Vertenza Natuzzi, salta l’incontro con l’azienda. Sindacati proclamano stato di agitazione: mobilitazione il 2 marzo

Salta il tavolo con l’azienda Natuzzi in Confindustria Bari dopo la presentazione del piano industriale che prevede tagli, riduzioni e chiusure di stabilimenti. Per questo i sindacati hanno proclamato unitariamente la mobilitazione in programma il 2 marzo.

In vista del tavolo ministeriale al MIMIT a Roma, ci saranno assemblee in tutti gli stabilimenti e si terrà un presidio sotto la sede del Ministero. “Il piano aziendale è totalmente inaccettabile”, lamentano le organizzazioni sindacali.

“La strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali di chi ogni giorno manda avanti la produzione e non rilancia l’azienda – aggiungono -. Il piano rischia di determinare un netto peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro senza offrire alcuna prospettiva per una definitiva uscita dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.

Sul fronte degli ammortizzatori, i numeri parlano di una sospensione media della Cigs del 45%, giudicata “un colpo durissimo ai salari” e un ulteriore elemento di precarietà strutturale. Per i sindacati l’unica via per ridurre la cassa integrazione è il rientro delle produzioni dalla Romania.

Fillea Cgil Puglia: “Natuzzi annuncia 479 esuberi e la chiusura di 2 siti. Assenti investimenti per il futuro”

“Nel corso dell’incontro svoltosi oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’azienda Natuzzi spa, rappresentata dall’amministratore unico Pasquale Natuzzi, ha annunciato 479 esuberi insieme alla presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede anche la chiusura di due siti produttivi”.

Lo comunica in una nota la Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. “Questa proposta è evidentemente inaccettabile per noi – afferma il segretario generale pugliese della categoria, Ignazio Savino – dato che, se davvero si vuole guardare al 2028, bisogna farlo difendendo un’occupazione di qualità, fatta da operatori specializzati, e gli stabilimenti in Italia”.

La richiesta all’azienda è di ritirare “le scelte presentate finora” con la diffida “fino alla riconvocazione del tavolo ministeriale, prevista il 25 febbraio, dal compiere alcuna azione unilaterale come spostamenti di macchinari, trasferimenti di attività o decisioni irreversibili”.

“Nel frattempo – prosegue il sindacalista – grazie al sostegno dimostrato anche in questa sede dalla Regione Puglia e su sollecitazione del ministero, il 9 gennaio ci rivedremo presso l’ente regionale, per il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per entrare nel merito delle questioni tecniche modificando un piano a oggi per noi inaccettabile”. Il sindacato si dice infine disponibile a “rivedere il piano per renderlo sostenibile per lavoratori e territorio. Qualora ciò non dovesse essere garantito, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta necessarie”.

Natuzzi, via libera alla proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre 2025: scongiurati 600 licenziamenti

Confermato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per un massimo di 1.787 dipendenti della Natuzzi S.p.A., con decorrenza dal 1° novembre al 31 dicembre 2025. La misura, prevista dall’art. 1, comma 196, della legge n. 207 del 2024, interesserà i lavoratori degli stabilimenti localizzati in Puglia e Basilicata dell’azienda fondata nel 1959 con sede centrale a Santeramo in Colle (Bari) e nota a livello internazionale per la produzione di divani, poltrone e complementi d’arredo.

La decisione è stata formalizzata durante il tavolo di confronto convocato in videoconferenza dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la partecipazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dei rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria e delle Regioni Puglia e Basilicata. Ha preso parte all’incontro, in qualità di uditrice, anche la Senatrice Maria Nocco (Fratelli d’Italia), componente della Commissione Bilancio del Senato.

“Ringrazio il Governo per aver garantito ancora una volta attenzione concreta a una realtà produttiva strategica per il Mezzogiorno – ha dichiarato la Sen. Nocco – Il rinnovo della CIGS è una misura cruciale e determinante per contenere l’impatto sociale di una fase complessa. È evidente, però, che sia necessario lavorare nel mentre ad una strategia industriale solida, capace di restituire prospettiva e centralità a una filiera che ha fatto la storia del distretto del mobile imbottito e che può ancora giocare un ruolo da protagonista sul mercato”. La Natuzzi S.p.A. con marchi distribuiti in oltre 100 Paesi, è considerata un simbolo del Made in Italy nel mondo.

Durante l’incontro, le parti sociali hanno avanzato anche l’ipotesi di ricorrere a strumenti alternativi di finanziamento, come l’emissione di bond aziendali per affrontare le tensioni di liquidità.

“Le proposte presentate meritano di essere considerate con attenzione, purché inquadrate in un piano di rilancio credibile e condiviso – ha aggiunto Maria Nocco (FdI) – Il compito delle istituzioni è accompagnare il percorso con equilibrio e responsabilità, tutelando il lavoro ma soprattutto promuovendo la permanenza di un presidio produttivo strategico per il nostro territorio. Seguirò da vicino ogni sviluppo e continuerò ad agire a sostegno dei lavoratori e delle comunità coinvolte – conclude – Difendere il lavoro significa difendere il cuore produttivo della nostra terra, la sua identità e il suo futuro”.