eliminazione dei manufatti incongrui e ridisegno dei rapporti con le proprietà private esistenti da mantenere;

·                      Progetto paesaggistico che rappresenta una evoluzione delle componenti positive dello stato dei luoghi con la valorizzazione degli ambienti di gariga, di macchia mediterranea e la creazione della pineta;

·                      Progetto del verde sostenibile tramite l’utilizzo di specie autoctone, non soggette a fitopatie, e conferma dell’assetto complessivo del sistema del verde e prosecuzione della pineta;

·                      Progettazione degli spazi rispettosa dell’ambiente: previsione di interventi massicci di de-pavimentazione, smaltimento delle acque meteoriche in loco, forestazione urbana, illuminazione adattiva;

·                      Progettazione dei manufatti rispettosa dell’ambiente: chioschi,  pedane solarium e discese a mare, prefabbricabili e reversibili;

·                      Utilizzo degli stessi manufatti previsti per gli altri lotti per i chioschi e adeguamento di quelli destinati ai servizi igienici per avere manufatti omogenei esteticamente;

·                      Qualità degli spazi pubblici, alto livello di comfort, chiarezza dei percorsi, varietà dell’offerta delle attività sportiva e ricreativa;

·                      Progettazione improntata sui i principi dell’universal design per la fruizione da parte di una utenza il più ampia possibile, progettazione volta all’inclusività dalla impostazione progettuale iniziale al dettaglio.

Per quanto riguarda il nuovo assetto della viabilità, il progetto prevede di mantenere la viabilità carrabile nel suo sedime nel settore orientale e arretrarla allontanandola dalla costa nel settore occidentale del lotto 3. Il progetto definitivo prevede, quindi, di inserire corsie ciclabili nel settore est, sul sedime carrabile esistente, e traccia il percorso carrabile allontanandolo dalla costa nella parte occidentale del lotto, risolvendo i rapporti spaziali con le proprietà private presenti e in via di ristrutturazione. Nel settore ovest il percorso ciclabile viene mantenuto lungo costa, dove la vecchia carrabile lascia spazio ad una ampia passeggiata lungomare. Di fatto la soluzione adottata permetterà in futuro (scenario 1 di PFTE) di raggiungere l’obiettivo di rendere l’asse viario completamente ciclopedonale e aperto solo a un uso carrabile per i mezzi di soccorso e i frontisti. La viabilità carrabile resterà attiva fino a che non sarà realizzata la nuova viabilità sul sedime della ferrovia e verrà poi declassata a pedonale e ciclabile e in sede propria. Il lungomare potrà diventare esclusivamente pedonale eliminando la segnaletica della pista ciclabile. La realizzazione della passeggiata lungo costa sarà ottenuta con un intervento di de-pavimentazione e de-impermeabilizzazione che vedrà l’asportazione della pavimentazione in asfalto e la realizzazione di una pavimentazione complanare realizzata in materiale composito e drenante conglomerato a base calce. La rete dei percorsi pedonali si compone di un percorso pedonale lungo la dorsale carrabile e di una passeggiata pedonale lungomare. Lungo quest’ultima saranno realizzati: un asse ludico sportivo nella pineta, aree attrezzate per il relax, gli spettacoli, lo sport ed il gioco, percorsi di attraversamento della macchia mediterranea e della pineta, piazzette con chioschi ristoro e servizi igienici e una serie di solarium con accessi al mare.  Nell’area di maggiore profondità del lotto dalla dorsale di percorrenza principale si stacca un ulteriore percorso di attraversamento della pineta a carattere ludico sportivo. Si tratta di in percorso pedonale affiancato ad una pista per il running, il pattinaggio con rollerblade, tricicli e bici dei bambini. Su questo percorso principale si innestano quelli secondari che portano alle aree attrezzi fitness, relax-yoga, giochi bambini, aree pic-nic in pineta. Sempre nella pineta saranno collocate le aree svago e le aree gioco per bambini, lontane dalla strada carrabile nei pressi degli assi principali di penetrazione pedonale. Lungo gli assi principali si trovano alcuni slarghi pedonali che grazie alla pavimentazione più preziosa, la presenza di servizi e l’illuminazione specifica, diventano piazze nel verde. Qui si prevede di collocare nuovi chioschi della stessa tipologia di quelli previsti per il lotto 2, ma in tre allestimenti diversi più adatti al lotto 3: chiosco ristoro, con cucina, con planimetria analoga a quella del lotto 2, chiosco bar, con zona preparazione ristretta e area somministrazione a banco interna, chiosco rent/magazzino, con spazi deposito e noleggio. Come per il lotto 2 i chioschi saranno realizzati applicando la tecnologia di prefabbricazione del platform frame in legno.

