Università di Bari, studentessa iraniana: “Non si può essere neutrali davanti alla guerra. Senza sapere non c’è libertà”

“Vi parlo come una studentessa, come una donna e come una figlia di una terra, l’Iran, simbolo di una terra che lotta per la sua dignità. Nell’università di Bari ho trovato un luogo di trasformazione, non solo di passaggio, una sede nella quale conseguire la formazione della mia vita personale. L’università non può essere neutrale mentre venti di guerra soffiano in ogni parte del mondo e si consumano genocidi di popoli”.

Lo ha detto Melika, studentessa dell’università Aldo Moro di Bari, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026. “Mentre l’università pubblica soffre definanziamenti – ha aggiunto – bisogna ricordare che senza sapere non può esserci libertà, ma solo sudditanza. Vogliamo un ateneo che sia luogo di cura, dove il merito si misuri sulla storia delle persone. L’università deve essere autonoma, libera e indipendente, senza piegarsi a logiche di guerra, profitti e oppressioni”.

“Il mio percorso – ha spiegato dal palco – testimonia che l’accoglienza salva le vite, l’università ha il dovere storico e politico di farsi garante di corridoi universitari”.

“Un pensiero – ha detto – va al popolo palestinese straziato da un genocidio, alle studentesse afgane, ai dimenticati del Congo o dell’Ucraina. Mentre parlo nelle università iraniane gli studenti stanno protestando e non è un gesto simbolico, stanno mettendo a rischio la propria vita e il proprio futuro. Possono essere arrestati, espulsi o compromettere il proprio percorso”

Fiera del Levante, Emiliano: “Ultimo discorso? Per ora”. Poi la profezia sulle Regionali: “Esito scontato dal primo voto”

C’era grande attesa per il discorso di Emiliano all’inaugurazione dell’88esima Fiera del Levante anche perché, da quando è stato posto il veto sulla sua candidatura al Consiglio regionale alle prossime elezioni, non ha mai parlato. A chiedere e ottenere che non si ricandidasse è stato l’eurodeputato Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. I due, entrando in Fiera, non si sono incrociati.

“SIGNORE E SIGNORI, benvenuti all’inaugurazione della 88ª Fiera del Levante. Cari amici, mi dispiacerà l’anno prossimo non essere più con voi a fare questo discorso dopo 21 inaugurazioni della Fiera del Levante. Sono stati anni esaltanti, sin dalla prima volta nel 2004 quando Berlusconi mi disse “bel discorso, ma la prossima volta legga più lentamente se no non si capisce niente”. Ero spaventato e volevo a tutti i costi finire in fretta! Sono stati giorni vissuti con entusiasmo, coinvolgimento e, a volte, anche con una buona dose di stress. Ci siamo misurati a parlare seriamente di politica e di economia, dei risultati raggiunti e delle cose che ancora avevamo da fare. Sempre in amicizia, con rispetto, evocando i giovani che stavamo chiamando a fare parte della nuova classe dirigente e ringraziando i più esperti che passavano ad altri più importanti incarichi. Questi venti anni ci hanno consentito di verificare insieme di cosa siamo capaci e di quello che non siamo riusciti a fare. Anche di ciò di cui è stato capace il centrosinistra pugliese che ha evitato le sindromi nazionali che gli impediscono dal 2006 di vincere le elezioni politiche. Possiamo dire di avere affermato un nostro modello di governo! Sin dal 2004, quando vincemmo le elezioni di Bari, abbiamo sempre vinto tutto e trasformato la Puglia in un’attrattiva ed interessante regione italiana del terzo millennio”.

