Bari, 32 cinghiali catturati dal 1° gennaio 2025 ad oggi: interventi mirati nel parco di Lama Balice

Procedono gli interventi finalizzati al contenimento della popolazione dei cinghiali sul territorio di Lama Balice. Nell’ambito del Piano Regionale per gli Interventi Urgenti – PRIU, che ha rinsaldato la collaborazione tra il Parco naturale regionale Lama Balice e il dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente di UNIBA, sono 32 gli esemplari di cinghiale prelevati dall’inizio dello scorso anno ad oggi: nel 2025 ne sono stati catturati 23, riconducibili principalmente a classi d’età adulta e subadulta, mentre quest’anno, secondo quanto effettuato fino agli inizi del mese di giugno, sono stati presi 9 individui striati.

Il monitoraggio continuo ha evidenziato inizialmente, nei primi mesi dello scorso anno, una popolazione composta prevalentemente da maschi adulti, con la presenza occasionale di nuclei familiari (femmine con prole nata nelle stagioni riproduttive del 2025 e 2026): in particolare, nell’area è stata accertata la riproduzione di almeno due esemplari femmine appartenenti allo stesso gruppo, che hanno dato vita a due distinte cucciolate.

Il piano di contenimento dei cinghiali, di fatto, è stato avviato circa dieci anni fa, ben prima dell’avvio dell’attuale PRIU, portando complessivamente alla cattura di circa 300 esemplari.

Tra le azioni cardine, un ruolo di primo piano è assolto dal monitoraggio faunistico, pilastro operativo imprescindibile condotto capillarmente all’interno del parco attraverso il posizionamento strategico di fototrappole (immagini e video) in corrispondenza dei principali corridoi ecologici utilizzati dagli animali: questa attività non costituisce solo un metodo per censire la specie ma rappresenta lo strumento scientifico fondamentale per tracciare in tempo reale gli spostamenti, ottimizzare l’efficacia delle catture e validare scientificamente il progressivo spopolamento dell’intera area.

I dati raccolti tramite le fototrappole risultano, quindi, essenziali per analizzare la distribuzione, la consistenza e la dinamica demografica della popolazione, offrendo i parametri necessari a valutare l’efficacia delle strategie gestionali adottate. Il monitoraggio, svolto sia in fase preliminare sia in parallelo alle catture, garantisce informazioni tempestive sul numero minimo di individui presenti e sul trend della popolazione.

Le operazioni di controllo numerico sono state possibili grazie all’impiego di tre gabbie-trappola dotate di un sistema di attivazione a inciampo, all’allestimento di piste di alimentazione con esche a base di mais, mais schiacciato, carrube e avena e al foraggiamento preventivo delle gabbie, con il successivo innesco dei meccanismi, eseguito tramite rigidi accorgimenti finalizzati a ridurre al minimo la contaminazione da odori umani, cosa che comprometterebbe l’efficacia delle catture.

I risultati ottenuti dall’equipe, coordinata da Lorenzo Gaudiano, registrano una progressiva e drastica riduzione della presenza di cinghiali nel parco. Attualmente, infatti, la popolazione residua appare limitata a pochissimi individui solitari che frequentano il territorio in modo occasionale.

“Nonostante i risultati ottenuti – commenta Lorenzo Gaudiano – risulta di fondamentale importanza garantire la continuità delle operazioni nel medio e lungo periodo. Mantenere la densità della popolazione a livelli minimi è una condizione indispensabile per prevenire il potenziale biologico di ricolonizzazione, in quanto il cinghiale è una specie caratterizzata da un elevatissimo tasso riproduttivo e una spiccata plasticità ecologica. Interrompere queste azioni di controllo, in questa fase, causerebbe un rapido effetto di rimbalzo demografico, cosiddetto ‘rebound’, vanificando risorse e sforzi impiegati finora. Serve, inoltre, a limitare l’arrivo di altri cinghiali da aree limitrofe, dato che il controllo costante azzera l’attrattività ecologica del parco impedendo che il territorio venga occupato da nuovi gruppi familiari”.

Assieme al coordinatore tecnico, fanno parte dell’equipe di UNIBA Prospero L’erario e Lorenzo Pucciarelli, operatori tecnici faunisti, e il responsabile scientifico Giuseppe Corriero.

Cinghiali a Bari, prelevati tre esemplari in zona Lama Balice: catturati 200 dal 2016

Proseguono le attività di monitoraggio, gestione e controllo numerico del cinghiale (Sus scrofa) nel territorio di Bari. Nel corso degli ultimi quindici giorni, è stata rilevata in zona Lama Balice la presenza di un maschio adulto solitario e di tre individui giovanili, di età stimata inferiore a un anno. Questi ultimi, un maschio e due femmine appartenenti alla cosiddetta classe “rossi”, sono stati catturati intorno alle 4 di mercoledì mattina. Dall’avvio delle attività, nove anni fa, in totale sono stati prelevati circa 200 esemplari.

Il monitoraggio e controllo numerico del cinghiale ha avuto avvio nel 2016, a seguito di specifici accordi tra l’amministrazione comunale di Bari, l’allora Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari e il Parco Naturale Regionale Lama Balice.

Il Comune di Bari, infatti, si è voluto dotare di una strategia di contrasto all’aumento dei cinghiali: oltre all’acquisizione di dati conoscitivi sullo status della popolazione locale, l’obiettivo primario è ridurre significativamente le densità della specie, al fine di prevenire la frequentazione delle aree periurbane, diminuire la probabilità di incidenti stradali, garantire la sicurezza dei cittadini e, al contempo, preservare gli equilibri ecosistemici connessi alla presenza del cinghiale.

In seguito all’adozione da parte della Regione Puglia del ‘Piano straordinario di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina nei suidi allevati e selvatici’, l’attività è stata ulteriormente rafforzata grazie alla sinergia tra il Comune di Bari, il Parco Naturale Regionale Lama Balice e il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (responsabile scientifico Giuseppe Corriero, coordinamento tecnico Lorenzo Gaudiano, tecnici biologi/naturalisti Prospero L’Erario e Lorenzo Pucciarelli).  A partire dal mese di ottobre 2024, sono stati catturati quasi trenta individui, portando la consistenza attuale della popolazione barese a pochi soggetti isolati, erratici e dispersivi.

Le attività di controllo numerico si svolgono esclusivamente in aree totalmente interdette all’accesso del cittadino, al fine di garantire i più alti standard di sicurezza e tutelare l’incolumità pubblica. Il monitoraggio della popolazione viene realizzato, invece, mediante l’applicazione di tecniche differenziate, tra cui l’impiego di fototrappole, integrato da osservazioni dirette e da rilevazioni sul campo.

Queste metodologie consentono una raccolta dati precisa e non invasiva, indispensabile per programmare in maniera mirata ed efficace le successive azioni di cattura e gestione, anche attraverso piani elaborati e approvati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).