Bari, oggi la consegna del cantiere del lotto 5 di Costa Sud. Leccese: “Siamo al 30% del programma”

Questa mattina il direttore della ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio Pompeo Colacicco ha siglato, insieme ai rappresentanti del RTP aggiudicatario, ETACONS S.r.l. – SIT&A. S.r.l. – Studio Cotecchia & Associati – Studio Pagliula Associato Ingegneri e Architetti, i verbali di consegna dei lavori del Lotto 5 – “Parco reticolare” facente parte del più ampio programma di rigenerazione urbana Bari Costa sud.

La consegna è avvenuta alla presenza del sindaco Vito Leccese e degli assessori al Clima, Transizione ecologica e Ambiente, Elda Perlino, e alla Blue Economy, Pietro Petruzzelli, del presidente di Ales – Arte Lavoro e Servizi S.p.A. (società in house del Ministero della Cultura) Fabio Tagliaferri e della presidente del Municipio I Annamaria Ferretti.

“Oggi consegniamo i lavori del lotto 5 del programma di rigenerazione urbana Bari – Costa sud, il terzo lotto che viene cantierizzato e che ci permette di raggiungere il 30% sullo stato di avanzamento complessivo dell’intera opera – ha esordito il sindaco a margine della firma -. Questo lotto, definito come da progetto “parco reticolare”, reca in sé la traccia ecologica dell’intero intervento. Questa è di fatto la prima declinazione su scala locale del patto città-campagna del PPTR oltre ad essere la prima infrastruttura ecologica di cui stiamo dotando la città. Una superficie di oltre 15 ettari interamente rinaturalizzata e messa a disposizione della città con un importante progetto di manutenzione e funzionalità del sottopassaggio ciclo-pedonale che collegherà il quartiere di Sant’Anna al mare, di cui esiste già oggi una traccia realizzata da Rfi mai portata a compimento. A dimostrazione di come il progetto di Costa sud rappresenti la vera ricucitura tra la città abitata e tutti gli elementi naturali paesaggistici, la campagna, il mare e le loro funzioni. Questo lotto, dicevo, è particolarmente importante per le sue funzioni naturali e per la forte vocazione ecologica sia vegetativa sia infrastrutturale, con la condotta da realizzare che di fatto metterà in sicurezza idrica l’intero parco. Siamo soddisfatti di come procedono le operazioni su Costa sud, che ad oggi è una delle opera più importanti che abbiamo e, che insieme al Parco della Rinascita, ci aiuterà a raggiungere quell’obiettivo di riforestazione e rigenerazione del territorio, attraverso un lavoro costante volto all’aumento di dotazione verde pro capite, su cui abbiamo preso un impegno con i cittadini e che abbiamo inserito nelle linee programmatiche che hanno ottenuto la fiducia del Consiglio comunale. In questo modo anche la città di Bari, nel suo piccolo, potrà dare il proprio contributo alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Lasciatemi ricordare, infine, che Costa sud rappresenta il modello di intervento su cui vorremmo articolare la pianificazione urbanistica, che proprio in questo progetto ha visto sperimentare i primi casi di perequazione urbanistica a forte riduzione di volumetrie in aree che per noi sono devono assolutamente restare libere: le lame, la costa e la campagna”.

“Gli interventi previsti rispondono appieno ai principi della transizione ecologica nel rispetto della vocazione dei luoghi e dell’ecosistema esistente che ha guidato la progettazione – ha aggiunto Elda Perlino -. Questo lotto, in particolare, ci consentirà di declinare, in chiave locale, il senso del patto città-campagna, incrementando il patrimonio arboreo e arbustivo conservando le prerogative rurali di questa area a sud della città e la naturalità del luogo, perché vogliamo amplificare il messaggio che qui si potranno sperimentare e rafforzare pratiche quali gli orti urbani secondo un’idea di una food policy sostenibile. A garanzia della fattibilità e della durata nel tempo, il primo intervento riguarderà la realizzazione di una condotta idrica di circa sei chilometri per l’irrigazione di tutti i sei lotti del parco, alimentata dalle acque reflue provenienti dal depuratore di Triggiano ulteriormente affinate grazie a un accordo con Aqp”.

“La bellezza del progetto che interesserà questo lotto – ha evidenziato Pietro Petruzzelli – sta nella disponibilità di tantissimi spazi di socializzazione ricavati attraverso una serie di terrazzamenti verdi che compenseranno il dislivello esistente, dando vita ad aree pensate per lo sport, il benessere e il tempo libero con la previsione anche di alcuni punti di ristoro. Sarebbe bello se qui riuscissimo a creare un nuovo polo per l’aggregazione sociale, delocalizzando in questo modo anche parte della vita serale e notturna della città. Il sistema di trasporto Brt, infatti, arriverà fino ai margini nord del parco Costa sud, consentendo alle persone di raggiungere facilmente quest’area della città”.

