Bari, incinta muore a 43 anni con i suoi due gemelli: aperta inchiesta sul caso di Graziella Nannavecchia

C’è un’inchiesta aperta sulla morte di Graziella Nannavecchia, la donna incinta di due gemelli deceduta ad aprile dopo un intervento di chirurgia fetale all’ospedale Di Venere di Bari. I due bambini non sono sopravvissuti all’operazione e, pochi giorni dopo, è morta anche la madre.

Il compagno della donna, Fabrizio Gentile, assistito dall’avvocata Maria Antonietta Spalluti, ha presentato una dettagliata denuncia alla Procura di Bari chiedendo chiarezza sulle cause del decesso.

La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in ambito sanitario, al momento senza indagati. Sul corpo dei gemellini è stata già eseguita l’autopsia, mentre non è stato ancora disposto l’esame autoptico sulla donna.

Nella denuncia, composta da circa novanta pagine, Gentile ricostruisce tutte le fasi del ricovero e il rapido peggioramento delle condizioni di Graziella dopo l’intervento, fino alla morte avvenuta il giorno di Pasquetta.

L’obiettivo dell’inchiesta sarà accertare eventuali responsabilità e fare luce su una vicenda che ha segnato profondamente la famiglia. «In pochi istanti ho perso tutto», aveva raccontato Gentile, che ora attende risposte dalla giustizia.

Incinta di due gemelli muore a 43 anni, l’ultimo saluto di Ceglie Messapica a Graziella: folla commossa ai funerali

Ceglie Messapica si è fermata ieri pomeriggio per l’ultimo saluto a Graziella Nannavecchia, l’insegnante di 43 anni incinta di due gemelli e scomparsa nel giorno di Pasquetta all’ospedale Di Venere di Bari. La chiesa di Chiesa di San Rocco non è riuscita a contenere la grande partecipazione: centinaia di persone si sono raccolte in un silenzio carico di commozione.

Per volontà della famiglia, niente fiori ma donazioni all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, gesto che riflette l’impegno sociale di Graziella, da sempre dedita agli altri nonostante le difficoltà di salute. Insegnante di sostegno e appassionata di teatro amatoriale, è stata ricordata per la sua generosità e il suo sorriso.

Particolarmente toccante il ringraziamento dei familiari ai medici dell’Ospedale Di Venere, che hanno tentato fino all’ultimo di salvarla da una complicanza fatale. Numerosi i messaggi di cordoglio, dai colleghi dell’Istituto Comprensivo di Cisternino alle istituzioni locali, fino alla comunità parrocchiale. La città si è stretta attorno ai familiari e al compagno.