“Abbiamo voluto proporre un modello diverso da quello che in passato privilegiava la figura dell’uomo solo al comando che determinava tutto, persino chi dovesse essere il sindaco di un paesino. Leader isolati che, invece di generare fiducia, finivano per alimentare tensioni e spinte contrarie. Noi abbiamo scelto un percorso fatto di ascolto e partecipazione, convinti che le decisioni più solide nascano sempre da un lavoro comune. Scrivemmo programmi di governo condivisi dal basso, in forum ai quali partecipavano migliaia di persone e definimmo piani strategici con l’aiuto delle Università e del Politecnico. Ci aprimmo ai migliori uomini e donne di Puglia senza chiedere loro da dove venissero, verificando con attenzione solo dove intendevano andare assieme alla loro comunità. I partiti, in profonda crisi, non presero bene la cosa ed etichettarono come trasformismo la nostra capacità attrattiva, paragonandola alle pratiche parlamentari di Giolitti e De Pretis che ovviamente erano tutt’altra cosa, svolgendosi ad elezioni già avvenute e non prima al momento della costruzione del progetto politico. Sulla base di questo patrimonio abbiamo fondato e fatto crescere un nuovo partito, il Partito Democratico che in Puglia si è radicato con maggior forza e intensità rispetto ad altrove e che oggi è il protagonista centrale di quello che è avvenuto e soprattutto di quello che avverrà. È stato così che l’asse politico della regione si è progressivamente spostato, trasformando quella che un tempo veniva definita ‘l’Emilia Nera’ in una terra dove il centrosinistra governa ancora oggi e dove l’esito elettorale appare spesso ampiamente prevedibile già prima del voto. Non si è trattato semplicemente di un fenomeno ideologico: è stato, soprattutto, un movimento di popolo, vivo e partecipato”.

“I pugliesi hanno semplicemente valutato che la classe dirigente faticosamente costruita a partire dal 2004, fosse la più affidabile, perché collegiale, aperta verso programmi di coalizione rigorosamente concordati e chiari nei dettagli sin da prima delle elezioni. Nessuna fantasiosa figura carismatica ha mai contato davvero più del programma e del patto di governo che ci unisce, garantito quest’ultimo da presidenti vincolati agli impegni e ai valori della coalizione di partenza. È così che i dati sullo sviluppo economico, sull’occupazione, sulla sanità, sul turismo, sulla cultura, sulla attrazione degli investimenti, sull’agricoltura, sulla capacità di trattamento delle acque e di gestione della siccità ci hanno assegnato un ruolo guida in tutto il Mezzogiorno. A questo si aggiungono le migliaia e migliaia di assunzioni nelle strutture della Regione Puglia, nella sanità regionale, nelle agenzie e aziende regionali, che hanno rafforzato la macchina amministrativa, rendendola più solida, efficiente e capace di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini. E non dimentichiamolo, hanno dato delle certezze a tantissimi figli di questa terra che hanno studiato qui o che sono rientrati in Puglia dopo aver studiato e lavorato fuori. Sono stati loro a permetterci di fare grandi passi avanti e ne sono certo, sono la base su cui si potrà costruire un futuro ancora migliore. Impegno di tutti per il futuro dovrà essere quello di lavorare per consentire a sempre più pugliesi di rientrare nella nostra terra insieme a tutti coloro che nel mondo sceglieranno la Puglia come luogo di elezione, o di non essere costretti ad abbandonarla”.

“È così che le nostre candidature sono diventate naturali, prevedibili con largo anticipo e vincenti perché investiamo sulle persone anni ed anni prima, badando alla loro formazione, guidandole a riconoscersi come parte del processo politico che le ha espresse. Nel 2004 sono “nati” tutti i politici più importanti del centrosinistra odierno, anche quelli che sembrano più giovani, e tutti abbiamo, con ruoli diversi, costruito con le persone di questa terra il blocco sociale e democratico che ha governato sino ad oggi in piena continuità, senza salti logici. Tutti noi siamo parte di questa storia, che abbiamo contribuito a costruire sin dall’inizio, e da essa non possiamo prescindere. La vera discontinuità non consiste nel rinnegare il passato, ma nel saperne valorizzare l’eredità per costruire un futuro ancora più solido. Ecco perché le profonde dissonanze degli ultimi mesi mi preoccupano. Quello che è successo nelle scorse settimane rimane imperscrutabile, perché non pare legato ad alcun reale tema di natura politica. E tuttavia, con la responsabilità di sempre e con l’amore per la propria terra, chi ha avuto più giudizio l’ha usato. Per il futuro dobbiamo assumerci l’impegno che episodi simili non si ripetano più. Lo comprendemmo sin dall’inizio, dal 2004, quanto fosse delicato il processo dello stare insieme per costruire un progetto comune. Per questo decidemmo di non utilizzare mai espressioni come: “se c’è lui, non ci sono io”, “ci abbiamo già provato”, “questa cosa è impossibile””.

