Morte del piccolo Domenico, concluso incidente probatorio sui 2 cuori al Policlinico di Bari: “Lesioni da ghiaccio”

Si è concluso ieri, al Policlinico di Bari, l’incidente probatorio disposto nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto cardiaco fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Al centro degli accertamenti i due cuori coinvolti nella vicenda: quello del piccolo paziente e quello proveniente da Bolzano, che secondo l’accusa sarebbe giunto a destinazione congelato.

Alle operazioni hanno partecipato i periti nominati dal gip di Napoli Mariano Sorrentino, insieme ai consulenti delle parti. Secondo quanto emerso, il collegio peritale ha annunciato la richiesta di una proroga tra i 15 e i 30 giorni per il deposito delle relazioni tecniche, facendo slittare la consegna degli elaborati dall’11 settembre alla metà di ottobre.

Intanto, il medico legale della famiglia Caliendo, Luca Scognamiglio, ha riferito che le analisi istologiche sul cuore trapiantato avrebbero evidenziato segni di necrosi dei tessuti compatibili con l’esposizione dell’organo al ghiaccio secco. Sugli stessi campioni sarebbero stati inoltre riscontrati danni riconducibili a un prolungato collegamento all’Ecmo.

La famiglia del bambino, attraverso il legale Francesco Petruzzi, ha chiesto che l’autorità giudiziaria si pronunci sulla richiesta di interdittiva avanzata dalla Procura nei confronti dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, indagati anche per il reato di falso nella compilazione della cartella clinica. Nell’inchiesta per omicidio colposo in concorso risultano complessivamente indagati sette sanitari.

Morte del piccolo Domenico, esami a Bari: “Aperti i due cuori il 10 giugno i primi dati. Ora è troppo presto”

“Sono stati fatti gli esami di apertura dei cuori, su entrambi i cuori. Il 10 giugno avremo i primi dati, adesso è troppo presto. Li abbiamo visionati macroscopicamente, adesso ci sarà l’esame microscopico il 10 giugno e poi saremo in grado di dirvi qualcosa di più. Adesso diremmo cose che non hanno fondamento scientifico”.

Lo ha detto Vittorio Fineschi, medico legale e consulente del cardiochirurgo Guido Oppido, indagato per omicidio colposo insieme ad altri sei colleghi in merito alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, eseguito il 23 dicembre 2025.

Oggi, nell’istituto di Medicina legale di Bari, è iniziato l’incidente probatorio sui due cuori coinvolti nel trapianto: quello deteriorato arrivato da Bolzano e quello sull’organo malato espiantato dal piccolo. L’esame proseguirà il 10 giugno, sempre a Bari.

Morte del piccolo Domenico, chiesto l’incidente probatorio sui due cuori al Policlinico di Bari. Spunta nuovo caso

“Ho presentato un’istanza al gip con la quale ho chiesto che all’incidente probatorio del prossimo 28 aprile fissato al policlinico di Bari sia presente anche il cuore malato di Domenico espiantato prima del trapianto del cuore danneggiato”.

È quanto fa sapere l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, che stamattina in una intervista su Canale 9 aveva anticipato la sua intenzione di recarsi dal giudice per formalizzare la richiesta.
 “È un esame che va fatto – ha detto ancora Petruzzi – perché ci sono degli interrogativi a cui dare una risposta”.

In Tv Petruzzi ha anche fatto riferimento alla concreta possibilità di un rinnovamento dell’interrogatorio preventivo per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni, dinanzi al Gip di Napoli, nell’ambito del procedimento che vede entrambi i medici accusati di falso per presunte modifiche alla cartella clinica del piccolo Domenico. Interrogatori che, se effettivamente si dovessero ripetere, secondo Petruzzi sarebbero “irrituali”. “Qualcosa deve essere successo durante gli interrogatori preventivi delle scorse settimane”, dice ancora all’avvocato della famiglia Caliendo, “poi eventualmente capiremo perché si devono rifare”.

Petruzzi anche parlato di un altro caso finito l’attenzione della fondazione che ricorda Domenico: “Si tratta di una bambina, deceduta al Monaldi 58 giorni prima dell’operazione di Domenico, nell’ottobre 2025. Stiamo studiando la cartella clinica – fa sapere il professionista – ma possiamo dire che questa bambina è deceduta per un atteggiamento attendista immotivato: nessuna nota clinica della struttura documenta la ragione di questa medicina attendista che avrà sicuramente causato una perdita di chance di sopravvivenza. C’era una diagnosi prenatale di una malformazione, si sapeva che bisognava intervenire subito, non si è intervenuti subito e quando l’hanno fatto era troppo tardi”.