Neonato morto nella culla termica a Bari, Leccese non riesce a voltare pagina: “Martirio di una comunità sconfitta”

“Nel celebrare oggi San Sebastiano martire, sento di dirvi che di fronte a quel corpicino esanime, ho pensato al martirio di una comunità sconfitta, ferita al cuore per non essere riuscita a cogliere il disagio di una mamma né a offrire una speranza di vita”. Lo ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, nel corso della messa per la ricorrenza di San Sebastiano, patrono della Polizia locale, officiata nella Basilica di San Nicola di Bari. Il primo cittadino ha voluto ricordare il neonato trovato senza vita lo scorso 2 gennaio nella culla termica che si trova vicino alla chiesa di San Giovanni Battista e di cui sabato scorso sono stati celebrati i funerali.

“Oggi non voglio nascondervi la commozione che ho provato – ha dichiarato Leccese – quando ho pregato davanti alla piccola bara bianca di Angelo”, nome scelto per il piccolo, morto quasi certamente per ipotermia a causa di un guasto al tappetino della culla termica, che non ha fatto scattare gli allarmi, e al climatizzatore della stanza, dal quale è uscita aria fredda.

Neonato trovato morto nella culla termica a Bari, il racconto choc: “Ho sentito dei vagiti due giorni prima”

Alle 20.30 del 31 dicembre, due giorni prima del ritrovamento del neonato morto nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista di Bari, una donna avrebbe sentito piagnucolare, un suono simile a dei vagiti provenire dalla culla, ma li avrebbe scambiati per miagolii, data la presenza di numerosi gatti nel quartiere, molti dei quali adottati da alcuni residenti.

Due giorni dopo il ritrovamento del piccolo, quindi il 4 gennaio, la donna, una pensionata che abita in una palazzina di fronte al locale che ospita la culla, è andata dai carabinieri per rendere una spontanea dichiarazione che i militari hanno trasmesso ai colleghi della squadra mobile che mercoledì scorso hanno sentito la donna come persona informata dei fatti. La notizia è pubblicata dal Quotidiano di Puglia.

Neonato trovato morto nella culla termica, sabato i funerali: saranno pagati dal Comune di Bari

Si terranno sabato alle ore 10, nel cimitero di Bari, i funerali del neonato trovato morto nella culla termica della chiesa san Giovanni Battista di Bari lo scorso 2 gennaio. A celebrarli sarà l’arcivescovo Giuseppe Satriano. L’autopsia sul corpo del neonato, che aveva meno di un mese di vita, ha accertato che verosimilmente il piccolo è morto per ipotermia. I funerali saranno interamente pagati dal Comune di Bari, su iniziativa del sindaco Vito Leccese, e non dal titolare dell’agenzia funebre che ha trovato per primo il corpicino nella culla termica.

Il parroco don Antonio Ruccia e il tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla nel 2014 e lo scorso 14 dicembre ne cambiò l’alimentatore dopo alcuni blackout, sono indagati per omicidio colposo. La Procura procede anche per abbandono di minori a carico di ignoti. Le consulenze svolte in questi giorni sulle apparecchiature del locale in cui si trova la culla termica hanno mostrato il mancato funzionamento del materassino della culla (chiamato ‘tappetino’), che avrebbe dovuto far attivare l’allarme telefonico collegato al cellulare del parroco una volta rilevato il peso del bambino, e anche del climatizzatore che, a causa di una perdita di gas, ha emesso aria fredda e non calda una volta rilevata la presenza di una persona nella stanza in cui si trova la culla.

Neonato trovato morto nella culla termica della chiesa: sabato 18 gennaio i funerali al cimitero di Bari

Si terranno sabato alle ore 10, nel cimitero di Bari, i funerali del neonato trovato morto nella culla termica della chiesa san Giovanni Battista di Bari lo scorso 2 gennaio. A celebrarli sarà l’arcivescovo Giuseppe Satriano, le spese delle esequie saranno sostenute da Roberto Savarese, il titolare dell’agenzia funebre che per primo trovò il cadavere.

L’autopsia sul corpo del neonato, che aveva meno di un mese di vita, ha accertato che verosimilmente il piccolo è morto per ipotermia. Il parroco don Antonio Ruccia e il tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla nel 2014 e lo scorso 14 dicembre ne cambiò l’alimentatore dopo alcuni blackout, sono indagati per omicidio colposo. La Procura procede anche per abbandono di minori a carico di ignoti. Le consulenze svolte in questi giorni sulle apparecchiature del locale in cui si trova la culla termica hanno mostrato il mancato funzionamento del materassino della culla (chiamato ‘tappetino’), che avrebbe dovuto far attivare l’allarme telefonico collegato al cellulare del parroco una volta rilevato il peso del bambino, e anche del climatizzatore che, a causa di una perdita di gas, ha emesso aria fredda e non calda una volta rilevata la presenza di una persona nella stanza in cui si trova la culla.