“In queste tre frasi sino a venti anni fa c’era tutta la incapacità di costruire una società pugliese diversa e sicura di sé nella quale l’identità di ciascuno non fosse ostacolo al lavoro comune. E soprattutto abbiamo smesso di pensare di non essere capaci, abbiamo dimostrato che in Puglia proviamo e riproviamo fino a che non rendiamo possibili anche le cose molto difficili. E aver superato questa prova ci ha reso più sicuri di noi stessi. Il metodo democratico che ha guidato il nostro agire in questi anni va preservato. Il vero lascito di questo percorso sta proprio qui, nel metodo partecipato che ci ha permesso di commettere meno errori di chi ci aveva preceduto e di crescere insieme. La Puglia deve rimanere una terra consapevole dei diritti di ciascun cittadino, dove ognuno possa esprimere liberamente il proprio pensiero e scegliere da che parte stare. E io voglio continuare a difenderla, anche da semplice cittadino. Ogni candidatura dovrebbe innanzitutto nascere da un programma solido, frutto di confronto, rispetto e partecipazione, e presentato con trasparenza alla comunità. E permettetemi di dirlo, siamo in colpevole ritardo su questo, nonostante l’esperienza che abbiamo consolidato. Mettiamoci alle spalle queste settimane difficili e contraddittorie, tra tensioni, gesti eccessivi e smarrimento. Dobbiamo ritrovare unità, serietà e senso del limite. Imparare di nuovo ad essere generosi e a mantenere la parola data. Perché in questi anni abbiamo provato sempre a dire una cosa e poi farla, a prendere un impegno e poi a mantenerlo anche quando era veramente difficile riuscirci. Per il futuro impegniamoci a chiedere sempre conto di quello che viene preteso, per evitare che le condotte dei singoli sfocino nell’arbitrio. Oggi, guardandovi negli occhi, posso dire con orgoglio che la Puglia è più forte, più giusta, più prospera”.

“Tutti siamo fieri di dirci pugliesi e questo sentimento nasce dal lavoro di migliaia di donne e uomini che hanno dato il loro contributo remando nella stessa direzione. Vorrei ringraziarli tutti uno ad uno per ogni singolo traguardo raggiunto. Non è stato facile. Abbiamo ereditato sfide antiche, ma abbiamo saputo trasformarle in opportunità. Abbiamo lavorato con passione, con tenacia, e con la consapevolezza che il buon governo si misura sulla capacità di migliorare concretamente la vita delle persone. Dieci anni fa, la nostra terra era segnata dalla disoccupazione. Oggi, il tasso di occupazione è cresciuto dal 45,6% al 51,2%, e la disoccupazione femminile è scesa drasticamente dal 17,2% all’11,2%. Non ci accontentiamo, il divario di genere resta ancora un tema aperto, e su quello ci stiamo concentrando, per creare le condizioni affinchè il lavoro di qualità sia un diritto per tutti. Sul fronte dell’acqua, abbiamo fatto una scelta di civiltà: l’acqua resta pubblica. Abbiamo difeso l’Acquedotto Pugliese, una società al 100% pubblica, garantendo la gestione in house del servizio idrico integrato. Grazie alla legge regionale e al riconoscimento nazionale della strategicità di AQP, abbiamo messo in sicurezza un bene fondamentale per le nostre comunità, superando anche le iniziali perplessità del Governo. E affrontato a viso aperto anche la crisi idrica, con un Piano di emergenza che ha bilanciato gli interessi di tutti i comparti, tutelando l’uso potabile prioritario. I risultati si vedono: per il quinto anno consecutivo, la Puglia vanta la più alta qualità delle acque di balneazione in Italia, con quasi il 99,7% di acque “eccellenti”. Un primato che è frutto di politiche ambientali serie e rigorose”.