“Con l’avvio di questo cantiere – è il commento dell’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, che non è potuto intervenire in conferenza stampa -, sono tre i lotti consegnati alle aziende esecutrici del grande parco Costa sud, il che significa che stiamo rispettando il cronoprogramma dei lavori. Il lotto 5 sarà caratterizzato da interventi pienamente integrati con il paesaggio rurale esistente, dai camminamenti di collegamento tra i diversi spazi fino alle due aree parcheggio per auto, che saranno eseguite con materiali permeabili. Inoltre, cittadini e turisti potranno usufruire di una velostazione e di una serie di stalli per le biciclette, in modo da garantire una mobilità sostenibile in linea con il contesto paesaggistico generale e con gli obiettivi di questa amministrazione”.

“La mia presenza qui oggi – ha specificato Fabio Tagliaferri – testimonia la vicinanza del ministero della Cultura al Comune di Bari, affinché si riesca in tempi congrui a realizzare tutto ciò che è stato finanziato nell’interesse della cittadinanza e a consegnare le opere alla collettività. Personalmente comprendo bene cosa significhi nel concreto realizzare tutto questo, avendo 25 anni di esperienza da amministratore: è sicuramente un enorme sforzo che il Comune sta portando avanti, tanto nella componente politica quanto in quella amministrativa, e Ales è qui proprio per aiutare la parte tecnica a risolvere tutte le problematiche che inevitabilmente si vengono a presentare quando si ha in animo di mettere in campo un’iniziativa così ben articolata e complessa. Rinnovo, dunque, la disponibilità mia e di tutta la struttura di Ales, qui rappresentata dall’architetto Paglialunga, a supportarvi in tutti i passaggi necessari a consegnare questa bellissima opera pubblica alla città”.

“Questo progetto ha visto un impegno notevole del gruppo di lavoro dei progettisti – ha sottolineato il direttore dei lavori Primo Stasi -. È importante sottolineare che si tratta di una best practice che abbiamo sperimentato, insieme all’amministrazione comunale, alla quale sento di riconoscere una spiccata capacità organizzativa e un’attenzione particolare nel seguire l’intero processo di progettazione, cosa che confido sarà replicata nella fase esecutiva. Non si è seguito, infatti, lo schema classico delle opere pubbliche, in cui c’è l’amministrazione che si limita a conferire un incarico al progettista, ma un’autentica condivisione degli obiettivi progettuali che è passata da un confronto costante sulle scelte, anche dei singoli particolari e dei materiali, per verificarne la compatibilità rispetto al contesto che, se anche abbandonato, mantiene peculiarità proprie e richiede attenzioni specifiche. Per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori, sono previsti 730 giorni dal momento in cui avremo disponibilità totale delle aree. Oggi in Italia mettere in campo un lavoro pubblico diventa difficile per le tante interazioni con le altre società, a partire dai sottoservizi. Ma l’amministrazione di Bari, dimostrando grande capacità, ha già avviato contatti diretti, in primis con Ferrovie, per accelerare decisioni e tempi, in modo da poter avviare subito la realizzazione dell’infrastruttura più importante, la condotta distributrice che porterà l’acqua in tutti i sei lotti del parco urbano”.

Il Progetto

Il Parco costiero di Bari Costa Sud focalizza la propria attenzione sulla riqualificazione di un’ampia porzione a sud-est della città di Bari, con l’obiettivo principale di connettere il lungomare monumentale con i quartieri di Madonnella e Japigia mediante l’incremento della fruizione collettiva e della tutela ecologica dell’area.

In questa strategia si colloca il lotto 5, “Parco reticolare”, che si estende su una superficie di 15,744 ettari, e che costituisce la cerniera fisica tra i quartieri di Japigia e Sant’Anna e la fascia costiera. La vocazione del Parco reticolare è di tipo rurale, dettata dalla presenza di numerosi campi, quasi del tutto incolti, che localmente accolgono anche attività produttive di altro tipo. Diffusa è la presenza di olivi e muretti secco, questi ultimi prevalentemente diruti, che testimoniano la persistente vocazione agricola dell’area.

L’area d’intervento è costituita da due ampie zone, entrambe caratterizzate da una spiccata connotazione agricola. Le due aree, fisicamente non contigue per via della presenza del Parco Bellavista, sono costituite da una successione di percorsi e slarghi (definiti in progetto “piazzette”) atti a ospitare funzioni pubbliche pensate per la fruizione collettiva. Si può dire che l’intero parco abbia un andamento lineare che funge da connessione tra la costa e la parte più urbanizzata della città: in prossimità di quest’ultima la linearità lascia il posto a spazi più ampi (definiti “spazi di margine”) che abbracciano il quartiere Japigia, assumendo una connotazione più urbana per la presenza di servizi di natura meno rurale.

Nell’ambito del progetto complessivo di realizzazione del parco reticolare rientrano anche la riqualificazione e rifunzionalizzazione del sottopasso ferroviario che il Comune renderà accessibile per pedoni e ciclisti collegando il quartiere Sant’Anna alla fascia litoranea.