Neonato trovato morto nella culla termica a Bari, continuano gli accertamenti: il climatizzatore aveva una perdita

Sono continuati anche oggi gli esami delle apparecchiature della culla termica posta nei pressi della chiesa san Giovanni Battista di Bari, nella quale lo scorso 2 gennaio fu trovato un neonato senza vita. I tecnici della Procura e di parte oggi si sono concentrati sul climatizzatore, che avrebbe dovuto riscaldare il locale che ospita la culla una volta rilevati i movimenti del neonato ma che invece, come emerso già ieri, avrebbe emesso aria fredda, probabilmente perché non ricaricato.

Gli esami effettuati oggi avrebbero fatto emergere una perdita nel climatizzatore, la cui pressione sarebbe stata decisamente più bassa rispetto a quanto necessario per permetterne un regolare funzionamento. E per questo, all’apparecchio, sono state attaccate delle bombole per farlo arrivare alla pressione corretta e verificare se, in questo modo, viene fuori aria calda. Quel climatizzatore, se carico, regola automaticamente l’aria (se calda o fredda) a seconda della temperatura esterna.

Domani, intanto, verranno svolti ulteriori accertamenti sul ‘tappetino’ della culla, il materasso con i sensori che avrebbero dovuto far attivare l’allarme. La consulenza di lunedì ha dimostrato come nemmeno quel tappetino funzionasse e, per questo, la presenza del neonato non sarebbe stata segnalata tempestivamente. Il neonato, come emerso dall’autopsia, sarebbe morto per ipotermia. Il parroco don Antonio Ruccia e il tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla nel 2014 e lo scorso 14 dicembre ne cambiò l’alimentatore dopo alcuni blackout che avevano interessato la chiesa, sono indagati per omicidio colposo. Ma le indagini di Procura e squadra mobile di Bari proseguono anche per abbandono di minori a carico di ignoti.

Neonato trovato morto a Bari: forse non sono scattati i sensori dell’allarme e per riscaldare la culla termica

Potrebbe non aver funzionato i sensori che fanno scattare il riscaldamento e l’allarme nella culla termica in cui è stato trovato senza vita un neonato la mattina del 2 gennaio a Bari. È quanto emerso dalla consulenza di circa 3 ore che si è tenuta oggi nel locale che ospita la culla nel perimetro esterno alla parrocchia San Giovanni Battista. I sensori sono collegati al materassino e dovrebbero azionare riscaldamento e far partire la chiamata sul cellulare del parroco ogni qualvolta rilevano un peso. Dall’autopsia, infatti, era emerso che il bambino sarebbe verosimilmente morto per ipotermia.

Dai test eseguiti oggi, dunque, sarebbe stato rilevato il corretto funzionamento dell’alimentatore della culla e della scheda telefonica dalla quale sarebbe dovuta partire la chiamata verso il cellulare di don Antonio Ruccia, indagato per omicidio colposo insieme al tecnico Vincenzo Nanocchio che lo scorso 14 dicembre, dopo alcuni blackout e dopo essere stato chiamato dallo stesso parroco, sostituì l’alimentatore e ne verificò il funzionamento. Don Ruccia, dal canto suo, disse sin da subito, dopo il ritrovamento del neonato, che il suo telefono, quella mattina, non aveva squillato.

Quanto rilevato dai consulenti tende dunque a far escludere che la chiamata non sia partita a causa di presunti danni legati ai blackout. Il materassino, portato via, sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti che riguarderanno anche l’intero funzionamento della culla. La consulenza, affidata dalla Procura di Bari al professore di ingegneria elettrica del Politecnico di Bari, Saverio Mascolo, e al perito Luigi De Vecchis, è stata effettuata alla presenza dei consulenti di parte Michele De Ligio (per Nanocchio) e Paolo Lino (per il parroco), anch’egli docente di ingegneria elettrica al Politecnico. Presente anche il parroco che, secondo il suo avvocato Salvatore D’Aluiso, è “turbato” dall’intera vicenda.

Neonato trovato morto nella culla termica a Bari. Primi interrogatori: il tecnico parla, don Antonio Ruccia no

Si è avvalso della facoltà di non rispondere don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa san Giovanni Battista di Bari indagato per omicidio colposo nel caso del neonato trovato morto lo scorso 2 gennaio nella culla termica della parrocchia. Il suo interrogatorio, il primo come indagato (precedentemente era stato ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti), era infatti fissato per ieri pomeriggio ma il prete, assistito dall’avvocato Salvatore D’Aluiso, ha scelto di non rispondere alle domande.