“Abbiamo dato il via a una vera e propria “rivoluzione verde”. Con il piano energetico ambientale regionale (PEAR), puntiamo a ridurre le emissioni di gas serra del 55% rispetto ai valori del 1990 entro il 2030 e a coprire il 42,5% dei consumi energetici con fonti rinnovabili. Concludere il mandato sapendo che la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto è un obbligo vincolante per il nuovo acquirente è uno dei risultati per me più significativi. Lo avevamo detto sin dall’inizio che quella era l’unica strada per salvaguardare il primario diritto alla salute con il lavoro e il mantenimento della produzione ritenuta strategica dallo Stato. E alla fine siamo riusciti a raggiungere una intesa tra tutti i livelli istituzionali e tra forze politiche diverse. Per la prima volta nella storia di questa vicenda industriale si realizza una prospettiva che rimette al centro della politica la vita delle persone e la loro tutela. A Taranto, per la prima volta nella storia di una vicenda industriale così critica e rilevante per l’Italia e per l’Europa intera, siamo stati in grado di raggiungere una base comune tra tutti i livelli istituzionali competenti e tra forze politiche di diversa estrazione, mettendo come nostra ostinata consuetudine al centro della politica la vita delle persone. Lo avevamo chiesto sin dall’inizio e oggi la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto, è un obbligo vincolante per il nuovo acquirente. La raccolta differenziata è passata dal 50% al 62%, e abbiamo bonificato oltre 120 ettari di aree. Stiamo ampliando le aree protette e realizzando nuove politiche abitative per l’edilizia sociale”.

“La nostra economia è in crescita ma soprattutto la Puglia è credibile a livello internazionale. Il valore aggiunto della Puglia è aumentato dell’11,4% tra il 2015 e il 2023, superando la media del Mezzogiorno e dell’Italia ma quello che conta è che gli investimenti, pur in un momento molto critico dal punto di vista geopolitico ed economico mondiale, non solo non rallentano ma aumentano considerevolmente: sui nostri bandi per le imprese nella programmazione in corso le proposte di investimento sono raddoppiate, per i Pia triplicate rispetto allo stesso periodo della scorsa programmazione e sono tutte trainate da ricerca, sviluppo e innovazione. Siamo l’ottava regione in Italia per numero di start-up innovative, e la provincia di Bari è quinta: il 60% delle startup di Tecnonidi viene da fuori Puglia. Abbiamo ricevuto 2.471 progetti imprenditoriali per circa 3 miliardi di euro di investimenti, promuovendo la trasformazione digitale, l’internazionalizzazione e la transizione ecologica. E con misure come “NIDI”, abbiamo favorito l’autoimpiego di oltre 5.000 persone, con un’attenzione particolare a giovani e donne. Abbiamo investito nelle connessioni urbane e extraurbane e nelle infrastrutture. Abbiamo ammodernato e messo in sicurezza la nostra rete ferroviaria, attuato un restyling di oltre 20 stazioni e la realizzazione di nuove tratte. E il welfare? La nostra Puglia è diventata la “Puglia che cura, connette, trasforma”. Abbiamo investito oltre 882 milioni di euro nel rafforzamento del sistema integrato di welfare territoriale. Il Reddito di Dignità (ReD) non è solo un sussidio, ma un percorso di inclusione che ha coinvolto tantissime famiglie, promuovendo autonomia e competenze. Abbiamo esteso il ReD anche ai minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile, una misura innovativa per la loro riabilitazione sociale”.