Tutti gli spazi sono pensati per essere connessi da percorsi di natura ciclo-pedonale che permettano la fruizione dell’intero parco da parte di tutti i tipi di utenza. Previsti anche percorsi carrabili per consentire l’accesso alle aree di proprietà privata.

L’elemento vegetazionale costituisce parte fondamentale del progetto del Lotto 5 con l’obiettivo di riportare nell’area gli elementi fondamentali della ruralità e aumentare il valore ecologico e di naturalità del parco rurale. Si prevede la piantumazione di essenze arboree, arbustive ed erbacee in ogni luogo del parco reticolare utilizzando diverse logiche dettate dallo stato dei luoghi e dalle soluzioni architettoniche e di fruizione proposte. Le essenze erbacee si troveranno in misura prevalente lungo i terrazzamenti, mentre quelle arboree e arbustive sia negli spazi di margine sia nelle piazzette.

L’infrastruttura stradale

I percorsi carrabili e ciclopedonali a servizio del parco reticolare consentiranno di raggiungere tutte le proprietà private. I tracciati sono stati studiati in modo da salvaguardare l’integrità delle singole proprietà e rispettare le attuali destinazioni d’uso abitativo. In considerazione del transito dei mezzi agricoli per il raggiungimento dei terreni agricoli presenti nell’area d’intervento e del contesto periurbano della stessa, si è ritenuto dover impiegare una pavimentazione stradale in materiale drenante ecocompatibile senza alterare il regime idraulico esistente.

Aree di margine

La rete di spazi aperti è costituita da piazzette e spazi di margine omogeneamente dislocati nelle due aree. Gli accessi principali al parco sono previsti su via Gentile, lungo la quale vi sono, appunto, le principali strade di penetrazione nel parco.

Nello scenario futuro, una volta che la ferrovia lascerà il posto alla nuova strada litoranea, nuovi accessi “preferenziali” saranno incrementati dalla presenza della futura strada litoranea. L’area a ovest, denominata in progetto come “Area 1”, è strettamente collegata al quartiere di Japigia. Il principale accesso da via Gentile è ubicato a est, lungo via Maldacea. Questa è caratterizzata dalla presenza di un’area adibita a parcheggio che si connette a un corridoio “verde”, che a sua volta conduce a dei terrazzamenti e a una piazzetta della rete di spazi aperti.

Accanto all’accesso carrabile è collocato l’ingresso ciclo-pedonale che, con il suo andamento rettilineo, costeggia il parcheggio. Il percorso è delimitato parzialmente a ovest dai muretti a secco e a est da una vegetazione cespugliosa che separa l’area dagli edifici residenziali. Il percorso pedonale e quello carrabile sono connessi da varchi tra i muretti a secco e sfociano a nord su una strada esistente carrabile, via Palasciano, che funge da delimitazione per l’area a parcheggio.

Terrazze con punto ristoro, punto panoramico e area fitness

L’affaccio urbano sul parco è costituito da via Quasimodo, strada che costituisce il limite del costruito e connette questa porzione con il parco costiero e, in particolare, con quello reticolare. La strada presenta un dislivello con il parco reticolare di circa 4 metri. L’intento è quello di sfruttare le potenzialità di questo dislivello con la realizzazione di un terrazzamento che scende verso il parco facendo da filtro nel passaggio tra l’area più urbanizzata e la campagna. L’intero terrazzamento è stato a sua volta suddiviso in due aree, guidate dalla presenza della discesa esistente. L’area a est consente la discesa al parco attraverso una scala diretta o attraverso una graduale e più lenta passeggiata lungo i terrazzamenti. I percorsi terrazzati non superano mai il 6% di pendenza, in modo da essere facilmente percorribili da parte do ogni tipo di utenza. I vari livelli delle terrazze sono ulteriormente collegati da gradini con livelli intermedi assimilabili a slarghi lungo il percorso di discesa.

In testata ovest è prevista la realizzazione di uno spazio semiaperto, adatto a ospitare attività di piccola ristorazione. I percorsi veri e propri lungo i terrazzamenti saranno in terra stabilizzata, intervallati da aree verdi che ospiteranno essenze della macchia mediterranea. La pavimentazione del punto ristoro è, invece, prevista in pietra calcarea, in modo tale da risultare in continuità con i muretti dei terrazzamenti. Le pareti dei volumi chiusi saranno vetrati, per la zona bar, e intonacati per le restanti parti. Anche le terrazze sono attrezzate con sedute in modo tale da agevolare la sosta in un’area con una vista privilegiata sul parco reticolare e verso il mare.

Gli arredi, in analogia con gli altri spazi del parco, saranno di tipo monolitico, con finitura in pietra. Dalla collinetta terrazzata, raggiungibile attraverso un camminamento in legno, sarà possibile imboccare il percorso di discesa lungo i terrazzamenti, attrezzato anch’esso con sedute monolitiche. Ai piedi dei terrazzamenti sorgerà un’area munita di pedane con strutture ombreggianti e sedute integrate, sedute monolitiche e un’area fitness.