Ha risposto invece Vincenzo Nanocchio, il tecnico elettricista co-indagato insieme a don Ruccia. La Procura, intanto, ha conferito l’incarico per la consulenza sulla culla all’ingegnere e professore di Ingegneria Elettrica del Politecnico di Bari Saverio Mascolo e al perito Luigi De Vecchis. La consulenza si terrà lunedì prossimo alle 12.00, gli indagati hanno a loro volta nominato dei propri consulenti.

Compito della consulenza è spiegare il funzionamento del sistema e di quante e quali parti sia composto, verificare se il sistema abbia funzionato e se no, se nella culla ci sono altri sistemi per la salvaguardia del bambino come un sistema di videosorveglianza (che c’è) e di condizionamento della stanza (c’è anche questo), comprendere se questi altri sistemi abbiano funzionato e se no, verificare il sistema di funzionamento dell’alimentazione elettrica. Nanocchio agli inquirenti ha raccontato di aver cambiato l’alimentatore della culla lo scorso 14 dicembre, dopo alcuni blackout che avevano interessato la chiesa, spiegando anche di aver provato quel sistema tre volte e che tutte e tre le volte aveva funzionato.

Neonato trovato morto nella culla termica a Bari, l’autopsia: “Era sottopeso disidratato e trascurato”

Era un ‘child neglect’, ovvero un bimbo sottopeso, fortemente disidratato e trascurato, il piccolo di circa 3-4 settimane trovato morto nella culla termica allestita nella parrocchia di San Giovanni Battista di Bari il 2 gennaio scorso.

Il piccolo, un maschietto, pesava 2 chili e 800 grammi ed era stato partorito a termine, forse non in ospedale, anche se quest’ultima è solo un’ipotesi.Sono questi i nuovi particolari che emergono all’autopsia compiuta ieri sul neonato, che sarebbe morto orientativamente per ipotermia, anche se per stabilirlo con certezza serviranno i risultati degli esami istologici. Se il piccolo non fosse stato così trascurato – a quanto viene riferito da fonti vicine alle
indagini – si sarebbe potuto salvare, nonostante il mancato azionamento dell’allarme della culla collegato al telefono del parroco e il mancatto funzionamento del riscaldamento della culla stessa.

Il piccolo ha anche delle piccole escoriazioni alle caviglie, assolutamente trascurabili e molto superficiali, forse provocate da parassiti cutanei. Resta ora da stabilire se il bimbo sia stato messo nella culla quando era ancora vivo oppure quando era già morto, anche se le prime valutazioni investigative propendono per la prima ipotesi. Infatti, la temperatura del cadavere era la stessa della stanza, particolare questo che fa ipotizzare agli inquirenti che il bimbo sia rimasto nella culla termica per molto tempo, fino alla morte.

Neonato trovato senza vita nella culla termica a Bari, l’autopsia: “È morto di freddo”

Il neonato trovato senza vita la mattina del 2 gennaio nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista di Bari sarebbe morto per ipotermia. Questi sono i primissimi risultati dell’autopsia svolta oggi nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari sul corpo del bimbo che – secondo i primi accertamenti – avrebbe meno di un mese di vita. A svolgerla è stato il professor Biagio Solarino, la Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti del parroco, don Antonio Ruccia, e del tecnico manutentore che ha installato la culla nel 2014.

L’avvocato Salvatore D’Aluiso assiste don Ruccia che ha nominato come consulente di parte il dottor Mariano Manzionna, primario di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale San Paolo di Bari. Il tecnico è assistito invece dall’avvocato Giovanni De Leo e non ha nominato consulenti. I risultati dell’autopsia saranno resi noti in 60 giorni e saranno basati anche sui prelievi di tessuti e liquidi compiuti oggi durante l’esame autoptico. Si cercherà di stabilire con esattezza l’epoca e la causa del decesso del piccolo. La Procura parallelamente indaga anche per abbandono di minori a carico di ignoti.

Nel fascicolo d’indagine c’è anche l’episodio relativo al blackout che ha colpito la zona della parrocchia il 14 dicembre scorso dalle ore 15 alle 18 circa. Sul posto intervennero i tecnici dell’Enel, nello stesso giorno, ma nel periodo antecedente al black out, fu effettuato una manutenzione sulla culla termica e fu sostituito l’alimentatore, oltre a verificare il corretto funzionamento. Dopo il ritorno dell’elettricità fu nuovamente verificato il corretto funzionamento della culla, secondo quanto affermato dalla difesa.

Neonato morto nella culla termica, da eroe a “criminale”: minacce social a don Antonio Ruccia

In attesa del percorso della magistratura ci sentiamo in dovere di intervenire nella vicenda, con la testimonianza del soccorritore 118 Riccardo, in merito all’odio social che si è scatenato nei confronti proprio di Don Antonio Ruccia. Da eroe a crocifisso, da eroe a mostro. Basta poco al giorno d’oggi per passare dagli elogi a minacce, offese e cattiverie senza freni. 

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