“Nella sanità, abbiamo scalato la classifica nazionale sui livelli essenziali di assistenza, da ultimi diventando decimi in Italia e primi al Sud. In soli quattro anni abbiamo avviato e portato a termine i lavori per la costruzione di due nuovi e moderni ospedali: quello di Monopoli e il San Cataldo di Taranto, in totale 1000 posti letto. Due opere che rappresentano non soltanto nuove mura, ma luoghi di cura innovativi, attrezzati con le tecnologie più avanzate e pensati per dare dignità ai pazienti e migliori condizioni di lavoro agli operatori sanitari. Nel servizio sanitario regionale abbiamo realizzato oltre 10.000 nuove assunzioni e, con l’ultimo piano assunzionale attualmente in corso di applicazione, ne abbiamo autorizzate altre 3.600. Inoltre, sono state completate più di 5.000 stabilizzazioni. E come non parlare del turismo? Se la Puglia oggi è riconosciuta in tutto il mondo come una delle mete più ambite, è perché abbiamo lavorato con una strategia chiara e un’ambizione grandissima. Dieci anni fa, non eravamo tra le prime dieci regioni per presenze turistiche. Oggi siamo sul podio, quarti in Italia per presenze turistiche con 16 milioni di pernottamenti nel 2024, il doppio rispetto al 2014. Il turismo in Puglia non è più un fenomeno estivo, ma una risorsa continua che genera occupazione e benessere per tutto l’anno. E stiamo andando avanti, con nuove sfide e un’ulteriore promozione della Puglia come destinazione turistica e cinematografica d’eccellenza, valorizzando i nostri cammini religiosi e la nostra enogastronomia, veri ambasciatori del Made in Puglia”.

“Ed invece io devo confessarvi che ciò che penso di lasciarvi, per il momento, sia proprio questa formula democratica fondata sul primato della politica e della partecipazione da parte di tutti alle istruttorie via via più complesse ed articolate in proporzione alla loro importanza. A partire dal numero di telefono del Presidente disponibile per tutti, che in questi anni è stato uno straordinario strumento di formazione politica, non solo per me, ma per tutta la struttura impegnata a richiamare i cittadini che avevano suggerimenti e bisogni da indirizzarci. Via via risalendo fino all’ascolto permanente di associazioni, sindacati, forze politiche per arrivare alla decisione più corretta. Insistiamo nel credere in una politica fatta bene, fondata sulle regole della Costituzione, sull’amicizia, sul rispetto e sull’attenzione alle persone, considerate nella loro dignità e non come semplici follower. A chi verrà dopo di me auguro di saper proseguire questo cammino con la stessa gioia e con la necessaria autoironia che aiuti a vivere questa esperienza non solo come un peso, ma come un servizio nobile e condiviso. E mentre guardiamo al futuro della nostra regione, non possiamo dimenticare lo sguardo verso il mondo: le tragedie come quella che si sta consumando a Gaza ci ricordano ogni giorno quanto la pace, la libertà e la democrazia siano beni da difendere, e quanto sia nostro dovere custodirli con ancora maggiore cura”.

“Ultimo discorso? Per ora. Saluto tutti voi, cittadini e cittadine di questa splendida terra e del mondo: la Puglia, tanto bella quanto complessa, ricca di differenze che sono la sua forza. Governarla significa accogliere anche qualche contestazione e i pareri discordanti, perché solo dal confronto nascono la lucidità e la capacità di portarla avanti con coraggio e amore. Viva la Puglia!”

Bari, al Policlinico inaugurato il nuovo padiglione Asclepios: 8 piani, 200 posti letto e 24 sale operatorie

Otto piani, compreso uno interrato, 200 posti letto, dieci dei quali in terapia intensiva e 16 in terapia intensiva cardiologica, 24 sale operatorie. Sono i numeri del nuovo padiglione Asclepios 3 del Policlinico di Bari, del quale oggi è stata inaugurata l’ultima parte: quella dedicata alla cardiologia, angiografia e chirurgia cardiologica.

Presenti, fra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese, il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce e il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, e in collegamento da Taranto il presidente della Regione, Michele Emiliano. I primi pazienti arriveranno a settembre, mentre sono già operativi i reparti di area medica (malattie dell’apparato respiratorio e medicina interna ad alta intensità di cura), chirurgia toracica e chirurgia vascolare.