Proseguendo a ovest si arriverà a un’ulteriore area terrazzata dedicata a parco per i più piccoli.

Area multifunzionale, corridoio verde e velostazione

Anche l’area est del Parco reticolare, denominata in progetto come “Area 2”, avrà gli accessi principali lungo via Gentile dove, nello specifico, sono ubicati i tre percorsi di penetrazione. Gli spazi di margine sono due grandi aree che costeggiano il quartiere e si protendono verso la campagna più a nord. Tali aree sono connesse da un corridoio verde percorribile attraverso un sentiero esclusivamente ciclo-pedonale, immerso nella vegetazione e non percorribile dai frontisti.

Gli spazi a est di quest’area contengono una zona permeabile multifunzionale, concepita come versatile e da adibire a diverse funzioni. La sua collocazione strategica, all’ingresso est del parco reticolare, la rende ideale per l’organizzazione di fiere, futuri mercati di vicinato (nell’ottica dell’espansione del parco agricolo) ed eventi ad ampio raggio. L’area sarà attrezzata con alberature e cespugli della macchia mediterranea che garantiscono l’ombreggiamento nelle attività diurne.

L’area di margine ovest dell’area 2 parte a sud, in corrispondenza della strada vicinale esistente ortogonale a via Gentile. Il primo spazio è costituito da un’area a parcheggio per 44 posti auto. Immediatamente a nord è previsto lo spazio dedicato al relax e ai bambini. Ulteriori strutture presenti nell’area sono costituite da “cubi ombreggianti”, sempre in legno e su pedane, con sedute e tavoli integrati e attrezzati per lo smartworking. Importante funzione di questo spazio è data dalla presenza di un’area dedicata agli eventi. Quest’ultima sarà costituita da una pedana in legno, avente la funzione di palco, circondata da file di sedute realizzate con muretti tipo a secco e disposti secondo file non parallele.

Infine, sarà realizzata una velostazione attraverso l’installazione di un blocco amovibile analogo a tutti gli altri manufatti: l’ambiente principale ospiterà le biciclette, un altro sarà destinato a ciclofficina, un’area ai servizi igienici con antibagno accessibile sia dall’esterno che dall’interno del manufatto e un blocco per la ricarica elettrica, accessibile anch’esso sia dall’interno che dall’esterno della velostazione.

I servizi igienici e la ciclofficina sono volumi chiusi su tutti i lati, mentre l’ambiente principale e quello di ricarica sono semiaperti in quanto divisi dall’esterno mediante pareti con doghe distanziate.

Rete di spazi aperti

Le aree di margine costituiscono il raccordo tra il quartiere e la campagna, infatti, contengono funzioni strategiche come il parcheggio e il bike sharing, preludio alla fruizione delle zone più interne del parco reticolare. Tali aree protendono verso la costa grazie alla parte di parco di tipo lineare dove si aprono le “piazzette”.

Tutte le piazzette saranno oggetto di nuove piantumazioni di essenze tipiche della macchia mediterranea, compatibili con le specie preesistenti. Il progetto del verde costituisce, infatti, componente fondamentale delle opere di sistemazione e allestimento e attribuisce un diverso tematismo arboreo a ogni piazzetta, con l’intento di caratterizzare gli spazi in modo vario, generando un paesaggio dinamico che cambia a seconda del tipo di fruizione degli spazi e del periodo dell’anno in cui ci si trova.

Ogni piazzetta, infine, sarà attrezzata con portabiciclette, cestini monolitici portarifiuti e fontanelle con acqua potabile.

Di seguito l’elenco delle aree previste:

· piazzetta per il relax e la convivialità

· piazzetta terrazzata per il tennis da tavolo

· piazzetta per il barbecue e la convivialità

· giardino rurale per la sosta

· piazzetta ombreggiata con amache

· piazzetta ombreggiata con barbecue

· piazzetta relax “Bosco degli scacchi”

· piazzetta degli aquiloni

· piazzetta yoga e meditazione

· piazzetta per il relax e la convivialità

Il progetto del verde

Il criterio principale utilizzato nella scelta delle alberature è stato quello di preservare la vegetazione esistente integrandola con specie tipiche della macchia mediterranea a basse esigenze idriche e di manutenzione.

Le caratteristiche prese in considerazione nella scelta delle specie sono state l’adattabilità al clima mediterraneo e alla ridotta disponibilità idrica, la resistenza ai venti salsi, l’adattamento a terreni poveri e privi di sostanza organica, la generica disponibilità nei vivai a trovare gli elementi richiesti di dimensioni adeguate.

La scelta è, quindi, caduta su Carrubi (Ceratonia siliqua), Alberi di Giuda (Cercis siliquastrum), Melograni (Punica granatum), Cipressi (Cupressus spp), Querce da sughero (Quercus suber) e Bagolari (Celtis australis).

Per gli olivi si è deciso utilizzare, previa analisi visiva fitosanitaria, quelli già presenti trapiantandoli in aree più opportune. In caso di sostituzione di olivi saranno utilizzate varietà resistenti alla Xilella fastidiosa come, ad esempio, la varietà “leccino”.

Per evidenziare il carattere agricolo del parco sono stati utilizzati anche i fruttiferi già presenti nell’ambiente, quali mandorlo, pero, fico, susino e albicocco, uniti a fruttiferi minori, quali melograno (Punica granatum), il melo cotogno (Cydonia oblonga), il giuggiolo (Ziziphus sativa), il corbezzolo (Arbutus unedo) e il gelso, preferendo però la varietà sterile e/o piangente (Morus platanifolia fruitless).

Per la fascia che collega il campo sportivo “Bellavista” (Lotto 6) con l’area destinata a giardino attrezzato con bar, percorsi ginnici e terrazzamenti, che rappresenta la discesa dalla città al parco, è stato previsto un camminamento pedonale che porta dal Parco Bellavista all’abitato, sottolineato da un doppio filare di Ginkgo biloba, pianta che può raggiungere un’altezza di 30-40 m e avere una chioma larga fino a 9 m.

Le foglie, a forma di ventaglio di colore verde brillante, durante la stagione autunnale virano

sull’oro e, cadendo a causa della loro forma, volteggiano creando uno spettacolo assai suggestivo che caratterizzerà il percorso.

Nella progettazione si è posta rilevante attenzione all’utilizzo di arbusti tipici della macchia mediterranea o vicarianti, quali Lentisco, Alloro, Phyllirrea, Oleandri. Teucrium, Phyladelfus, Solanum, Myoporum, Lantana, Viburnum, Metrosideros, Pittosporum, Berberis, Terebinto, Cisto, Rosmarino, Timo, Salvia, che costituiranno cespugli misti, alternando specie a foglia caduca con specie sempreverdi, e che fungeranno da riserve di biodiversità.

Le caratteristiche del fogliame e delle fioriture, unite a quelle dei rampicanti lasciati crescere lungo i muri e al confine delle aree marginali, consentiranno una fioritura diffusa per tutto l’arco dell’anno.

Anche in questo caso sono state preferite le specie a minori esigenze idriche e di manutenzione, resistenti ai venti salsi, e adattabili a terreni poveri e privi di sostanza organica.

Nessuna specie vegetale introdotta con il progetto è presente nella black list delle piante alloctone e invasive.

Tutte le piante di nuovo inserimento proverranno da vivai certificati e saranno accompagnate daun passaporto che ne certifichi lo stato fitosanitario.

Per un totale di circa 1.370 alberature e oltre 7.000 tra arbusti, rampicanti ed erbacee.

Bari, al via i lavori del Lotto 2 di Costa Sud: per un anno careggiata ristretta e limite a 30 km/h

Per consentire l’esecuzione degli interventi previsti nell’ambito del cantiere per la realizzazione del Lotto 2 del Piano Costa Sud – “Parco Costiero Torre Quetta”, la ripartizione IVOP ha emanato un’ordinanza, in vigore da oggi, martedì 12 novembre 2024, fino al 30 novembre 2025, che dispone:

· il restringimento di carreggiata stradale con larghezza minima 6,20 mt. (3,10 mt. per corsia di marcia) su via Giovanni Di Cagno Abbrescia, nel tratto compreso tra la Fermata Ferroviaria Bari – Torre Quetta e il canale;

· l’istituzione del limite di velocità a 30 km/h;

· la realizzazione della relativa segnaletica verticale e orizzontale di cantiere (colore gialla) con indicazione del restringimento di carreggiata, linee di margine e mezzeria continue.

Sarà cura dell’impresa esecutrice dei lavori (Consorzio Stabile Valori s.c.a.r.l. e DE.RE.CO. s.r.l.) installare a propria cura e spese un piano di segnalamento di deviazione e la necessaria segnaletica stradale temporanea (verticale e orizzontale).

Il progetto del “Parco Costiero Torre Quetta” prevede principalmente la riqualificazione naturalistica della fascia litoranea e la creazione di un sistema di percorsi ciclopedonali che costituiscono l’ossatura principale dell’intervento, scandito da una sequenza di aree tematiche caratterizzate da spazi aggregativi, ludico-ricreativi e sportivi tra cui: aree gioco, spazi per la fruizione balneare, spazi pubblici, ambiti naturalistici e campi sportivi polivalenti. Ognuno di questi ambiti è studiato in continuità con gli altri in modo da rendere trasversale e integrato l’utilizzo di tutti gli ambienti. Tutti i percorsi avranno un carattere naturalistico garantendo al contempo la fruizione dell’area da parte delle persone con disabilità e dei mezzi di soccorso e manutenzione.