Il nuovo blocco operatorio cardiologico è costituito da quattro sale, di cui una ibrida dotata di tecnologie all’avanguardia, e tre sale angiografiche. Sono 48 i posti letto a disposizione, ai quali si aggiungono i 16 in terapia intensiva cardiologica (due con isolamento), disposti lungo un corridoio lungo 200 metri, il più lungo in Puglia. Qui ogni paziente sarà monitorato h24, con i parametri proiettati su schermi lungo tutto il reparto, grazie ai quali sarà possibile intervenire in massimo tre minuti.Per inaugurare il nuovo padiglione la Regione ha investito oltre 65 milioni di euro. I lavori, iniziati prima del Covid, hanno subito un’accelerazione negli ultimi cinque anni.

Asclepios 3 ha anche un collegamento diretto con il blocco Aclepios 1 ed è dotato di percorsi e ascensori distinti per visitatori, pazienti, personale sanitario, materiale sporco e materiale pulito. Entro settembre saranno trasferiti i pazienti di cardiochirurgia, Centro trapianti di cuore, cardiologia e terapia intensiva cardiologica. Fra le novità presenti ci sono i centro trauma, il centro trapianti fegato-rene che sarà potenziato con sale operatorie dedicate, e il centro cuore, che riunisce in un’unica sede cardiochirurgia ad alta complessità, chirurgia vascolare, cardiologia interventistica avanzata e trapianto di cuore.

Bari, apre il grande mercato agricolo di Coldiretti: l’inaugurazione in via Amendola – FOTO

Da oggi è ufficialmente aperto il Mercato agricolo metropolitano di Campagna Amica a Bari, in via Stanislao Bernardini (angolo via Amendola 106), gestito direttamente dai contadini di Coldiretti. A tagliare il nastro del nuovo hub metropolitano, dedicato interamente al cibo locale, alla stagionalità e alla cultura contadina sono stati il sindaco Vito Leccese, l’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy Pietro Petruzzelli, l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone, il presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo, il direttore Coldiretti Puglia Pietro Piccioni, il consigliere ecclesiastico nazionale Don Nicola Macculi, il presidente nazionale di Campagna Amica Dominga Cotarella e il direttore nazionale Carmelo Troccoli.

La struttura nel quartiere di San Pasquale, riqualificata e riorganizzata a misura delle nuove realtà, è stata affidata dal Comune di Bari alla rete di aziende agricole di Campagna Amica, con l’obiettivo di dar vita a un vero e proprio food hub del cibo locale, che su una superficie di 1500 metri quadrati, con oltre a 800 metri quadrati di parcheggio interrato riservato ai clienti del mercato, ospiterà spazi dedicati alla vendita e alla degustazione di eccellenze del territorio, oltre ad essere punto di incontro e aggregazione rivolto a tutte le realtà sociali e culturali del capoluogo di regione.

Il cibo sarà il protagonista del mercato per 3 giorni di apertura alla settimana, il martedì dalle ore 8.30 alle 20, il giovedì dalle ore 13 alle 20.30 e il sabato dalle 8.30 alle 14, con un ampio numero di aziende coinvolte che permetterà ai consumatori una spesa completa e consapevole grazie alle diverse produzioni locali, tra cui: ortofrutta, formaggi e mozzarelle filate in diretta, carne e pesce, uova, insaccati e salumi, confetture, marmellate e conserve, sottoli e sottaceti, succhi di frutta, farine, olio, vino, birra, piante, fiori, erbe officinali e aromatiche, pane, prodotti da forno, pasta fresca, ma anche il cibo di strada con pizze e panzerotti e gli show cooking dei cuochi contadini, custodi delle ricette tipiche della tradizione rurale. Nel mercato, inoltre, si potrà gustare il meglio della tradizione rurale con menù contadini, partecipare a degustazioni guidate e vivere esperienze legate alla terra attraverso orti didattici e sociali. Il mercato si inserisce nel solco delle iniziative promosse da Coldiretti e Campagna Amica per valorizzare l’agricoltura del territorio, promuovere la filiera corta e offrire ai cittadini un punto di riferimento per una spesa sana, consapevole e a km0.