Bari Costa Sud, primo sopralluogo sul cantiere del lotto 6. Leccese: “Un grande parco attrezzato per lo sport”

Questa mattina si è svolto il primo sopralluogo istituzionale sul cantiere del lotto 6, Parco Bellavista, facente parte del più ampio programma di rigenerazione urbana Costa sud, finanziato con fondi PNRR per oltre 75 milioni di euro. A illustrare il progetto e i dettagli degli interventi già realizzati gli assessori alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, alla Rigenerazione urbana e sociale, Giovanna Iacovone, alla Blu economy, Pietro Petruzzelli, e al Clima, alla Transizione ecologica e all’Ambiente, Elda Perlino, guidati dal sindaco Vito Leccese. Presenti sul cantiere anche l’azienda esecutrice e la direzione dei lavori, affidata all’ingegner Paolo Maffiola.

Parco Bellavista è uno dei 6 lotti in cui è stato scorporato il grande piano di Costa sud: obiettivo di ciascun lotto è valorizzare la vocazione e le funzioni dell’area in cui ricade, sin dagli elementi della progettualità. Parco Bellavista, infatti, prende il nome dall’impianto sportivo omonimo, il presidio sportivo della zona e punto di riferimento per gli atleti della città. Di qui l’idea progettuale della creazione in quest’area (15 ettari) di un parco sportivo e ricreativo di qualità, integrato nell’ambiente e rispettoso del paesaggio esistente attraverso la conservazione di elementi tradizionali come elementi strutturanti, quali i muretti a secco del vecchio terreno agricolo e la vegetazione esistente. Sulla base di queste preesistenze, gli spazi si articoleranno attraverso una rete di percorsi principali e secondari di natura mista ciclopedonale che attraverseranno il parco e collegheranno tutte le strutture sportive esistenti e da realizzare. Uno degli obiettivi primari del progetto, infatti, è quello di offrire alla città uno o più nuovi spazi attrezzati per lo sport e la socializzazione, che possano favorire l’inclusione e la partecipazione sociale. Al fine di migliorare lo stato dei luoghi è stato previsto un riassetto totale dell’area e l’inserimento di nuove attività all’aperto, affiancate a quella già presente dell’atletica, in modo da permettere, soprattutto nella bella stagione, di organizzare vari eventi sportivi e così creare un vero e proprio percorso verde, ricco di spazi di aggregazione all’aperto.

Le nuove infrastrutture legate a specifiche attività sportive sono: campo da calcio ad 11 in erba naturale, campo da calcetto in erba sintetica, campi da pickleball, campi da tennis, campi polifunzionali omologati per basket e pallavolo. Nella parte più bassa dell’area, invece, è stata progettata una vasca di sabbia con due campi da beach volley accanto a uno spazio aperto per i giochi dedicati ai bambini. Al servizio dell’area di progetto sono previste due aree parcheggio, una a nord e una a sud del parco, con una disposizione di circa 274 posti realizzati secondo un sistema di isole verdi così da integrare l’area di parcheggio a raso con l’ambiente verde circostante. All’interno del progetto ampio spazio è dedicato proprio alle aree verdi, tema dominante di tutto il Piano Costa sud. La progettazione delle opere a verde, infatti, ha come obiettivo quello di inserire ogni intervento in modo compatibile e integrato nel sistema naturale, in coerenza con il paesaggio vegetale circostante, in modo da individuare le specie in grado di adattarsi meglio alle condizioni climatiche del luogo. Il criterio di utilizzare specie autoctone, tipiche della vegetazione potenziale delle aree interessate dal progetto, oltre a rispondere a una necessità di carattere pratico, dovuta alla facilità di attecchimento e sviluppo, risponde alla volontà di evitare di introdurre specie esotiche che modifichino oltremodo l’ecosistema già pesantemente intaccato nei suoi equilibri dall’attività antropica. Le specie locali, essendo coerenti con la vocazione dei luoghi, si adattano maggiormente alle condizioni climatiche dell’area e alle caratteristiche dei suoli, assicurando una più facile riuscita dell’intervento. Esse, inoltre, risultano più resistenti verso gli attacchi esterni (gelate improvvise, siccità, parassitosi) e necessitano in generale di una minore manutenzione, consentendo di ridurre al minimo, in fase d’impianto, l’utilizzo di concimi chimici, fertilizzanti o antiparassitari. L’arrivo al parco sarà possibile mediante due aree di accoglienza poste su versanti opposti, una all’altezza del sottopasso nei pressi della spiaggia (infrastruttura in corso di realizzazione a cura di RFI) che collega il lungomare sud con il quartiere Sant’Anna, in corrispondenza della rotatoria, e un’altra all’ingresso del parco da via Gentile. Entrambe le aree saranno attrezzate con giochi per bambini, tavole da picnic, tavole da scacchi, aree di sosta e giardini di prossimità.