“Per noi questa è una giornata di festa: questa struttura viene finalmente restituita alla città in una forma completamente nuova e certamente più funzionale rispetto al passato – ha dichiarato il sindaco di Bari Vito Leccese -. Questo non sarà un luogo dedicato esclusivamente al commercio ma offrirà una vera e propria esperienza della cultura contadina nelle sue eccellenze, a cominciare dai prodotti enogastronomici. L’invito che rivolgo a tutti è di frequentare questo luogo, di scoprirlo e di lasciarsi contaminare da un nuovo modo di intendere il cibo in tutte le sue forme, valorizzando la filiera dal produttore al consumatore. Voglio ringraziare Coldiretti, nelle sue articolazioni locali e nazionali, per aver investito su Bari e aver portato nella nostra città alcune tra le migliori aziende agricole e realtà contadine del territorio. Questo significa che qui non solo si potranno acquistare prodotti di eccellenza ma anche degustare, organizzare e partecipare ad eventi, conoscere e approfondire temi legati alla terra e a quell’eduzione alimentare che rende tutti più consapevoli rispetto all’esigenza di costruire un rapporto sano con il cibo anche in chiave di lotta agli sprechi”.

“Il Mercato contadino di Bari è un luogo di vendita e promozione del meglio della produzione agricola della provincia di Bari e regionale, nonché un punto di incontro e aggregazione rivolto a tutte le realtà economiche, sociali e culturali della città di Bari – ha spiegato Pietro Piccioni nel sottolineare che – è un luogo adatto ai bambini e agli anziani attraverso l’utilizzo degli spazi esterni con gli orti didattico e sociale. Ma è anche un luogo di convivialità con i cuochi contadini che dal vivo daranno consigli utili ai consumatori e proporranno i menù tipici della cucina contadina. All’interno del mercato saranno organizzati eventi per il coinvolgimento di consumatori e visitatori, dalle feste a tema alle presentazioni di libri, dai laboratori didattici all’agrididattica negli orti che saranno a disposizione dei bambini e degli anziani, oltre a momenti di inclusione sociale e formazione enogastronomica e alimentare. La rete dei farmers markets svolge anche un’importante funzione sociale promuovendo la riscoperta della vita di comunità, sostenendo la libertà di scelta e la consapevolezza dei consumatori nella scelta dei prodotti. Un altro aspetto importante sarà quello dell’educazione alimentare, diffondendo la conoscenza del nostro territorio e delle sue peculiarità. Per questo le aziende agricole presenti nel mercato intendono gestire in modo solidale le eccedenze alimentari con collaborazioni ad hoc con Avanzi Popolo e la mensa sociale della Cattedrale di Bari”.

“Noi ci auguriamo che questa sperimentazione possa essere il primo passo di un progetto di cura e valorizzazione del territorio che mette al centro le eccellenze locali in tutte le sue forme – ha commentato l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli -. La collaborazione con Coldiretti ci ha permesso di consolidare su Bari pratiche di acquisto consapevole dei prodotti promossi da Campagna Amica che oggi, ci auguriamo, possano trovare compimento nella nuova esperienza del mercato contadino di San Pasquale dove la vendita dei prodotti è solo uno dei diversi aspetti che compongono questa nuova realtà. Questo, ad esempio, sarà uno degli spazi dove sperimentare forme di street food di eccellenza che rappresentano un valore aggiunto capace di attrarre cittadini da tutti i quartieri ma anche dai Comuni della provincia”.

Con l’apertura del mercato di Bari, la rete dei mercati coperti di Campagna Amica della Puglia è completa con i mercati contadini presenti in tutte le città capoluogo di provincia, oltre a quelli aperti nelle piazze di tutta la regione. L’affermazione dei mercati degli agricoltori in Puglia, con la rete delle aziende agricole di Campagna Amica, ha consentito di ridurre la distanza tra produttore e consumatore rafforzando il legame tra aree rurali e aree urbane con un importante patrimonio di biodiversità che dalle campagne si trasferisce in città.