“Siamo all’interno dell’area del lotto 6 di questo grande intervento finanziato dal PNRR per la realizzazione del parco Costa sud. Un’opera che rientra nel più complessivo piano urbanistico esecutivo che interesserà la rigenerazione di un’area di circa 900 ettari, pari al 10 % del territorio dell’intera città di Bari – ha commentato il sindaco di Bari -. Qui si sta andando spediti con i lavori che vedranno realizzato un parco attrezzato per lo sport e per il tempo libero, con una forte vocazione naturalistica. Saranno messi a dimora oltre 10.000 nuovi alberi con l’obiettivo di realizzare un vero e proprio bosco urbano. L’impronta forte di questo luogo sarà la sostenibilità: sia il parco attrezzato Bellavista, sia l’intero parco Costa sud, che si estenderà per 6 km lineari, saranno attraversati da percorsi ciclopedonali interni per oltre 20 km in modo da connettere tutte le differenti zone del parco, dalla spiaggia all’anfiteatro, passando per un nuovo lungomare. Da questa porzione di città si scorge plasticamente la missione di questa grande opera: da un lato il quartiere Japigia e dall’altro il mare, che dentro il progetto di Costa sud vedranno finalmente una saldatura”.

“Il cantiere procede spedito e fino ad ora non ci sono stati intoppi, per cui tutto ci fa ben sperare circa il rispetto delle tempistiche che ci siamo dati nell’ambito dei finanziamenti del PNRR – ha spiegato Domenico Scaramuzzi -. Ad oggi sono coinvolte numerose e qualificate maestranze specializzate che hanno lavorato sulla pulizia e sulle demolizioni di opere e manufatti, sgomberando di fatto l’area per il proseguo delle operazioni specialistiche. In prima istanza, dopo aver messo in sicurezza le aree di intervento, si è proceduto celermente alla demolizione e rimozione di tutti i campi esistenti da riqualificare, muri di recinzione e strutture in cemento armato obsolete. Subito dopo si è proceduto con le operazioni di scavo e di tracciamento dei limiti perimetrali e delle quote altimetriche di imposta al fine di individuare le prossime aree di realizzazione. Attualmente sono in corso i lavori che permetteranno la realizzazione di un’area ludica intorno alla struttura di un trullo che abbiamo ritrovato e recuperato. Dall’alto del parco si sta, invece, lavorando sulle fondazioni dei nuovi spogliatoi e della nuova gradinata in cemento armato, destinati a servizio dei nuovi campi da calcio. Ad oggi l’impresa sta lavorando su una porzione di area compresa nel progetto complessivo che, da via Gentile ai binari, si estende per oltre un chilometro e vedrà la realizzazione di un grande anfiteatro in pietra naturale”.

“Il progetto di Costa sud è l’emblema della città nuova che vogliamo disegnare nel nostro Pug – ha dichiarato Giovanna Iacovone -, infatti si tratta di un progetto anticipatore del piano generale. Qui si intravede l’idea di rigenerazione urbana che attueremo su tutta la città, che vede prediligere la riconnessione tra i quartieri e il recupero di grandi aree per l’agricoltura costiera, che sarà un tema dominante nei nostri programmi”.

“Questo specifico intervento, nell’ambito del piano Costa sud, è dedicato allo sport, in tutte le sue forme, in tante discipline e per tutte le età. Questa sarà una delle aree attrezzate per lo sport e il tempo libero più grandi della città, dove si potrà trascorrere qualche ora all’area aperta, a contatto con il mare e immersi nel verde a pochi minuti dal centro cittadino – ha affermato Pietro Petruzzelli -. Sono molto contento che l’amministrazione comunale abbia deciso di investire attenzione, risorse e impegno su questa zona di città che fino a poco tempo fa ero oggetto di degrado. Qui, tra qualche anno, avremo il parco marino più grande d’Italia che contribuirà a rendere Bari ancora più attrattiva dal punto di vista turistico”.

“Questa sarà una delle infrastrutture verdi più importanti della città di Bari – ha concluso Elda Perlino -. Possiamo evidenziare certamente che tutte le alberature recuperabili sono state recuperate e inserite nel progetto, nel rispetto del disegno originario e delle nuove piantumazioni. Credo che il connubio sport e verde sia vincente, sia nell’ottica di portare avanti un’idea di città del benessere sia nell’obbiettivo che questo binomio possa contribuire a creare maggiore affezione dei cittadini rispetto ai luoghi della città, e alla cura degli spazi verdi nello specifico. Tutto questo per consegnare ai cittadini una città più bella, più verde, più sana, sostenibile e inclusiva”.

Bari Costa Sud, consegnato il cantiere del primo lotto. Decaro: “Orgoglioso è la vera sfida del futuro della città”

Questa mattina, a Palazzo di Città, alla presenza del sindaco Antonio Decaro e del direttore della ripartizione Urbanistica Pompeo Colacicco si è proceduto alla consegna ufficiale del cantiere del primo lotto di Costa Sud, il lotto n. 2 all’impresa aggiudicataria dell’appalto, il Consorzio Valori scarl.

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