All’Antico Vinaio apre a Bari, inaugurazione il 12 aprile in via Sparano: la schiacciata fiorentina sfida la focaccia

Il conto alla rovescia è partito. All’Antico Vinaio aprirà la sua sede a Bari, nel primo isolato di via Sparano, il 12 aprile. La sede barese si unirà a quelle di Firenze, Milano, Roma, Torino, San Marco e New York.

L’ufficialità è stata data dallo stesso Tommaso Mazzanti sui social in un video. La schiacciata fiorentina è pronta a sfidare la focaccia barese.

Bari internazionale, in via Sparano arriva Victoria’s Secrets: inaugurazione il 13 febbraio prima di San Valentino

Victoria’s Secret sbarca a Bari. Il marchio statunitense famoso in tutto il mondo per le creazioni di lingerie e prodotti di bellezza aprirà presto un negozio in via Sparano, nell’isolato tra via Abate Gimma e via Piccinni, dove un tempo c’era Desigual.

Il conto alla rovescia è partito, la data da cerchiare in rosso è quella del 13 febbraio. L’inaugurazione è prevista infatti il giorno prima di San Valentino. Da tempo è stata avviata la ricerca di personale (store manager, sales associate, visual merchandising e stock flow supervisor).

Bari, apre il nuovo McDonald’s in via Napoli: è il dodicesimo della provincia. Festa d’inaugurazione e 75 assunzioni

Aprirà domani venerdì 6 dicembre il nuovo ristorante McDonald’s di Bari, situato in via Napoli, 364. Dodicesimo McDonald’s nella provincia, ha portato a 75 nuove assunzioni, un team di lavoro che proviene per la maggior parte dal Comune di Bari e dall’area limitrofa. Per l’occasione, lo stesso 6 dicembre, si terrà una festa d’inaugurazione aperta a tutti a partire dalle ore 16.00, con tanti momenti d’intrattenimento e animazione per i più piccoli.

«Sono entusiasta di annunciare l’apertura di un nuovo ristorante McDonald’s proprio qui a Bari», commenta Luigi Fabii, Licenziatario McDonald’s. «Il mio obiettivo, insieme con tutto il mio team, è quello di offrire momenti unici di convivialità e il nostro pieno supporto al territorio locale, generando non solo occupazione ma anche valore sociale. Sono sicuro che, con i nostri servizi, la nostra offerta di ristorazione e il nostro impegno sociale rappresenteremo un ulteriore punto di riferimento per tutta la comunità locale.

Il nuovo McDonald’s conta 237 posti a sedere, tra interno ed esterno, ed è dotato di kiosk digitali che permettono ai clienti di ordinare in totale autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando alcuni ingredienti. Un’innovazione che consente al cliente di attendere il proprio ordine comodamente al tavolo del ristorante.

Il locale mette a disposizione dei suoi clienti il McCafé: un luogo di ritrovo ideale per condividere con gli amici o in famiglia la colazione mattutina, per fare una pausa caffè veloce o per ritagliarsi un momento di gusto nel corso della giornata. Qui i clienti possono, infatti, non solo gustare un caffè di qualità ma anche scegliere tra la varietà di bevande calde, fresche spremute e gustosi prodotti da forno, tutti provenienti da aziende italiane.

Il ristorante ha pensato anche ai più piccoli. All’interno della sala si trova infatti uno spazio interamente dedicato ai bambini, con una serie di servizi che regalano alle famiglie momenti di spensieratezza e divertimento; all’esterno del locale, possono intrattenersi nell’area giochi a loro dedicata. Sempre alle famiglie è dedicato anche il servizio che permette ai più piccoli di celebrare il proprio compleanno, organizzando una festa a tema proprio all’interno del ristorante.

Il ristorante ha doppia corsia McDrive, servizio pratico e veloce, grazie al quale è possibile ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine direttamente dalla propria auto. Il nuovo McDonald’s sarà aperto tutti i giorni dalle ore 7:00 all’01:00; la doppia corsia McDrive sarà attiva da domenica a giovedì dalle ore 7:00 alle 2:00, venerdì e sabato h24. Sarà inoltre disponibile il servizio McDelivery.